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28
dicembre 2009

In questi giorni di festa, tra una poppata e l’altra, ho anche cercato di interessarmi del mondo fuori dalla mia porta (mondo che fisicamente non sto frequentando molto da un mesetto circa, devo ammetterlo). E mi sono imbattuta nella polemica delle feste: questa. So che l’impresa è improba, ma la polemica non è tanto nel post, quando nei commenti, per cui vi invito a leggerli più o meno tutti.
Ora, G. L. ha ripreso la questione più volte sul suo blog, dicendo anche che tutto sommato era il caso che noi scrittori di genere accorressimo in massa a dare il nostro contributo, quanto meno per dimostrare che non siamo microcefali come ci si dipinge. Confesso che un po’ di sensi di colpa mi sono venuti. Ma confesso pure che più leggo quella discussione, più mi rendo conto che mi sento in imbarazzo ad infilarmici dentro.
Credo che si possa affermare con un certo grado di sicurezza che i miei libri siano monnezzoni. O meglio, che ci siano schiere di persone che li definirebbero così. Ora, non è che la cosa mi indigni più di tanto. Le accuse di Cortellessa non hanno niente di nuovo né di originale. Lo sappiamo tutti cosa la critica, e, diciamocelo, anche il pubblico generalista, pensa del fantasy. Non è una posizione particolarmente coraggiosa né così straordinariamente anticonformista affermare che il fantastico sia tout court monnezza, e che appartenga a quella deprecabilissima branca della scrittura definita “di intrattenimento”. Voglio dire, ho difficoltà persino con mia madre, che non è certo una persona mentalmente chiusa, e il fantastico le va giù abbastanza a fatica. Quindi, ho trovato innanzitutto piuttosto inutili le pose da titano di Cortellessa: il mondo è pieno di gente che la pensa come lui, senza neppure essere critico letterario e senza neppure avere uno straordinario bagaglio culturale, se è per questo. Per cui, il problema non è tanto questo tipo di critica.
Il problema è che mi rendo conto che esiste una branca intera del mondo letterario col quale non c’è alcuna possibilità di discussione. Non c’è perché manca letteralmente un terreno comune sul quale costruire le basi di una discussione.
Per esempio. Cortellessa dice che non solo le librerie sono invase da libri di genere, cosa con la quale potrei anche essere parzialmente d’accordo, per quanto mi pare che la Rowling abbia un’esposizione quanto meno pari, se non minore, a libri mainstream come quelli di Vespa, della Mazzantini o di Giordano. Per cui, se proprio vogliamo parlare di sovraesposizione, non sono i libri fantasy a monopolizzare le librerie, sono libri che, sono certa, Cortellessa definirebbe “commerciali”. No. Cortellessa dice che la critica è monopolizzata dai libri fantasy. Ma dove. Me lo sono perso? Quando è successo? No, perché magari un tg può anche parlare dell’uscita dell’ultimo libro della Mayer, ma non mi pare che ci critici facciano a gara a prodursi in esegesi di Harry Potter. Per carità, ripeto, magari me lo sono perso, al che, se qualcuno di voi ne ha notizia, vi prego, indicatemi dove posso recuperare una cosa del genere. Basterebbe comunque già questo a dimostrare che noi di genere, se mi è permesso parlare per la categoria intera, e la critica si vive proprio su piani di esistenza differenti, che portano a letture del reale contrapposte. Ma c’è di peggio.
Il peggio è innanzitutto il fatto che nella discussione emerga che per Cortellessa il fantasy non solo è consolatorio (e già qua avrei molto da ridire), ma è pure in qualche modo deleterio, diseducativo. L’equivalente letterario – no, scusate, non letterario, noi non siamo letteratura – l’equivalente su carta, ecco, dei cinepanettoni o del Grande Fratello. Noi anestetizziamo il cervello dei ragazzini, li rincoglioniamo, li allontaniamo dalla vera letteratura, che, per forza di cose, non diverte, è pesante e richiede al lettore uno sforzo di concentrazione sovrumana, che il povero lettore medio di fantasy proprio non è in grado di tollerare.
Ecco, questo mi fa incazzare. Perché tocca l’unica cosa sulla quale sono davvero suscettibile: la mia onestà intellettuale.
Io scrivo per divertire. Lo faccio perché sono convinta che leggere sia anche e anzi soprattutto un piacere, e per questo divertire con una storia non è consolare, è solo cercare vie più agevoli per veicolare dei messaggi. Non me ne frega una cippa di fare letteratura, né di entrare nei libri di testo a scuola fra cinquant’anni. Non mi frega neppure di insegnare qualcosa, ecco l’altro punto caldo. Cortellessa dice di voler insegnare agli altri la sua cultura, di volerli elevare al di sopra dei monnezzoni. Ecco. Io no. Perché non ho niente da insegnare. Ho da condividere, ho da imparare. Io voglio imparare coi miei lettori. Voglio con loro uno scambio, voglio gettare semi che poi ciascuno rielabori alla luce della propria esperienza di vita. E se questo non è letterario, ok, allora non faccio letteratura. Preferisco far questo. Ma non mi si venga a dire che una cosa del genere è diseducativa e spegne il cervello. C’è gente che mi scrive dicendo che ha scoperto la lettura coi miei libri, e non mi pare poco. Mi si può venire a dire, dopo averli letti – ecco altro punto dolente, Cortellessa s’è letto solo Tolkien o giù di lì, ma gli basta per bollare tutto il genere, e anche Tolkien non gli piace perché è stato cooptato in Italia dalla destra – che i miei libri non dicono niente, che mancano il bersaglio, che sono sciatti, mal scritti e quel che vuoi. Ma non puoi venirmi a dire che un intero genere è consolatorio e diseducativo, perché in quel genere c’è una costellazione di autori impossibile da ridurre all’unità. C’è un abisso di intenti, stile e riuscita tra Rowling e Le Guin, per dire. E chi dice che la Le Guin è consolatoria mente sapendo di mentire, o non l’ha mai letta. È consolatorio Dimitri, D’Andrea? È consolatorio lo Stroud de La Valle degli Eroi, che decostruisce il mito dall’interno, e con una storia assolutamente travolgente tesse un apologo attualissimo sulla libertà, sulle tradizioni che ci imprigionano, sulla fede cieca che ci ingabbia?
E anche sul fatto che la letteratura, per essere tale, deve essere impegnativa si potrebbe stare a disquisire da qui all’eternità. Io mi diverto a leggere l’Iliade, io mi diverto a leggere Dostoevskij. Un libro che non diverte, e non sto parlando della risata crassa da bambino che ripete cacca a ripetizione, ma di divertimento inteso come godimento intellettuale nel senso più lato possibile, è un libro fatto male, punto.
Insomma, alla fine i miei due cents li ho spesi. Bell’esempio di preterizione. Ma io queste cose non le dico da oggi. Le dico da quando ho iniziato a scrivere, le dico probabilmente da quando ho iniziato a riflettere sul mio essere lettrice. Ma tanto le dico a vuoto. Universi paralleli e intangibili, ecco. La sensazione finale, dopo 220 commenti sotto il post su Lipperatura, è di un gruppo di sordi che si parlano addosso. Non c’è punto di contatto possibile, quando la definizione stessa dell’argomento di discussione è diametralmente opposta.
G. L. dice che occorre insistere, che l’Accademia serve, quanto meno come muro da abbattere, come sfida da vincere. Il problema è che questa Accademia è un muro di gomma.

194 Commenti per “Cesare taccio”

  1. G.L. 28 dicembre 2009 alle 19:26

    Naa, Cortellessa NON ha letto Tolkien. E comunque, Licia, l’accademia non è solo lui. Lui è un tizio che ci ha dato dell’immondizia. Untermensch. Beh, l’ha presa nei denti.

  2. Licia 28 dicembre 2009 alle 19:29

    G.L.: lui però rappresenta perfettamente il modo di pensare di larga parte della critica e, quel che è più preoccupante, del pubblico.

  3. G.L. 28 dicembre 2009 alle 19:31

    Vero. Ma la stessa cosa era per la fnatascienza e per il giallo. Direi che è ora di rimboccarci le maniche. E guarda che il fatto che è calato nei “bassifondi”, secondo me, qualcosa sta a significare, no?

  4. Fabio 28 dicembre 2009 alle 19:40

    Hai proprio ragione! Pensa che da me non si trovano quasi più i libri di harry potter… ci sono solo espositori carichi di libri della meyer o comunque che trattano di vampiri…

  5. Licia 28 dicembre 2009 alle 19:47

    G.L.: sì, infatti credo che il percorso sarà lo stesso. Però, dio mio, che palle, sempre la stessa storia da quarant’anni a questa parte…

  6. G.L. 28 dicembre 2009 alle 19:50

    Licia: quello che dobbiamo fare noi scrittori è slecagrci dai loro stereotipi. Perchè sono convinto, profondamente, che la narrativa fantastica possa essere “funny” e allo stesso tempo molto _molto_ profonda. E qui dobbiamo rimboccarci le maniche noi.

  7. Arya 28 dicembre 2009 alle 19:51

    la gente pensa che è solo perchè un libro è commerciale allora fa schifo, e per essere anticonformisti non vogliono leggerlo e lo giudicano senza sapere nemmeno di che parla (come Harry Potter io lo trovo stupendo e ha conquistato migliaglia di persone). certo ormai ci stanno marciando sul fatto dei vampiri e roba varia, solo perche twilight ha avuto tantissimo successo (meritato direi, per chi ha letto i libri lo sa). ma non posso credere che il genere fantasy possa avere così poco conto per una persona se non l’ha mai letto. io ho letto di tutto e non perche devo ma perche mi piace. e se adesso leggo di più i fantasy è perche tra tutti i generi che ci sono mi sono rimasti più impressi, ognuno può pensarla come vuole ma non credo che sia giusto giudicare un intero genere letterario solo perche si hanno dei pregiudizi, se la gente pensa che il fantasy sia diseducativo bhe mi dispiace per loro che non potranno mai apprezzare tantissimi libri stupendi!

  8. ginevra 28 dicembre 2009 alle 19:53

    Ciao Licia,ci tenevo a dirti che i tuoi libri mi sono piaciuti moltissimo e mi hanno fatto avvicinare al genere fantasy.Io,i tuoi libri li trovo anche molto educativi dopotutto perchè insegnano a non mollare e a lottare per riprenderci ciò che spetta di diritto.
    Grazie mille Licia,di tutto!
    (p.s.quando pubblicherai una foto di irene?)

  9. Marty J.C 28 dicembre 2009 alle 20:14

    Quando leggo critiche e cs cattive,in generale,verso cose o persone che mi rendono la vita migliore di quella che è, mi viene una strana fitta allo stomaco.Nn so se sia dovuto al semplice risentimento che provo per chi ,per me, nn ha ragione, ma si sappia questo:io ho letto la saga di Twilight quasi dieci volte, e cio che ne ho tratto è che la fama commerciale dipende strettamente dalla qualità del libro in questione. E la stessa cosa vale per i tuoi libri. IO CREDO CHE DI COSE PRETTAMENTE EDUCATIVE NE IMPARIAMO GIà ABBASTANZA A SCUOLA e il fantasy è solo la cosa più bella che esista al di fuori. E con questo nn dico che bisogna essere ignoranti,voglio dire,ho letto anche Salgari e l’ho adorato, anche “Cuore” mi ha fatto lo stesso effetto. Che non si dica che i libri più attuali nn sn educativi. Nn è vero. Ci insegnano a vivere.

  10. Hidan 28 dicembre 2009 alle 20:14

    Licia, sinceramente uno che osa paragonare il fantasy a robe come i cinepanettoni o i reality show nn vale nemmeno la pena di considerarlo, già da qst osservazioni si capisce che è solo e unicamente un immenso idiota! non mi stupsce il fatto che dica che il fantasy sia diseducativo, perchè qui in italia abbiamo una mentalità chiusa! ancora siamo legati agli autori di 200 anni fa e li consdieriamo l’apice della nostra letteratura. io nn sento parlare id nessuno scrittore attuale che sia stimato o riconosciuto a prescindere dal genere che scrivono. e poi qua noi vogliamo subito far vedere il mondo per quello schifo che è! insegnare qlks ai ragazzi anche tramite dei mezzi che li facciano divertire nn è diciamo tipico di noi x qst attaccano qualunque cosa che a loro li diverta vedi il fantasy, i fumetti o anche i cartoni di qualunque genere esso siano! Io sinceramente ritengo che il fantasy sia, per l’appunto un genere fantastico! ti spinge ad immaginare a lanciarti in un nuovo mondo, io qnd leggo libri d qst genere mi sento semrpe come se fossi la fianco dei protagonisti e vivo il libro che leggo cn un grande trasporto (sempre ammesso che il libro mi piaccia). Tu sei in assoluto l’autrice che mi ha preso di + (proprio a natale mi sn fumato la figlia del sangue in 24h XD) e posso solo sperare che possano uscire altri autori della tua risma che sappiano intrattenere e divertire cm te!

    GRAZIE MILLE LICIA!

  11. Fabio 28 dicembre 2009 alle 20:19

    Licia, scusa se non centra… Esiste una sinossi che si possa leggere de “il destino di adhara”?

  12. sehal 28 dicembre 2009 alle 20:48

    calma, calma, calma…mi spiegate come si fa a dire che il fantasy è diseducativo e commerciale????? Alle medie c’erano sempre i miei prof che quando presentavo un libro(fantasy ovviamente) mi dicevano che dovevo cambiare genere, perchè “il fantasy ti porta fuori dalla realtà”…ma è proprio quello il bello!!! Lasciarsi trasportare dalla fantasia e uscire per alcune ore da questo mondo che, diciamocelo, sta andando in rovina…
    Anche mia mamma si lamentava che leggevo sempre libri fantastici, poi quando gli ho fatto leggere “Eragon” ha cambiato idea..=)
    Beh, anche io ho letto la saga di Twilight, ma non perchè l’hanno letta tutti e perchè il protagonista è uno strafigo…perchè me lo ha consigliato una mia amica e da quando l’ho iniziato nn riuscivo più a smettere! Un po’ come con “L’ospite”, sempre della Meyer…
    PS: congratulazioni Licia per la nascita di Irene…e buon inizio 2010 a tutti!!

  13. Francesca 28 dicembre 2009 alle 20:50

    Una volta mi son sentita dire indirettamente che era ora di smettere di leggere fantasy e passare a dei “veri libri”. Inoltre mi si diceva che il fantasy era roba da bambini, che non si poteva leggere solo quel genere.
    Bene. Sul fatto che uno non si debba limitare a leggere un solo genere, posso anche essere d’accordo, e anzi lo sono. Certo questo non significa non poter privilegiare il genere che più piace, né vuol dire che non si possa leggere un solo genere… Ognuno fa quel che vuole e decide come meglio crede quali libri leggere.
    Io per prima leggo di tutto, ma possiedo e leggo maggiormente fantasy.
    Tuttavia di certo non posso accettare che venga detto che il fantasy non è un vero libro!
    E poi il fatto che sia per bambini perché dovrebbe sminuirlo? Da questo punto di vista potrei sicuramente dire che il fantasy è educativo! Quando si scrivono libri per bambini di solito si cerca di impartire un insegnamento, di dare al libro una morale… E non solo, i libri per bambini sviluppano la creatività, la fantasia… Quindi direi che per ora il genere fantasy non presenti nulla di negativo: non è diseducativo, non spegne il cervello.
    Ma se anche tralasciamo questo aspetto, se anche non mi avessero detto che è roba da bambini, spesso quello che dimentica il pubblico, quello che la maggior parte delle persone non sa (e non sa perché non può giudicare senza aver letto! Ed è anche il caso di chi mi ha detto le frasi di cui vi ho parlato all’inizio!) è che un libro fantasy può insegnare molto di più quel che si crede! Il più delle volte contiene dei valori (amore, amicizia, lealtà…). Contiene problemi riconducibili alla realtà, alla vita di tutti i giorni. Ognuno di noi può rivedersi in un personaggio fantasy, ognuno può sentirsi smarrito come Adhara quando si sveglia nel prato…
    Il fantasy stimola. Stimola la mente a ragionare, a porsi domande che non ci fermiamo mai a fare… Stimola a guardarci dentro.
    Ma più semplicemente, come hai detto tu Licia, il fantasy diverte! Emoziona! Quando leggo un fantasy piango, rido, mi arrabbio, mi innamoro…
    Non è questa letteratura? Per me si! Basta leggere la definizione che Wikipedia dà alla letteratura: “La letteratura è la forma d’espressione umana che ha come mezzo d’espressione la parola e risultato il componimento verbale. Diretta espressione dell’intelletto, e dell’inconscio umano e della sua capacità di concepire e intendere, ha come finalità le più disparate: la comunicazione, l’informazione, l’arte, l’istruzione, la memoria, l’intrattenimento.”
    Io ci ritrovo tutto nel genere fantasy! E se anche così non fosse, se anche non si può parlare di letteratura… Beh, chiamatela come volete, ma a me piace! Che sia letteratura o meno, a me non me ne frega niente!
    Per me non c’è niente di meglio di un fantasy! Non c’è funzione migliore che un libro possa avere!
    Quel che conta per me è quel che dici: “Io scrivo per divertire. Lo faccio perché sono convinta che leggere sia anche e anzi soprattutto un piacere…
    Ho da condividere, ho da imparare. Io voglio imparare coi miei lettori. Voglio con loro uno scambio, voglio gettare semi che poi ciascuno rielabori alla luce della propria esperienza di vita…”
    Per me non conta nient’altro Licia…

  14. sarehtta 28 dicembre 2009 alle 21:05

    Io non sono nessuno per giudicare Cortellessa però se proprio devo cire la mia…no dico chi si crede di essere qusto, x dire k il fantasy é robaccia?!?
    Io ho letto di tutto, da twilight a uomini che odiano le donne(un giallo che per il suo genere é molto bello),sl x il puro gusto di leggere. i tuoi libri li ho ricevuti x il compleanno e, devo dire, li ho rovati ASSOLUTAMENTE fantastici. in quanto alla mentalità italiana…devo proprio dire che è chiusa e antiquata!!cosiderare manzoni l’apice della letteratura italiana…ora non voglio levare niente ai promessi sposi ma…DIAMOCI UNA SVEGLIATA!!!esistono scrittori moderni e in gambissima(non si dice ma é x rendere l’idea)che non vengono considerati proprio. vabbè comunque W il fantasy, che assolutamente NON E’ SPAZZATURA ma anzi, lo trovo molto educativo e utile, soprattutto alla mentalità italiana e, soprattutto W gli SCRITTORI FANTASY. Continuate così ragazzi!!!lasciate perdere qll idioti vecchietti!!piuttosto cercate di aprire le loro “ampie” vedute culturali!!!io tifo x voi!!=)=)=)=)=)=)=)=)

  15. Valberici 28 dicembre 2009 alle 21:08

    Bel post, però io sostituirei in questa frase: “il mondo è pieno di gente che la pensa come lui”, la parola mondo con la parola italia.

