Archivi del mese: agosto 2009

Il trailer di Videocracy

La Rai non ce lo vuole far vedere. Alla censura ormai chiara e manifesta, rispondiamo: ‘sti cazzi. Lo facciamo girare noi per i nostri canali
Videocracy Trailer I
Videocracy Trailer II
Per chi vuole saperne di più, qualche informazione sul film.

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The Resistance – 30 sec preview each track review

The Resistance – 30 sec preview each track

Uprising: mi pare di essermi già espressa

Resistance: si ficca in testa. Il lamento dietro è un sacco figo

Undisclosed Desires: e Matt si trasformò in Bjork. Mi intrippa.

United States of Eurasia: e Matt si trasformò in Freddy Mercury. Anyway, ebbi modo di sentirla tutta. La parte araba mi piace un sacco

Guiding Light: e Matt si traformò in Bono. Dio sia lodato per l’assolo

Unnatural Selection: Muse quasi vecchio stile. Piena

MK Ultra: stesso solco della selezione innaturale. Finalmente un po’ di chitarrina, direi

I Belong to You: quando uno dice il titolo trae in inganno…Strana. Mi ispira molto.

Exogenesis: Symphony Part I (Overture): senza parole. C’ho ancora i brividi. Se è tutta così siamo dalle parti del capolavoro

Exogenesis: Symphony Part II (Cross Pollination): io avrei fatto un album tutto così. Queste sono le cose che vengono loro meglio

Exogenesis: Symphony Part III (Redemption): clap clap clap

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Un po’ di tempo fa, il blog ufficiale de La Ragazza Drago ha indetto un originale contest: si trattava di inventare un manufatto magico che poi sarebbe stato usato da me nella trama del terzo libro.
Anche se non vi ho tenuti aggiornati sul contest, io l’ho ovviamente seguito, e qualche giorno fa, trovando un buco libero tra i miei svariati impegni (che non vi sto a ricordare sennò dite che faccio la vittima e non avete manco tutti i torti), ho scelto il manufatto vincitore. Trovate la proclamazione della vincitrice sul blog, accompagnata da due mie parole che spiegano la mia decisione. Per altro, Francesca è anche passata di qui ieri per ringraziarmi. Donc, nel terzo libro de La Ragazza Drago ci sarà una clessidra magica…

Concludo con un grido di giubilo: spezzata in due dal mal di schiena, mi sono rassegnata a rinunciare a lavorare seduta sul letto o sul divano di casa, e finalmente ho un angolino tutto mio per scrivere e portare avanti il mio dottorato: ta-dan!!

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Senza parole

Un anno, 4 mesi e 21 giorni
viaggio dalla morte all’Italia

Il racconto parla da solo. Io aggiungo solo una cosa: un paese in cui avvengono cose del genere nell’indifferenza generale, e anzi con punte di commenti soddisfatti qua e là, è un paese indegno di considerarsi civile

