Quando ho scoperto di essere incinta, la gente mi diceva che per me sarebbe iniziato un periodo lieto di gente che ti guarda con affetto, ti coccola, ti evita se possibile inutili fastidi. “Sai, il potere di dare la vita, la retorica della maternità…” e roba così.
Non pensavo ovviamente che sarebbe iniziata subito: fino al quinto mese sembravo sostanzialmente in sovrappeso. Immaginavo però che, non appena la pancia fosse diventata evidente, la gente avrebbe fatto a gara a cedermi il posto sulla metro o a farmi passare avanti nella fila al supermercato.
Non ho mai approfittato di questo “potere”, questo va detto. È che ho scarsissima fiducia nella capacità di comprensione e nella pazienza del romano medio, per cui per evitare scene del tipo “Ah signo’, eh no, mo se fa la fila come tutti l’antri…e nun lo so, ma ‘ndo sta scritto che una ‘ncinta deve passa’ ‘a fila” (scene effettivamente avvenute e raccontate da altre donne gravide) ho sempre fatto la vaga in fila. Però pensavo che magari qualcuno potesse avere un impeto di tenerezza di fronte al mio panzone e decidesse sua sponte di fare il galante. Macché.
Sulla metro, il simpatico ragazzo seduto davanti a me ha continuato a leggere, mentre io me ne stavo aggrappata ai sostegni come una scimmia alla liana, cercando di equilibrare la panza.
Al supermercato finora hanno sempre fatto tutti i vaghi, anche quando si trattava di fare mezz’ora di fila.
Ieri, in piscina, speravo quanto meno che il baldo e palestrato giovincello davanti a me mi facesse passare (nuoto un po’ due volte a settimana, dicono faccia bene a mamma e pupa, dovevo solo rinnovare l’ingresso), invece appena s’è liberata l’hostess s’è fiondato davanti a me per rimarcare senza ombra di dubbio il suo diritto di precedenza.
Ora.
Forse la maggior parte della gente pensa che far passare una donna gravida ad una fila significhi pagare un inutile balzello ad una panzona che solo perché sta perpetuando la specie si crede chissà chi, ma vi avviso che la pancia pesa. Non è come essere sovrappeso, e io lo sono stata. Se sei grasso non ti pesa niente, la massa è distribuita più o meno uniformemente su tutto il corpo. Quando sei incinta sta tutto davanti, e tira verso il basso. Ti fa male la schiena, ti fa male l’osso pubico, ti tirano muscoli che non credevi neppure di avere. E stare impalata in piedi fa male. Fa male pure camminare, se è per questo, una cammina solo perché il medico ti dice che ti fa bene. E no, non vale che siccome vado in piscina allora potrò pure sopportare 15 minuti in fila alla cassa: nuoto perché in acqua peso più o meno la metà, la panza non mi dà più fastidio e riesco a fare quelle due vasche ogni cinque minuti che mi permettono di sentirmi bene per i tre giorni successivi. È una cosa proprio diversa.
Anyway. Roma è una città stressante, ognuno c’ha i fatti suoi, e nessuno c’ha voglia di perdere tempo. Ogni tanto però quel filo di comprensione per il prossimo potremmo anche sforzarci di avercelo.