Qualche giorno fa ha partorito una mia amica. In questo periodo siamo in cinque ad essere in attesa, adesso in effetti siamo scese a quattro. Se tutto va bene, la prossima dovrei essere proprio io, ora che ci penso.
Mi ha fatto uno strano effetto che lei abbia partorito. Finora ci scambiavamo commenti sulla gravidanza, e visto che lei era avanti a me in qualche modo mi rassicurava parlare con lei, che aveva già superato tutto le tappe che io devo ancora affrontare. Mi ricordo ancora la sera in cui ci diede la lieta novella; io avevo iniziato a pensare alla riproduzione già da un po’, e in qualche modo sapere che lei era incinta, e vedere le mie amiche alle prese coi loro pargoli, diede la spallata finale che mi portò alla decisione fatale.
È che nove mesi sono tanti. Me ne accorgo adesso che mi avvio alla fine. E io non sono una che ami il cambiamento. Quando sono in una situazione, tendo ad avvolgermici dentro come in una coperta. Mi adatto alle cose, e finisco per pensarle definitive.
In nove mesi di gravidanza si cambia continuamente; la pancia cresce di giorno in giorno, ogni settimana ha i suoi disturbi, o le sue novità. Eppure in qualche modo mi rendo conto che avevo iniziato a considerarlo uno stato permanente. È diventato un po’ un mio nuovo modo di essere: portare in giro la mia pancia, non riuscire più a girarmi bene nel letto, non toccare più un dolce neppure da lontano e mangiare secondo un dieta rigidissima.
E invece poi finisce. Il parto della mia amica mi ha resa cosciente di questa ovvietà. E sono combattuta tra il desiderio che finisca, perché il diabete mi ha davvero rotto le scatole, perché le visite che mi fanno rimbalzare da un lato all’altro di Roma mi stancano da morire, perché vorrei ricominciare a digerire in santa pace, quando mangio, o anche solo dormire a pancia in giù, e la voglia che sia sempre così, quest’unione perfetta e completa con la bimba nella pancia.
In fin dei conti è stato così per ogni passaggio della mia vita, da quelli lieti a quelli tristi. Non si smette mai di crescere, lo capisco oggi più che mai, né di cambiare. E se oggi di nuovo mi sento un po’ sopraffatta dalle piccole difficoltà di questi ultimi tre mesi, devo pensare che in fin dei conti è il prezzo da pagare per continuare il cammino. Buffo che debba ripetermi queste cose, quando ne ho fatto il fulcro centrale di tutto quello che ho scritto finora. Forse è proprio per questo che continuo a raccontare storie che girano intorno a questo perno: per ricordare come funzionano le cose, per convincermi che indietro non si torna, e allora è fatale guardare sempre avanti.
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On a winter night
3 febbraio 2012, 23:34
Neppure la neve riesce a spegnere del tutto il rumore della città. Senti, distante, il suono di una macchina che passa, il riverbero lontano dei >>>
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Dovresti scrivere un libro il cui fulgro sia la maternità, credimi se ti dico che verrebbe bene! Mi hai commosso… ci conto per il libro, tanti auguri a te e alla tua cucciola!!!
Quando la moglie mi chiamò per avvertirmi che gli avevano indotto il parto mi saltò fuori un fumetto sulla testa:
“Ci siamo…..”
Fino a quel momento sembrava uno scherzo, una cosa che capita ad altri (io padre? Naaaaa)
Poi dopo qualche ora (più di una in effetti) di camminate in su e in giù per l’ospedale con soste per le contrazioni la vita è clamorosamente cambiata
Forza Licia sei tutti noi!! tanti auguri ancora!! ^^
Uomo delle sedie: eh… un po’ ci godi a sentir questo, eh?
No scherzo, sai essere molto profondo, quando vuoi! E’ vero che non sembr un semplice seidcenne. Vai avanti così!
Hey,non è bellissimo che l’argomento susciti una certa vena poetica?Magnifico!
Shoko_Chan: GRAZIE, non mi ritengo così maturo .. comunque —>**
oddio cambiare è sempre stato difficile… però, pensando ad Irene… =)
forse avete ragione, ma state parlando con una ke torna a casa alle 12.30 e la prima che torna dopo e mia sorella… i miei se ne riparla alle 5 e alle 8.
