Archivi del mese: maggio 2009

Buon viaggio

Studio per fare l’astrofisico da cinque anni, contanto anche la tesi sei. Ho lavorato due anni al centro dati ASI, che si trova dentro l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, per cui di lanci di satelliti me ne sono passati sotto gli occhi parecchi. Ad ESA non dico ce ne fosse una al mese, ma ce ne sono stati parecchi nei due anni in cui l’ho bazzicato. E in genere c’era la diretta dell’evento. Tanta gente lì dentro aveva lavorato a quello specifico satellite, e aveva piacere di vederlo partire. Io non ho mai assistito. Avevo sempre qualche scadenza, un lavoro in arretrato, o comunque qualcosa da fare. Per cui non avevo mai visto in diretta la partenza di un satellite. Fino a ieri.
Ieri sono partiti Plank e Herschel. Il primo è un satellite che studierà la radiazione cosmica di fondo (qui ho cercato di spiegare di cosa si tratta, qui per chi vuole saperne di più ed è anglofono), mentre il secondo è un telescopio infrarosso. Sono partiti insieme, montati sullo stesso razzo (un Ariane 5, il lanciatore che viene usato di solito per mettere in orbita i satelliti europei), dalla base di Kourou, nella Guyana Francese. Qui all’università, che nella progettazione e nella costruzione del satellite è stata fortemente coinvolta, c’è stata la diretta dell’evento. Lì per lì, a convincermi ad andare è stato il bisogno di staccare un attimo dal lavoro che stavo facendo. Sapevo che sarei rimasta a lavoro fino a tardi, e sentivo il bisogno di un attimo di pausa. Però devo dire che quando sono salita su, sono entrata subito nell’evento. Il count down da un lato, le facce tese delle persone nel centro di controllo a Kourou sullo schermo…non ho lavorato a Plank, presumibilmente non lavorerò mai sui suoi dati, eppure mi sentivo coinvolta da quel lancio. Sono in un periodo della mia vita in cui ho un po’ la lacrima facile, ma devo dire che stavo per commuovermi quando il razzo è partito. Abbiamo seguito quasi con apprensione l’ascesa del lanciatore, il distacco dei booster, e poi la partenza vera e propria dei due satelliti, liberi dal razzo che li ha spinti fuori dall’orbita terrestre e dagli scudi termici che li proteggevano. Solo allora è partito l’applauso, liberatorio. Plank e Herschel erano sulla via di L2, il punto in cui andranno a posizionarsi nello spazio, a circa un milione e mezzo di chilometri dalla Terra.
Forse quest’emozione è difficile da capire per chi non ha mai lavorato su un satellite. Ma io l’ho fatto, e so cosa vuol dire spendere ore della propria vita, anni di lavoro e sentirsi parte di qualcosa di più grande. E tutto quel lavoro può andare letteralmente in fumo in pochi secondi. Il lancio è sempre un momento delicato, possono andare storte un sacco di cose, e si può perdere il satellite. E se lo perdi, se esplode, è finita. Il tuo lavoro è andato in fumo, perché non lo si ricostruirà. Piuttosto se ne farà un altro, con gli stessi scopi, ma fatalmente diverso. Per progettare e costruire un satellite ci vogliono anni, anche venti, col risultato che spesso il satellite ha tecnologia obsoleta già quando parte. Questo non vuol dire che non può far bene il suo lavoro. Semplicemente, i tempi di costruzione sono tali che non si può stare appresso agli sviluppi tecnologici, e ci si monta sopra lo stato dell’arte degli strumenti all’epoca in cui si fa la progettazione e l’assemblaggio. Intanto verranno fuori chip più veloci, HD più capienti, ma poiché tutto deve essere calibrato al millimetro per funzionare, non si può cambiare in corso d’opera il progetto approvato.
Per cui, se si perde un satellite al lancio, se ne costruisce uno diverso, che migliori quello perduto, che usi tecnologia più avanzata. In ogni caso, hai perso parte del tuo lavoro. Non saprai mai se il tuo software avrebbe funzionato bene come immaginavi, se quel nuovo strumento che hai progettato avrebbe svolto bene il suo lavoro. Ecco, io ho percepito questa tensione, ieri. Ho guardato il razzo che saliva, ho sperato che tutto andasse bene. Ho pensato che a volte la scienza rappresenta il meglio di noi. Decine di nazioni si mettono insieme, uomini separati da migliaia di chilometri, da differenze culturali che agli ottusi sembrano incolmabili, lavorano gomito a gomito condividendo il linguaggio universale in cui è scritto il cosmo, la matematica, e in un sovrumano sforzo pacifico realizzano qualcosa che servirà a tutti per capire, per aggiungere un tassellino alla conoscenza dell’universo. L’ho trovato commovente. Mi sono sentita parte di una comunità, e orgogliosa di esserlo. Anche se quei dati non li studierò mai. Perché la conoscenza appartiene a tutti, e chi studia il cosmo non lo fa solo per sé, ma per l’umanità intera.
Nel 2012 partirà Gaia. Alcune delle soluzioni software che verranno usate nell’analisi date derivano anche dal lavoro che ho fatto io per due anni. Allora terrò le dita incrociate e mi mangerò le unghie fino all’osso, e sarò contenta di sapere che anche chi non ha lavorato al progetto attenderà, soffrirà e gioirà con me. Le passioni uniscono.

