Archivi del giorno: 10 novembre 2009

Di sforzi e ricompense

Ho sempre pensato, e suppongo si veda da quel che scrivo, che nella vita la volontà è fondamentale. Mi rendo conto che ho sempre creduto che con tanto impegno fosse possibile più o meno superare tutto. Del resto, un sacco di cose le ho ottenute così. Per dire, è così che dimagrii tre anni fa. Mi misi di buzzo buono, mi impegnai a pesare le cose che mangiavo, a ripensare il mio rapporto col cibo, e ho perso quei famosi 18 chili. Per ogni sacrificio, avevo il piccolo premio dell’ago della bilancia che calava. Così ho preso la mia laurea. Tanto studio, pomeriggi dedicati a colmare le lacune in matematica che mi portavo dietro dalle superiori, e il premio finale della laurea in quattro anni più un anno di tesi sperimentale.
Per questo probabilmente adesso sono confusa e sfiduciata.
Quando mi hanno diagnosticato il diabete, ovviamente mi sono preoccupata, mi sono abbattuta, e tutto il campionario. Ma ho anche pensato pressoché subito che sarebbe bastata tanta forza di volontà: bastava segare via più o meno tutto quel che mi piaceva dalla mia alimentazione e le cose sarebbero andate bene. Il primo piccolo colpo alle mie convinzioni è stato il momento in cui ho capito che mi avrebbero prescritto l’insulina. Ma più o meno anche allora ho pensato che sarebbe bastato “far la brava”. Se avessi fatto i miei tre buchi quotidiani, se avessi controllato la glicemia nove volte al giorno, se avessi seguito la dieta…
E invece, per la prima volta nella mia vita mi trovo di fronte ad una cosa in cui “far la brava” sembra non contare. O meglio, serve, è condizione assolutamente necessaria. Ma non sufficiente. Non basta rinunciare, non basta farsi passare la paura di spararsi una siringa ogni sei ore e non basta pesare tutto fino all’inverosimile, non mangiare una caramella neppure per errore o non leccarsi neppure le dita se, preparando la roba per il marito, su c’è finita un po’ di cioccolata o di patata. Semplicemente non basta.
Per la prima volta, percepisco il mio corpo come qualcosa che non posso controllare. Il mio pancreas fa cose che non dovrebbe, pur mangiando sempre le stesse cose, nelle quantità giuste, la mia glicemia oscilla paurosamente. E non c’è un perché, o comunque nessuno lo sa. Costituzione. Forse la nonna diabetica, chissà. Semplicemente non va. E sapere che c’è in te qualcosa che si ribella, che potrebbe potenzialmente far male ad un’altra persona, è davvero brutto.
Forse a volte occorre rassegnarsi al fatto che non tutto è completamente sotto il nostro controllo. Che a volte si perde anche se si è giocato secondo le regole, e bene. E che non per questo bisogna arrendersi. Solo armarsi di più pazienza di prima, e ricominciare ogni giorno da capo, con ostinazione. Non c’è altro modo, d’altronde. Un’ulteriore lezione della vita, che non si stanca mai di insegnarci ogni volta qualcosa.

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