Tra i corsi che io e Giuliano abbiamo seguito all’università c’erano quelli di sperimentazione, per gli amici fisichetta 1, 2 e 3. Si facevano esperimenti in laboratorio, si trafficava con strumenti tipo pendoli, plotter, prismi. E bilance. Di episodi al limite del paradossale ce ne sono stati parecchi, in quel periodo. Per altro, io e Giuliano eravamo in gruppo insieme: io perché lui mi piaceva, ergo…lui, se non erro, perché ci stava in effetti facendo il pensierino e anche perché gli sembravo una tipa precisa, buona come il pane al momento di dover fare l’immancabile relazione scritta. Una volta, per dire, mi sono posta il dubbio se certe temperature che avevamo preso, dell’ordine dei 37°, fossero espresse in centigradi oppure in Kelvin (e vi dico solo che 37 gradi Kelvin sono parecchi gradi sottozero, impossibili da raggiungere con un thermos di acqua calda
). Per dire che, in effetti, nonostante io sia un fisico sperimentale, non è che dimostri sempre uno stratosferico acume quando pasticcio con le mani, e, soprattutto, non è che vada granché d’accordo con le unità di misura.
Ora. Quando si allatta un neonato, in genere la procedura è questa: lo si pesa prima, lo si allatta, lo si pesa dopo e si vede quanto latte ha preso facendo la differenza. Il neonatologo, quando c’ha dato il libretto di istruzioni della pupa (giuro, sembrava veramente il libretto di istruzioni: medicare il cordone tot volte al giorno, allattare tot, per tot tempo, con tot quantità, grazie per aver scelto neonata 2.0) ci ha indicato dei quantitativi di pappa che Irene deve assumere ogni giorno per mettere su ciccia: 60 gr a poppata. Inutile dire che appena arrivi a casa, questi 60 gr a poppata diventano il tuo incubo: li sta prendendo? E se non li sta prendendo? Integro col latte artificiale? Ma se poi non piglia più il mio?
Comunque, si compra la bilancia, la si pesa. 3.08. Kg, suppongo. Ok. Via. Si allatta. Con un po’ di fatica, per via del diabete all’ospedale ha preso il biberon, che è mooooolto più facile da mungere della tetta, per cui il neonato tende poi a fare il furbo e a rifiutare il seno se può. Comunque, come dio vuole Irene si nutre tra un capriccetto e l’altro. La si pesa. 3.14.
Giuliano: “Cazzo, ma solo 6 gr??”
Io: “Cioè, mezz’ora di dolore per 6 gr di latte??”.
Ed è così per le successive sei o sette pesate. 3.10, 3.12, 3.16 e via così. E noi a disperarci. E questa bilancia non mi convince, e forse dobbiamo integrare col dannato latte artificiale, oddio già faccio schifo come madre, dannate tette del cavolo.
Immagino che abbiate già notato il palese errore che i nostri due baldi fisici hanno commesso. I due baldi fisici invece ci vanno avanti per un giorno intero, disperandosi. Poi, ieri sera, ore 23.00.
Giuliano: “Ma…”
Io: “Eh?”
Giuliano: “No, riflettevo…la bilancia dice 3.10, cioé 3 kg e 100 grammi. Prima era 3.08, cioè 3 kg e 80 grammi…”
Io: “…”
Giuliano: “…”
Io: “Vabbeh. È ufficiale che siamo due deficienti”.
Giuliano: “Assolutamente”
Per la premiata serie: venti anni di educazione scolastica buttati nel cesso.