    Ho come l’impressione che i critici di oltreoceano, a differenza dei nostri Cortellessa, l’abbiano letto eccome il LOTR. ;)

  16. sarehtta 28 dicembre 2009 alle 21:08

    scusate gli errori..ma sono abituata con le chat.
    P.S.a quando una foto della piccola Irene??

  17. mary 28 dicembre 2009 alle 21:20

    Ma,in fondo,qual’è lo scopo di un libro,se non quello di divertire?Poi come diverte cambia,certo…C’è chi fa divertire con frasi stupide,chi fa divertire tramite il ragionamento e chi fa divertire tramite una storia che incuriosisce ad ogni parola.Anche la storia,come dice la mia prof. non è altro che una…storia,appunto…E la storia ha scopo educativo…E perchè non deve essere divertente?

  18. Naky 28 dicembre 2009 alle 21:53

    Concordo con Hidan per quanto riguarda il fatto che nessuno scrittore odierno viene stimato come un autore del passato.. Alcuni miei professori mi hanno sempre intimato di smettere di leggere I ROMANZI, non soltanto i romanzi fantasy, definendoli robaccia. Credo che questa gente si privi di un piacere enorme. Insomma, ok la cultura, l’istruzione e tutto il resto, ma non è che se uno legge un romanzo automaticamente diventa scemo, scusate la parola. Ci sono momenti in cui uno predilige una lettura per così dire “impegnata”, e altri in cui ci si vuol godere una bella storia in santa pace. Cosa c’è di male?
    Inoltre, non ho mai trovato, in nessun libro che ho letto, la passione, il coraggio e il senso di lealtà ed eroismo che ho trovato in molti romanzi fantsy. Sono valori che io considero antichi, che oggi purtroppo non si vedono quasi più. Leggere un fantasy è anche un modo per me per proiettarmi in un mondo quasi epico, e se la gente non riesce ad apprezzare questo genere, si arrangi, ha solo che da perderci.

  19. Shoko_Chan 28 dicembre 2009 alle 22:17

    Sai Licia questo tuo post mi ha fatto riflettere molto. Leggendo tutte le tre critiche sul blog “Lipperatura”, mi sono stupita davvero molto, anzi sono rimasta scioccata.
    Tutto quello che hanno detto mi ha lasciata senza parole. Sai, non sei l’unica che si è persa la <>.
    Io di critiche su un libro fantasy ne ho lette davvero poche: parlavano tutte di come la saga di Harry Potter istigasse i ragazzi al sacrilegio e al culto oscuro, in pratica che convertisse i giovani al satanismo. Inoltre si affermava che la magia e tutte le cose legate ad essa (in pratica il fantasy), fossero diseducative e cattive dal punto di vista etico, per un pubblico di ragazzi. Dopo averlo letto, non osavo crederci. Non credevo possibile una critica del genere, portata fino a quei livelli. Alla fine conclusi che chi aveva criticato in una maniera così eccessiva, l’avesse fatto solo per attirare un po’ di clamore e che le acque si sarebbero calmate. Eppure, leggendo questo post, mi sono resa conto che quest’idea sui libri fantasy non sia mutata di molto. E il che mi stupisce parecchio. Ma c’è una cosa chi mi sorprende ancora di più: tutti noi italiani ci consideriamo un paese con una mentalità totalmente aperta alle idee degli altri. Ma questa mentalità dov’è finita? Leggendo i commenti (sul blog “Lipperatura”), come dice Licia, <>. Ma non è questo il punto. Anch’io detesto chi sputa sentenze senza motivo. Mi fa pensare che Cortellessa (che dovrebbe essere un critico affermato) non abbia capito proprio un bel niente di questa società. Pensa che i libri fantasy siano “diseducativi”. Ma per piacere! Quelle schifezze che ci fanno vedere alla televisione, sono diseducative, a partire da quell’idiozia totale che è il Grande Fratello, dove l’italiano è una lingua morta, ma che dico! E’ una lingua sepolta nella tomba! Alla televisione ci fanno vedere delle vere “boiate” e lui ha il coraggio di dire che il fantasy è diseducativo e che è al centro delle critiche. Al centro delle critiche ci sono i politici, non questi splendidi libri. E poi cosa andranno a dire? Magari che Oscar Wilde (uno degli scrittori più bravi esistiti sulla Terra) con “Il ritratto di Dorian Gray” (libro, a mio parere, stupendo), è un cattivo esempio per le persone che amano i libri, perché ci sono vari omicidi, perché è presente un “patto col diavolo” perché la bellezza è consacrata come il punto d’aspirazione, da raggiungere anche a costo di vendere l’anima?! Ma vogliamo scherzare?! Non sono di certo quelle le cose che istigano le persone alla cattiveria. Un libro non può essere considerato al pari dei genitori! Cioè non è possibile che le persone incolpino i libri di istigare i giovani alla violenza!!! Mi chiedo come faccia ad avere tanto seguito, dato che le sue idee sono “facilmente smontabili” e veramente poco credibili.
    Inoltre non condivo assolutamente un’altra delle sue idee. La storia dei “monnezzoni”; Cortellessa dice che “le librerie sono infestate dai “monnezzoni”. Ora mi pongo un’altra domanda fondamentale: ma lui in una libreria ci è mai entrato? No perché questa cosa mi da piuttosto fastidio. Io, di librerie non ne ho viste molte, però sono sicura che di libri fantasy (o “monnezzoni”, come li chiama lui) ce ne siano in una giusta quantità. Sono certa che ci siano libri di varie tipologie, per accontentare i gusti di tutti. Ripeto, non capisco come faccia ad avere tanto seguito. Sarà perché di critici come lui ce ne sono pochi, sarà perché qualcuno ha voglia di sparare cazzate (scusate del gergo, ma a questo punto non so come altro apostrofarlo…) perchè non ha niente da fare… Bo. Non ne ho la più pallida idea. So solo che mi dispiace.
    Mi dispiace per tutto quello che la gente pensa, mi dispiace che i fantasy vengano etichettati come racconti diseducativi, quando, tutti i giorni usiamo un mezzo che è tratta, nella maggior parte, temi diseducativi. Anche i cartoni animati (alcuni, per fortuna non tutti) stanno prendendo l’andazzo dei reality show (forse è eccessivo come paragone, però io i reality show li considero così…).
    Però, nonostante tutta questa negatività, sono convinta che diverse persone siano del mio stesso parere (il che è già positivo! ;) )
    Almeno so di non essere l’unica!

  20. Shoko_Chan 28 dicembre 2009 alle 22:22

    P.s.: Tra le prime c’era scritto “la critcia monopolizzata dal fantasy”. Nelle 2 “Non c’è punto di contatto possibile”

  21. Shoko_Chan 28 dicembre 2009 alle 22:24

    Per prime intendo le virgolette che dovrebbero aprire un discorso… e ho scritto male la parola “critica”.
    Ulteriore “P.s.”: Scusate per i miei continui messaggi…

  22. La Lipperini 28 dicembre 2009 alle 22:55

    Dunque. Chi ha seguito la discussione sa bene che la sottoscritta non era dalla parte di Cortellessa. Anzi. Ho scritto il post proprio perchè trovavo la definizione di partenza (di Elena Stancanelli, non di Cortellessa) profondamente ingiusta.
    Però una cosa devo dirla. Se vogliamo (uso il noi, da lettrice di fantastico) essere presi sul serio, non deformiamo le parole altrui.
    Nessuno si è sognato di dire che il fantasy è un cinepanettone, nè che induce al male o a comportamenti disdicevoli. La discussione era e restava su questioni letterarie.
    A costo di recitare la parte della pignola, ritengo importante non abbassare i toni della discussione e non mettere in bocca ad altri parole che non sono state pronunciate.
    Poi, sul concetto di “divertimento”, risponderò a Licia più avanti. Lo trovo giusto, ma i distinguo vanno fatti. Per il bene del fantastico, non per il bene della critica, sia chiaro.

  23. La Lipperini 28 dicembre 2009 alle 22:57

    Ah. Anche io sono una “vecchietta”. Non è una questione generazionale: questo sia chiaro.

  24. mousse 28 dicembre 2009 alle 23:05

    Scusate se ripeto qualche ragionamento già fatto, ma ho letto i commenti con la mia infallibile(?) tecnica di “lettura a righe alterne per fare prima” :p

    Comunque, già che son qua dico la mia:

    C’è una cosa che non capisco nella “critica” in generale, cinematografica, letteraria, musicale che sia, che è il fatto di lanciarsi a spada tratta contro tutto quello che “è commerciale”.
    Che prima di tutto dobbiamo capire il perchè si stampano i libri. Credevo che lo si facesse per venderli, inveve a sentire i critici no. Lo si fa per avere recensioni positive nell’autoreferenziale mondo letterario. Ma allora scusate eh, un libro come “va dove ti porta il cuore”, che è stato in testa alle classifiche di vendita ed non è forse “un successo commerciale”?
    Ma stranamente di quello la critica parla bene.

    Ma una scrittrice come Licia mi dirà “io non scrivo per vendere ma perchè [i motivi li ha scritti qui sopra]“. Benissimo, dico io, ma l’editore (che è quello che i libri li fa uscire) non credo condivida la stessa cosa, li pubblica per vendere. Quindi il discorso “commerciale”, per me, non ha alcun senso. I libri vendono indipendentemente dal genere, se piacciono.

    E’ vero che molti lettori ritengono il fantasy un genere “poco importante” (tranne per Tolkien, non si capisce perchè) e etichettano romanzi fantasy come “banali e ritriti” (tipo quelli, ahinoi, di Licia) che vengono spesso definiti “scopiazzature di LOTR”).

    Di solito rispondo che ogni genere letterario ha i suoi cliché e che seguirli non è copiare, ma interpretare un genere letterario.

    Dopotutto anche LOTR è modellato sulla struttura dell’epica e del teatro greco (manca il deus ex machina, ma forse il buon Gandalf lo è un pochetto).

    Stringi stringi, la trama di ogni opera narrativa è:
    Il protagonista deve affrontare delle prove e delle difficoltà (che siano avvenimenti o l’intervento di un antagonista), a volte da solo a volte grazie all’aiuto di altri personaggi, alla fine le supera.

    Il fantasy non si discosta da questo canovaccio, ma a sto punto non lo fanno neanche i Promessi Sposi!!

    Ovviamente questo ragionamento non possiamo pretenderlo dai lettori (che si fanno prendere dalla storia), ma i critici e gli autori in genere DOVREBBERO farlo!

    Poi, onestamente ho trovato anch’io piuttosto “banali” dei passaggi dei romanzi di Licia, che peraltro mi piacciono tantissimo, ma nessuno è perfetto.

  25. 93debo 28 dicembre 2009 alle 23:33

    FALSO FALSO FALSO. io sono arrivata alla lettura “seria” (così la chiama il signore che ha sollevato la discussione) attraverso la lettura del fantasy. Io sono partita da harry potter (in tutti i sensi), per poi arrivare ad altro. Quel libro mi ha fatto innamorare della lettura, mi ha insegnato che leggere non è per forza un’incombenza spiacevole. non credo che un bambino lo si convinca di questo attraverso un saggio di psicologia!
    A 8 anni imparai che un libro può essere un ottimo amico. e poi è davvero così deprorevole che un drago o una strega ci accompagnino nel nostro viaggio anziché un serio psicoanalista o chissà chi? un fantasy potrebbe far riflettere tanto quanto un libro d’altro genere. nel mio caso è evidente che l’amore per il fantasy non è sminuito con l’età, e così è successo agli altri lettori del genere, perciò abbiamo continuato a leggere anche i fantasy. con i libri che loro definiscono diseducativi ho imparato l’italiano (grazie a dio, perchè se avessi atteso le spiegazioni delle mie insegnanti a quest’ora sarei al livello vergognoso dei miei coetanei)
    DISEDUCATIVO? COMMERCIALE? bah…
    e tanto per dirla tutta a quei signori, se proprio a loro non va a genio il fantasy, possono benissimo darsi alla lettura di altri generi senza rompere le scatole, e consiglio loro “GUIDA AI SALUMI E AI FORMAGGI DELLE REGIONI D’ITALIA”. magari è più adatto ai loro gusti… u__u

  26. sarehtta 28 dicembre 2009 alle 23:38

    93debo:son d’accordo con te al 200%!!!=)=)=)=)=)=)=)=)

  27. Alissa_Nihal_Dubhe_Adhara 28 dicembre 2009 alle 23:51

    Dio, che rabbia quando ho letto l’articolo. Non capisco come certa gente possa dire certe cose. Posso capire che non ti piacciano dei libri di genere fantasy, ma dire che TUTTO il genere è inutile è assolutamente vergognoso. Non tutti sono obbligati a leggere letteratura classica, pesante e come definisci tu Licia, di sforzo sovrumano per capirla… Una persona ha anche bisogno di qualcosa di leggero da leggere, di divertente.E poi, gia impariamo tanto a scuola. Se uno vuole scrivere un libro, che lo faccia, ma non deve farlo perchè deve per forza educare o insegnare. E forse questa Cortellessa non ha ben capito cosa vuol dire fantasy: c’è chi lo legge per allontanarsi dalla solita realtà, chi per divertimento, ma dentro quei libri, dietro quelle copertine di draghi e magia, ci sono dei segreti da interpretare, ci sono delle morali, e anche insegnamenti. Solo che vengono spiegate in un’altro modo. Io mo non mi metto a dire che se non mi piace Twilight, l’horror o il genere vampiresco fa cagare! Eh no! Altro che fantasy diseducativo! Che vuol dire, che i tuoi libri inseriti in questo genere sono monnezza??? Ognuno pensa quello che vuole, e se lo deve tenere per se, non deve convincere gli altri, che devono avere una testa e pensare: cavolo, ma sarà vero quello che dice?
    Un giorno mi sono svegliata e mi sono detta: ora scrivo un libro. Perchè? Perchè voglio insegnare? No. Perchè mi piace. Deve piacere. Deve trasmettere questa passione agli altri. Lasciamo perdere il classico, l’Iliade, L’Odissea, ora siamo nel XXI secolo. Tutti i libri sono capolavori, tutti hanno diversi gusti. Nessuno può giudicare cosi violentemente.
    Si, forse dobbiamo lottare, andare avanti. Ma forse c’è la gente che non capirà mai, testarda, che è convinta che la sua opinione sia sempre quella giusta, e che lo sarà per sempre. I libri non sono cose commerciali, vendute solo per vendere. E chi è questa poi che si permette di dire cosi? Eh? Certo, noi siamo liberi di dire qualsiasi cosa, ma come OPINIONE. Cortellessa lo ha proposto come VERITA’ INEGUAGLIABILE.
    Ragazzi, meno male che ci siamo noi che continuiamo la battaglia! Facciamole capire che il fantasy non è inutile!!!!

    Nessuno è perfetto: concordo con Mousse.

