Archivi del giorno: 25 settembre 2009

Mammità

La vendetta di Montezuma
Quando ho fatto gli esami prima di restare incinta, ricordo che ero contentissima di essere risultata positiva alla toxoplasmosi. Avevo in mente l’immagine di mia cugina, che invece non l’aveva mai contratta in vita sua, e per questo per nove mesi dovette astenersi da insaccati, carne, pesce e verdura cruda. Considerando che un buon 30% della mia dieta è vegetale, mi pareva una suprema rottura di scatole.
Me ne bullavo anche con le amiche che invece erano negative. Evidentemente avrei dovuto usare un po’ meno tracotanza.
Perché, dopo sei mesi di pacchia alimentare, in cui avevo anche iniziato a prendere qualche piccolo vizio (pizza una volta a settimana, caramellina fondente ogni tanto), è arrivata la punizione divina.
C’è un esame, orrendo, che si fa più o meno alla ventiquattresima settimana di gravidanza, ed è la mini-curva da carico glicemico. In pratica ti fanno bere questo orrido bibitozzo dolcissimo e denso con dentro 50 gr di glucosio, e poi ti pigliano la glicemia, per vedere come metabolizzi gli zuccheri. Serve a diagnosticare il diabete gestazionale, una malattia per cui assorbi appunto male gli zuccheri.
Io, che soffro di stomaco, non è che abbia preso l’esame molto bene. Sono stata male un giorno intero, a dirla tutta. Ed è uscito fuori positivo.
Ora. Non è che a questo punto uno può semplicemente disperarsi e dirsi che è diabetico. No. Si deve sottoporre alla curva da carico completa per una vera diagnosi: 100 gr di orrido glucosio e quattro prelievi di sangue in tre ore. Mattinata di lavoro buttata, stomaco sottosopra, nausea, e due braccia che manco i tossici all’ultimo stadio. Ah, e diagnosi di lieve diabete gestazionale. Ovviamente.
Quando ho avuto la “lieta” novella, mi sono sentita un po’ in una puntata dei Simpson. Mi aspettavo da un momento all’altro l’apparire di uno di quei depliant à la Dottor Hibber, del tipo “E così hai il diabete gestazionale: come dire a addio a carboidrati di qualsiasi forma”, o meglio ancora un video divulgativo di Troy McClure: “Salve sono Troy McClure, forse vi ricorderete di me per video informativi come Tri-test: come farsi venire le ansie inutilmente nei primi tre mesi di gravidanza e Ecografia Morfologica: caccia alla malformazione nascosta”. Il depliant in effetti poi l’ho trovato, così deliziosamente bilanciato tra toni parternalistici (su, non ti preoccupare, poteva andarti peggio) e allarmistici (comunque guarda che è solo l’inizio, eh? E se poi ti viene il diabete tra tot anni? Eh? Eh?).
E insomma, adesso sto seguendo una dieta perfettamente esemplificata da Giuliano: “Stai tipo carcerata”.
No, vabbeh, in effetti pensavo peggio. A parte che mi sono tassativamente proibite tutte le cose di cui ho voglia, ovviamente. Per dire, fino a tre giorni fa pensavo che avrei festeggiato la fine degli esami (passato anche l’ultimo) con un dolcino, o una pizzetta. Oggi mi delizierò con fagioli poco conditi e formaggio a fiocchi. Ci metteremo un bel brindisi con acqua fresca, che in questi casi non fa ruggine.
Ma poteva andare peggio, ed è verissimo. E tutto sommato sono tre mesi di privazioni. In cui casca il mio compleanno, ma vabbeh, mi darò alle torte giapponesi, la mappazza di riso in bianco :P . Non mi lamento. Ok, mi sono abbondantemente lamentata ieri e l’altro ieri, mettiamola così, ora non mi lamento più.

Orgoglio di mamma
Ieri dal ginecologo.
Ginecologo: Vedo che la bimba sta messa tutta a sinistra.
Io, con volto intenerito, penso: Così giovane, e già così farabutta

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Incontro

Post volante, perché sto andando a dare l’ultimo esame del primo anno di dottorato.
Col mio solito ritardo, vi segnalo semplicemente che domani, ore 18.00, sarò a L’Aquila, al Centro Kairos di Nuova Acropoli, per quello che credo proprio sarà l’ultimo incontro coi lettori prima dell’arrivo di Irene. Ormai sono enorme, per tirarmi su ci vuole il paranco, e mi stanco a pensare :P .
Ci vediamo domani per chi ci sarà, gli altri tenete le dita incrociate per me, thank you :)

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