Cos’è la vita se non una serie di cambiamenti grandi,piccoli e belli e brutti?Tenderai ad avvolgerti nei cambiamenti come in una coperta ma ti rendi conto di quante volte hai dovuto toglierla questa coperta,e quante volte la toglierai?Nessuno al mondo ama i cambiamenti perchè sono…”oscuri”,non riesci a guardarci dentro appieno ma nel tuo caso,Licia,hai dalla tua parte la luce del sorriso della tua cucciola Irene e anche l’amore di chi ti stà accanto.
Auguroni.
Grande, Licia.
Fatti forza Licia e accetta i cambiamenti: se non ti reggi in piedi noi ti aiueremo a rialzarti!
Ho sentito questa frase in un film credo
“-Secondo te perchè cadiamo? Perchè così possiamo imparare a rimetterci in piedi.”
Aggiungo solo che noi siamo qui per poterti aiutare, ma non credo che una come te ne ha bisogno (anzi, siamo NOI ad avere bisogno di te!) XD
Sono tornata! Sono mancata per un sacco di tempo (i miei avevano scoperto che andavo in internet, ma li ho convinti a lasciarmi libera!) ancora una volta, licia, le tue stupende doti di saper esprimere tutto ciò che senti nel cuore con delle parole (non è facile esprimere sentimenti ed emozioni con parole XD) mi lasci a bocca aperta. Comunque, se avrai penato per dieta e dolori sarai ricompensata con una dolcissima pupa XD.
Giuro che non chatterò sul tuo post, Licia, non ti farò più arrabbiare. Spero di essere più responsabile.
Non vedo l’ora che arrivi il 17!!! E chi c’è la fa ad aspettare?
Domanda che mi tormenta: non ho capito di quante pagine è sto’ benedettissimo libro!
Ancora una volta ringrazio Licia di esistere. Se lei non ci fosse non ci sarebbe questo blog, i suoi libri e le bellissime emozioni che ci regala.
mi faccio pena, scusate.)
(Che ne dite, sono abbastanza poetica? L’uomo delle sedie è più bravo di me in poetica
L’uomo delle sedie: Concordo con Luce93… sai essere molto maturo e profondo mentre scrivi!!! Non dimostri proprio 16 anni… sembri molto più grande da come scrivi… magari tutti i ragazzi della tua età fossero a quel livello di maturità!
E comunque hai ragione: prima vengono Irene e Giuliano nella vita di Licia, poi tutto il resto compresi i libri!!
Quoto Nihal97…e mi ha colpito molto il commento di Uomo delle Sedie…=)
ancora auguri Licia per Irene, e per quanto riguarda altre neomamme io sabato scorso sono diventata cugina di due bellissime gemelline…direi che sei in buona compagnia….=D
@ NIHAL97: potrei aggiungere che dopo i libri, viene la laurea
anche io la penso come Nihal 97!! cosa direste voi se i vostri genitori pensassero prima al lavoro e dopo alla famiglia?? io nn ne sarei molto contenta… x cui, lasciamo ke Licia pensi alla pargoletta!! dopotutto qnd ricapita un’occasione così?? e poi ,sono certa ke Licia non smetterà di scrivere!!
Ti do pienamemte ragione, NIHAL97! Non ci offenderemo mica!
), pensa a Irene!
Vai Licia!! Fai come se non ci fossimo (si ma se devi star zitta per un lusrto evita…
Tanto noi siamo felici così, no?
concordo con Nihal97
Comunque Licia pensa che tutto questo lo fai per Irene. Sarete una stupenda famiglia…
NIHAL97…scusa se ho sbagliato
Concordo pienamente con NIHAL)/…lasciamola un pò stare ora….ci sta per regalare un nuovo libro cosa vogliamo di più????
Licia tantissimi auguri per te, per Irene e per tuo marito…..
E poi volevo chiedrvi “TRA QUANTO DIVENTERE GENITORI A TUTTI GLI EFFETTI”??
ma insomma!!! prima viene irene, poi i libri e poi noi fan!! ma ke v salta in testa???! ovvio ke licia debba stare con la pargoletta!!! ma ke ragionamento è???? è come preferire il lavoro alla famiglia!!!
concordo con nanna
Nanna, non hai azzeccato un congiuntivo, e poi non ho capito il senso.
è normale che per un pò Licia si dedichi alla sua bambina!!!!
