Niente di che. Volevo solo avvisarvi che c’è online un’anteprima del fumetto con un po’ di informazioni collegate. Così, per chi fosse interessato.
Fumetto
Le nuvole basse e pesanti. Tempo di Pasqua. Tempo di tutte le Pasque della mia vita. Aria più fredda del solito sugli alberi verdi di gemme. E la sospensione del tempo, l’attesa. Un’attesa diversa dagli altri anni, quando la terra non tremava e non c’era gente a 100 km da casa tua senza più niente.
Il cartello sotto cui passo tutte le mattine, sulla Roma-L’Aquila. Transito vietato ai mezzi superiori alle 75 tonnellate. A24 chiusa da Assergi a L’Aquila ovest. A ricordati che non puoi e non devi dimenticare.
La terra che trema. Ti sveglia la notte, ti sorprende mentre fai cena. Ti aggiri per la cucina senza sapere bene cosa fare. Aspetti che passi, e poi che ritorni. E pensi a quel posto dove hai passato tante vacanze. Alla Perdonanza Celestiniana della prima volta che ci sei stata. Da qualche parte, in un cassetto della casa dei tuoi, ci sono ancora le foto. Bambini vestiti a festa, la sfilata in costume, meravigliosa, interminabile. Dov’è quella gente? Che fa ora? Rocca di Mezzo, il miraggio nevoso dei tuoi inverni. Ai Piani di Pezza c’è una faglia. Ci sei stata neppure due mesi fa coi tuoi amici, per due giorni di divertimento e chiacchiere tra la neve secca e perfetta di un inverno rigido. Il viadotto che si tuffa nel Gran Sasso, dietro L’Aquila, che hai fatto così tante volte, per lavoro, per piacere. Lo spettacolo delle rocce dietro di te quando esci, il modo in cui il sole al tramonto le colora. Anche loro sono nate da innumeri terremoti. Il Gran Sasso, l’osservatorio, il telescopio. L’Abruzzo della SAIt dello scorso anno. Teramo.
Ti ricordi la Chiesa delle Anime Sante, in quel giorno di mercato pieno di profumi e colori. Il rame dei tegami, il rosso dei peperoni. Stavi per andare via, quel giorno, e facevi gli ultimi acquisti in una città che ti era entrata nel cuore per sempre.
Aspettiamo. Una salvezza che quest’anno non arriverà.