  28. Eleas 28 dicembre 2009 alle 23:54

    massì dopo aver a lungo discusso sul blog di GL e quello di lara posto anche qui ;) mi sono letto anche io “quasi ” tutto il malloppone dei commenti.
    Onestamente credo che la posizione di Cortellessa sia chiara tanto quanto inutile proprio dal punto di vista letterario. Ma che cavolo siamo ancora fermi (siamo loro gli Accademici) a Tolkien? Come se dopo lui il diluvio? A me francamente pare una cosa paradossale. Come a dire che dopo Dante è morta la letteratura poiché nessuno può scrivere più a quel modo.
    E poi scusate sarò banale a ripeterlo, ma fantastico non è uguale a Tolkien. Amo i libri di licia, ma non di soli elfi vive l’uomo.
    Licia onestamente ritengo che la posizione di Cortellessa ricalchi da un punto di vista più formale opinioni triviali che spesso troviamo in presunti blog di critica o pseudo tale. È la stessa cosa detta con parole più ingentilite, prive della volgarità cui spesso siamo stati abituati, ma che nella sostanza non si discostano da essa, anzi proprio la loro gentilezza è sintomo di una falsità che quantomeno alle altre non possiamo imputare.

  29. Eleas 28 dicembre 2009 alle 23:58

    PS: cito cortellessa “la fantascienza comunemente intesa è un’imitazione che si fa passare per l’originale o, meglio, un sottogenere che usurpa l’intero genere. Più che altro serve per proteggere opere mediocri da una concorrenza imbarazzante: provate a leggere 1984 e poi di seguito Farenheit 451 o Straniero in Terra Straniera e ditemi.” Io l’ho fatto circa un anno fa se ti ricordi poco prima di leggere il primo volume delle Leggende e tu postasti non ricordo se qui o sul mio blog che quasi ti vergognavi ad essere accostata a un mostro sacro come Orwell. Io mi sono letto di fila 1984, farenheit 451 e le leggende del mondo emerso… FANTASTICO, appunto. Ma non ditelo a cortellessa

  30. Naky 28 dicembre 2009 alle 23:59

    Concordo con Alissa, Mousse e 93debo (che tra l’altro mi ha fatto molto ridere!)
    E poi, scusate, ma l’Iliade non è forse mito? Non è frutto della fantasia? E tutta la poesia in generale, con le sue figure retoriche, non è opera della fantasia? è monnezza pure quella? Visto che si punta a generalizzare generalizziamo del tutto, a questo punto…

  31. Valberici 29 dicembre 2009 alle 0:00

    @La Lipperini: “Nessuno si è sognato di dire che il fantasy….. induce al male o a comportamenti disdicevoli”.
    A me pare di aver capito che Cortellessa definisca il SDA un libro diseducativo.
    In fatti cito: “Io penso che sia pernicioso avere un atteggiamento da “fan” – cioè appunto criticamente impreparato, irriflesso, viscerale e compiaciutamente irrazionale: in una parola, “fanatic” – nei confronti della letteratura, e in particolare della letteratura (come Tolkien per es.) che utilizza materiali mitici, plessi profondi dell’immaginario archetipico ecc. Per i motivi che ho scritto nel mio pezzo del 2002: e cioè per il potenziale fortemente diseducativo sul piano politico”.

  32. Licia 29 dicembre 2009 alle 0:15

    Mi è difficile ritrovare la citazione in un discorso che prende più commenti, ma i riferimenti al lettore trattato da idrocefalo dagli editori e alla “diseducazione estetica, nonché psicologica e sentimentale, di cui si fanno veicolo prodotti come” Moccia io li ho letti in questi termini: la letteratura di genere e per ragazzi addormenta le menti. Poi, per carità di dio, magari ho frainteso io.

  33. Eleas 29 dicembre 2009 alle 0:26

    mah secondo il me il top lo ha raggiunto affermando “l termine “monnezzone” ha, nell’idioletto ballestriano e per quel che vale pure nel mio, *anche* un’accezione affettuosa”.
    E il top non sta nell’evidente idiozia di pensare al termine monnezzone come a qualcosa di affettuoso, lì ci arrivano pure i microcefali del fantasy.
    No, secondo me il culmine della sua follia sta in “idioletto ballestriano”, ammetto la mia ignoranza magari si tratta di qualcosa di “alto” e io non lo conosco, ma usare un certo tipo di linguaggio sa di puro snobismo intellettuale, al puro scopo di porre un muro (se di gomma lo decideremo più in là) tra chi sa e chi non sa.

  34. Valberici 29 dicembre 2009 alle 0:33

    Eleas: idioletto è il linguaggio che usa una sola persona e/o pochi altri…non so se sia snobismo, in certi ambienti si utilizzano abitualmente parole non di uso comune. Certo è che si compiace di usare anche lui il termine monnezzone, anche se inventato da altri.
    Comunque il punto è che ci sono critici che pensano che il fantasy sia diseducativo se letto da menti deboli.

  35. mousse 29 dicembre 2009 alle 0:34

    Ah, quindi dice che se prendi concetti dalla mitologia e dagli archetipi sei diseducativo sul piano politico.

    Posso essere cattivo? Non va bene perchè fai capire alle persone che le scelte hanno delle conseguenze e che bisogna pensarci attentamente quando le si fa. Il che, politicamente, non va affatto bene.

    Tutte le allegorie mitologiche mi sembrano decisamente puntate a portare in evidenza comportamenti diciamo moralmente accettabili o meno..

    Il mito di Icaro che vola troppo vicino al sole e precipita ci dice di non volere troppo e potrei continuare…

    Sulle generalizzazioni, estremizzando, allora non esiste nessuna opera veramente originale e nulla che non sia commerciale. Stabilito questo, ovvero che non ci sono generi di serie A e di serie B.

    Che strano, idealmente dovrebbe essere proprio così! ^_^

    Stabilito questo possiamo iniziare a buttare via i generi e parlare di racconti riusciti bene e racconti riusciti male basandoci su parametri oggettivi.

    Parametri oggettivi che i critici però non mi sembrano avere molto chiari in mente: dai professionisti della critica leggo tanti giudizi personali e poche critiche oggettive; sono cose che vanno bene se a scrivere le critiche è un dilettante, ma se le fa un professionista direi che squalifica tutta la categoria.

  36. Eleas 29 dicembre 2009 alle 0:36

    Mi domando se cortellessa e parrucconi aggregati non ritengano che la diseducazione indotta dal fantasy o dal fantastico più in genere non siano addirittura intenzionali… a sto punto! Un complotto internazionale ordito dagli scrittori per rincoglionire le genti dell’orbe terraqueo, ma poi a mettersi di traverso di fronte a stronzate ben più serie non ci pensano mai.

  37. Valberici 29 dicembre 2009 alle 0:41

    Comunque il punto centrale è questo: ci sono persone che sostengono ci sia un tipo, un genere, di letteratura migliore di tutti gli altri.
    E sostengono altresì che i generi peggiori hanno il preso il sopravvento con grave rischio per le menti deboli.
    Debolezza mentale che appartiene alla maggioranza dei lettori.
    Vuoi per l’età, come per molti lettori di questo blog, vuoi per demenza senile come nel mio caso e in quello di Eleas.

    O mi sbaglio?

  38. Eleas 29 dicembre 2009 alle 0:41

    mousse esatto ilp roblema è il pensiero, i cervelli, se usi la parola per farli funzionare sei politically S-correct e allora non sei comodo.
    Ecco io credo che alla fine il fantastico come genere ha sempre avuto il ruolo di stimolare il lettore alla riflessione. Prendete Asimov, prendete Bradbury oppure Orwell, ma anche Brin, Tolkien, LeGuin, Brooks, D’Andrea, Troisi e soci tutti fanno riflettere chi più chi meno, chi meglio chi peggio, ma fanno pensare.
    Ed ecco l’inghippo.

  39. Eleas 29 dicembre 2009 alle 0:42

    val sìsì noi siamo nella fascia della demenza senile, mi consola che tu ci sei dentro più di me ma è una magra consolazione ;)

  40. mousse 29 dicembre 2009 alle 0:43

    @valberici: hai postato mentre commentavo il messaggio precedente!

    Questo discorso degli effetti della letteratura sulle “menti deboli” l’ho sempre trovato abbastanza cretino. Partendo dall’idea che le “menti deboli” siano quelle dei bambini, ancora in fase di formazione, diciamo, sono convinto che faccia molto peggio roba come il grande fratello piuttosto di un libro. Qualsiasi, anche il peggior romanzetto “da ombrellone”. Già perchè non dev’essere SOLO la letteratura a formare le “menti deboli”, ma ANCHE la famiglia, la scuola (che da mia esperienza da studente, non fa molto), la società intera.

    Se io faccio leggere un ragazzino di 10-12 anni un capolavoro riconosciuto della letteratura (scegliete voi), molto probabilmente gli dovrò spiegare alcuni concetti. Può darsi che in questa spiegazione mi trovi di fronte a dei concetti che NON so spiegare nemmeno io, quindi meglio rimbambirlo con libri “adatti a lui ed educativi”.

    E poi non vedo cosa ci sia di diseducativo nel: guarda che al mondo ci sono delle persone malvage (rappresentazione allegorica del, chiamiamolo “male” per semplificare) e che le difficoltà si superano, che le persone a cui vogliamo bene a volte muoiono e che alcune cose sono fuori dal nostro controllo. Dopotutto cos’è? E’ una metafora della vita. Mi dite cosa c’è di diseducativo?

  41. Valberici 29 dicembre 2009 alle 0:54

    mousse: “Questo discorso degli effetti della letteratura sulle “menti deboli” l’ho sempre trovato abbastanza cretino”

    Anch’io.

    In verità la letteratura può avere un grande effetto.
    Ma quando la cosa funziona, quando siamo di fronte alla “magia nera” (come direbbe G.L.)allora l’effetto è su tutte le menti.
    Non esiste una letteratura con un “effetto debole” che agisce solo su menti deboli.
    La magia (buona o cattiva che sia) o riesce o non riesce. ;)

  42. giuseppe89 29 dicembre 2009 alle 1:03

    Non capisco perkè se un libro intrattiene debba essere spazzatura…in fondo noi leggiamo aanke per svagarci,rilassarci,ecc. allora io credo che la funzione di un bel libro sia anche quella di intrattenere divertire e di farci evadere quell0oretta dalla realtà di tutti i giorni!!!!Io mi sono appassionato al fantasy da poco leggendo i belgariad e i mallorean di Eddings, e da lì anche le cronache e le guerre..e devo dire tutti ottimi libri ;) Ps.non sono un esperto,ma questo è il mio parere da lettore xD

  43. Luca 29 dicembre 2009 alle 1:59

    Ho 16 anni e, probabilmente, mi vado a ficcare in un discorso più grande di me, però non importa. Non ho mai commentato prima il blog, nonostante lo segua con molto interesse, ma questa volta non riesco proprio a trattenermi. Ora, premettendo che non sono sicuramente un fan sfegatato e irragionevole del fantasy, avendo letto veramente di tutto, da Tolkien alla Christie, da Dumas a Pavese, penso che tutta la polemica sulla bassa qualità del fantastico come genere sia assolutamente assurda. A coloro che si riempiono la bocca di critiche, consiglierei di prendere due ragazzi sui 10 anni, e di dare in mano ad uno Eragon e all’altro Cime Tempestose, per dire, e vedere quale dei due bambini si appassiona alla lettura. Usando quest’esempio che è sicuramente un’iperbole vorrei evidenziare il profondo merito della letteratura fantastica nell’avvicinare i giovani ai libri e al piacere del leggere, che a quanto pare non viene riconosciuto. Io stesso, senza la Rowling, la Le Guin e anche Licia Troisi, probabilmente adesso non avrei la passione della lettura, che poi si è aperta anche ad altri generi, e non avrei quella poca domestichezza con l’italiano che mi appartiene. E ora, perché fra tutti, proprio il fantasy appassiona? Beh, perché è un genere che è capace di farti evadere dalla realtà, che ti prende e ti catapulta in un mondo speciale, che sa farti sognare. E diciamocelo, scusate se è poco.

  44. artyfowljr 29 dicembre 2009 alle 2:11

    sarà anche notte fonda, sarò incredibilmente stanca, ma quando leggo roba così mi girano, e voglio dire la mia.
    Punto uno: io entro in una libreria, una libreria qualsiasi della mia città, e il 90% dei libri che vedo intorno a me non appartiene certo al genere fantasy…ma nemmeno il 60%…ma nemmeno il 40%.
    Punto due: i libri di filosofia, di scienza, o anche semplicemente i libri di scuola si leggono per cercare di imparare qualcosa, o in altre parole per trarne beneficio. Ora, io leggendo un libro fantasy, ma che dico, anche un libro di barzellette, sto bene, mi diverto, e la mia giornata migliora un po’. Non è sempre un beneficio?
    Sarebbe come dire che non bisogna mangiare la cioccolata perchè il suo scopo principale è avere un buon sapore, non nutrire.
    Inoltre, non è detto che un libro/racconto di genere fantastico non possa avere un carico culturale. Dove mettiamo la mitologia altrimenti?
    Terzo punto, su ciu voglio scrivere, eccome.
    Io ho quattordici anni, e come 93debo sono cresciuta con i libri di Harry Potter. Ho iniziato all’età di sei anni.
    Leggendoli ho sviluppato una passione per la lettura che non si è scalfita affatto col passare degli anni. Ho continuato a leggere fantasy su fantasy, riempiendo la mia libreria anno dopo anno.
    Ho conosciuto quelli che tutt’ora sono i pochi amici di cui mi fido perchè avevamo in comune la passione per la lettura.
    Ho iniziato a scrivere, prima poesie e piccoli racconti, adesso anche storie più serie, e mi sembra che scrivere riesca molto meglio a me che a molti dei miei compagni.
    Adesso mi guardo intorno, e vedo i miei coetanei;a volte gli dico : “Ehi, hai letto quel nuovo libro? Da quel che ho sentito è carino!”.
    Alcuni mi rispondono “Si, l’ho letto/no, non l’ho letto etc etc etc”. Tanti, quasi tutti, mi rispondono “Eh? Che libro? Ma io non leggo mai.” “Mai? Qual è stato l’ultimo libro che hai letto?” “Eh, chi se lo ricorda…”.
    Al di là del fatto che questi ultimi sono gli stessi che vanno matti per i cinepanettoni e adorano il Grande Fratello…ditemi, a quest’età, nell’età della strafottenza e del non-lo-faccio-perchè-è-palloso, chi di loro si metterà a leggere trattati di filosofia e libri di scienze? Chi di loro cercherà in giro un libro di poesie?
    Pochi.
    Ovviamente non voglio dire
    A- che chi guarda i cinepanettoni o il Grande Fratello non possa essere una persona di cultura. I gusti son gusti.
    B- che tutti i ragazzi della mia età sono degli ignoranti/strafottenti/maleducati etc etc
    C- che se a me o altri ragazzi piace leggere è esclusivamente merito del fantasy. Anzi, proprio ciò che voglio dire è:il fantasy è un genere esattamente alla pari degli altri. E come per gli altri generi, leggerlo ma soprattutto scriverlo non è la cosa più facile del mondo.

    Forza Licia, secondo me è esattamente come hai detto tu: chi fa discorsi del genere contro il fantasy (o contro qualsiasi genere letterario/televisivo/etc) semplicemente si rifiuta di provare a capire.
    Ora pardon, vado a dormire, sono distrutta. Ma anche se sono le due di notte non potevo non darti il mio sostegno dopo una roba del genere. Ciao!

  45. Francesco 29 dicembre 2009 alle 7:16

    Plauso incondizionato a quello che hai scritto, da parte mia. Spero davvero di riuscire a riprendere il discorso al più presto e approfondire anch’io. Ma intanto, per quel che vale, un bel plauso.

  46. Robyt 29 dicembre 2009 alle 7:56

    A me sembra la solita generalizzazione senza ne capo ne coda. Non leggo molto (rispetto alla media italiana sono un divoratore di libri ma non è che ci voglia molto), mi piace il fantasy (Licia, sbrigati a scrivere la fine della ragazza drago!) e la fantascienza ma ciò non toglie che non sappia distinguere una storia decente da una idiota: adoro star trek ma l’entusiasmo per i libri di Shatner è scemato pagina dopo pagina..
    Quando voglio leggere qualcosa di più “peso” vado su astronomia o astrofisica (dove sono i “promessi” tuoi scritti?), quando voglio farmi del male qualcosa di Travaglio (non per come scrive ma per quello che scrive), ho divorato harry potter perché la Rowling (per me) scrive bene, ha avuto una buona idea (anche se si è incartata un po’ nell’ultimo libro) ed ha fatto un mondo coerente…
    Sono stato in libreria domenica e a Firenze o mi interesso di vampiri o devo cercare la sezione fantasy/fantascienza col lanternino.
    Se voglio l’ennesima raccolta di di bruno vespa invece basta allungare la mano: dove sarebbe tutto questo strapotere dei monnezzoni?
    Il paragone col cinepanettone non regge manco un po’:quello è un genere di film da consumarsi nell’arco delle 2 settimane a cavallo di capodanno e stop, che sinceramente non apprezzo (se voglio ridere mi riguardo amici miei I e II) e che non riesco a comprendere ma se qualcuno lo vuole andare a vedere amen. Ma non è detto che tutti i film con de sica siano dei cinepanettoni o che tutti i film che facciano ridere lo siano..

