A Ken il Guerriero come fumetto sono piuttosto affezionata. Lo lessi nove anni fa, e mi servì da ponte per fare la conoscenza con Giuliano. L’avevo notato all’università, e avevamo anche scambiato quattro chiacchiere. Per mantenere però viva la conversazione mi serviva qualcosa di più succoso. Non so come uscimmo a parlare di Ken, che io conoscevo vagamente, avevo visto qualche puntata sparsa che non mi aveva mai troppo entusiasmata (ero molto più tipo da maghette, io), probabilmente io feci qualche battuta sarcastica al riguardo e lui mi disse che invece il fumetto era bello e che dovevo leggermelo. Così iniziò a prestarmelo. Avevo trovato il mio argomento di conversazione.
Ora, si tratta di nove anni fa, quindi non chiedetemi di ricordare la trama nei dettagli. Però il manga mi era piaciuto, c’erano degli spunti interessanti, un approfondimento di certe tematiche non banale in un fumetto in cui, principalmente, ci si mena.
Ora. Qualcuno di voi saprà che in Giappone di recente sono stati prodotti cinque film che riassumono e riscrivono l’intera serie televisiva. La cosa sconvolgente, è che questi cinque film sono arrivati anche in Italia. Al cinema. Cioè, rendetevi conto. Un anime che a suo tempo fu oggetto di una vera e propria crociata (con tanto di Santoro che gli dava la colpa di aver istigato i famosi lanciatori di sassi dal cavalcavia). Che arriva a cinema.
Ci siamo ovviamente fiondati con un fidato amico.
Già il primo film, uhm…Innanzitutto inserivano due personaggi nuovi, e fin qui, solo che uno si chiama Souga, da tutti nel film pronunciato Suka, immaginatevi con quali effetti, che dura meno di papa Luciani. L’altra è tal Reina, disegnata da Tsukasa Hojo (quello di Occhio di Gatto), quindi completamente avulsa al character design complessivo, e che per altro anche quanto a caratteristiche psicologiche c’entra una mazza col film. E vabbeh, ci si può anche passare sopra. Ma le animazioni erano al minimo sindacale. Roba che il cartone dell’84 era più fine e meglio realizzato.
Ma Giuliano, che è stato capace di leggersi in inglese tutta la nuova saga di Dune scritta dal figlio di Herbert, e questo nonostante i libri l’abbiano deluso tutti, è uno che non molla. Così, ha deciso di perseverare. Ci siamo allora comprati il secondo film della serie, che è uscito solo in dvd, La Leggende di Julia.
L’animazione forse è un filo meglio. La storia però è di una pallosità rara. Mi stavo addormentando durante la visione. Ok che si parla di Julia, che già nel fumetto è una specie di donna-angelicata che riscuote scarse simpatie, ma si parla di un lasso della vita di Ken interessante. Voglio dire, il confronto con Shin, Rei…Ecco. Rei. Ricordo che Rei mi piacque un sacco quando lessi il fumetto. È stato banalmente segato. Te lo fanno vedere che si mena con un paio di balordi, poi muore fuori scena. Così. Ho controllato il cast dei prossimi due film. Rei non c’è. Rei, uno dei personaggi più belli e profondi, più drammatici, è stato segato. Insieme a Mamya, ovviamente, sostituita da ‘sta Reina, immagino.
Diciamo che io avevo capito l’andazzo. Giuliano no. E ieri sera, insieme al solito fidato amico, siamo andati a vedere La Leggenda di Raoul, al cinema. Ecco. La parabola discendente raggiunge il suo minimo storico, producendo un film imbarazzante. Animazioni da anni ’50. Per la prima metà del film Raoul te lo fanno vedere quasi sempre a cavallo, riciclando così lo stesso disegno qualcosa come un miliardo di volte. I personaggi in corsa non si possono vedere, manco le marionette. Combattimenti a dinamismo zero. Un calcio, poi al massimo al massimo si vedono dei confusi pugni, sempre per tirare sulle animazioni. Computer graphic oscena. Non ho niente come la computer graphic. Per dire, Futurama, gli ultimi Simpson, Naruto, ne fanno un uso eccellente, per nulla invasivo, perfettamente integrato nell’estetica generale dell’anime. Qui i pezzi al computer sono appiccicati in modo del tutto incongruo. Quando ci sono scene di massa sembra di nuovo di star assistendo a pezzi in stop motion, ma non quella figa, che so, de La Sposa Cadavere, no. Quella del primo Godzilla. La nave in computer graphic, orrenda soprattutto per come son state fatte le vele che sventolano al vento, me la devono spiegare. Faceva troppa fatica disegnarla a mano?
Ma uno ci può anche passare sopra, se la storia fosse decente. Ma la storia è oscena. È un bignami insensato della serie. Pigliano pezzi random della storia e te li infilano dentro, cancellandone altri, che però i personaggi citano. Ok, è un film destinato agli appassionati, che conoscono e la serie televisiva e il manga. Questo però non ti esime dal costruire una storia internamente coerente. Per dire, scontro Ken Raoul. Dietro Ken appaiono le immagini di tutti i nemici con cui ha combattuto fin lì. Nel film ce ne hanno fatto vedere uno solo per puzza, gli altri chi sono? Boh. E quando ci s’è menato con questi? Ah, vattelappesca.
Tutto quanto nel fumetto era accennato e lasciato alla sensibilità del lettore, qua è spiaccicato in faccia con morali preconfezionate e di rara banalità. Per contro, tutti gli aspetti più tamarri (e non intendo tamarri in senso buono…) del fumetto sono magnificati del 1000%. Lacrime a profusione, sentimenti sconvolgenti che lo spettatore fatica a comprendere. L’impressione è di assistere alla storia incoerente di tanti scemi che passano il tempo a piangere per motivi oscuri e picchiarsi per altre ragioni difficilmente decifrabili.
Ma il momento clou è stata la fine del film.
Scritta FINE, buio, silenzio. Sul nero dello schermo appare la scritta: “Questo film è dedicato a tutti quelli che amano il personaggio di Raoul”. Evidente e palpabile sconcerto in sala, finché un genio non esprime il sentire comune: “Io voglio bene a Raoul!”, detto che con una voce lamentosa veramente difficile da descrivere. Ho attaccato a ridere e ho smesso approssimativamente quando son finiti i titoli di coda.
“Potevano aggiungere in coda: quelli che amano Rei invece s’attacchino e tirino forte” ho aggiunto.
Insomma, delusione. Su tutti i fronti. E so già che mi toccherà vedere anche La Leggenda di Toki, che quanto meno uscirà solo in dvd, e La Leggenda di Ken. Giuliano è terribilmente masochista su queste cose. E Rei non c’è, già controllato. Però ritorna Souga, meno male va’.