Giovedì mia madre ha avuto un incontro ravvicinato del primo tipo con uno spigolo a casa mia. Stava mettendo a posto della roba, si è tirata su e si è spaccata un sopracciglio. Roba da film di pugilato, con sangue a profusione e un bel taglietto tutto slabbrato. Al momento, era a casa insieme ai famosi operai che mi stavano mettendo a posto il battiscopa. È che io e Giuliano a quell’ora eravamo a lavoro, e quindi con gli operai ci stava lei.
Ci ha raccontato la storia, ci ha detto che i due ragazzi si sono preoccupati non poco, che volevano che andasse in farmacia, magari in ospedale, anche perché la mia mamma è sensibile al sangue, e ha avuto un capogiro quando ha visto il rivoletto. Per altro, io sono super-sbadata e disorganizzata, per cui non riuscivano a trovare il disinfettante né un paio di cerotti manco a pagarli.
Ecco, quando m’ha raccontato la scena, nella mia testa è partito il film. Sera, tramonto. I due tizi stanno di là a montare il battiscopa. Sentono il bong della mia mamma che sbatte contro lo spigolo (un po’ come me quella volta) e accorrono. E la trovano mezza traballante col sangue che scorre.
Secondo me si sono visti passare la vita davanti. No, perché mettiamo che la mia mamma sveniva. E magari loro chiamavano qualcuno. Voglio dire, è il primo impulso. Uno sta male, chiedi aiuto. E il soccorritore trova una donna per terra, col sopracciglio spaccato, in compagnia di due rumeni.
…
Ora, se uno legge i giornali e vede la tv, fa due più due. E i miei due operai si saranno già visti pestati a sangue dalla folla inferocita e/o sbattuti dietro le sbarre.
Al che ci credo che siano sbiancati quando l’hanno vista barcollante vicino all’armadio, al di là, ovviamente, della naturale preoccupazione quando vedi un tuo simile che sta male.
Che ce voi fa’. C’est l’Italie.