Archivi del giorno: 17 novembre 2009

Cose che poi uno si vergogna

Ieri ho fatto la mia decentomilionesima visita all’ospedale dove partorirò. Mancavano solo i palloncini e il premio per l’assidua frequentazione. Ma il punto non è questo. Sono andata per la visita anestesiologica, per l’epidurale, avete presente? Diciamo che intendo avvalermi dei moderni ritrovati della medicina per non passare dieci e passa ore a strillare come ti fan vedere nei film. Che poi, vabbeh, pare non funzioni proprio così, ma io non ho una gran soglia del dolore, per cui preferisco avere la sicurezza che se nun gliela fo posso doparmi.
Comunque. L’ambulatorio è locato in un’amena zona dell’ospedale: tra oncologia e diabetologia. Era farcito di cartelli sul diabete. Come vivere col diabete. Come sconfiggere il diabete. Il diabete non ti deve condizionare la vita. Quel tipo di precisazioni che ti fanno solo con le malattie ad alto tasso di sconvolgimento dell’esistenza, insomma. Comunque.
Mentre attendevo di partecipare al seminario per gravide “l’epidurale, se la conosci la scegli”, vedo passare il mio diabetologo. Saluti, sorrisi, sta andando tutto bene? E lì, mi scatta la molla. Non so spiegare come sia accaduto. C’avevo ormai rinunciato. Mi ero rassegnata. Avevo deciso che era troppo una cazzata, che mi sarei trattenuta, che non avrei fatto la figura della madre degenere. E invece.
Io: “Senta, le posso fare una domanda? Probabilmente la più scema della storia?”
Lui: “Dimmi pure”
Io: toccando il cuoricino sulla pancia “No, è che tra un po’ è il mio compleanno, e mi domandavo…ma non c’è proprio niente niente di vagamente dolce che possa concedermi?”.
E intanto penso a quelli che sono diabetici da quando hanno tre anni e non fanno tutte ‘ste storie, a tutti i messaggi sui forum di gente come me che diceva “sono piccoli sacrifici che si fanno volentieri per i figli”, a quelli che gli sono capitati problemi ben più gravi in gravidanza. E penso che, veramente, cioè, me la potevo risparmiare. Soprattutto con la glicemia che da due giorni riga dritto.
Lui: “Eh no, proprio niente”.
La sera, vendetta di Montezuma per il mio ardire: glicemia alta, rinforzo di insulina prima di andare a letto. Così impari, donna.

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