Siamo oltre il circolo polare artico.
E’ nuvoloso, e c’e’ foschia. Se c’e’ la nebbia sembra di stare in Gordon Pym, persi nel nulla, tra cielo e mare bianchi.
Il sole non tramonta mai, siamo alla centesima e passa ora di giorno, o almeno credo. Con le nuvole e’ impossibile riuscire a capire che il tempo passa. Viaggiamo nel nulla, in un tempo immobile, sospesi. A volte guardo la scia che lascia la nave, o l’oceano che respira, e penso che tutto questo non e’ fatto per noi. C’e’ sempre stato, e sempre ci sara’. Non ha bisogno della mente dell’uomo che lo capisca o lo contempli. E’ il posto in cui noi finiamo, e inizia il mondo.
Come Capo Nord. Un posto di un silenzio assordante. L’ultimo baluardo d’Europa, o qualcosa del genere. Oltre, ghiaccio e balene.
Ho visto posti di una bellezza straordinaria. Mi sono sentita piccola e insignificante. Uno passa la vita a studiare il cosmo, ma deve vedere un fiordo per spostare la prospettiva, e sentirsi un puntino nell’universo. E’ la bellezza di una scogliera, di un ghiacciaio perenne e delle mille cascate in cui si scioglie, che insegna davvero l’umilta’. E’ la’ dove l’uomo e’ un ospite, e la natura crudele, bellissima ed estrema.
Domani saremo in Islanda, tra ghiaccio e fuoco, e ci lasceremo dietro questo oceano sconfinato e silenzioso, nel quale lasciamo una traccia effimera; quella scia lieve che dura qualche minuto. Poi e’ di nuovo il silenzio sconfinato dell’artico.
Buonanotte, voi che la notte l’avete.