  47. Saret 29 dicembre 2009 alle 8:37

    Io odio la gente che parla senza cognizione di causa. Non posso vedere quelle persone che mi dicono che i libri che leggo fanno schifo, senza prima averli letti. Se li leggessero, avrebbero tutto il diritto di dirmi che preferiscono altre cose, ma così no. Chi sono queste persone per dare dei giudizi? Il lavoro del critico non l’ho mai capito. Ognuno ha i suoi gusti. Quasi ogni anno l’Oscar come miglior film va’ ad un lavoro che io trovo senza capo nè coda, ma che è osannato dalla critica. I vari premi letterari pure. Ma non mi metto certo a dare giudizi. E’ vero che io non sono nessuno e, invece, queste persone hanno studiato e sono competenti. Ma non vedo, comunque, la necessità di elargire giudizi su beni collettivi. Per poter dare un giudizio sul fantasy, se proprio vuoi, prima devi farti una cultura. Non basta leggere Tolkien per poter etichettare un genere intero. Ma scherziamo?! Quindi, se a me non dovesse piacere un fantasy a caso, dovrei smettere di leggerli tutti? Io non leggo solo libri del genere, ma sono sicuramente i miei preferiti. E non perchè siano consolatori. E, di certo, non mi piacciono tutti. Non è che basta l’etichetta a farmi piacere un libro. Ecchecavolo. E non mi sento rincoglionita dopo essermi fatta il mio bagaglio. Anzi. Se mai arricchita. Grazie Licia!

  48. Ziska 29 dicembre 2009 alle 10:33

    Primo_la dimostrazione che Tolkien sia OLTRE la politica, sta nel fatto che, se da noi viene elogiato da una certa destrucola, altrove è stato preso a mito di una generazione Hippy e pacifista negli anni Sessanta. Tolkien CREA il mito, non lo utilizza. Chi lo ignora dimostra che di QUESTO genere e delle sue radici non sa una acca, e la lezione se l’è studiata su qualche bignamino.

    come già è stato detto la letteratura è EMOZIONE. Che sia rabbia, gioia, compassione, indignazione. E’ EMOZIONARE. Non è educare nel senso che molti boriosi e saccenti intendono. Io non ho bisogno che arrivi qualche “maestro” a tentare di “elevarmi” da una posizione misarebile di ingoranza.
    A casa mia questa si chiama SPOCCHIA.

    I toni sono accesi? Il commentamento trasuda veleno? Sì. Effettivamente sì. Perchè sono INDIGNATA ed è una vita che sono INDIGNATA.
    Sono arcistufa di chi sale su un pulpito per sparare giudizi su qualcosa che non sa. Se io ho letto Proust, codesti signori hanno mai letto qualcosa di Tolkyen? O di Asimov o di Dick? Hanno ben presente il valore sociologico dei lavori di Asimov, la sua analisi sull’uomo come individuo e come essere sociale che traspare nei suoi racconti? No.

    Sì sono indignata, ma allo stesso tempo sono rattristata a vedere la letteratura così sminuita e rilegata al ruolo che troppi vorrebbero riconoscerle. La letteratura, tutta la letteratura, andando oltre i generi, è immensa piena di sfaccettature. E’ amica, insegnante, compagna di svago e di studi. La letteratura è un modo per viaggiare ed imparare attraverso il tempo e lo spazio che ci dividono, non solo fisicamente, dai personaggi e dai loro autori. A volte è una stella di passaggio, altre volte una meteora che ti impatta e scolvolge il tuo essere e ti arricchisce e ti fa crescere. Poco importa da DOVE provenga.
    Ridurla a una parte di questo immenso essere è … ingiusto, iniquo e miope.

  49. Fabrizio 29 dicembre 2009 alle 11:43

    Scusate, ma è da quando è cominciata la discussione che ho in mente questa:

    http://www.youtube.com/watch?v=BCztQYzz3AA

    (92 minuti di applausi!! :)

  50. eleas 29 dicembre 2009 alle 11:46

    Fab se fossi femmina ti slinguerei

  51. mimi 29 dicembre 2009 alle 12:42

    anke mia madre mi dice sempre ke nn posso leggere solo libri fantasy, xkè se a una xsona piace leggere allora non si fossilizza solo su un genere… e io la penso così: a me piace leggere, ma preferisco lo stile fantasy, xkè, come ha detto sehal, è bello lasciarsi trasportare dalla fantasia via da qst mondo k sta cadendo in rovina x un po’… io ho scoperto la mia passione x la lettura sin da piccola, ma grazie ad un libro fantasy ke mi ha veramente colpito l’ho amata mille volte di più! il fantasy nn è affatto spazzatura, anzi, a me attira in particolar modo perchè mi attrae l’idea di scoprire nuovi mondi diversi da quello in cui viviamo! :D e non scelgo i libri solo perkè hanno un grande successo, come quelli della Meyer, ad esempio! se un libro mi incuriosisce, io lo prendo, e soprattutto i fantasy( ma anke gli altri generi, io prediligo il fantasy) sanno incuriosire ed affascinare! :)

  52. KiaKia 29 dicembre 2009 alle 13:00

    Licia hai ragionissima!!! Io non sono un’ esperta di letteratura,visto la mia giovane età, ma una cosa la posso dire: non credo che il fantasy sia desudicativo o faccia male alle menti. Che c’è di male a leggere cose che non siano per forza la realtà? Che c’è di male a staccarsi un pò da questa realtà che tanto bella poi non è??
    Io la penso così, poi ogni la puo pensare come gli pare…

  53. luke1996 29 dicembre 2009 alle 13:31

    Mi spiace per i capoccia e i vari critici rimbambiti che giuducano un libro dalla sintesi sul fondo, ma paragonare il fantasy ai cinepanettoni o al GF è un atto sacrilego pari al bruciare una copia della costituzione. Il fantasy è il genere più profondo e contemporaneamente il più esplicito della letteratura contemporanea. Se cortellessa sostiene che la lettura deve essere fonte di apprendimento e che il fantasy non raggiunge certi standard evidentemente della vita non ha capito ( scusatemi) un cazzo. I libri fantasy sono certamente assai migliori di certi mattoni che vuole propinarci come arte. Non ho mai avuto nessun dolore che un ora di lettura non abbia fatto svanire. E quel genere che lui definisce sciatto, inutile, carta straccia mi ha accompagnato negli anni facendomi crescere dentro, fino ad ora, che sto scrivendo un libro. I libri mi hanno insegnato molto più delle ore di scuola e, se questo è un errore, sono felice di averlo fatto.

  54. Marty J.C 29 dicembre 2009 alle 13:42

    artyfowlir: è un sollievo sapere che esiste una ragazza della mia età che la pensa esattamente cm me riguardo ai libri e ai nostri spesso ottusi e insopportabili coetanei. Credevo di essere l’unica che ha più piacere a stare con dei pezzi di carta che con i quindicenni, che ama scrivere ecc….
    pazzesco,hai detto tt le cose che pensavo io,ogni singola parola,con l’unica differenza che io adesso la mia libreria devo cambiarla:nn c’entra più niente….
    scusa, mi sembravo sl in dovere di dirti che la penso cm te, ecco. Grazie!

    Licia: cm puoi bn vedere siamo tt con te
    Nn ti crucciare, sei arrivata ai cuori di milioni di ragazzi, è questo l’importante. Devi essere fiera di te. Noi lo siamo assolutamente XD Grazie,Licia

  55. senoritavale 29 dicembre 2009 alle 14:24

    Questa discussione mi ha lasciato profondamente scossa. Ma è possibile che ancora c’è gente che pensa queste assurdità? Ma toglietevi il paraocchi e i tappi dalle orecchie miei cari! Non posso credere che al mondo ci sia gente tanto ipocrita e falsa, che si copre e si ammanta di pregiudizi vecchi di secoli secondo il quale l’unico genere che dovremmo leggere sarebbe la vera “letteratura” che, a mio parere, nella nostra era è leggermente discutibile. Quale sarebbe la “ vera letteratura”? Non mi verrete a dire che adesso per addormentarci la sera dobbiamo leggerci una terzina della Divina Commedia, o un capitolo del verista Verga, o ancora una poesia di Leopardi (al solo pensiero già mi viene l’angoscia). Ma il bello è che la gente parla e parla e parla credendo di essere chissà chi per sputare sentenze su uno dei generi più amati della nostra epoca, SENZA AVER LETTO NULLA DI TUTTO CIO’! Tanto per chiamare stupidi tutti quelli che leggono il fantasy e per dimostrare che solo loro sono i dritti che leggono tra l’altro libri vecchi di qualche secolo fa! Come la società cambia anche i gusti per la letteratura cambiano. Signori miei io parlo di GUSTI! Non si può permettere che qualcuno arrivi a ledere la libertà di gusti degli altri venendoci a dire che leggiamo della spazzatura! Perché allora potremmo fare lo stesso discorso anche noi, e poi vediamo chi si sente più offeso. Poi sento parlare gente che dice: “il fantasy è un genere diseducativo, che allontana dalla realtà, bisogna leggere libri che RACCONTANO la realtà invece!” Allora, a queste persone io rispondo in questo modo: ma cosa me ne faccio della realtà che gli altri riversano in noi scrivendo libri? Non ho già la mia di realtà, terrificante, assurda e orribile? Se c’è gente che preferisce addormentarsi con dei sogni belli, allora rispettate questa gente. Se c’è gente che pensa che i sogni siano l’unica cosa che ci allieta la vita quando tutto va male, allora rispettate questa gente. Se c’è gente che ha dei gusti diversi dai vostri, allora rispettate i gusti di questa gente tappandovi la bocca una volta per tutte, se poi volete essere rispettati a vostra volta nei vostri gusti!

  56. Shaya 29 dicembre 2009 alle 14:28

    A gente che pensa come questo critico, se così si può chiamare, consiglieei tanto di leggersi il saggio della Le Guin “Perchè gli americani hanno paura dei draghi”..forse si renderebbero conto delle idiozie che stanno divulgando

  57. Biby 29 dicembre 2009 alle 14:33

    Se ho ben capito, quindi, noi lettori di fantasy siamo considerati dal caro Cortellessa dei puri menomati mentali…
    Wow. Grazie tante…
    Bah, non me ne frega proprio di quello che pensa questo tizio. Io continuo ad essere dell’idea che il fantasy sia un genere rispettabilissimo e non smetterò certo di leggerlo perché un critico del caiser ha detto che è un “monnezzone”.
    E anche se fosse, siamo in un paese libero, e io mi ritengo libera di leggere tutto il “monnezzone” che mi pare…visto che ci sono ancora tante persone che invece ricorrono ai “capolavori” di Moccia…

  58. Gemini 29 dicembre 2009 alle 15:31

    Qualche spunto di riflessione ed idee sparse…

    proposta: regaliamo un libro di Mièville all’autore dell’articolo.

    voglio vedere se ha il coraggio di definire “romanzo d’intrattenimento” un ciclo di libri che è considerato il nuovo manifesto comunista in Inghilterra.
    eppure è fantasy !

    per me il fantasy è lo specchio deformante della realtà, un modo più creativo di fare denuncia sociale.

    vuoi parlare dei campi di concentramento ? fallo, ma chi lo comprerà il libro se non qualcuno che già conosce l’argomento.

    ma prendi Hitler e fallo diventare un elfo, prendi le vittime della sua follia e falle diventare drow: è qualcosa di più creativo (non dico originale perché ho messo i tropi del fantasy, ma è un esempio) e sicuramente più leggero; ciò permetterà al messaggio di arrivare a più persone in maniera più delicata.

    il fantasy è educativo !

    nel fantasy si parla della realtà, solo in maniera più creativa e stimolante per la fantasia.

    se voglia trattare un qualunque tema di denuncia sociale, o filosofia o quant’altro, i miei libri li compreranno solo persone che già conoscono tutto questo; ma se voglio far conoscere determinati temi ad altre persone devo renderli più appetibili.

    e non dimentichiamoci che il fantasy discende da Omero, che George R.R. Martin è la sua controparte moderna.

    poi, i contenuti filosofici di molti libri fantasy sono incredibili.

    la fantasia fa parte dell’animo umano: perché sopprimerla ?

    poi, ci sono scrittori dall’enorme talento che scrivono fantasy.
    esempi:
    Ursula K. Le Guin, China Mièville, George R.R. Martin, Robin Hoob, Robert Jordan, Terry Goodkind, Michael Scott Rohan.

    Il problema è il fantasy commerciale, quello fatto solo per vendere.
    Mayer, Strazzula, anche la Rowling.

    invece di leggere questa spazzatura, perché Contessa non legge i bei fantasy ? vediamo se ha ancora il coraggio di sparare certe cavolate.

    Scusate la scrittura, ma sono di fretta (la tastiera non funziona bene).

    ps: Licia, a te non ti ho incluso tra i fantasy spazzatura: la tua scrittura non sarà impeccabile, ma è come una droga: non ti stacchi più. riguardo ai contenuti, ci sono.

    pps: congratulazioni per Irene

    ppps: Figlia Del Sangue mi è piaciuto molto.

  59. Gemini 29 dicembre 2009 alle 15:43

    nel mio elenco ho dimenticato Steven Erikson; ed è una grande dimenticanza.

  60. Fabrizio 29 dicembre 2009 alle 16:03

    @ Eleas: si crerebbe troppo attrito con i baffi…

  61. eleas 29 dicembre 2009 alle 16:06

    sì vero, soprassediamo

  62. Fantastico o non fantastico that is the problem! 29 dicembre 2009 alle 16:34

    [...] GL sul suo blog, che Licia, che Lara in questi giorni hanno ripreso il tema proponendo riflessioni a dir poco ficcanti. Ma [...]

  63. Luce93 29 dicembre 2009 alle 17:04

    ok, ok, calma….stiamo calmi che sennò ci vengono le rughe a tutti quanti…concordo con tutto quello che è stato detto in precedenza…sono giovane ma leggo tantissimo dalla prima elementare e anche da prima considerando il fatto che mia madre mi ha sempre letto un sacco di storie fin dalla più tenera età (e sottolineo che non erano trattati di fisica quantistica). oramai è stato detto tutto quello che penso quindi non mi ripeto, aggiungo solo un paio di cose:
    - a quel critico che dovrebbe essere famoso e che è tanto bravo a sputare sentenze dico solo una cosa “ma vaaaaa!!! cresci che è ora!” anche se potrebbe sembrare infantile è stata l’unica cosa educata che mi è venuta in mente;
    -siamo sicuri che siano proprio i libri fantasy la vera “monnezza” e non qualcuno di quei tomi tanto amati dalla critica?