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Larsson e il paese ideale

Mi sono appassionata alla Millennium Trilogy di Stieg Larsson. È un’ottima lettura estiva: personaggi cui ci si appassiona a volo, una facilità di scrittura che si traduce in un’altrettanta facilità di lettura, trame ben congegnate. Per altro, il secondo è praticamente un tutt’uno col terzo, per cui, appena l’ho terminato, mi sono fiondata in libreria senza passare per il via per procurarmi La Regina dei Castelli di Carta. Insomma, ottimi libri di genere.
Stamattina, leggiucchiando la parte finale del terzo libro, ho pensato che per altro leggere Larsson è rassicurante, e ti mette fiducia nel mondo. Sarò spoilerosa, per cui se avete intenzione di leggere i libri o lo state già facendo, evitate.
Insomma, il terzo ruota attorno a una storia di servizi segreti deviati. Cose cui in Italia siamo abbastanza avvezzi. Così come i complotti, i colpi di stato larvati e il supposto bene di molti ottenuto al prezzo della strage di alcuni. Roba quindi difficile da digerire. Ma nella Svezia di Larsson, e a questo punto non ho ragione di non credere che funzioni così anche nella Svezia tout court, appena il governo sa che c’è un’agenzia segreta nell’agenzia, che ammazza gente a sangue freddo e sbatte onesti cittadini in manicomio pur di tutelare la “sicurezza nazionale”, si indigna, apre un indagine e cerca di sbattere al fresco i complottisti. Almeno fin dove sono arrivata io. Insomma, il mondo come dovrebbe andare.
Vediamo un po’ in Italia.
Genova. Caso in cui un gruppo di persone, i poliziotti alla Diaz, si sono presi un po’ di libertà nei confronti dei manifestanti. Reazione del governo? Sono tutte calunnie, noi siamo sempre coi poliziotti, e comunque i manifestanti il manganello se lo meritavano.
Berlusconi indagato per uno qualsiasi dei reati che gli sono stati imputato in questi anni. Reazione: è un complotto, la magistratura rossa, golpe del potere giudiziario.
Potrei andare avanti citando le Ustica, la strage di Bologna e gli altri pacchi di misteri che puntellano la storia d’Italia.
D’improvviso leggere Larsson non mi rassicura più. D’improvviso leggere Larsson mi fa venire voglia di scappare da questo paese dove per ventura sono nata.

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Conquiste

1492: Cristoforo Colombo approda in America

1969: l’uomo conquista la Luna

1989: viene abbattuto il muro di Berlino

23 agosto 2009, ore 20.11: Licia finalmente riesce a girare con successo una frittata di patate. Un passo insignificante per l’umanità, un grande passo per la donna

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Pensieri al risveglio

Devo ricominciare a fare fotografie. Senza pratica non si impara, testona!

Oggi è tassativo cambiare la corda rotta a Bianchina. Questo lo faccio appena tutti gli abitanti della casa si svegliano. L’ho trascurata così tanto, la povera Bianchina, che secondo me tra qualche giorno le spuntano le gambine e abbandona la magione mostrandomi il dito medio.

Non è che la pancia non mi piaccia. In sé è una cosa bellissima, e mi fa piacere mi sia cresciuta. Ma più ieri mi guardavo allo specchio, prima di andare a nanna, più mi rendevo conto della mia incipiente e sempre più preoccupante somiglianza con una Venere del paleolitico.

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Stavo pensando…

Stavo pensando…
Il post dell’altro ieri, ovviamente, si sta ancora trascinando in un vortice di discussioni di vario genere, che, altrettanto ovviamente, si concluderà per esaurimento dei contendenti, più che perché qualcuno è uscito modificato dal confronto. Ma, è la rete, baby.
Io però riflettevo ad una cosa: ho l’impressione che ormai il grado di emancipazione della donna si misuri nei centimetri di pelle che lascia scoperti. Più sei nuda, più sei una donna moderna. Perché non ti fai condizionare dal tuo uomo che ti vuole coperta (tralasciando che ci sono uomini che invece godono nell’esibire la propria donna, ma vabbeh), perché sei padrona del tuo corpo. Perché non ti fai condizionare da sciocche superstizioni e fai quello che vuoi.
A me pare semplicistico. Ok, a me pare aberrante, debbo essere sincera. La nudità esibita, la presunta emancipazione della donna che dispone del proprio corpo, è solo un altro modo per mostrare una femmina addomesticata ai desideri dell’uomo. Perché non è vero che la sedicenne in tanga sta facendo quello che vuole senza condizionamenti. La sedicenne in tanga risponde al modello di donna imperante in italia: la donna mignotta che passa dal letto per ottenere ciò che vuole. La donna che deve essere perfetta, come i corpi esibiti in televisione, massacrandosi di palestra, digiunando e snaturandosi dal chirurgo plastico quando le rughe arrivano. Non si mette il tanga perché si sente a suo agio, ma perché è così che gli uomini la vogliono, e glielo fanno capire riempiendo rotocalchi e tv di donne discinte senza il dono della parola, ma dotate piuttosto di glutei sempre pronti a mostrarsi in inquadrature ginecologiche e di tette sempre sul punto di esplodere da reggiseni di almeno due taglie troppo piccoli.
È questa la libertà? Essere schiave del proprio corpo?
E non venitemi a dire che esagero. I recenti scandali riguardanti il loro (mio no di certo) presidente del consiglio e le sue giovani (e meno giovani) amiche ha chiarito oltre ogni ragionevole dubbio cosa gli italiani pensano delle donne: simpatici appendici del proprio organo genitale. E la cosa triste è che questo lo pensano anche le italiane.
Il più grande inganno è stato travisare i reggiseni bruciati nel ’68 e trasformarli in questo femminismo prêt à porter, alla portata di tutte perché non implica alcuna presa di coscienza di sé come persone, alcuna battaglia contro un mondo che ci vuole solo madonne o puttante, ma solo reggiseni più piccoli, tanga sempre più filiformi.
Io francamente passo. O cerco di passare. Perché è davvero difficile svincolarsi da questo modello. Sono dimagrita perché andava a me, o perché grasso è brutto, tonico e magro è bello? Ma continuo a misurare il mio grado di libertà sui successi al lavoro, sulle vittorie nella mia vita, su ciò che sono come persona, indipendentemente dal mio sesso, più che sulla tonicità della mie chiappe.

