Archivi del giorno: 4 agosto 2009

Everyone’s Creek

Correva l’anno 2000, io mi preparavo a immergermi nel meraviglioso e faticoso mondo dell’università, e Italia1 pubblicizzava a spron battuto una serie televisiva nuova che, a detta dello speaker della pubblicità, aveva fatto uno sfracelo di ascolti in america. Trattavasi di Dawson’s Creek. All’epoca non guardavo telefilm; avevo all’attivo una decina di puntate di Beverly Hill 90210, visto solo per non sentirmi emarginata rispetto alle compagne di classe che ne parlavano 24/7, ed ero appassionata de La Signora del West, al massimo. Per cui, all’inizio di Dawson’s Creek mi vidi tipo un paio di puntate. Ricordo che la prima fu quella del parto di Bessie. Brrrr.
Poi all’università conobbi Giuliano, e pur di avere argomenti di conversazione con lui ero pronta a tutto, compreso darmi ai telefilm adolescenziali. Lui Dawson’s Creek se lo vedeva, indi per cui…
Ora, quest’estate Italia1 l’ha ritirato fuori dallo scantinato. Lo sanno tutti che d’estate non c’è niente da vedere. Io e Giuliano abbiamo colto la palla al balzo. Voglio dire, potevamo perdere quest’occasione d’oro? Eh no che non potevamo. Ce lo stiamo rivedendo tutto. Principalmente la sera a letto, ma anche qualche volta a cena, o di pomeriggio. E, non mi vergogno per niente a dirlo, mi sto divertendo un sacco. È un pezzo di storia della mia vita, e complessivamente è ben fatto. Ok, Dawson è palesemente gay, altro che Jack, parlano tutti troppo e dopo un po’ ci facciamo due meloni così di Joey che prima ama Dawson, poi no, poi Pacey, ma pure Dawson, no scusa, Pacey è meglio, no però pure Dawson…Però inquadra in modo giusto alcune cose dell’adolescenza. Cosa che, e me ne stupisco, non capivo quando avevo diciannove anni. Mi sembravano errori di sceneggiatura. E invece no, era proprio che non avevo il distacco necessario. Ci stavo ancora dentro, per cui non capivo. L’autoanalisi eccessiva, il perché stai lì a dire “ti amo, ma non posso stare con te” per il semplice fatto che, dopo dieci e passa anni passati ad amare uno da lungi, quando poi ce l’hai sotto mano ti rendi conto che non te ne fregava una ceppa, tutto sommato, era tutta ossessione. Mi diverte come i commenti che ci scambiavamo all’epoca io e Giuliano siano completamente diversi da quelli che facciamo adesso. Tipo, ora mi torna anche Andy che combina quel che combina con Pacey; ricordo che all’epoca ci rimasi malissimo.
I commenti che ci scambiamo io e Giuliano durante la visione, le sghignazzate e le prese in giro, ci dicono quanto tutto sommato ci piace quel telefilm verboso e a tratti assurdo (Pacey a letto con l’insegnante??? Abbie senza né capo né coda…); il mio tifo per Jen, gli insulti a Dawson, i commenti sull’attore che fa Jack e che ovviamente prova ribrezzo alla sola vista di un uomo…ci aiutano a riappropriarci di una cosa che ci appartiene, che ha fatto parte di noi, e ancora ci diverte.
Non so cosa ci piaceva, e cosa ci piace ancora. Il fatto che tutti riescono ad immedesimarsi almeno in uno dei personaggi, le storie universali, che tutti, ma proprio tutti hanno attraversato tra i quindici e i diciotto (e se gli ha detto sfiga anche dopo), l’atmosfera generale, la simpatia del tutto, la schiettezza e gli ammiccamenti al pubblico.
So solo che dopo una giornata di lavoro, e dopo due ore buone di sessione intensissima di scrittura, quei quaranta minuti a Capeside sono una specie di balsamo, quel che mi ci vuole per svuotarmi la testa e riappacificarmi col mondo. Un mondo in cui i ragazzini girano film, le belle e dannate si accoppiano con ingenui fanciulli e ogni sera c’era un tramonto splendido sul fiume.

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