  64. Nihal96 29 dicembre 2009 alle 17:21

    Cara Licia,
    quando ho letto qst ultimo post mi sono adirata oltre ogni dire!! x cortesia, mi dai l’indirizzo di questo critico che designa il fantasy come “diseducativo”?? ci vado a fare 4 chiacchiere e vedrai gli rimetto in sesto quel cervello bacato che si ritrova!! Ma come si può paragonare il fantasy al GRANDE FRATELLO?? Ci vuole del fegato! Io ho cominciato a leggere a cinque anni, e da quando ne ho 9 leggo fantasy! sono cresciuta con un libro fantasy in mano ed è grazie al fantasy che sono la migliore in italiano dl mia classe, anche della scuola quasi! Quando ho letto i tuoi libri sono cresciuta anch io con i tuoi personaggi, ho maturato il mio modo di pensare attraverso le avventure di Nihal, Dubhe e Adhara!! Anch’io sto scrivendo un fantasy e mi sto impegnando ma non posso tollerare che quando magari lo pubblicherò e sarà criticato ci sarà qualcuno a infierire sul fantasy tutto!!! Certo, il fantasy ha una priorità di intrattenimento, non di elevazione del pensiero umano ma perchè mangiare di traverso te, che meriti enorme rispetto e stima perchè talentuosi come te ce ne sono pochi, e chi ha elevato il fantasy fino a farlo diventare uno dei generi più amati??
    Un’ultima cosa…
    I TUOI LIBRI NON SONO COMMERCIALI, sono storie bellissime, semplici e amate da tutto il mondo!
    e te lo dico io ke di fantasy ne ho letti a bizzeffe!
    SEI MITICA LICIA!!!:-D

  65. ido 29 dicembre 2009 alle 17:25

    Io penso che bisogna anche leggere i libri cosiddetti “classici”(divina commedia,e quant’ altro,non che io li disprezzi)ma penso anche che leggere sia uno svago,non ingoiare a forza qualcosa magari anche brutta o che non ci piace.
    PS.Cortellessa,chiudi la bocca e non ci offendere se abbiamo gusti diversi dai tuoi

  66. ido 29 dicembre 2009 alle 17:28

    ma poi,un fantasy non sarà mica come guardare una banda di opportunisti come il GF

  67. lorè 29 dicembre 2009 alle 18:28

    il mio parere è che nn è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace…e quindi nn me ne frega nulla della critica…io leggerò tutto quello che mi attira…fantasy compresi…sul mio comodino al momento ci sn i regali natalizi: l’ultimo di licia, la trilogia di terry brooks e l’ultimo di ammanniti..e nodo di sangue della hamilton…e allora? l’importante e leggere…poi sta a noi decidere cosa…

  68. Steu 29 dicembre 2009 alle 19:04

    Licia ; ma volevo chiederti una cosa sul secondo libro di Hunger Games … te ne sai qualcosa ? Io so solo che si chiama Catching Fire … volevo solo sapere come la prende Gale al ritorno di Katniss …

  69. Alex 29 dicembre 2009 alle 19:07

    Mammamia, non ho mai letto tante scempiaggini tutte assieme! E quelli sono “Critici”? Ma stanno male! e’ assurdo accanirsi contro il genere fantasy, denigrandolo ecc…parlando di diseducazione, poi, hanno davvero toccato il fondo! Nelle librerie, se c’è qualcosa da criticare, è la presenza di orrori come quelli di Moccia, o di personaggi come Gigi D’alesssio (no dico, il libro di gigi d’alessio o di Cassano!!!allucinante!)Quella è “letteratura” diseducativa, non il fantasy! Allora a questo punto bandiamo Omero ed Esopo dalla letteratura greca, buttiamo le favole dei Grimm, o tutti i racconti di mitologia dell’intero globo! La fantasia, la magia e la libertà d’immaginazione sono antiche quanto l’uomo,e il più antico veicolo d’educazione! Ovviamente ci sono delle distinzioni da fare, ma non c’è errore più grande del fare di tutta l’erba un fascio e di accanirsi su di un genere. Accanirsi poi sul fantasy e non riuscire a vedere ciò che le sue righe celano, denota solo una notevole aridità mentale e spirituale. Che amarezza.
    “” gli chiese Naftali.
    Allora RebZebulun gli rispose
    rispose il ragazzo”"”(I.Bashevis Singer, “Naftali il cantastorie e il suo cavallo Sus”, Storie per bambini)/Cit.tratta da “Cuore d’inchiostro”

    ps: (^w^)congratulazioni e augurissimi Licia-san.

  70. Alex 29 dicembre 2009 alle 19:17

    ops non è uscita la citazione, dunque la riscrivo:
    “ma come fanno quei poveri bambini senza libri di fiabe?” gli chiese Naftali.Allora RebZebulun gli rispose”devono arrangiarsi. le storie non sono mica come il pane, si riesce a vivere anche senza.”"io non ci riuscirei”rispose il ragazzo.

    Ah… e vederci poi delle implicazioni politiche… non la finivo più di ridere! Ma davvero siamo ancora all’epoca degli antichi greci? che usavano il teatro e i miti per “sbeffeggiare” i politici di turno?…

  71. Ilaria 29 dicembre 2009 alle 19:18

    ma come si permettono di mettere sullo stesso piano e ritenere simili un librio fantasy e il GF?????? io adoro i librri fantasy e sono quelli che mi emozionano di più come fanno a paragonarli al GF che è, scusate, una porcheria? io con i libri fantasy, soprattutto con le guerre sono riuscita a viaggiare con la fantasia e posso dire che mi hanno veramente emozionato e sono stati questi tre libri a farmi sentire proprio dentro li vicino ai personaggi…. e che non si permettano di dire che non insegnano nulla perchè non è vero!! già viaggiare con la fantasia è un insegnamento… e secondo me uno dei più importanti…. ma poi vi pare che quelli ignoranti del GF insegnino qualcosa (a parte parolacce e urlare dietro ai propri amici)??

  72. luke1996 29 dicembre 2009 alle 19:24

    scusate inserisco il dialogo della bellissima citazione di Alex che riassume lo stato d’animo di noi “lettori per necessità:
    “Ma come fanno quei poveri bambini senza libri di fiabe?” gli chiese Naftali.
    Allora RebZebulun gli rispose:”Devono arrangiarsi. Le storie non sono mica come il pane, si riesce a vivere anche senza”
    “Io non ci riuscirei”rispose il ragazzo(I.Bashevis Singer, “Naftali il cantastorie e il suo cavallo Sus”, Storie per bambini)/Cit.tratta da “Cuore d’inchiostro”

  73. Eleas 29 dicembre 2009 alle 19:25

    alex: un libro non è mai mai solo un libro di fantasy o di fantascienza, ha sempre molto altro da dire. Credi che leggere le leggende del mondo emerso non abbia implicazioni politiche? Ne sei sicuro sicuro? Io non ci scommetterei. A mio modestissimo avviso è proprio la capacità di alcuni scrittori di tirare la vita in tutti i suoi aspetti dentro il racconto politica inclusa a renderli bravi.

  74. luke1996 29 dicembre 2009 alle 19:36

    Ragazzi vi propongo un paio di citazioni che ho letto qualche giorno fa e che mi hanno fatto riflettere

    Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.
    Gustave Flaubert, Lettera a Mlle de Chantepie, giugno 1857

    Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.
    Marcel Proust, Il tempo ritrovato

    Per me un libro è valido quando ti da l’impressione che l’autore sarebbe crepato se non l’avesse scritto.
    Thomas Edward Lawrence, Lettere

  75. Fede 29 dicembre 2009 alle 19:40

    Ciao Licia.
    Ho 34 anni e sono un accanito lettore di fantasy e fantascienza da sempre. Da sempre guardato di sbieco per la mia naturale passione per questa letteratura minore, come se mi stessi costruendo una cultura di serie B.
    Ho scoperto i tuoi libri quest’estate e sono stati una rivelazione: adoro lo stile, l’ambientazione, i temi, i personaggi. Questo Natale ho chiesto che mi fosse regalato “Figlia del Sangue”… e ancora una volta sono stato guardato con simpatico stupore.
    Ma va benissimo così.
    Le tue storie mi hanno regalato ore piacevolissime, mi sono affezionato ai tuoi personaggi. E ogni volta che riprendo un tuo libro è come ritrovare un carissimo vecchio amico. Sensazioni ed emozioni che provo solo quando il libro è scritto con onestà, intelligenza e talento.
    Grazie Licia per il tuo lavoro, hai tutta la mia stima e il mio affetto.

  76. Alezka 29 dicembre 2009 alle 19:42

    http://www.facebook.com/home.php#/notes/alice-delmiglio/orgoglio-critico-e-pregiudizio-pubblico/224762198062

    L’ho scritto esattamente un attimo dopo aver finito di leggere il tuo blog, LiciaXD
    Non è scritto bene, anche perchè ero un po’ incavolata e mi sono lasciata trasportare dal flusso di pensieri (e fra l’altro sembra che io stia difendendo i libri di Moccia, quando intendo solo dire che senza averli letti uno non dovrebbe criticarli).
    Insomma, quello è il mio pensiero.
    Con affetto,
    Al

  77. ziska 29 dicembre 2009 alle 19:45

    @Eleas

    E’ vero anche che troppo spesso critici e lettori hanno visto cose laddove non ve ne sono appropriandosi indebitamente di un patrimonio che è di tutti per erigerlo a baluardo di qualcosa che essi non rappresentano.

    Guarda tolkien, Ende, Bach.

    La letteratura è composta di messaggi che nascono dall’autore e sono destinati ad ogni singolo lettore al quale loro volta poi appartengono e sono qualcosa di talmente superiore da non poter essere ricondotti a quel mero e vergognoso gioco delle parti qual è la politica che è stata intesa sin qui

  78. Alex 29 dicembre 2009 alle 19:50

    Eleas, ciò che dici è giustissimo e assolutamente vero. Forse mi sono espressa male, ciò che mi ha fatto ridere è il voler assegnare un posto a “destra” o “sinistra” ad un racconto, (imponendovi poi la propria contestazione politica).(Premesso che di politica non ne capisco un tubo)
    Chiamami pure superficiale, ma per quanto sia interessante, studiare e andare ad estrapolare certi concetti,come possono essere delle propensioni politiche(cosa fattibile molte volte), da un qualsiasi racconto…io tendo a non farlo, mi sembra quasi di cancellarne la magia che vi aleggia attorno e che ti permette di essere rapito dalle sue righe(parlando sempre di fantasy).

  79. Adriana 29 dicembre 2009 alle 20:02

    Inizio questo post con una premessa fondamentale: frequento il 3° liceo classico. Dico questo perché so che probabilmente mi capirai..xD. In un liceo come il mio si parla spesso di libri anche al di fuori della didattica e, secondo me, si può dire che alla fine esistono 3 tipi di lettori:
    i più frequenti (anche a scuola mia purtroppo) sono quelli che leggono solo TuttoTv per sapere a che ora è il reality del momento [e che vanno male a scuola], poi vengono gli intellettuali (questi sono secondo me il riassunto del mio liceo..) ovvero quelli che come Cortellessa alla fine rimangono bloccati dai propri stereotipi [e che fanno figuroni nelle materie letterarie grazie alle loro citazioni dotte] e infine ci sono i nerd, quelli che leggono solo ed esclusivamente fantasy [e che vanno meglio nelle materie scientifiche]..
    Bè io non faccio parte di nessuno di questi gruppi.. Leggo tanto e leggo tutto ad esclusione dei libri di Vespa (mi dispiace ma io non spreco i miei soldi e la carta igienica l’hanno già inventata..), leggo Petronio così come leggo la Meyer (ma petronio è più originale); quindi sento di poter avere voce in capitolo e poter dire che il fantasy può essere considerato letteratura è, anzi, fra le più alte espressione della letteratura dato che in un colpo solo un libro fantasy riesce ad insegnare i valori universali a un ragazzino, far ritrovare alle persone un po’ più grandi situazioni della vita quotidiana ma soprattutto quello che apprezzo di più del fantasy è la possibilità che mi da di estraniazione, mentre leggo un fantasy (anzi non uno qualsiasi, un tuo fantasy Licia) io entro davvero nella storia e non sono più le parole a scorrermi sotto gli occhi ma è il mondo emerso mentre sono sul dorso di Oarf e l’entrare in un mondo così diverso eppure così simile al mio mi consente di capire meglio le mie emozioni e di comprendere meglio la realtà che mi circonda. Per me non è solo divertimento, è molto di più.
    Detto questo, NON si può e ripeto NON si può vivere di soli fantasy, sarebbe come vivere tutta la vita mangiando solo cioccolata, piacevole si ma come si può vivere senza aver mai mangiato una lasagna??
    detto questo io ti devo un GRAZIE enorme per un miliardo di cose. Quella che spero in questo momento ti farà piacere è sapere che sei stata tu ad aver fatto cambiare idea a mia madre sul fantasy.
    Un Bacione enorme a te ed Irene.
    Buon Anno.

  80. _Alba_94 29 dicembre 2009 alle 20:08

    Penso che molta gente respinga o disprezza il fantasy per il semlice motivo che non lo capisce. Fantasy è immaginazione, un dono che parecchi adulti anno perso o non hanno mai conosciuto. I ragazzi, i bambini vivono di fantasia. Quando disegnano, quando ascoltano la musica, quando leggono. Credo che la lettura anche di questo genere di libri sia importante, perchè mentre leggiamo entriamo in un mondo princialmente nostro. E’ vero, l’ha creato lo scrittore, ma siamo noi i veri autori che con la nostra fantasia ci immaginiamo i personaggi e gli ambienti. Se non fosse per gli scrittori fantasy, vivremmo in un mondo vuoto, quasi piatto.
    Provate ad escludere dalle librerie tutti questi generi. Rimarreste sorpresi nel vedere quante storie uguali e simili vi ritrovereste. “il fantasy diseducativo”. Ma dove?? Senza quello molti ragazzi non avremmo motivo di leggere. I libri aiutano. Ci credo. Se penso a quelle persone che rifiutano li fantasy… Mi fanno pena, perchè non sanno più immaginare, non vogliono credere in un mondo che esiste solo nella nostra fantasia. Gli consiglierei di vedersi, o di leggerso , perchè per me, sarebbe molto educativo.
    Credere nei sogni e nella fantasia. Chi lo fa più?
    Come ragazza, posso dire solo poche parole, posso esprimenre pochi pensieri. I libri Fantasy sono una delle cose che amo di più. Non potrei vivere senza, ci sono cresciuta.

    _Alba_

  81. Alex 29 dicembre 2009 alle 20:08

    Adriana: (^w^)bravissima, concordo! concordissimo!
    Luke1996:che belle citazioni.

  82. Eleas 29 dicembre 2009 alle 20:16

    ziska: ho trovato interessante proprio il confronto su tolkien tra cortellessa e WuMing4 che ha presentato un’analisi tolkeniana di tutto rispetto vi invito a leggerla.
    È comunque un FATTO che la politica si appropri di categorie che possono venirle comode. Il che non significa che siano condivise da un autore. Basti leggere il testamento si San Francesco in cui il santo invita i suoi “seguaci” a non fare le glosse, cioè a non interpretare il suo pensiero ma banalmente di “leggerlo”.
    Alex: esiste una magia che va oltre quella del solo racconto, è quella insita nel potere che le parole hanno in sè, il potere di dire qualcosa in apparenza e dirne un altra a livelli più profondi. (signore sto iniziando a parlare come GL).
    Adriana: sei in una posizione di privilegio in tal senso in quanto proprio al classico viene insegnato a essere flessibili a leggere di tutto, per questo ringrazia. Concordo assolutamente e l’ho detto su lipperatura a più riprese che non di solo fantasy vive l’uomo o la donna.

  83. Eleas 29 dicembre 2009 alle 20:18

    PS: il contenuto che va oltre la storia DEVE attrarvi come api sul miele, dovete cercarlo come il tesoro nascosto di un libro, magari è un contenuto frammentario, in licia spesso troviamo richiami alla tolleranza tra razze che molto avrebbero da dire a certe visioni leghiste di oggi e che non credo siano messe lì per caso, almeno conoscendo licia.

  84. vittoria 29 dicembre 2009 alle 20:24

    Assurdo…Sono senza parole e nel tono della mia voce c’è un ke di amaro…Come si può paragonare il genere fantasy ad un grande fratello o ad un cinepanettone(che ormai NON è…NN è basta!!!)???? Insomma come si può solo pensare di criticare il genere e in pratica di cestinare anni e anni di capolavori,se non si ha la minima idea del lavoro,dell’amore,delle speranze che lo scrittore ha tentato di mettere nero su bianco!!! Che importa come,che importanza ha il mondo presentatoci,che importanza ha….???!!! La cosa importante è che lo scrittore riesca a trasmettere,attraverso le pagine,narrando battaglie epocali,amori impossibili,magia e quant’altro,quanto ha di più caro…..Quanti di noi hanno amato Nihal nella sua rabbia e nella sua foga in battagli???!! Quanti Dubhe nella sua voglia di essere sempre migliore…Quanti di noi…..

  85. Eleas 29 dicembre 2009 alle 20:32

    ragazzi, guardata che a costo di apparire il vecio che sono ai vostri giovini occhietti, le critiche sono importanti sempre, non possiamo dire che il fantasy sia intoccabile o che non esistano libri fantasy che sono delle emerite zozzerie. Del resto nel post su lipperatura si è fatto un discorso più generale con tutti i rischi che esso comporta, ma è importante io credo cercare di provare a mettersi nei panni degli altri e provare a cercare di capire l’altrui punto di vista. Questo non significa affatto condividerlo sia chiaro. Resto convinto della bontà del fantastico come genere educativo proprio perché attraverso il potere delle parole può spingere alla riflessione su temi importanti.

  86. Ele 29 dicembre 2009 alle 20:44

    Cortellessa può pensare quel che vuole, quanto a me ritengo che il fantasy sia un genere letterario a tutti gli effetti. Non è diseducativo, ma anzi il contrario: io credo sinceramente di aver imparato di più dai libri di Licia o di Tolkien piuttosto che da Verga. Porto degli esempi: innanzitutto ho imparato che nella vita bisogna avere un obbiettivo e che, dopo anche grandi difficoltà e ostacoli, lo si raggiunge: basta crederci. Non importa quanto sia ambizioso o rivoluzionario. (Penso a Nihal quando voleva entrare in accademia). Inoltre siamo tutti utili: anche se siamo gli esseri più semplici e insignificanti, prima o poi dimostreremo la nostra utilità. Anche se ci sentiamo eclissati, o comunque riteniamo di avere solo dei ruoli marginali, non vuol dire che un giorno non saremo essenziali.(Penso a Sam nel Signore degli Anelli).
    IO CREDO NEL FANTASY, credo in ciò che racconta, in ciò che mi fa sognare, in ciò che mi fa provare.
    Il Fantasy è il mio genere letterario preferito; sono i libri Fantasy che occupano il posto d’onore nella mia libreria, proprio perché sono novità, sono qualcosa di diverso, di piacevole.
    Con questo non sto eclissando gli altri generi letterari, ma voglio semplicemente dire che se anche adesso il fantastico sembra un genere irreale e scontato, non è la verità: moltissimi autori sono diventati famosi dopo decenni dalla pubblicazione dei loro libri.
    Sono certa che la letteratura Fantasy sarà sui libri di scuola.
    Criticate pure, ma non per questo smetterò di credere nel Fantasy.
    W IL FANTASY.

