Archivi del giorno: 27 aprile 2009

news

Ragazzi, se avessi saputo venerdì che ci sarebbe stato questo gran ritorno di un classico della paura postmoderna, la Grande Malattia Fine di Mondo, non vi avrei promesso novità per oggi. Mi sarei sdilinquita in lunghi post sull’isteria di massa, la paura, l’irresponsabilità dei giornali e via così.
In effetti era un po’ che non eravamo terrorizzati da qualcosa. Il terrorismo è un po’ passato di moda, sarà l’effetto Obama, e il terremoto è localizzato, per cui non è che uno si possa spaventare più di tanto. Ma il virus…ah, il virus è perfetto: invisibile, subdolo, impossibile da localizzare.
Bon. “In queste ore dramattico”, per citare l’imprescindibile Profeta di Quelo (l’ho visto live un mesetto fa, che cosa fantastica, ragazzi…) io francamente mi attengo a quel che dice il WHO, che lo trovate qua. Le faq sono la parte più utile ai fini dell’ignorante medio come me, ma sono in inglese. Se ne trova una specie di traduzione su repubblica. No, perché va bene la prudenza, l’attenzione e lo scrupolo, ma il panico non credo ci serva molto allo stato attuale, e i giornali sono fabbriche di panico. Salvo poi costringere i politici a tirare i remi in barca, addentando cosciotti di maiale, o chiamano Veronesi a invitare alla calma, che è una cosa che genera ancor più panico. Ma vabbeh.
Comunque. Vi avevo promesso delle news. Allora. Questa è abbastanza scontata, ma ve la dico lo stesso. Sarò alla Fiera del Libro di Torino, il 16 e il 17 maggio. Il 16, alle 17.30, presento L’Albero di Idhunn, che dovrebbe uscire a maggio, ma, al solito, non chiedetemi la data esatta che non la so. La novità è che il giorno dopo passo dall’altro lato della barricata: alle 12.30 presento G.L. D’Andrea col suo Wunderkind. Confesso di essere più agitata per questo secondo evento che per il primo. Voglio dire, quando presento i miei libri sono responsabile di me stessa, e per altro in genere non conduco io il gioco, ma il relatore che è con me o il pubblico. In questo secondo caso guido io, e mi sento responsabile per un’altra persona. In ogni caso, ho già fatto la relatrice una volta, e andò liscia. Per cui, calma e gesso. Per altro il libro è molto intrigante, percorso da una vena grottesca e da un senso costante di inquietudine che attaccano alla pagina.
Veniamo al piatto ricco. Quest’anno sono stata invitata al Massenzio, il festival delle letterature di Roma. Qui trovate qualche informazione. È un evento molto particolare, l’invito infatti mi ha fatto enormemente piacere, e m’ha messo addosso la solita ansia.
Ogni serata si articola in due parti, ciascuna legata ad un autore. L’autore sale sul palco, allestito davanti alla Basilica di Massenzio, nei Fori Romani, e legge un proprio racconto inedito. L’unica interazione col pubblico è questa: l’autore legge la propria opera. Nessuna domanda, nessuna chiacchierata. L’autore si esprime solo tramite la propria scrittura. Un ritorno all’oralità, insomma, alla potenza dell’affabulazione, allo scrittore come menestrello. Una cosa fantastica, che mi è piaciuta da subito molto. Una cosa che m’ha terrorizzata da subito.
Io, sola su un palco, in mezzo ai Fori, davanti ad un pubblico che non è quello mio solito, a leggere. Brrrrr.
Anyway. La cosa avrà luogo il 4 Giugno, nella mia serata avrete modo di ascoltare anche Lindqvist, l’autore di Lasciami Entrare, da cui è stato tratto anche un film.
Il racconto è pronto, l’ho spedito domenica. Incrociamo le dita.
Tutto qua. Ora, mi attende la consueta settimana di fuoco, visto che il congresso della SAIt è vicino. Al solito, non vi preoccupate se mi vedrete poco. Ci sono i lavori in corso.

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