P.S.
Vi segnalo un’intervista di Roberto Recchioni, lo sceneggiatore del fumetto sul Mondo Emerso. Ci sono anche un paio di anteprime per i più curiosi. Enjoy!

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Tentazioni irresistibili

DISCLAIMER:
quando la mia mamma, durante i litigi, sospirava che aveva ragione Pirandello è che l’incomunicabilità è una costante dei rapporti umani, io sbuffavo da brava adolescente. Da quando ho un blog e scrivo libri, ho leggermente rivisto le mie posizioni, per cui. L’unico scopo di questo post è di farci quattro risate in compagnia. Non sto mettendo alla berlina nessuno, tanto meno chi mi manda mail “originali”.
P.S.
Ognuno ha il diritto di non farsi piacere i miei libri, e di esprimerlo in modo più o meno colorito, indi per cui non attaccate ad insultare l’anonimo mittente.

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DOMANDA:
Nome: XXX
Email: XXX@XXX
Oggetto: Perché?

Salve signora Troisi. Ho una domanda da porle, spero che
lei trovi del tempo per poter rispondere esaustivamente.
Perché ogni volta che entro in una libreria per comprare qualcosa
vedo i suoi libri e un terribile quanto istintivo conato di vomito mi
sale dallo stomaco?
Grazie.

RISPOSTA A
Uhm…Ha provato con un antiemetico?

RISPOSTA B
Beat’a lei che le capita solo coi miei libri. Sta già un passo avanti a me, che ho la nausea un po’ per tutto

RISPOSTA C
Gravidanza in fase iniziale?

***

FACCIAMO I SERI
Avevo detto che vi avrei tenuti aggiornati sui miei impegni in quel di Torino, e tengo fede alla promessa. Anche quest’anno a Torino ci sarà un’asta benefica di stampe delle copertine dei miei libri, nello specifico quella de L’Albero di Idhunn. A beneficiarne, Lavoriamo Insieme Onlus. Vi attacco qui sotto il comunicato compincollato dal sito di Fabrizio Furchì.

La prossima tappa della campagna Against Malaria promossa dall’associazione Lavoriamo Insieme Onlus è prevista per domenica 17 maggio 2009, in occasione della Fiera del Libro di Torino. Per la seconda volta sarà con noi Licia Troisi, che ci aiuterà a raccogliere fondi destinati ai progetti sul tema della sanità avviati in Tanzania lo scorso anno.

L’appuntamento è presso lo spazio autori del COMICS PARK (Padiglione 2) dalle ore 10.30 alle ore 11.40.

Licia firmerà 50 stampe a tiratura limitata della copertina del secondo volume de “La Ragazza Drago”.
Ognuna di esse sarà venduta con un’offerta base di 10 euro, che saranno interamente utilizzati per l’acquisto di kit monouso per la diagnosi della malaria: dei veri e propri “salvavita” per migliaia di persone, che saranno distribuiti in 5 sportelli sanitari nella regione rurale del Mara (Tanzania).

La malaria è uno dei più grandi problemi che gravano sul continente africano. Ogni anno vengono registrati nel mondo circa 500 milioni di nuovi casi, il 90% dei quali nell’Africa tropicale. Tra le fasce maggiormente colpite, i bambini al di sotto dei 5 anni.

Dalla malaria si può guarire, ma è fondamentale che l’infezione sia diagnosticata in tempi brevi. Purtroppo in molte aree remote della Tanzania non è facile reperire un numero di kit per la diagnosi sufficiente a far fronte alle richieste della popolazione.