  87. Eleas 29 dicembre 2009 alle 20:51

    ele quel che noi che amiamo il fantasy dobbiamo assolutamente fare da subito anche da molto giovani è aprirci al resto. Perché? Perché non potrà che arricchirci e farci apprezzare anche di più il nostro genere preferito, non sto dicendo che il fantasy non deve essere il punto cui tu fai riferimento sia chiaro, ma un lettore deve crescere altrimenti porge il fianco a critiche del genere “chi legge fantasy sa solo leggere fantasy e quindi ha una visione limitata sul panorama letterario”.
    Avete fatto caso alla libreria proposta da Licia poco sopra? Quanti fantasy ci trovate? Eppure licia scrive fantasy è il suo genere, ma legge anche altro, ritenete che sia un errore? Io no, ritengo che Licia da persona accorta sappia molto bene che per crescere come scrittrice e offrirci sempre il meglio debba avere uno sguardo ampio sul mondo letterario. E se fate caso negli incontri è una cosa che dice sempre “leggete altro”, è importante vuol dire diventare lettori consapevoli e non subire un genere o un libro significa capirlo, capirne la magia vera.

  88. Alex 29 dicembre 2009 alle 20:54

    “esiste una magia che va oltre quella del solo racconto, è quella insita nel potere che le parole hanno in sè, il potere di dire qualcosa in apparenza e dirne un altra a livelli più profondi.” Eleas,Su questo non si discute! E’ esattamente questa la magia di cui parlo io,…(mi ripeto)ciò che non comprendo è il voler assegnare un posto a “destra” o “sinistra” ad un racconto, imponendovi poi la propria contestazione politica. Cito Ziska:”la dimostrazione che Tolkien sia OLTRE la politica, sta nel fatto che, se da noi viene elogiato da una certa destrucola, altrove è stato preso a mito di una generazione Hippy e pacifista negli anni Sessanta. Tolkien CREA il mito, non lo utilizza.”
    “Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.
    Marcel Proust, Il tempo ritrovato”
    (permettimi poi di modificare la tua frase)Il contenuto che va oltre la storia E’ ciò che ci attrae come api sul miele.

  89. Eleas 29 dicembre 2009 alle 21:10

    alex: tolkien non ha inventato niente perdonami, era un fine linguista e ha sfruttato le sue conoscenze sulla meccanica delle lingue per inventarsi le sue, era un mostro in fatto di saghe norrene e le ha riusate appieno, ha riusato persino la versione norrena dell’elfo che è uno spirito benigno non un rompiballe come in inghilterra (gli inglesi si sa…). Tolkien ha riusato pure il concetto di Anello che rincoglionisce riprendendolo abbastanza spudoratamente dai Nibelunghi. Quindi occhio a non assumere posizioni assolutiste.
    Quanto al contesto politico nessuno può essere astratto dal suo, nessuno scrittore o semplice lavoratore, siamo sempre immersi nel nostro contesto storico, lo era Orwell che massacrò lo stalinismo in 1984, lo era Tolkien che oltretutto in certi momenti non prese posizioni chiare. Era un uomo non un robot.
    Nulla da eccepire su Proust.

  90. Fabio 29 dicembre 2009 alle 21:25

    Adriana: anche io frequento il liceo classico. Secondo me è sbagliato dividere le categorie così schematicamente… Lo hai detto pure tu che leggi sia Petronio (sublime a mio parere) che la Meyer… quindi

  91. Adriana 29 dicembre 2009 alle 22:24

    Non era una divisione schematica anche perché come hai notato io non mi sono messa in nessuna della categorie però, secondo me, l’ 85% delle persone può essere archiviato in una di queste categorie. Detto questo è possibile che lo siano solo le persone che conosco ma non credo. Mi sento anche in dovere di dire che ho capito che è possibile cambiare gusti letterari e devo dare merito di questo alla Meyer che con il suo successo a fatto conoscere un genere “di nicchia” ai più, per farti un esempio io ho letto twilight appena uscito e l’ho consigliato ad un’amica che non mi ha dato retta, quando l’ha letto (dopo aver visto il film) mi ha chiesto se avevo qualche altro libro da consigliarle. Ecco lei era una di quelle con cui se non sai chi ha vinto Amici non puoi parlare.

  92. Lorenzo R. 29 dicembre 2009 alle 22:30

    Niente da aggiungere a quello che è già stato detto. Il problema è noto e fastidioso, da molto tempo.

    La gente etichetta il fantasy parlando da ignoranti, senza rendersi conto che è un genere presente nella cultura mondiale dagli albori dell’umanità. Vogliamo parlare delle fiabe antiche, dei miti e delle leggende? Vogliamo parlare dell’Odissea? Sono tutti quanti fantasy (per quanto possa cambiare la costituzione da prosastica a metrica), considerando questo termine nella sua accezione più generale. C’è stato un notevole sviluppo e siamo giunti ai fantasy odierni ma, come allora, sono sempre facenti parte della letteratura “dignitosa” (Per quanto sia terribile distinguere la validità di più generi letterari. Tutti hanno valore per chi li sa amare).
    In fondo cosa sono i fantasy? Sono metafore della realtà, odierna e passata, che possono esprimere qualsiasi concetto/tema al pari di ogni altro genere letterario, solo con doppia chiave di lettura: da una parte il fantastico che si avvicina di più ai giovani (sicuramente cosa positivissima) e dall’altra il fantastico come strumento e base di riflessioni più o meno ingenti (rivolte soprattutto agli adulti).

    Però c’è mentalità chiusa nel mondo; spero solamente che prima o poi le cose cambino. Per adesso le vedo soltanto altalenanti…

  93. mousse 29 dicembre 2009 alle 22:32

    In realtà a ben guardare, sembra quasi che Tolkien scrisse LOTR per dare un “retroterra culturale” alla lingua degli Elfi.

  94. Alex 29 dicembre 2009 alle 22:39

    mmmmmh! Eleaaaas, era solo un esempio!Ho usato Tolkien solo perchè era stato già citato, ma era un discorso esteso non solo al fantasy o ad autori in particolare.(Cmq non riesco proprio a farmi capire, eh).Vabbè…

  95. Eleas 29 dicembre 2009 alle 22:41

    alex no guarda ti fai capire bene, ma il problema che tu citi tangenzialmente riferendoti a Tolkien è tranquillamente portabile a tutto il fantasy del genere elfo-drago-nano-mago, non vi è nulla di nuovo dal mero punto di vista formale. È un continuo e meraviglioso reinventare.

  96. Eleas 29 dicembre 2009 alle 23:03

    mi prendo una libertà che solitamente non sono solito prendere spero licia non me ne voglia. Sul mio blog sto facendo una proposta: recensire libri non solo fantasy, se avete mai fatto un giro da quelle parti potreste aver visto recensioni e molte di libri fantasy, non tutte, ma molte. Bene io non leggo solo fantasy o fantascienza, e voglio che dal mio blog (il blog di uno che ama il “genere”) parte l’impulso per ampliare le nostre menti, io posso aver letto qualcosa che voi non conoscete, voi potreste aver letto qualcosa che non conosco io, reciproco arricchimento e dimostrazione ulteriore della capacità del fan del fantastico di andare oltre il limite del genere e scoprire anche altrove quelle caratteristiche che ci fanno amare il fantasy.
    Per recensire un libro non è necessario essere professori, basta averlo amato profondamente e avere l’interesse che qualcun altro legga quel testo perché non potrà essere che un arricchimento per lui. Se volete è un gesto di amore per il prossimo. Vi aspettiamo.

  97. giovanna 30 dicembre 2009 alle 9:39

    Cara Licia comincio con il farti gli auguri di Natale, di Buon anno e gli auguri per la nascita del bimbo.
    Volevo lasciare il mio piccolo contributo per il “fantasy” con questa… definiamola chicca.
    Visto che Cortellessa considera diseducativa questo tipo di letteratura, perchè per me tale è, dovrebbe prendere in mano i libri di letteratura appunto che vengono usati nelle scuole, scoprirebbe per esempio che c’è proprio una parte dedicata al fantasy dove sono compresi brani tatti da Harry Potter e anche da Artemis Fowl scitto da Eoin Colfer. Cortellessa dovrebbe imparare a guardare meglio negli occhi un ragazzino (e io parlo per esperienza su mio figlio)quando legge un libro fantasy o quando guarda un film tratto da quel libro, il mondo sarebbe migliore se tutti si limitassero a pensare a come usare un incantesimo piuttusto che un arma nucleare. A volte i libri fantasy insegnano che la vera forza di un uomo sta no in armi magiche e eccezzionali, non nel potere che tu puoi avere sugli altri ma solo ed esclusivamente in un unico posto nel cuore.
    Grazie
    Giovanna

  98. arancia 30 dicembre 2009 alle 9:39

    scusate ma le fiabe quelle con cui tutti noi siamo cresciuti non sono forse fantasy
    per esempio “Biancaneve e i sette nani” già nel titolo si parla di nani e non i può certo dire che i nani non siano certo elementi “normali” della vita di tutti i giorni ma nemmeno si può considerare Biancaneve una storiella diseducativa.
    la stessa cosa vale per tutte le altre fiabe(Cappuccetto rosso, La bella e la bestia,ecc ecc)provate a pensarci tutte hanno elementi fantasy, certo un fantasy un po diverso da quello che siamo abituati a leggere ma comunque il genere è quello.
    P.S scusate se magari sono andata 1 po fuori tema. saluti a tutti voi e tanti baci a Irene

    Arancia

  99. eleas 30 dicembre 2009 alle 9:49

    occhio a non confondere le scatole, la più grossa è il fantastico dentro il quale ci troviamo il fantasy, l’horror, la fantascienza ecc…

  100. mau 30 dicembre 2009 alle 10:34

    povero cortellessa..pensate che palle essere lui….

  101. Fabio 30 dicembre 2009 alle 11:34

    Adriana: Io ho letto Twilight quando sono comparse le prime pubblicità del film sui giornali… Immediatamente prima avevo letto Dracula di Stoker… Pensa la differenza. In classe da me c’erano ventimila copie di twilight, tutti lo leggevano, anche quelli che fino al giorno prima non avevano voglia di guardare il bugiardino delle pastiglie che stavano per prendere… Ora non c’è NESSUNO che legge, anche solo un Topolino… La Meyer non ha cambiato il mondo, ha solo scritto qualcosa di abbordabile per tutti… Secondo me…

  102. Lisa 30 dicembre 2009 alle 11:52

    Ah sì? E’ questo che si dice del Fantasy? Bene, ho un paio di cose da dire, e poi potrete spennarmi a parole:
    1)Trovatemi 1 solo libro dove NON ci sia anche solo 1 frase che isoli dalla realtà.
    2)Nella vita, almenochè non si nasca coi milioni nella culla, ma anche avendoli, 2+2 farà sempre 5, non 4!
    Bene, ho finito di sparare le mie super-mega cavolate…

  103. Adriana 30 dicembre 2009 alle 12:34

    Fabio: era per fare un esempio evidentemente non hai capito dove volevo andare a parare, ho parlato della Meyer per farti capire che avevi ragione nel dire che non esistono le “caste” di lettori chiuse come ti sembrava di aver letto nel mio primo intervento. E comunque meglio la Meyer di niente, no? poi se dopo aver letto i suoi libri iniziano a leggere anche altro meglio mi sento, se invece non lo fanno sono loro a perderci mica noi.

  104. Fabi 30 dicembre 2009 alle 12:43

    Quando ho fatto una lezione sul fantasy (perchè la mia professoressa voleva tralasciare questo genere e io mi sono opposta e allora mi ha dato la possibilità di avere un ora nella quale avrei dovuto fare una lezione sul fantasy) mi sono trovata davanti a ragazzi che pensavano le stesse cose che Licia ha citato e semplicemente io penso che da quando il fantasy è nato è stato etichettato come genere leggero o “sottogenere”, ma non credo che il fantasy sia diseducativo perchè innanzi tutto tratta di problematiche che nonostante siano ambientate in altri mondi (alle volte) ricordano molto le nostre problematiche. La continua lotta tra bene e male. L’integrazione di altri popoli. Questi non mi sembrano affatto temi diseducativi, e con questo concludo.

  105. Fabio 30 dicembre 2009 alle 13:13

    Adriana: ‘Meglio la Meyer di niente’… Non so quanto darti ragione… Comunque è una mia opinione e ho capito cosa intendi… Ciao

  106. elfo98 30 dicembre 2009 alle 13:46

    Guarda licia, io appoggio pienamente tutto kuello ke hai detto. Lo appoggio da scrittore domestico di fantasy e FOOOOOOOOOOOOOORSE da FUTURISSIMO pubblicatore di un romanzo fantasy. Io adoro leggere, ma prediligo il genere fantasy xkè lascia la mia fantasia a briglia sciolta. Sarà solo un paio d’anni ke leggo il fantasy e posso dire ke nessun altro genere stmola di più la mia creatività e la mia voglia di scoprire mondi nuovi, dove la guerra nn è con bombe e proiettili ma con lame e voglia di salvezza.

  107. giulia 30 dicembre 2009 alle 14:07

    Non esistono menti deboli, ma menti ottuse. Nessuno manipola le menti degli adolescenti attarverso un libro. Può essere che certe letture assecondino l’ottusità, ma nessuna può accentuarla.

  108. Perchè non voglio essere legittimato « La Carne, l’Incanto, il Sogno 30 dicembre 2009 alle 14:20

    [...] Perchè non voglio essere legittimato E’ in corso da qualche giorno una polemica letteraria, partita sul blog di Loredana Lipperini, e ripresa, tra gli altri, da GL, Lara Manni, Licia Troisi. [...]

  109. Gianni 30 dicembre 2009 alle 16:53

    Mi dedico alla lettura alla sera prima di dormire…mi rilasso e tengo la mente in movimento al tempo stesso. Leggo un po’ di tutto da qualche annetto (escludendo il periodo scolastico) e sono del parere che se un libro ti appassiona e riesce a trasmetterti delle emozioni, a prescindere dal genere letterario al quale appartiene, allora ha colto nel segno ed è degno di lode.
    Licia, ho letto le cronache e ho quasi terminato le guerre del mondo emerso e ti faccio i complimenti…magari valgono poco perchè non sono un critico letterario, ma secondo me sei molto brava.

  110. Theana 30 dicembre 2009 alle 18:51

    sinceramente nn so cosa hanno contro il genere fantasy!!!probabilmente nn hanno letto i tuoi libri,Licia!!! si capisce ke il soggetto sono i critici letterari? cmq io proprio nn li capisco: senza libri fantasy io nn vivo !E loro li criticano!?(xkè li stavano criticando in quel post,vero?)

    Tu,però,Licia nn smettere mai di scrivere fantasy!!!

    (te lo dice una lettrice appassionata)

  111. Donato 31 dicembre 2009 alle 14:41

    Ancora una volta la critica dimostra di essere arretrata. La storia è piena di esempi di autori, pittori o artisti in genere che la critica inizialmente considerava nei modi peggiori e solo in seguito riconosceva il loro valore. Detto ciò non mi stupisce più di tanto che questa volta a farne le spese sia un genere come già acaduto in passato, voglio però precisare alcuni punti.

    Distinguere tra letteratura alta e letteratura di intrattenimento è qualcosa di impossibile, la letteratura è intrattenimento, un intrattenimento costruttivo perché in grado di veicolare messaggi, di emozionare, di far riflettere.

    Naturalmente i messaggi veicolati possono essere positivi o negativi ma questo non influisce sul fatto che sempre di letteratura si parli. Sonata a Kreutzer di Tolstoj ha un messaggio negativo, inutile negarlo, ma nessuno si sognerebbe mai di dire che non è letteratura.

    Libri come la biografia di costantino (il tronista) quella non è letteratura, quello è un monnezzone.

    Anche sul fatto che la letteratura deve essere impegnativa… mi sembra più un discorso di chi odia leggere ma è obbiligato a farlo e per evitare di ammettere di essere lui a non amare la letteratura preferisce scaricare la responsabilità su altro.

    Come dice Licia io mi sono “divertito” a leggere I libri della Austen, di Hugo, di Zola, ecc. La letteratura spesso è pesante ed impegnativa per come viene trattata a scuola, faccio l’esempio di Shakespeare, a scuola come venne trattato dalla mia professoressa sembrava pesante e noioso. Se mi avessero detto che alcuni anni dopo avrei letto tutte le opere probabilmente sarei morto dalle risate.
    Caso volle che solo un anno dopo la fine delle superiori le lessi tutte. Shakespeare sa emozionare, sa far piangere ma sa far ridere anche con battute un po’ osè (mi viene in Romeo e Giulietta atto 2 scena 1 il discorso tra Benvolio e Mercuzio). Ora non direi che Shakespeare è impegnativo nel senso indicato da Cortellessa, cosa facciamo degradiamo pure lui?

