Archivi del giorno: 3 luglio 2009

Il complotto delle pance

Ieri sera sono uscita con un po’ di vecchi amici; ci siamo conosciuti a scuola, ma quello è stato solo l’inizio. L’occasione era il ritorno in terra italica di una mia carissima amica, che ormai vive in Francia. Ce ne siamo andati a mangiare una pizza, ci siamo goduti una serata assieme.
Ora, non so se sia l’età, qualcosa nell’aria o veramente la gravidanza è contagiosa, ma su sei femminucce presenti in tre eravamo incinte. Che poi se vado a contare il novero di conoscenti e amiche gravide, siamo veramente un sacco. È scoppiato il periodo riproduttivo :P . Comunque, venendo a ieri sera, io sono la donnina incinta di mezzo, nel senso che una delle due è al quinto mese, l’altra alla decima settimana. E la cosa sconvolgente è che io ho la pancia più orrenda di tutte. A parte che l’amica di dieci settimane (che per la cronaca è la mamma, che aspetta il secondo pupo) ha una pancia più bellina e visibile della mia, e l’altra ha un pancino meraviglioso, io sembro semplicemente grassa. La mia pancia è sformata, traballante di lardo, tagliata ad altezza ombelico da quel classico segno delle donne sovrappeso, tra addominali alti e bassi, quel segno col quale ho lottato per un dieci anni della mia vita. Dopo tutta ‘sta fatica, sono ritornata la chiattona di tre anni fa.
Con la gonna lunga, non si vede niente, tipo ieri sera, e sembro al massimo un po’ sovrappeso, coi vestitini sembro una che s’è magnata la vecchia Licia; in nessuno dei due casi sembro incinta. Tanto è vero che mi vergogno a passare avanti alla fila al supermercato o all’aeroporto (e un’ora e mezza davanti al check-in pesa, ve lo garantisco). Già mi immagino i commenti: “Se te sei incinta, pure er mi’ regazzo”.
Ma non è solo che mi dà fastidio sembrare grassa; mi dà fastidio non sembrare incinta. Uno è così contento di aspettare un pupo che vorrebbe condividere la notizia col mondo. Invece nisba. L’erede s’è nascosto tra i miei strati di adipe. Ne ha ben d’onde, d’altra parte.
Comunque. Mi sono resa conto che mettere insieme tre donne incinte allo stesso tavolo è pericoloso. Praticamente si parla solo di gravidanza. Scatta la solidarietà femminile, e quel senso di orgoglio che tutte le future mamme in fondo in fondo provano: noi aspettiamo, ahò, mica pizza e fichi! È stato divertente. Confrontarsi, parlottare di travagli, nausee, pupi in formazione. Il mio era così alla prima ecografia, la mia alla morfologica faceva così. Non so quanto possa essere stato piacevole per Giuliano farsi tutto il viaggio in macchina con due signore che non hanno sputato un attimo per terra, parlando solo di feti, ecografie e sviluppo embrionale. Io ne avevo bisogno. Voglio dire, mi sono divertita un sacco.
C’è bisogno ogni tanto di solidarietà femminile. Una gravidanza è una cosa grande, che cambia tutto, e parlarne fa bene. In attesa che mi cresca una pancia inequivocabile.

P.S.
Per due settimane vi vedrete poco. Anzi, diciamo che se non trovo modo di connettermi, non mi vedrete proprio. Vado in vacanza, quindi non vi preoccupate. Ovviamente, segarmi fuori dalla rete per due settimane è una specie di tortura, soprattutto perché, ovviamente, mentre io me ne starò nel grande nord, il mondo lavorativo andrà avanti. Almeno le mail spero di riuscire a controllare.
Se non ci vediamo, vi lascio a baloccarvi con l’intervallo dei posti che vado a visitare, come feci due anni fa. Buon luglio a tutti!

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