Grazie ai fondi raccolti nel corso della campagna Against Malaria, entro agosto 2009, l’associazione Lavoriamo Insieme Onlus potrà donare a 5 dispensari situati nelle aree rurali del Mara (Tanzania) un grande numero di kit, indispensabili per la diagnosi della malattia.

Ogni contributo, anche minimo, è fondamentale per la realizzazione di questo progetto: basti pensare che ogni stampa autografata da Licia che riusciremo a vendere permetterà di curare ben 10 persone!

Per maggiori informazioni sui nostri progetti visita il sito www.lavoriamoinsiemeonlus.org.

Vi aspettiamo numerosi!

Quindi, ragazzi, mi raccomando: domenica 17 Maggio, ore 10.30, spazio autori del Comics Park, padiglione 2. Vi aspetto!

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Post di servizio

Lo so che è veramente troppo tardi, ma confesso che, causa congresso, ho perso qualche pezzetto per strada. Anyway, confido che qualcuno riesca ugualmente ad organizzarsi.
Stasera, ore 18.30, presento L’Albero di Idhunn alla Libreria Mondolibri di Via Palestro 50/52, qui a Roma. Siamo in zona Castro Pretorio, per intenderci. Con me ci sarà Giulio Leoni. Se fate in tempo ad organizzarvi, ovviamente a me fa molto piacere vedervi.

Un altro paio di informazioni. Questo non ricordo se ve l’avevo detto, ma il fumetto de Le Cronache del Mondo Emerso uscirà il 5 Giugno. Ho avuto modo di vedere il risultato, e a me piace davvero da morire. Vedremo se anche voi apprezzerete.

Il 4 Giugno, invece, c’è il mio intervento al Festival delle Letterature di Roma. Vi ricordo che leggerò un inedito preso la Basilica di Massenzio, ai Fori Romani. L’ingresso è libero, ma occorre prenotare i biglietti al botteghino di Via dei Fori Imperiali. Ogni sera si ritirano i biglietti solo per l’evento della serata stessa. Si inizia alle 21.00, ma la biglietteria apre alle 19.00 e chiude alle 20.30. Al momento non so dirvi se sarò la prima a leggere o sarò seconda dopo Lindqvist.

A Torino non sto nemmeno a dirvi le duecento cose che farò. Appena mi si chiarisce il calendario vi aggiorno.

Tutto qua. Post di servizio, today.

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Melting pot del lunedì mattina

Sono senza rete da venerdì. Ho segnalato alla Telecom due volte il problema, ma loro hanno spedito la segnalazione del guasto a non so chi, tranquilli. Infatti stamattina ancora niente. Io non vorrei dire, ma con la rete ci lavoro. Stavo perdendo un appuntamento importante di lavoro perché la rete non fungeva. Ma tanto, al solito, qua funziona che il Signore elargisce il proprio favore, fornendo o meno il servizio come più gli aggrada. Stiamo ancora ai servi della gleba.

La questione del Papi che va alla festa di compleanno della protetta sta dimostrando con grande chiarezza quanto profondamente Berlusconi rappresenti gli italiani. La gente quello lì lo ama dal profondo, perché rappresenta tutto ciò che vorrebbe essere potendo. Nessuno si sente neppure sfiorato dall’idea che l’accusa di aver fatto sesso con una minorenne è una cosa gravissima non solo dal punto di vista meramente morale, ma anche penale, essendo reato in Italia. Tutti pensano a quanto è figo Berlusconi che presumibilmente se la fa con le gnocche diciassettenni e tutto sommato la sfanga sempre. E il cattivo di turno non è lui, che, si sa, l’omo è cacciatore, ma la moglie, che invece di godersi la “bella vita” e farsi anche lei i fatti suoi, adesso sbraita pure per avere il divorzio. Ora. Posso anche capire che un ragionamento del genere lo faccia la parte maschile del popolo italiano. Intendiamoci. Non è che giustifico un pensiero del genere, ma capisco la logica meschina e sessista che gli è sottesa. Meno capisco le donne, che non si lamentano di essere rappresentate al governo da uno che tutto sommato non si preoccupa più di tanto, anzi ci gode, ad aver fama di donnaiolo. Tutta questa storia mi fa venire in mente un bellissimo film che vidi tanti anni fa, Una Giornata Particolare. La Loren raccoglieva in un album una serie di foto e frasi storiche del Duce, e si beava di quelle parole, persino di quelle più intrise di disprezzo per le donne. Perché, suvvia, il posto della donna è in casa, a contenere e sopportare in silenzio le intemperanze ovvie e naturali del maschio. Ecco. Io direi che le donne in Italia sono più o meno ancora ferme a quel punto lì.