    Il fantasy è diseducativo.
    Frasi del genere possono essere dette solo da chi il fantasy non lo conosce nemmeno per sentito dire. Senza addentrarsi troppo di messaggi educativi nei fantasy se ne trovano moltissimi, ad esempio il valore dell’amicizia, ecc.
    Ripeto ci sono grandi autori che nei loro libri inseriscono messaggi che non è possibile definire educativi (non dobbiamo certo ripetere ad esempio quanto detto su Tolstoj dopo la sua “conversione” e sui messaggi che traspaiono dai suoi libri successivi)
    forse mi sono perso un pezzo ma quando la letteratura è diventata morale?
    Diseducativi perché abituano il lettore a leggere libri che appassionano, o che divertono al posto della vera letteratura pesante?

    Gradirei spiegazioni in merito perché da quello che ho letto si tratta solo di semplici affermazioni senza una spiegazione chiara ed io per abitudine ignoro quelle persone che criticano senza motivare in maniera logica.

    Infine permettetemi una provocazione, parlando di grandi classici “L’odissea” non vi troviamo forse mostri, creature mitologiche, maghe… mi ricorda qualcosa… un attimo ma non sono forse elementi del fantasy?
    E se qualcuno prendesse l’odissea cambiasse i nomi e lo ambientasse in un periodo un po’ medievaleggiante qualcuno potrebbe dire che non è fantasy?

    Allora anche questo degradato a monnezzone?

  112. gauss74 31 dicembre 2009 alle 17:43

    Oggi sono passato per una libreria nel centro della mia città. Ed ho voluto verificare se ci fosse qualcosa di vero nelle parole di Cortellessa.

    Ebbene, in vetrina c’era, in una meritatissima esposizione, Figlia del sangue (appena finite le Guerre del mondo emerso lo leggo lo giuro! Sono a pagina 828…). Ma, insieme ad altri (pochi) autori di sicuro valore era in compagnia di:

    1) Le cassanate di antonio Cassano.
    2) Il meglio del Grande Fratello.
    3) L’autobiografia di Fabio Cannavaro.
    4)Più dritti che rovesci, di Adriano Panatta.
    5)Nuoto per passione, della Pellegrini.
    6)Interisti si nasce, di Beppe severgnini.
    7)Manuale di cucina carpigiana.
    8)L’oroscopo di Branko.

    Adesso io non voglio dire, ma secondo me il problema non è che la fantasy tiene lontani i classici dalle librerie (lo spazio che occupano è tutto sommato ilimitato), e non è nemmeno che tutto il fantastico sia un monnezzone (il che è una sublime corbelleria, ovviamente).Il problema è che l’esigenza sfrenata di vendere sta cancellando di fatto la comunicazione letteraria come la conosciamo sostituendola con carta un tanto al chilo del calciatore o della velina di turno.

    Possibili vie d’uscita? Non sta ad un profano come me dirlo, ma sicuramente la rete è una risorsa enorme che potrebbe essere utilizzata di più; e se i signori della critica mettessero la loro competenza a servizio di TUTTA la comunicazione letteraria, indirizzando la loro ira controi VERI responsabili di tutto questo, forse non saremmo messi cosi male.

  113. Atno... 1 gennaio 2010 alle 13:06

    Complimenti Licia,bellissimo post!La penso esattamente come te.Poi non è detto che si debba leggere esclusivamente un genere.Io che, per esempio, ho letto le prime due trilogie del mondo emerso(i primi 2 delle leggende mi sono arrivati per Natale quindi ancora non ho iniziato a leggerli), sto leggendo Le ultime lettere di Jacopo Ortis…

  114. Gary Sue 1 gennaio 2010 alle 18:22

    Il popolo non HA MAI RAGIONE.

    Premetto prima di iniziare. Il fantasy è spazzatura? Sì, lo è. Almeno quello contemporaneo. Perchè? Perchè viene identificata come letteratura di intrattenimento, e già questo è un ossimoro: la letteratura è arte non divertimento. Non può essere delegata al ruolo di nuova fatina turchina della generazione emo. Povere schiere di giovani che si rifuggiano tra le pagine di libri fantasy per sfuggire alla dolorosa realtà.
    La letteratura è l’arte per eccellenza. Un libro non è letteratura, è un insieme di fogli. Letteratura è quel qualcosa che veicola messaggi. Che sfiora vari livelli di interpretazione dal letterale all’allegorico e così via. Non deve “emozionare soltanto” come dicono i ragazzini d’oggi, deve lasciare qualcosa. L’emozione deve scatenare la riflessione.
    E su cosa fa riflettere il fantasy contemporaneo?
    Il guerriero valoroso vince sui cattivi.
    -___-
    oppure? Il ragazzino 16enne diventa un superoe e quindi tutti i ragazzini hanno il potere di cambiare la propria situazione.
    -___-
    cavolo un po’ di fantasia? In fondo stiamo parlando di fantasy, no?
    Non bisogna meravigliarsi se poi il mondo considera il fantasy monnezza. E grazie alla fine un libro fantasy lascia ben poco, non fa riflettere. La riflessione è alla base di tutto.

  115. Varg 1 gennaio 2010 alle 21:55

    I critici letterari, così come quelli cinematografici, culinari ecc ecc, criticano perché non sanno fare. Pensiamoci, se un critico sapesse scrivere, cucinare, girare, sarebbe scrittore, cuoco o regista, non critico. Il critico è proprio quello che, siccome non sa, non sa fare e/o ha fallito nel campo X, si reinventa giudice del campo X..

  116. Licia 1 gennaio 2010 alle 22:31

    Varg: colgo il tuo commento al balzo per rispondere un po’ a tutti quelli che dicono che la critica non serve. Serve eccome, a lettori e scrittori, migliora entrambi. Non è la critica in sé che è in discussione qui, ma i preconcetti con cui spesso la critica si accosta al genere.

  117. Gary Sue 1 gennaio 2010 alle 23:09

    @per esempio “Biancaneve e i sette nani” già nel titolo si parla di nani e non i può certo dire che i nani non siano certo elementi “normali” della vita di tutti i giorni ma nemmeno si può considerare Biancaneve una storiella diseducativa.

    Prova a leggere la versione originale e poi ne riparliamo :-)

  118. Shyon 2 gennaio 2010 alle 12:02

    Io penso che la lettura deve essere un piacere e a me piace leggere il genere fantasy. Se poi a quelli fa piacere leggere i loro libroni ricchi di cultura affari loro. Perchè ci continuano a spingere a leggere qualcosa di noioso solo perchè secondo loro è “educativa”?
    Per dire a noi a scuola ci hanno dato da leggere per forza un libro che narra dei problemi quotidiani del protagonista, e sinceramente mi fa schifo, faccio fatica a leggerlo non perchè sono scema ma perchè è talmente noioso che non vedi lora che finisca, e ti viene la nausea a scoprire che ti mancano ancora molti capitoli. Se è questa la letteratura allora non vale nemmeno la pena leggere, e non mi importa se qualcuno dice che il fantasy sia immondizia perchè per me è un genere meraviglioso che insegna molte più cose di quanto si pensa.

  119. gauss74 2 gennaio 2010 alle 14:38

    @Gary Sue

    C’è molto di vero quando dici che lo scopo ultimo della letteratura è scoprire livelli sempre diversi di comunicazione, superandosi di volta in volta. Anzi, secondo me è lo scopo di tutto ciò che è arte.

    Ma, mi spiace, contesto con tutte le mie forze che l’idea che “letteratura di intrattenimento” sia un ossimoro.

    Shakespeare scriveva per divertire (quanto meno le opere teatrali). L’opera di Tito Maccio Plauto non si distingue certo per gli iperuranei concetti che raggiunge, e non c’è dubbio che sia stata scritta per intrattenere. Eppure giustamente nessuno dubita che costoro abbiano fatto letteratura, di livello supremo nel caso di Shakespeare.

    I libri scritti ( scritti bene: non parliamo di monnezzoni) esclusivamente per intrattenere hanno un merito che deve esser loro riconosciuto: fanno avvicinare la gente alla lettura.

    E senza questo, senza lettori avvezzi alla lettura,il messaggio della ricerca letteraria sarebbe qualcosa di fine a se stesso, non avrebbe alcun destinatario.

    Domanda: e su cosa avrebbe dovuto far riflettere l’ Orlando Furioso di Ariosto? Il genere è fantastico, l’opera è stata scritta per intrattenere la corte degli Estensi. Quindi è monnezza?

  120. Donato 2 gennaio 2010 alle 14:52

    @Gary Sue La letteratura come tutta l’arte è per prima cosa intrattenimento, altrimenti perché utilizzare una storia, un quadro, ecc. per veicolare un messaggio?
    Non sarebbe forse più semplice esprimere il proprio pensiero direttamente?
    La letteratura per essere alta non deve essere noiosa, come dice Licia deve essere divertente intesa come godibile.

    Bollare tutto il fantasy contemporaneo come spazzatura mi sembra da parte tua “leggermente” arrogante, hai forse letto tutti i libri di fantasy contemporaneo in modo da poter dare un giudizio motivato?
    Ti dirò che ho i miei forti dubbi.
    In più gli esempi che porti tu sono quelli che si possono trovare nei fantasy destinati ad un pubblico più giovane che di certo non rappresentano la totalità del fantasy contemporaneo.

    Parlando di Dark fantasy, ad esempio, ci allontaniamo di molto da questi messaggi.
    Tralasciando il dark fantasy e parlando di fantasy ci sono libri in cui non c’è una netta distinzione tra bene e male e questo può portare a riflettere su quanto nella realtà questo confine sia sottile.
    Altri libri finiscono con il bene che trionfa ma ad un prezzo altissimo. Questo non può forse essere un messaggio sufficiente per far nascere una riflessione?

    Scusa se ti sembrerò sgarbato ma a me sembra che te non abbia grande dimestichezza col fantasy e parli più per sentito dire che per altro.

    Per concludere la tua frase iniziale “il popolo non ha mai ragione” potevi risparmiartela non mi sembra di essere tornati al tempo della suddivisione in caste.

    La critica è utile quando è costruttiva ma per esserlo chi parla deve sapere bene di cosa sta parlando e non sparare a zero sulla base di convinzioni personali

  121. Gary Sue 3 gennaio 2010 alle 11:16

    Ho letto fantasy contemporaneo. Io amo la letteratura contemporanea, Murakami in testa ma anche Thomas Mann, Santacroce ecc. Studio letteratura :-) Quindi un pochino ne capisco, certo ho tanta strada da fare ma almeno ho imboccato quella giusta.

    La letteratura deve docere et delectare. Ma DOCERE anche non solo DELECTARE. In quel caso il libro non è letteratura ma è al livello del manuale delle barzellette di Totti.

  122. Licia 3 gennaio 2010 alle 11:25

    Gary Sue: ammazza e come siamo tranchant…Ok, intrattenere e basta non è letteratura, ma tra un ottimo libro di mero intrattenimento e le barzellette di Totti ci sono infinite sfumature di qualità e riuscita. Per dire, preferisco un libro di intrattenimento ben fatto ad un’opera di “letteratura” mal scritta, mal raccontata e che manca di mille miglia il suo obiettivo. L’artigianato secondo me ha una sua altissima dignità che andrebbe riconosciuta.
    Sul fatto che il fantasy non insegni niente, mah, tu che hai letto? Ti faccio tre esempi di libri che secondo me fanno ben altro oltre che delectare: La Valle degli Eroi di Jonathan Stroud, Le Tombe di Atuan di Ursula K. LeGuin e L’Ultimo Elfo di Silvana De Mari.
    Perdonami se sono tranchant io, ma diffido sempre di chi ha delle certezze così incrollabili, per altro su roba così opinabile come il bello, la letteratura e via così, che, fino a prova contraria, non sono soggette e leggi universali come la matematica e la fisica.
    Ha ragione G.L., beata me che vivo per metà nella mia giornata in un mondo in cui, vivaddio, l’oggettivo esiste :P

  123. Gary Sue 3 gennaio 2010 alle 12:12

    Le nebbie di avalon(tutto il ciclo), il signore degli anelli, orlando furioso (anche la chanson de roland ma è vecchiotto), Il tristano e isotta di Thomas e Berul, molti libri sul ciclo arturiano(adoro la cultura nordica) tipo: la guerra del graal e Mordred. Per quanta riguarda i libri contemporanei, intendo quelli spuntati da poco: ovviamente Nihal, altrimenti non sarei qui, Wunderkind, Bryan, Esbat, X, Il risveglio di Lenth, Gli eroi del crepuscolo, Harry potter,Coraline,Twilight a altra roba sui vempiri della rice e della hamilton ma non ne posso più. Ho letto una recensione su E-doll e mi incuriosisce.

    Io non diffido di chi ha certezze :-) diffido di chi non cambia mai posizione, che è diverso. Il divertire e insegnare è un principio base PER ME, non salgo in cattedra da professoressa con la pretesa di voler istruire ma almeno di mostrare una serie di brutture e far riflettere.

    Poi: il bello è oggettivo, il fascino è soggettivo. Questo in tutto. Twilight è un brutto romanzo ma ha fascino :-)

  124. Licia 3 gennaio 2010 alle 12:39

    Gary Sue: ma quindi secondo te l’Orlando Furioso è paragonabile alle barzellette di Totti (che poi, io non sparerei manco su quelle; certo, se sono l’unica lettura che uno fa, e purtroppo c’è gente che legge solo quelle, è un grosso problema, ma se uno se le concede una tantum, considerando anche che hanno pure scopo benefico, non ci trovo niente di male)? No, perché non son sicura di aver ben capito…

  125. Gemini 3 gennaio 2010 alle 12:39

    Ok, elimina Twilight, Gli Eroi del Crepuscolo e Bryan: sei fuori strada.

    Leggiti questi autori: George Martin, Steven Erikson, Michael Moorcock, Terry Goodkind, Robert Jordan, Robin Hoob, Lian Hearn, Michael Scott Rohan, China Mièville, David Gemmel, Marion Zimmer Bradley e Ursula Le Guin; questo è il vero fantasy.

    La maggiorparte dei fantasy spuntati da poco sono sciocchezze commerciali scritte solo per vendere.

    Gli unici che si salvano sono Licia Troisi (che stimo molto),Lian Hearn, Andrea D’angelo, D’andrea G.L e Valerio Evangelisti.

    Per finire, nel fantasy fatto bene ci sono sia l’intrattenimento che i contenuti.

    Io credo che il fantasy sia un modo più creativo e divertente di parlare della realtà, e quindi di fare anche denuncia sociale e politica.

    In ogni caso, de gustibus…

  126. Gemini 3 gennaio 2010 alle 12:54

    dimenticavo: togli anche Harry Potter alias “il precursore del fantasy commerciale”, la saga con cui il fantasy ha iniziato a rovinarsi.

  127. Gary Sue 3 gennaio 2010 alle 13:07

    Marion Zimmer Bradley già letta XD La amo, è stato il mio 5 romanzo

    Licia: l’Orlando è un esempio (troppo antico) di buon fantasy pieno di spunti da applicare anche nella vita reale. La ricerca infinita del desiderio, il movimento ciclico ecc. Non ho detto CHE IL FANTASY NON è LETTERATURA O NON DICE NIENTE, attenzione, ho detto che OGGI GIORNO LEGGERE un BUON FANTASY è difficile.

    p.s io ho letto la Litizzetto ma non la considero letteratura XD è qui che casca l’asino: chiamare letteratura quello che è solo svago ed eleggerlo a livello della VERA LETTERATURA (che può anche essere fantasy, ma è diversa dal commerciale a cui ahimè siamo abituati).

    - La maggiorparte dei fantasy spuntati da poco sono sciocchezze commerciali scritte solo per vendere.- questo intendo.

    @Gemini :-) seguirò i tuoi consigli e vedrò di scovare anche i tre romanzi che ha elencato Liciaanche soprattutto perchè ho bisogno di esplorare qualcosa di nuovo.

  128. Eleas 3 gennaio 2010 alle 14:33

    @Gary Sue: ma siamo proprio certi al 100% che tutto quello che è commerciale sia una porcata da cestinare? Resto dell’idea di Licia che i pareri trancianti non siano del tutto sensati perché tendono a eliminare alcuni elementi dell’equazione. E se non si tiene conto di tutti gli elementi non si ha un approccio ragionevole.
    Esempio: Twilight. Non è un buon libro. Certo. (mentre mi permetto di dissentire su HP che invece a mio avviso è un ottimo romanzo e a mio modesto parere un buon esempio di letteratura). Ma Twilight ha presa. Perché? Puro divertimento? Non credo. Vi è una componente che a mio parere trascende lo svago. Non è affatto un mero spegnere il cervello. È un’operazione di fusione tra lettore e personaggio. Un’immedesimazione che ha una potenza che tutti i critici sottovalutano fermandosi alle forme.
    Chiaro che non siamo alla catarsi sofoclea, chiaro che non siamo alla satira, ma attenti perché la perdita di me stesso o di me stessa in Bella o Edward è indice della forza immaginifica del libro. Io rinuncio a me stesso.
    Il problema è che si deve guardare la cosa e dire che non è una scemenza. Che è altro.

