Cose brutte e pallose
Sono (o meglio, sto cercando di essere) uno scienziato. Questo vuol dire che cerco di interpretare determinati aspetti della realtà da un punto di vista scientifico e razionale. Ma sono anche incinta, per di più affetta da una delle più comuni patologie della gravidanza, ossia il già noto diabete gestazionale. Che sarà anche una cosa banale, ma mette a dura prova il mio equilibrio psichico. Per altro, non sono esattamente un esempio di persona equilibrata, oltre ad essere un’ipocondriaca che levati (non è un caso che son due libri che parlo di malattie fine ti monto). Indi per cui tutto ‘sto bordello intorno alla maiala, lo ammetto, mi affligge.
Ho provato a fare la persona razionale, ho provato a fare la fatalista o semplicemente la persona saggia. Impossibile. Più passano gli anni più uno si accorge che ci sono demoni coi quali non si riesce a venire a patti, e che probabilmente ti perseguiteranno vita natural durante.
Ora, il punto di vista razionale. È ovvio che, stando ai dati fornitici, se è vero che ogni anno qualche manciata di migliaia di persone muore di influenza, se tutti gli anni i giornalisti tenessero un bollettino aggiornato dei decessi come stanno facendo quest’anno nei tg non ci sarebbe spazio per altre notizie. 18 morti finora, e non si parla d’altro, dal tg al medico di famiglia, dove uno corre al primo starnuto, sempre se per stare sicuro non decide direttamente per il pronto soccorso. Voglio dire, è evidente che la percezione del pericolo dipende dai media. Se ogni giorno mi dicono che Caio e Sempronio sono morti di influenza, e sotto in piccolo mi scrivono che Caio aveva una rara malformazione cardiaca e Sempronio era in dialisi, quel che io percepisco è che in questo periodo se devo morire di qualcosa, morirò di influenza. Ma la scienza non si fa con le percezioni, ma coi dati. Che però, semplicemente, non ci sono.
L’influenza A, per quanto riguarda i sintomi, è indistinguibile dalla stagionale, a volte persino dal raffreddore. L’unico modo per diagnosticarla è l’esame di laboratorio, che essendo costoso si fa solo nei casi gravi. Il che significa che è impossibile quantificare i casi. Per cui mi domando il numero 250 000 contagiati dato dal ministero della salute (o quel che è, hanno cambiato tutti i nomi…) da dove esca. Stime fatte in base a che criteri? Alle assenze dal lavoro? Alle visite presso i pronto soccorsi? O dai medici di famiglia? E come distinguiamo la A dalla stagionale o dal raffreddore?
No, perché i dati OMS, calcolati su diagnosi effettive, quindi su esami di laboratorio, parlano di approssimativamente 500 000 contagiati nel mondo. Se in Italia sono 250 000, capperi, siamo il paese più colpito, direi. Le cose sono due: o abbiamo a che fare con un virus poco contagioso, ma a consistente tasso di mortalità (dati OMS) o con un virus molto contagioso ma con bassissima mortalità (dati italiani). Che poi, molto contagioso rispetto a cosa? In sei mesi quanti malati fa in genere la stagionale?
Non ci sono insomma dati sufficienti per capire. Almeno per il profano. Questa non è scienza. Questa è spannometria.
Questione vaccino. Dicono che le donne incinta si devono vaccinare. L’ultima volta che mi sono vaccinata, a novembre per la rosolia, mi è stato detto di aspettare almeno tre mesi prima del concepimento perché il vaccino poteva avere effetti teratogeni. Per dire. Ora mi si dice che mi devo vaccinare, incinta all’ottavo mese, per l’influenza, che tanto “è sicuro”. Vai a leggere il bugiardino del vaccino e alla voce Gravidanza c’è scritto
“Informi il medico in caso sospetti di essere incinta o programmi una gravidanza. Deve consultare il medico relativamente alla possibilità di ricevere Focetria.”
Ma il vaccino non era stato testato? Non era sicuro per le puerpere?
Circa i test, si legge ancora
“Studi clinici condotti con un vaccino simile”
formula che viene ripetuta per tutto il foglietto. Ossia io capisco che Focetria non è stato esattamente testato: siccome è “simile” (che vuol dire simile?) ad altri vaccini, è sicuro come quelli. E anche qui, vorrei il parere di un farmacista, un infettivologo, che mi spieghi se questa è la prassi, se una donna incinta, che non può prendere medicinali se non in casi gravi, può vaccinarsi tranquillamente con un vaccino che è “simile” a uno che non fa male.
Ma se una donna incinta ha dubbi, viene bollata come una specie di isterica che ha paura infondate. Tipo che il bambino possa subire conseguenze da un vaccino che, a quanto ne so, al momento non è stato iniettato a nessuna donna incinta. E queste conseguenze non sono due linee di febbre o l’arrossamento nel luogo dell’iniezione, ma malformazioni, più o meno gravi, al feto. Per dire, il diabete da cui sono affetta in genere si cura con medicinali orali. Io invece devo usare le iniezioni di insulina, perché quei medicinali orali, innocui per chiunque, sono altamente teratogeni.
Questa è la ragione, supportata anche dal parere del mio medico, del quale mi fido assolutamente, e che mi ha detto “lascia perdere il vaccino, il rapporto rischi benefici non lo giustifica”.
Ma poi leggi i giornali, senti la tv, e ti viene voglia di chiuderti in casa. Ti domandi se non stai sbagliando tutto, se non stai facendo una scelta pericolosa. La paura di non farcela, di non riuscire ad arrivare in fondo, per la mia esperienza, è la costante della gravidanza. Per un motivo o per l’altro, hai paura sempre che il tuo corpo ti tradisca, e che tu non riesca a farlo nascere, infine, questo bambino. La paura ce l’hai quando tutto va bene, figurarsi quando le cose vanno male. E questa influenza questo fa nelle persone come me: aumenta a dismisura questa paura, la ingigantisce, mi paralizza. Sono stanca di aver paura da una vita, sono stanca di essere in ansia perenne da almeno tre mesi a questa parte. E sono pure incazzata. Perché io capisco che bisogna far notizia e vendere i giornali, ma il panico a chi giova?
Cose belle e interessanti
Ieri mi è arrivata una bella mail, con questa.
I ragazzi mi avevano detto che avrebbero fatto un cosplay del Mondo Emerso, ma sono ancora più belli di quanto potessi immaginare. Anche per questo mi è mancata Lucca: avrei voluto vederli dal vivo, farmi una foto con loro, complimentarmi, perché sono splendidi, e ringraziarli, perché questi regali che mi fanno mi aiutano molto, mi danno la dimensione di quel che sto facendo, mi spronano a migliorarmi. Il mio grazie lo dico qua, sperando che passino da queste plaghe. Voi passate dalle loro, mi hanno detto che presto metteranno online altre foto.