E se davvero è appassionata alla scrittura non smetterà di scrivere di sicuro!!!!
ueueueue!!!!!!!!!!!!!!! da un certo punto e una cosa favolosa!!! ma dall’altra sarà terribile!!! penserai solo ad irene e noi finiremo nel dimenticatoio insieme alle legende3!!(in senso ke nn verrano scritte)
se dovrebbe sucedere gli manderemmo delle email cn i nosri sugerimento e lei li mettera insieme e noi potremmo avere i nosri libri!!!!:)(ke genio ke so!!)
a me i cambiamenti hanno sempre fatto un pò di paura.
Uou, sai essere molto profonda Licia.
Bé certamente non so cosa si prova a portare un bambino (o una bambina, come la tua Irene)nella pancia, ma so che cosa vuoi dire. Quando una persona si abitua ad un tipo di situazione, è sempre difficile cambiarla e ricominciare da zero. Ma pensa che con questo tornerai a mangiare tutti i dolci che vuoi
e potrai coccolare Irene ancora più di quello che fai adesso, stringerla tra le tue braccia, guardarla mentre dorme beatamente (anche se forse a volte non sarà sempre così… cioè passerai notti tremende… ma farai questo e altro per la tua bambina… però devi pensare in positivo… mia mamma e mio papà, per esempio, si sono svegliati rarissime volte… ero abbastanza calma!), allattarla e guardarla, portarla nel passeggino… farai tante meravigliose cose con lei e la notte le potrai leggere delle splendide favole! Sono le gioie nell’essere mamma! Approposito: la pargoletta quando dovrebbe nascere?
Un bacio a tutte e due!!
P.s.: Auguri a Moony76 per il suo parto!!
PS= cm ha dtt Giulia, ci siamo sempre noi fans a consolarti
e auguri a Moony76!!
Licia, hai fatto davvero un bellissimo discorso… cmq nn essere triste: è vero ke il pancione ti mancherà, ma in fondo se non finisce qst fase della tua vita non ne potrai cominciare un’altra, e cioè quella insieme alla piccola Irene!
ti auguro una buona fortuna con tutto il mio cuore
Tento inutilmente di far intervenire mia madre, perché penso che il mio commento non abbia fatto alcun effetto, ma lei è di coccio…
WOW…. CH DISCORSO LICIA… ALLA FACCIA DELLA DIPLOMAZIA!!! XD
intendo dire che il tuo discorso è… super commovente… soprattutto la prima parte…
Sarò un po’ cinico, ma secondo un studio medico il cervello della madre agisce in maniera tale che dopo il parto il pupo è considerato ancora un pezzo del proprio corpo, e questa situazione continua per un po’ di tempo.:-)
C’è poi da aggiungere Licia che il neonato cresce “a vista d’occhio”, per usare un eufemismo. Vestiti adatti un giorno saranno troppo piccoli la settimana dopo e così via. Ogni giorno sarà una scoperta, ogni giorno il neonato imparerà qualcosa, senza sosta, ogni giorno un cambiamento. A tratti il suo carattere si manifesterà, e tu dovrai starle vicino e insegnarle “qualsiasi cosa” chiunque consideri ormai ovvio, ma ovvio non è per un neonato.
Volevo farti tanti auguri per tutto ma col fatto che ora stai in balia della tua pancia stai trascurando il tuo lavoro? O continui a scrivere? Spero di si siamo tutti impazienti di leggere il terzo capitolo della ragazza drago. Ciao e crepi in lupo.
su licia resisti ancora un pò e vedrai che i tuoi sforzi verranno premiati con la cosa più bella del mondo : UNA FIGLIA!!
Ah, mi ero dimenticata! Tanti auguri anche a mony76!
Ah, Licia… è così per ogni cosa, come dici tu. Ma dopo la nascita di Irene ci sarà un’altra tappa; poi la pargoletta arriva nell’età peggiore (5 anni) e si scatena in tutta la sua potenza; arriva poi il periodo della ragione (10/11 anni, se tutto va bene, altrimenti dovrai aspettare ancora un po’); dopodiché arriva l’adolescenza (brutto periodo…), Irene diventerà una ribelle; poi arriva il passaggio all’età adulta. E lì, che sarò dura…
Dovrai avere il coraggio di lasciarla andare, e questo è difficile.
