Archivi del giorno: 20 febbraio 2009

Dalla Spagna

Qualche giorno fa ho risposto ad un’intervista per un sito internet spagnolo. A parte le mie ovvie difficoltà con l’inglese, l’ho trovata molto interessante e originale, con parecchie domande che non mi erano mai state fatte (e, pensateci, dopo cinque anni di interviste non è così banale). L’intervista è stata pubblicata oggi, e la trovate al seguente link. Mi spiace solo che sia in spagnolo, ma penso che tutti possano capirci almeno qualcosina, visto che italiano e spagnolo si somigliano assai. Trovate anche tre foto di casa mia che a breve pubblicherò anche sul sito.
In attesa di domani, quando vedrò alcuni di voi a Napoli.

Ok, I’ll try in english for my spanish readers. Some days ago I’ve been interviewed by a spanish online magazine; today the interview has been published. You can read it here. I find it very interesting, many questions are smart and unusual. You can also find three pictures of my new house. I hope you’ll enjoy it!

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Scoramento

La mia assenza da questi lidi è sicuramente dovuta alle mie vicende private (niente di che, ho solo gli operai che girano per casa) ma anche dal fatto che sono davvero stanca. Non del blog, ma di essere tutto sommato costretta a trattare sempre delle stesse cose. Resto convinta che non sia come dicono alcuni, e che debba tenermi alla larga della politica, limitandomi a parlare di inverni gelidi, disavventure casalinghe e noiose pippe esistenziali. Ma penso anche che non posso passare le settimane a linkare articoli di Repubblica sempre più assurdi. Ma la rabbia è veramente tanta, lo sgomento altrettanto e il senso di inadeguatezza sale oltre i limiti di guardia.
Se mi sveglio la mattina e scopro che dietro casa mia c’è qualcosa che assomiglia sempre più ad un lager.
Se l’operaio che mi ha dato un ritocco alla tinteggiatura delle pareti ha paura a dirmi la sua nazionalità, perché di questi tempi non sai come la gente reagisce se dici che sei rumeno.
Se sui muri del mio quartiere c’è gente che scrive “white power” e ci mette una svastica accanto, senza contare gli “Albanesi tutti appesi” sulle serrande o un bel “Ebrei ai forni” davanti al muretto della Chiesa.
Se ieri sera, davanti ad una macchina cappottata che occupava la strada, abbandonata da presunti albanesi (io vorrei sapere come han fatto i prodi abitanti del mio quartiere ad accertare l’etnia), una signora fa “E te pareva, so’ sempre loro ahò”.
Se io non mi sento più italiana, non mi sono mai sentita romana, e non sono manco più cattolica.
Se vale tutto questo, ecco, questo posto pian piano si trasforma nella brutta copia del blog di Beppe Grillo, e non era questo che avevo in mente quando quattro anni fa decisi di aprire un blog.
Ma i tempi sono questi, e la società in cui mi ritrovo a vivere è questa. Solo che non capisco più se valga la pena resistere oppure andarsene.

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