Archivi del giorno: 5 ottobre 2009

Nei panni degli altri

Ieri sono andata a cinema. In verità questo ottobre è pieno di film che avrei voglia di andare a vedere, vedremo se riuscirò a farlo. Anyway, sono andata a vedere District 9, di cui avevo già sentito parlare un gran bene da fonte fidata. D’altronde, incazzata come sono nei confronti di certe recenti politiche su tolleranza e immigrazione, ero proprio curiosa di vedere come la cosa fosse stata trattata.
Ora. Innanzitutto, una prece: al cinema è possibile avere il volume appena appena più basso? Specie nei film d’azione? No, perché sembrava di stare ad un concerto rock; ad un certo punto avrei giurato che Irene ha provato ad uscire da un lato e a cercarsi l’utero di qualcuna che avesse gusti cinematografici meno chiassoni.
Per il resto, il film non mi ha completamente convinta. Il fatto è che non so dire neppure io in cosa. È originale, ricco di idee per altro ben sfruttate, pregno di senso, appassiona…ma più o meno a metà ho avuto un momento di stanca, e questo non è un buon segno. Ma se dovessi dire perché ad un certo punto mi sono chiesta che ora fosse, non saprei proprio dirlo. Giuliano dice che c’è una vaga confusione di fondo che non ha apprezzato. Io invece davvero non so spiegare il vago retrogusto amaro che mi ha lasciato la visione. Per cui vi dirò solo perché vale davvero la pena andarlo a vedere.
Dicevo, è originale. Almeno per quel che ho visto io. Certo, l’idea che gli umani siano i cattivi e gli alieni i buoni non è nuova: è dai tempi della Sentinella di Brown (e siamo nel 1954) che capovolgimenti della prospettiva simili vengono tentati. Ma è la prima volta che vedo farlo con una convinzione e adesione così viscerale, senza sconti per nessuno. Ci sono una serie di scene, che pur non essendo particolarmente gore (in una pellicole che per altro ogni tanto indulge allo splatter), sono emotivamente difficili da digerire, soprattutto per lo stile documentaristico del tutto. Nessuna concessione ad un gusto estetizzante della tecnologia, nessuno sconto per un’umanità mostrata in tutta la sua ributtante meschinità. Manca un eroe, per dire. Il protagonista è un inetto dall’inizio alla fine, che agisce solo e soltanto per il proprio tornaconto personale: tronfio e violento quando si presenta alle baracche dei “gamberoni” per intimare lo sfratto, spalleggiato da colleghi e uomini armati, diventa immediatamente viscido e servile non appena è lui il braccato, costretto a chiedere aiuto allo stesso alieno che ha provato a sbattere fuori di casa e cui stava per sottrarre il figlio. E la “redenzione” finale non basta a riscattare un uomo piccolo piccolo, che alla fine capisce solo perché non ha altra scelta. Un quadro assolutamente impietoso, ma terribilmente realistico, di quel che siamo oggi, e che siamo sempre stati: esseri spaventati, incapaci a comprendere l’altro, volti solo ad una sopravvivenza per la quale siamo pronti ad ogni bassezza.
Ma, pur essendo un film dal messaggio politico chiarissimo (sullo schermo passavano le baracche dei “gamberoni”, e io non potevo non pensare al campo nomadi dietro casa mia), è un film d’azione. Si spara un sacco, ci si mena a profusione, ci sono le astronavi, le armi megagalattiche, gli effettoni speciali e pure un esoscheletro che levati. Insomma, un film che vuole dire qualcosa, ma per farlo non si appiattisce su una mera denuncia, e non rinuncia a divertire. È incredibile come abbia i modi del blockbuster, eppure risulti per essere così terribilmente politico, più efficace di un pamphlet giornalistico o di mille documentari sulla segregazione razziale. E, da scrittrice di genere, non posso non apprezzare.
Insomma, funziona. Impressiona. Lascia una traccia profonda dopo la visione. Forse qualcosa nel ritmo andava rivisto, forse la divisione umani stronzi vs alieni buoni buoni è un po’ manichea, ma è peccato veniale: alla fine penso che tutti in sala sperassero che gli alieni ci facessero un mazzo tanto.
Io ve lo consiglio. Guardarci così dall’esterno aiuta molto a capire a che punto siamo, e magari prendere spunto per cambiare direzione.

43