Archivi del giorno: 18 marzo 2009

Watchmen al cinema e io in tv

Quando leggerete questo post, io non sarò qui.
Calma. Nel senso che sarò a lezione. Ho lezione dalle 9.00 alle 11.00. La dura vita del dottorando. Allora, con gli occhi gonfi e un malessere di natura imprecisata, mi sono messa a scrivere ieri sera. Che sarebbe ora. Capperi, mi sento un po’ in una puntata di Lost a fare questi discorsi…Comunque. Oggi, cioè ieri, ero partita con l’intenzione di fare un post su Watchmen. Solo che mi sono svegliata premasticata, e ho soprasseduto. Sono premasticata anche ora, ma ho da segnalarvi una cosa, per cui devo scrivere in ogni caso, e allora ho pensato di provare a buttare giù il post che volevo fare stamane. Perché ridendo e scherzando poi non vi ho detto cosa ne penso di Watchmen. A dire il vero non lo so.
Ho letto Watchmen quest’estate, e l’ho trovato straordinario. Non così compatto e potente come V for Vendetta, ma straordinario. E ho subito pensato che il film avrebbe fatto un casino. Watchmen è quanto di meno cinematografico esista. Perché ti vende fischi per fiaschi, dato che è un fumetto di supereroi che non parla di supereroi, se mi passate il pasticcio. Quindi temevo che se ne sarebbe tratto un blockbuster che tradiva il senso dell’opera a favore di una maggiore fruibilità da parte del pubblico medio. Non è un caso che sabato a vederlo ci fossero i sei idioti dello scorso post. Poi però ho saputo che il regista era Zack Filologo Snyder e ho pensato che forse ne poteva uscire qualcosa di buono, e i primi trailer erano assai promettenti.
Ora. Il mio giudizio sul film è completamente obnubilato dalla gratitudine a Snyder per aver avuto il coraggio di proporre in sala Watchmen senza nessun abbellimento commerciale. La storia è la fotocopia carbone del fumetto, il senso ci sta tutto, nonostante la veniale infedeltà nel finale. Snyder non ha dato al pubblico quel che voleva. Snyder ha messo su pellicola Watchmen, punto, e nel farlo ha guardato praticamente solo ai fan del fumetto.
Per altro, la colonna sonora è straordinaria, è da ieri che me la sparo nelle orecchie per tenermi su nelle lunghe riduzioni dati.
Però. Però Snyder come regista praticamente non esiste. Prendiamo 300 e prendiamo Watchmen. A parte un uso insistito e forse anche un po’ inutile del bullet time, non ci sono punti in comune. 300 è la celebrazione del superuomo, Watchmen la decostruzione dello stesso. E questa cosa lascia perplessi. Voglio dire, dov’è Snyder nella sua opera? Cosa c’ha messo di suo? Una colonna sonora da urlo, direi, e un’adesione viscerale, appunto filologica al fumetto. E basta. È un po’ come quei pittori che passano al vita a copiare i quadri degli altri. Dov’è la loro firma?
Io sono lieta di vedere Rorscharch, il Dr. Manhattan e tutti gli altri in carne e ossa, ma ho la vaga sensazione che forse non basti. Manca quel po’ di reinterpretazione, di rielaborazione che avrebbe giovato al tutto. E poi devo dire che la seconda metà si trascina un pochino, o quanto meno io ho dovuto farmi un po’ forza per arrivare in fondo.
Ho imparato qualcosa. Che se vuoi ridurre qualcosa a qualcos’altro, devi un po’ tradirlo, o la cosa lascia l’amaro in bocca. Per quanto il film mi sia piaciuto, per carità.
Veniamo alla segnalazione: oggi, nel senso di 18 marzo, alle 12.00 mi potrete vedere su Repubblica Tv. Spero di essere un po’ più in vena di ieri, perché sennò avrò due occhi da pesce lesso impagabili. Poi mi saprete dire.

P.S.
Per chi fosse curioso di vedere l’incontro di oggi a Repubblica Tv, lo trovate qua

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