Archivi del mese: giugno 2009

Stasera

Stamattina sono su Repubblica Online. La…uno…due…quattordicesima notizia. Sono comunque più alta del lancio di Plank e Herschel, per dire :P .
No, fa effetto. Molto. Per altro mi si dice che oggi Il Tempo pubblica un’anticipazione del racconto che leggerò stasera, Raggio di Luna. Che però non ha protagonista un bambino e non è una specie di Sesto Senso :P . Non so come sia venuta fuori questa notizia. Comunque, avrete modo di giudicare stasera. Mi si dice anche che potrete sentire una mia intervista su RDS Roma, non so esattamente a che ora, e una alle 18.00 circa su Radio Città Futura. Insomma, giornata densa. Non che ieri non lo sia stata. La cosa più divertente sono stati i fotografi. Avete presente, che so, Cannes? La diva sul tappeto rosso, i fotografi assiepati che la chiamano…ecco, togliete la diva e il tappeto rosso. Il resto c’era. Mi veniva da ridere. Era una situazione divertente e paradossale. Non sapevo dove guardare, quanto guardare da un lato e dall’altro, né ovviamente cosa fare con le mie mani.
Mi sento molto in atmosfera da saggio di fine anno. Quando a scuola si organizza la mostra o la recita. Ricordo la mostra di quarto ginnaso, ad esempio, in una villa davanti alla mia scuola. Avevo un raffreddore cosmico, ma stetti comunque al mio posto. Anche perché affisse c’erano le foto dello spettacolo teatrale cui aveva partecipato il tipo di cui ero cotta all’epoca. Mi attendevano tre mesi senza vederlo (e intendo proprio vederlo, perché non ci avevo mai parlato e lui ignorava chi fossi) e volevo fare il pieno di sue immagini.
Oppure il concerto di fine prima liceo, la prima volta (e l’unica anche) in cui ho suonato un assolo di flauto. Andò bene, ricordo, anche perché avevo trovato da qualcosa come due giorni il mio primo fidanzato.
L’atmosfera è la stessa. L’estate. La “prova”. L’emozione. Ho fatto le prove, ieri sera. Spero di non leggere troppo veloce e neppure di risultare fredda come uno stoccafisso. Ricordo che una volta lessi il salmo in Chiesa, e mia madre disse che sembrava leggessi le previsioni del tempo. Brrrr.
Anyway, chi vivrà vedrà. E poi, finita questa, potrò dedicarmi anima e corpo al terrore da congresso.
A stasera!

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Massenzio

La mia settimana sarà dominata da questo. E dal congresso di lunedì prossimo, ovviamente, noi non ci facciamo mancare niente, quanto ad ansia. Ma il congresso è solo un talk tra tanti, il quarto che faccio, se non erro. Massenzio è una cosa unica. Si consumerà nell’arco di quella mezz’ora di lettura giovedì, e sarà un evento irripetibile. Non ci sarà mai più una seconda volta.
Ci sono cose che percepisco nella mia vita di scrittrice come una specie di spartiacque. La pubblicazione dell’inedito su Repubblica fu una di queste. Massenzio lo percepisco in modo simile. Una prova, un onore, un evento da prima e dopo.
Non so se da fuori si possa capire perché per me è una cosa così importante. Per mille ragioni e per nessuna. Ho paura e sono contenta, voglio che non arrivi mai e non vedo l’ora. Ci saranno volti amici e sconosciuti tra il pubblico, gente che ha letto qualcosa di mio e gente che non sa da dove sia piovuta. Sarà un mettersi in gioco totale, completo, irreversibile. L’unica certezza è che io ce l’ho messa tutta. Poi, come al solito, sarà il pubblico a decidere.
L’unica cosa di cui sono orgogliosa di questi anni è il coraggio. Una cosa cui non avevo mai riflettuto. Quando metti il tuo nome sotto una cosa che hai scritto, e la fai andare in giro per il mondo, ci vuole coraggio. Ti sei esposto. Hai deciso di svelare una cosa importante di te, di darla in pasto, con la tua faccia bene impressa sopra, a migliaia di persone, che la apprezzeranno, la esalteranno, e la calpesteranno, la disprezzeranno. Ma tu hai fatto del tuo meglio, e hai avuto il coraggio di dire “questo l’ho fatto io”.
Massenzio è l’apoteosi di tutto ciò. È la tua voce che consegna le tue parole ad un pubblico sconosciuto, il tuo essere nudo offerto a persone che lo apprezzeranno, o lo disprezzeranno. E tu potrai vedere sulle loro facce quale sarà il verdetto. Quel che avviene in genere nel segreto, viene svelato in pubblico: la fatica dello scrivere, delle dita che battono la tastiera, del volto che segue le emozioni che infondi nella pagina. Il piacere o la fatica del leggere, i commenti che il lettore fa nella solitudine della sua casa. Tutto esposto in pubblico, tutto svelato. La solitudine del lettore e quella dello scrittore, come diceva qualcuno, che trovano un punto di contatto pubblico.
Pensateci, se verrete giovedì. Tutto sommato, anche voi verrete a mettervi a nudo.

P.S.
La regia mi dice di ricordare le coordinate: lo spettacolo inizia alle 21.00, è gratuito, ma occorre prendere i biglietti alla Biglietteria di Via dei Fori Imperiali, che apre alle 19.00. La capienza è di 2000 posti.

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