P.S.
Prima che parta l’ovvio commento, no, non tutte le donne in tanga lo fanno per adeguarsi al modello imperante. Ce ne saranno che si sentono bene così. Ma non venitemi a dire che il tanga è automaticamente sintomo di emancipazione.

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Tecnologie moderne

In questi giorni ho ospiti a casa. Si convive. Si sta insieme buona parte della giornata, si mangia assieme, si parla e via così.
Ma allora perché continuo ad informarmi sui miei ospiti leggendo l’apposito blog?

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I bambini! Nessuno pensa ai bambini??

È la frase tipica di Helen Lovejoy, quando ha esaurito gli argomenti per tuonare contro qualcosa che la disturba moralmente. Allora tira fuori i bambini, buoni per tutte le stagioni.
Questa frase mi è venuta in mente oggi leggendo questo.
Ora, io sulle spiagge ne ho viste di cose spaventose. Topless di gente che le tette non poteva mostrarle con orgoglio manco sessant’anni fa, orridi slip maschili che lasciano pochissimo all’immaginazione, pance debordanti, cellulite, maniglie dell’amore e chi più ne ha più ne metta. E mi ci metto anch’io, eh? Non sono mai stata un gran spettacolo in costume, ho sempre cercato di non imporre sfacciatamente ad altri la visione del mio corpo non esattamente statuario. Ma non ho mai pensato di lamentarmi con le autorità. D’altronde, se uno ama rendersi ridicolo…Per cui non vedo come una donna, omiddio, coperta in piscina possa dar fastidio a qualcuno. Voglio dire, lei si sentirà a suo agio così come un’altra preferirà mostrare i chili di cellulite con un tanga che richiederebbe solo culi à la Roberta. Per cui già non vedo il problema.
Ma i bambini che si spaventano è il colmo. Da piccola avevo paura dei signori coi baffi. Ma mia madre non ha scritto una petizione al Presidente della Repubblica per bandire i baffi. Rebecca ha paura dei garage, ma non mi pare che Ninna ne chieda l’abolizione a favore dei più rassicuranti parcheggi scoperti. La persona intelligente cerca di spiegare al figlio intimorito che non c’è niente da aver paura: nei garage non ci sono i mostri, gli uomini coi baffi hanno solo qualche pelo in più sotto il naso rispetto agli altri. Nel caso della signora in burkini poteva essere una splendida occasione che insegnare al pargolo che non siamo tutti uguali, vivaddio, ma che ognuno di noi preferisce esprimere se stesso in modi diversi, la mamma con un bel pareo colorato, la signora con una tuta scura. Che bella opportunità per una lezione di tolleranza. E invece no. Meglio trasmettere le nostre paure anche ai nostri figli, in modo che un domani possano chiudersi dentro casa terrorizzati dallo straniero e plaudire alle ronde della buoncostume a bordovasca.

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