Scusate, eh? Non mi va di discettare su una questione che per decenza dovrebbe ormai essere coperta da un pietoso silenzio, ma a volte te le tirano di bocca.
Scandalo: ieri X-Factor e il Grande Fratello hanno fatto più ascolti di Porta a Porta e altre trasmissioni dedicate a Eluana. E gli italiani non sono sensibili, e gli italiani non hanno senso civico, e gli italiano sono tutti lobotomizzati dalla tv, e via così di giudizi tranchant.
Ma davvero X-Factor e il Grande Fratello sono spettacoli meno indecorosi dei soliti quattro politici che si avventano su un cadavere né più né meno che come avvoltoi? Davvero c’è più pornografia nei bicchieri tirati contro la gente del Grande Fratello che nello spettacolo indecente messo su intorno al letto di una moribonda cui abbiamo assistito in questi giorni?
Sarà mica che, per una volta, gli italiani si sono stufati di un’informazione che alla fine è semplice necroflia, pornografia del dolore?
Meglio, ma mille volte meglio il trash del Grande Fratello, che coinvolge adulti consenzienti e capaci di intendere e volere, dell’ennesima ricostruzione della via crucis di Eluana, con tanto di invocazioni “Beppino boia” e altre indecorose intromissioni nella tragedia privata di una persona che di certo non avrebbe mai voluto essere usata per squallidi giochi di potere.
E adesso che ho sputato il rospo, me ne torno nel mio rancoroso silenzio, la condizione esistenziale ormai perenne di quegli italiani che non ne possono più di assistere al quotidiano sfacelo di ipocrisia e decadenza che è ormai la nostra società cosiddetta civile.
Domenica ho fatto una torta. Non ne avevo fai fatta una. Qualche volta ho fatto i biscotti, ma le torte mai. Ero piuttosto agitata, le mani mi tremavano e avevo il terrore che qualcosa andasse male. Eppure era solo una torta.
L’impasto è venuto ottimo, poi però ho fatto l’errore di metterlo in un contenitore troppo grande al momento di infilarlo in forno. Risultato: non era una torta. Era una pizza alta mezzo centimetro, croccante, al sapor di cioccolato. Che poi forse di sapore non era neppure così tanto male. Ma non era una torta. La destinataria dell’oggetto, la mamma, ha però apprezzato. Ha fatto il bis e se n’è portata anche una fettona a casa. Giuliano se l’è mangiata anche la mattina dopo.
Penso che ci riproverò. Mi piace pasticciare, adesso che ne ho il tempo.
Ieri, invece, ero un po’ abbattuta per una questione che sarebbe lunga da spiegare. In ogni caso, ho fatto una cosa che non avevo mai fatto: mi sono tirata su con lo shopping. Avevo un appuntamento con una persona, poi saltato per una serie di ragioni, e mentre aspettavo al centro commerciale mi sono comprata un paio di scarpe. Col tacco. A spillo. L’unica volta che ho portato i tacchi a spillo è stato un San Valentino di un sacco di tempo fa, forse cinque o sei anni. Erano delle scarpe stupende che mia madre aveva messo al suo matrimonio. Adesso avevo voglia di rifarlo, sempre a San Valentino. E le ho comprate. 20 euro, perché non mi andava di spendere troppo per uno sfizio.
Oggi penso a che cosa bella e terribile è la vita che continua. E mi sento come chi ricomincia a respirare dopo aver trattenuto a lungo il fiato.
P.S.
Oggi un po’ di news sui miei prossimi progetti su Fantasy Magazine. Prima che qualcuno si agiti, le copertine che vedete sono tutte provvisorie.