(P.S.
Mi fanno notare dalla regia che in effetti i rapporti sessuali tra maggiorenni e minorenni non sono reato in automatico. Lo sono nel caso si accerti che il minore non sia consenziente. Vedrò troppi telefilm americani :P . Anyway, ammetto il torto)

Dopo aver visto Star Trek di J.J. Abrams, ormai lo so per certo. Io di quello lì andrei a vedere anche la lista della spesa ridotta per il cinema. Basta l’attacco del film a far capire che funziona tutto, che ci siamo. Sano e puro divertimento, declinato nella sua incarnazione più nobile. E poi, ci voleva tanto a capire che anche il silenzio nello spazio può avere una sua fortissima capacità drammatica?

Ora. I versi
“Ti do questa notizia in conclusione
notizia è l’anagramma del mio nome, vedi”
sono tra i più brutti che abbia mai sentito in vita mia. Ma, alla fine, ci sono svariate canzoni di Tiziano Ferro che mi piacciono, lo confesso.

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La filosofia di McDonalds

Nei dettagli non si nasconde solo il diavolo, ma anche la vera essenza delle cose. A volte bastano i particolari a farti capire come girano le cose, o com’è una persona.
Ora. Ieri sono stata alla cena sociale del congresso. E non sono riuscita a limitarmi. Soprattutto sull’aperitivo. A ben vedere, i rustici sono veramente diabolici. Comunque. Per metterci una pezza, oggi volevo mangiare poco. Solo che sono in viaggio, su un InterCity dell’anteguerra, per altro, per cui il pranzo al sacco è d’obbligo. Arrivati alla stazione, c’era praticamente solo McDonalds, che non è il primo posto che mi viene in mente quando penso ad un pasto sano e leggero. Poi, il mio periodo new global alle superiori ha lasciato strascichi, e l’ultima volta che c’ho mangiato è stato dodici anni fa quando mi mollai col fidanzato dell’epoca. Ma da allora McDonalds è cambiato. Si dà arie da posto che si cura anche di chi ci tiene al proprio fegato. Ad esempio mette le tabelle nutrizionali sui panini, per avvisarti che ti stai scofanando 600 kcal in 200 gr di panino, e che di quei 200 gr 150 sono di grassi e i restanti di sale, per cui, se non vuoi avere tracce di sangue tra il colesterolo nelle vene ti conviene mangiare sciapo e in bianco per due giorni. Oppure ti servono le insalate. Ecco. La Cesar Salad era la mia salvezza. La giusta dose di proteine, un po’ di verdure, zero carboidrati, zero grassi. Ho chiesto la Cesar Salad, baldanzosa e contenta. Sopra le casse, veniva glorificato il genuino panino ciociaro, solo con ingredienti salutari.
“Vuole olio, aceto, sale?”, mi chiede la commessa.
“Solo aceto, grazie”.
“No, non ha capito: o prende solo olio o olio e aceto”.
Ecco. Avoja a publicizzare gli ingredienti sani, l’insalatina dietetica, l’hamburger solo da vacche savie e simpatiche. Sei McDonalds, e il grasso ce l’hai nel DNA. Non concepisci neppure che io possa non condire l’insalata, per dire. Ecco. Dettagli. Piccole cose.
“Allora niente, grazie”, sorrido.
Tre ore dopo, guardo perplessa i crostini allegati all’insalata, conditi con salubrissimi grasso e oleina di palma.
I’m really not lovin’ it.

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Qualcosa da leggere

Primo maggio lavorativo (ok, stamattina mi sono riposata, ma oggi pomeriggio e stasera ho lavorato), che mi ha un pochino distratta; avrei voluto postare prima quest’informazione, ma la presentazione per il congresso della prossima settimana mi ha assorbita. Anyway, vi lascio con qualcosa da leggere per quel che resta del ponte (quel che resta del ponte…è un titolo da film…): una mia intervista con un’interessante analisi critica dei miei libri e del fantasy. Io l’ho trovata interessante e diversa dal solito. Spero che apprezzerete anche voi.
Ci si sente…non lo so, in effetti. La prossima settimana, causa congresso, probabilmente ci sentiremo poco. In ogni caso, chi vivrà vedrà. Voi, intanto, divertitevi.

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