Non so perché, ma mi commuovo a leggere e rileggere il tuo messaggio. Forse perché, la solita storia insomma, tu hai delle doti da far paura.
Vedrai che una volta che l’assenza del pancione non sarà più un peso, sarai un pochino più abituata ai cambiamenti.
Poi, se ti serve del conforto, noi siamo qui
vedrai che dopo il parto ti mancherà il pancione…. ha ragione alessandra love learco. baci
Per quello che riuarda la pancia in giù, pare che dopo i trent’anni non faccia bene alla cervicale quindi se ormai dormi bene a pancia in sù magari ti conviene mantenere quell’abitudine…Io non ci riesco.
Sono fasi della vita… periodi di tempo relativamente brevi a cui alla fine ti abitui
Hai mai pensato a quando dopo il parto comincerà questa nuova fase, il prendersi cura di Irene in un modo ‘diverso’ da quello della gravidanza?
Ti quoto un pezzo che scrissi sul mio blog tempo fa:
“Dopo la fine di qualcosa attendi sempre un nuovo inizio. Segretamente lo brami, perché nonostante fatichi ad ammetterlo è quel lungo percorso irto di ostacoli che hai sempre finto di odiare ma che ti hanno forgiata dentro, quel viaggio, che ti rende felice ed orgogliosa di te stessa al compimento della missione, alla fine. Ma c’è sempre quel piccolo periodo di stasi, di fermo. Ti mette in ansia essere lì senza nuovi scopi, anche se più che altro ciò che ti rende più nostalgica è ripensare al viaggio che hai appena completato. Vorresti tornare indietro e ripercorrere la strada, stavolta più lentamente, così potresti finalmente gustarti attimo per attimo le singole tappe invece di pensare unicamente alla meta finale. [...]”
è un po’ quello che hai detto tu… essere combattuti fra ciò che lasci e ciò che ti accingi a prendere.
Condordo cm valberici
Cmq abitudinaria cm i gatti licia…XD ma dai resisti che poi ci sarà un cambiamento ancora + radicale, vuoi che ti ripeta quello che dovrai fare?? comincio :
- poppate nel cuore della notte…
- Pannolini…
ok basta mi fermo è già troppo da sopportare x una che l’ozio sarebbe la sua professione….XD
“Ovunque si vada ciò che ci attende è sempre un campo di battaglia”
Licia spesso tendiamo ad agiarci nelle situazioni attuali, perché sappiamo come sono, sappiamo che il male è questo e il bene è quest’altro, ne abbiamo una netta distinzione, che piano piano scremiamo con le nostre esperienze, e quando tutto cambia siamo spaesati, perché non sappiamo più cosa ci aspetta, cosa dovremo fare.
Penso che la nostra vita sia divisa in tante tappe, che possono essere scandite da eventi della vita personale, che ci possono colpire e segnare sia negativamente che positivamente, e questi “periodi” possono essere lunghissimi ma anche cortissimi.
Ognuna di queste tappe ci segna in un certo modo, ci lascia qualcosa, ci regala un pezzo di lei, un modo di vita, uno stile differente, che impareremo ad integrare con il prossimo “stage”.
La gravidanza è un periodo relativamente lungo, pieno di insicurezze, paure, anche dolori fisici -perché ignorarli? – ma che viene profondamente segnato dall’amore.
Licia ti insegna ad amare. Perché per la tua bambina tu hai patito, hai sofferto, hai pianto anche, magari, ma sempre, anche se in quei momenti di totale sconforto non lo hai neppure minimamente pensato, infondo, la forza che ti muoveva, era l’amore.
Ora che ti sei sopita in questo stato, hai goduto del calore aspro dell’amore di una gravidanza, è il momento di rialzarsi per entrare in una nuova tappa.
Quella di insegnare quell’amore che con così tanta fatica hai appreso.
Anche se non posso sapere tutto questo, perché ho soli 16 anni, le mie sono testimonianze di chi quest’amore lo ha vissuto e lo ha insegnato.
Simone
Come ti capisco!
Anche per me è lo stesso. A me mancano poche settimane (4 se arrivo giusta a termine) e sono molto combattuta: da una parte vorrei che questo finisse al più presto, e dall’altra vorrei non finisse mai, e penso a quanto mi mancherà sentire Lorenzo muoversi nella mia pancia, anche quando scalcia e mi fa male.