Non mi sono pronunciata molto sull’escortgate che sta coinvolgendo Berlusconi. Semplicemente, s’è trattato di esaurimento e sfiducia. Nun gliela facevo ad affrontare anche quest’argomento, ecco. Per cui, francamente scoraggiata, ho desistito.
Sono stata zitta anche sulla RU486, anche se di stronzate ne sono state sparate parecchie. Tipo quelle onorevoli (donne!!! sic) che parlando di pillola killer perché ha ucciso 29 donne sulle migliaia e passa che ne fanno uso nel mondo.
Ma due cose due, sull’argomento, le voglio dire.
Primo:
ieri s’è pronunciata la figlia di Berlusconi, Barbara. Che non era tenuta, che era l’ultima ad avere l’obbligo di pronunciarsi pubblicamente. Voglio dire, è suo padre, non dev’essere stato facile. Ma ha detto la sua. E quando ho letto ho pensato: e perché queste cose le dice lei, e noi no? Dov’è la nostra dignità di popolo, la nostra dignità di donne? C’è stato tutto sommato un silenzio assordante dell’opinione pubblica su questa cosa, e delle donne in particolare. Gli uomini fanno un sorrisino del tipo “anvedi er premier come gliel’ammolla, mammagari pure io” e le donne si stringono nelle spalle sospirando un “l’uomo è cacciatore”. Purtroppo non si può liquidare con un “sono fatti suoi”, visto che le esternazioni del primo ministro, i suoi comportamenti pubblici e privati, ci rappresentano nel mondo. Ma siamo stati tutti zitti, e mi ci metto dentro anch’io. Zitti ad aspettare una ragazza di ventiquattro anni.
Secondo:
scavalco tutta la polemica sull’aborto e la Ru486. In questo momento, non mi interessa dire la mia al riguardo. Ma mi interessa mettere l’accento su un fatto che può sembrare secondario, e invece è importantissimo. Ma tutti coloro (per lo più uomini) che pensano che una volta che ci sarà la pillola abortire diventerà la sport preferito delle donne italiane, ma che considerazione hanno di noi? Ma davvero pensano che una donna possa prendere alla leggera una decisione del genere, che possa farlo perché “tanto non fa male, basta bere un bicchier d’acqua…ma sì, oggi abortisco”. Ma non ci dovremmo sentire offese da gente che pensa di noi questo? Che poi giusto un uomo può produrre riflessioni del genere, un uomo che non sa quanto il solo sapere di essere incinta o il solo provare ad avere un bambino ti stravolge la vita per sempre. Ma che ne può sapere un uomo della responsabilità, del timore, delle angosce continue, dell’essere sola, a dispetto degli psicologi, dei ginecologi e del tuo compagno se sei fortunato, davanti ad una scelta che ti cambierà per sempre. E che ne può sapere di cosa significa sentire che avrai un bambino, percepire il corpo che cambia, avvertire con forza la sua presenza, anche se ancora non hai il pancione e non percepisci i movimenti del feto. Una donna queste cose le capisce e le sente. Un uomo no. E forse mi indigna più questo considerarci dei meri contenitori di ovuli fecondati, questo stimarci prive di ogni forma di coscienza che tutto il resto della polemica sulla 194
Voilà i miei due cents. E adesso non picchiatevi troppo nei commenti