Ieri si parlava di nerd, e oggi, manco a farlo apposta, si parla di quanto io stessa lo sia.
Credo sia universalmente noto qua sopra che io sono dipendente da Lost. La mia è una passione sconfinata e maniacale, che mi ha portato nel tempo, ad esempio, a partecipare a praticamente tutti i giochini online che la produzione ha prodotto tra una serie e l’altra, nonché a comprarmi persino il deludentissimo videogiochino.
Ho ovviamente tutte le serie in cofanetto, fino alla terza le ho riviste tre volte ciascuna. Ora attendo con ansia la sesta e ultima serie, a gennaio, quando, a quanto pare, finalmente sapremo.
Ora, mi mancava la quinta serie, che in Italia in chiaro è finita tipo ad agosto o giù di lì. Ieri Giuliano l’ha trovata in vendita al centro commerciale sotto casa nostra. Ma non si è limitato a comprarmi il cofanetto. Eh no. Ha fatto di più. Mi ha comprato l’inatteso. Mi ha comprato il gadget assolutamente immancabile per un vero-lost fan. Mi ha comprato questo. Voi direte: “E che è?”. Questo. Ossia un’edizione particolare della quinta stagione, piena di contenuti speciali di vario genere. L’apertura del pacco è stata quasi sacrale, manco stessi spacchettando un Mac (tutti sanno che il packaging dei prodotti Apple è una specie di opera d’arte di cui si gode con gesti lenti e assaporando ogni strato), il tutto corredato da foto esplicative dell’evento. Una roba da maniaci, insomma.
Per cui, apro il pacco e dentro c’è un raccoglitore, non dissimile da quelli che Sayd, Kate e Locke trovano nella casetta di Mikail. E già la salivazione mi sale.
Apro ancora, e la goduria si impenna. Dentro c’è una videocassetta. Come quella che i Nostri osservano nella Stazione della Perla. Ok, non ho un videoregistratore a portata di mano, ma forse ne ho uno a casa dei miei, oppure qualcosa mi inventerò. Quel che conta è la perfetta aderenza all’universo lostiano dell’oggetto che ho tra le mani.
Seguono libretti esplicativi di vario genere sulla Dharma, con lettera di quel simpatico fricchettone di Horace. Ma, ehi, ragazzi, siamo sull’isola! Un posto strano, abitato da gente nient’affatto ospitale e popolata da presenza misteriose. Per cui, un po’ di informazioni sulla sicurezza sono mandatorie, come si direbbe con un inglesismo orrendo che siamo in grado di mandar giù solo noi fisici avvezzi a maltrattare l’italiano.
Segue chicca. Quattro scudetti in stoffa di altrettante stazioni Dharma. Come quelli che stanno sulle ormai arcinote divise degli adepti della omonima Initiative. La mia mente vola. Me li attacco sulla borsa. Su una felpa. Sulla fronte.
Poi, altro tocco di classe. Ok, fin qui tutta robina divertentissima, ma dove sono i dvd della quinta serie? In finti contenitori da floppy disk molto anni ’80. Ragazzi, del resto la Dharma risale a quegli anni lì. Easter Egg, un inquietante cd dei Jeronimo Jackson, gruppo musicale adorato dai poveri abitanti dello Swan, e sul quale noi fan ci stiamo arrovellando da qualcosa come sei anni. Notare la copertina che fa tanto Donnie Darko.
Infine, in una tasca, una busta con scritto su Confidential. E io ormai sono proprio su di giri. Ho dato dei geni a quelli del marketing praticamente a ogni pie’ sospinto. L’entusiasmo si smorza quando mi accorgo che per aprire la busta devo romperla. Ora. È universalmente noto che il vero collezionista non rompe le scatole (purtroppo non in senso metaforico, ma fisico). Il packaging è importante tanto quanto il prodotto contenuto. Per dire, c’è gente che non apre le action figures. Io non appartengo alla categoria, conservo solo le scatole indispensabili per non invalidare la garanzia (anche se a volte me ne dimentico…), ma devo dire che rompere la busta mi costa.
Giuliano osserva: “Il vero fan ne comprerebbe due, e uno lo terrebbe intonso, l’altro lo aprirebbe”
Io: “Uomo, non mi tentare”, ma le mie dita già strappano la carta, per fortuna lungo un bordo tratteggiato, in modo da non fare troppi danni.
Ed esce fuori, indovina indovina…il trattato di tregua tra la Dharma e gli Ostili! Con tanto di annotazioni a mano di Richard Alpert aka L’Uomo con l’Eyeliner Incorporato! Spettacolo!!
Ora, lo so. Questo è un post da iniziati. Nonostante la profusione di link, non credo che uno che non abbia mai visto Lost ci abbia potuto capire qualcosa. È anche un post da malati, lo ammetto. Diciamo che fa parte della bilogia sui nerd. È che non bisogna mai dimenticarsi delle proprie radici, specie quando ci si sta evolvendo verso nuovi stadi dell’esistenza. Nel mio caso, quello di geek-mamma. In fin dei conti lo dicevo io a Giuliano, qualcosa come due anni fa.
“Ma ci pensi? Vedremo la fine di Lost 2011, quando presumibilmente avremo un figlio. Immagino la scena. Guarda pupo, finalmente la mamma scopre cosa caspio è l’isola, dopo sei anni di attesa”.