  129. Gary Sue 3 gennaio 2010 alle 15:53

    Il perchè del successo di Twilight l’ho spiegato su anobii :-) non voglio uscire fuori tema qui :-)

  130. Eleas 3 gennaio 2010 alle 16:35

    secondo me non è affatto OT e se non ti va posso sostituire Twilight con qualsivoglia altro monnezzone, potrei addirittura prendere gli stessi romanzi di licia ad esempio (tanto chi li considera immondizia non manca), potremmo lunga,mente parlare del valore letterario dei suddetti, potremmo discutere del loro valore didattico, educativo e potremmo parlare anche dei significati più o meno reconditi.

    Faccio l’esempio di licia non a caso, lei del resto sa bene quanto mi piacciano i suoi romanzi (non li avrei tutti). Per me licia produce letteratura, per altri no. Per me è educativa e ha il pregio di far passare messaggi importanti circa la tolleranza e la convivenza, per altri non conta niente. Eppure licia vende vende tanto. ALcuni (forse non a torto) l’hanno definita l’anti paolini) e per questo stesso motivo delegittimata a monnezzone. Eppure piace. La gente si perde in Nihal e Dube senza sforzo. e forse ti dirò che a mio avviso (ma chiaramente è il mio parere) lì abbiamo un che di catartico, in Nihal possiamo vedere alcuni difetti che potrebbero essere nostri e trovare una via al miglioramento. Nihal quindi potrebbe essere addirittura un pg altamente tragico in senso classico.

    Ma ancora c’è che chi dice che licia non fa che produrre immondizia. Siamo OT? Non credo, ci stiamo chiedendo cosa sia la buona letteratura a confronto della cosiddetta immondizia. Perché le barzellette di totti sono merda e Tolkien o l’orlando sono letteratura? Alla fin fine questa è la domanda che sta dietro tutto sto ciarlare, ma è una domanda cui nessuno finora ha dato la benché minima risposta.
    Chiedo scusa per la lungaggine.

  131. ido 3 gennaio 2010 alle 17:43

    Gary Sue
    il fantasy non è un intratteni mento per la generazione degli emo che affondano nelle pagine per non vedere la realtà.e questo,a quanto ho capito,vuol dire che oni lettotre fantasy è un emo.io non sono un emo.io ho dell’autostima. io ho letto anche i libri dell’”alta letteratura”(sto leggendo la politica di aristotele)e ho capito che i fantasy lasiano riflettere come la politica di aristotele ma magari su temi diversi.esempio la discriminazione razziale(nihal e aster)la perdita di qualcuno di importante(dubhe)la perdita del passato per avere il futuro(nihal,dubhe,adhara).
    ps.
    siccome siamo in democrazia,IL POPOLO HA SEMPRE RAGIONE SUL SINGOLO, ANCHE SE è UN ILLUSTRE CRITICO LETTERARIO O QUEL SINGOLO HA STUDIATO LETTERATURA.NON PUò DIRE AGLI ALTRI CHE COSA DEVONO LEGGERE E NON PUò INSULTARLI.
    scusate per il forse abuso di maiuscolo, ma per le mie idee,ci tengo

  132. Gemini 3 gennaio 2010 alle 17:49

    @Ido: non sono d’accordo.
    Talvolta il popolo c’azzecca, altre volte no.
    Basti pensare alle schifezze che ci propinano nelle radio o su Mtv.
    Basti pensare a chi abbiamo al governo.

    In ogni caso, ci sono anche fantasy che parlano di politica, di filosofia, di sociologia, di psicologia, di denucnia sociale d’ogni tipo e su vari temi (omofobia, discriminazione razziale etc).

    Leggiti China Mièville per capirlo meglio: è un politico inglese e le sue idee politiche si riflettono moltissimo nei suoi romanzi fantasy (ormai Il Treno Degli Dei è una sorta di secondo manifesto del comunismo).

  133. mousse 3 gennaio 2010 alle 18:04

    Ecco… però è un pò che ci rifletto e…. credo sia un pò un inganno nei confronti del lettore quello di proporgli un romanzo, di qualsiasi genere, ed usarlo per veicolare concetti e messaggi che col romanzo c’entrano poco.

    Insomma, io se scrivo un romanzo penso che il mio primo obiettivo sia raccontare una STORIA, non scrivere un saggio che tratti temi culturali, sociali, politici o quant’altro. Se voglio parlare di questi temi non scrivo un romanzo, scrivo un saggio.

    Che poi ci siano romanzi bellissimi che OLTRE al racconto veicolino concetti e visioni politiche e sociali (mi vengono in mente “la collina dei conigli” o “la fattoria degli animali”) è indubbio ed è anche un dato di fatto, ma questi concetti sono (e secondo me devono)restare su un altro livello di lettura rispetto alla storia del romanzo e devono poter restarne separati in modo che il romanzo sia leggibile a prescindere ed anche senza vederli, addirittura.

    Se io devo “nascondere” altri temi, la mia visione della società, quel che penso sia giusto eccetera eccetera dentro un racconto, probabilmente otterrò un saggio scarso infilato in un romanzo scarso. Difficile fare ENTRAMBE le cose bene. Da autore io credo che come prima cosa debba pensare al mezzo migliore per veicolare i miei messaggi. Se il mio messaggio primario è una bella storia, scrivo un romanzo. Se dev’essere qualcosa d’altro, scrivo qualcosa d’altro.
    Poi ci sono delle eccezioni, ma in quanto tali sono (e aggiungo devono) restare poche.

    Nella mia esperienza di lettore ci sono troppi romanzi che non colgono nemmeno l’obiettivo di raccontare una buona storia, ma magari hanno la “pretesa” di insegnare concetti “alti”. E infatti nemmeno li finisco.

  134. Gemini 3 gennaio 2010 alle 18:30

    Non mi trovo d’accordo.
    Se scrivi un saggio, che so, sul razzismo, chi lo leggerà ? persone che già conoscono il tema, ma che vogliono approfondirlo, persone già informate e con loro idee in merito; per non parlare della pesantezza di lettura d’un saggio.
    Invece, se metti tali temi in un fantasy, non solo lo leggeranno più persone che magari non sanno molto sull’argomento, non solo lo leggeranno varie fasce d’età, ma in più rendi molto più gradevole il messaggio veicolandolo in maniera più originale, creativa e godibile.

    Esempio ne è La Fattoria Degli Animali, che non è un fantasy, ma esprime bene il concetto.

    Il segreto è creare un bel romanzo, con una bella trama e scritto bene, e metterci in mezzo questi temi.
    Però bisogna metterli bene !
    Se vengono messi male, “campati in aria” e messi in modo che non c’azzecchino nulla con la storia, si cade in una declinazione inusuale nel classico errore dello scrittore principiante: l’inforigurgito.

    Se invece si crea la storia in maniera coerente con il tema trattato e lo si sviluppa in maniera altrettanto coerente, allora ci sta.

    Esempio: romanzo fantasy con protagonista un mezzelfo bisessuale che vive in una società omofoba.
    Inevitabilmente ci saranno dei contenuti socio-politici.
    Ma se invece prendo Le Cronache Del Mondo Emerso e faccio in modo che Nihal incontri un ragazzo omosessuale, senza che questo assuma una reale importanza nella storia, allora si tratta di una versione inusuale dell’inforigurgito.
    Se invece quel personaggio assume una rilevanza nella storia, allora posso anche parlare del tema dell’omofobia e dell’amore omosessuale.

    Altro discorso ancora se si vogliono rappresentare in chiave fantasy i mali del nostro mondo: ci sta benissimo(tra l’altro è una cosa già fatta nella fantascienza), l’importante è che il romanzo rimanga tale e non diventi un saggio.

    L’importante è trovare il giusto equilibrio: in un altro commento ho messo una lista di scrittori fantasy che consiglio, ecco: loro riescono a veicolare messaggio socio-politici o filosofici, talvolta “alti”, pur producendo letteratura a livelli altissimi.

    Spero di esser stato chiaro, dato che ho scritto molto di fretta.

  135. mousse 3 gennaio 2010 alle 19:02

    Forse è una mia deformazione professionale, occupandomi di pubblicità e comunicazione, ho ben presente il concetto di “target” ovvero di pubblico di riferimento.

    Quindi
    “se scrivi un saggio, [...] chi lo leggerà?”
    Il pubblico a cui è destinato. Non può essere diversamente.

    Per seguire la tua domanda, se io scrivo un romanzo (fantasy o no) che oltre al racconto parla del razzismo, dovrò sicuramente semplificare molti concetti, rischiando di stravolgerli.

    Ogni tipo di comunicazione ha un suo proprio “target”, un pubblico a cui è rivolta principalmente. Quando viene pubblicato un romanzo, un film, una canzone ecc.. ci si preoccupa che incontri il proprio target di riferimento. Se poi viene fruita anche da altri tipi di pubblico, meglio, ma non necessariamente il pubblico ampio sarà in grado di capire al 100% ciò che sto comunicando.

    Ma non posso puntare a TUTTO il pubblico, perchè è una cosa impossibile.

    Esempio inventato: se io devo parlare di meccaica quantistica mi rivolgo al target dei fisici, uno che non abbia una preparazione adatta capirà male il testo. Poi posso scrivere “la meccanica quantistica per tutti” ma dovrò necessariamente fare delle semplificazioni e magari alcuni temi devo saltarli a piè pari.

    Per i romanzi è la stessa cosa: ci sono lettori che amano leggere “tra le righe” in cerca di chissà quali messaggi e significati nascosti nei romanzi (e rappresentano un certo target);
    ci sono lettori, come me, che cercano soprattutto un bel racconto, che appassioni e che permetta di immedesimarsi almeno un pò coi personaggi.
    A questo tipo di lettori i “messaggi filosofici” (perdonatemi la semplificazione) non interessano, anzi spesso rendono faticosa la lettura. I lettori come me se vogliono informarsi sulla società leggono saggi (anche qui, sto semplificando pesantemente) o altri tipi di testi.

    Generalizzare è riduttivo, in tutti i sensi: poi si finisce anche per la letteratura con equazioni tipo quella che ha portato lo scempio dell’animazione in occidente e specie in italia:
    cartoni animati roba per bambini

    Io non vorrei arrivare a:
    fantasy racconti con pippe mentali pseudofilosofiche

    Ma nemmeno a:
    fantasy racconti senza nè capo ne coda

    Con questo ragionamento non sto dicendo che i romanzi siano di serie B e il resto di serie A, ma semplicemente faccio notare che non a tutti i lettori interessa l’approfondimento e la riflessione filosofica in una cosa che è prima di tutto un passatempo.
    E che cercare l’approfondimeto filosofico in ogni romanzo è forse “puntare troppo alto”.

    L’approfondimento non rende migliore un brutto racconto. Può migliorarne uno bello però (vedi i Promessi Sposi o i due che citavo prima).

    Proprio per questo è sacrosanto dare ai lettori dei consigli e ovviamente la possiblità di scegliere che tipo di romanzi leggere.

    Ma stiamo andando fuori argomento. Ho già scritto in un altro commento che non esiste letteratura di serie A e letteratura di serie B e lo ribadisco ^^

    Ribadisco anche l’ovvietà che se devo scrivere una critica a un romanzo/film/ecc… dovrei almeno avere il buon gusto di leggerlo o guardarlo e non basarmi sul risvolto di copertina (come ho l’impressione facciano molti critici con la puzza sotto il naso).

  136. Licia 3 gennaio 2010 alle 19:29

    Vedo che la discussione sta evolvendo. Bene :)
    Allora, il libro ideale è quello che dà a ciascun lettore ciò che desidera: ci sarà quello che si ferma alla storia, quello che guarderà anche ai significati reconditi. Per citare il già citato La Fattoria degli Animali, io l’ho letto a 12 anni: non sapevo nulla della russia sovietica, e non potei quindi apprezzare la metafora. Ma il libro mi piacque molto. Per me era una favola particolarmente triste e appassionante. Il libro l’ho riletto più in là, e col bagaglio culturale acquisito ho potuto comprenderlo a diversi livelli.
    Altro esempio: Il Nome della Rosa. Consiglio la lettura delle postille al testo di Eco presenti in alcune edizioni. Il Nome della Rosa è stato un best seller. Eppure ha dei brani decisamente ostici, si perde spesso in complesse dispute filosofiche, e ha un sottotesto piuttosto complesso. Semplicemente, alcuni lettori si sono fermati alla trama, che è appassionante, e si sono goduti solo quella. Altri, hanno apprezzato anche il resto.
    Il sottotesto non è mai un orpello che appesantisce la lettura. Se lo è, vuol dire che l’autore ha sbagliato i suoi conti, ha fallito il bersaglio. Il “senso”, chiamiamolo così, è un valore aggiunto, e nella maggior parte dei casi è il vero cuore del libro. Ma se il libro è ben fatto, questo “senso” passerà al lettore senza che questi se ne accorga, non sarà forzato, bensì verrà percepito come il naturale sbocco della storia.
    Io la vedo così, e secondo questi principi cerco di scrivere.

  137. Eleas 3 gennaio 2010 alle 19:29

    muosse una sola domanda, ma se non posso mirare a tutti allora mi spieghi perché opere come chessò le tragedie di sofocle van bene ancora oggi e dicono ancora qualcosa a tutti?

  138. Gemini 3 gennaio 2010 alle 19:31

    Allora, a parte il fatto che io credo che i romanzi per bambini e ragazzi non esistano, ma il tuo discorso è errato perché parti da un presupposto errato.

    Qual è il target del fantasy ? supponiamo che esistano i libri per ragazzi, sicuramente la spada della verità non lo è.
    Supponendo che esistano i target d’età nella letteratura, se faccio leggere Goodkind ad un 14enne, mi sa che esce pazzo.

    E’ qui l’errore, il fantasy NON è per adolescenti.
    Ogni scrittore fantasy decide a chi inviare il suo libro, e non penso che Goodkind aveva in mente i ragazzi.

    Eppure nei suoi libri FANTASY tratta di filosofia, e non in maniera semplificata.
    Eppure i suoi sono romanzi stupendi.

    Se tu vuoi mandare un messaggio, lo devi mandare a chi non lo conosce.

    Se scrivo un saggio, chi lo legge già conosce l’argomento, ma se infilo il supposto tema in un fantasy, manderò il messaggio anche a chi non lo conosce.
    Ovviamente, per riuscire a mandare dei messaggi in un romanzo senza imbruttire lo stesso e senza alleggerire i temi tratta ci vuole la trama giusta e lo scrittore giusto

    Detto questo, è vero, stiamo andando “Off Topic”.

    Chiudo OT.

  139. mousse 3 gennaio 2010 alle 21:28

    Elas: perchè “tutti” in senso comunicativo è un concetto che varia parecchio:
    un bambino delle elementari dubito potrà capire Sofocle, ma gran parte degli studenti di scuola superiore (spero) si.
    Di solito nella comunicazione come “tutti” si intende “tutti coloro che hanno qualche caratteristica assimilabile”. Caratteristica che può essere “trasversale” e quindi coinvolgere molte persone di età diverse, che puoi approssimare con “tutti”. Lo so che sembra che mi stia arrampicando sui vetri, ma è solo perchè non mi spiego come vorrei.

    Non so se la proverbiale “casalinga di Voghera” (per dire una persona a caso) sarebbe in grado d’apprezzarne a pieno i significati quanto, che so, lo studente universitario.

    Allo stesso tempo la tragedia greca la puoi leggere come opera d’intrattenimento ed apprezzarla.

    Gemini: attenzione, l’età era un esempio, il target non è da ricondurre alla semplice facia d’età. Puoi suddividere il pubblico usando altri fattori: preparazione scolastica, reddito, gusti, musica preferita, ecc.. fattori che molto spesso sono trasversali all’età. Ad ogni modo devi scegliere un linguaggio adatto al tuo target, altrimenti non vieni capito. Parlo di linguaggio ma sono importanti anche i contenuti. Se sono troppo “complessi” un bambino non li potrà capire, se sono troppo semplici un adulto li troverà appunto “elementari”. Da questo punto di vista ha molto senso la letteratura “per bambini” o “per adulti”, ferme restando le eccezioni.

    Licia: è più o meno quello che stavo tentando di scrivere io (però tu l’hai fatto meglio).

    E poi ricordiamoci una cosa: ognuno in un romanzo apprezza quello che più GLI si adatta! Sono io lettore che trovo nel romanzo qualcosa, difficilmente è il contrario… infatti a me alcuni romanzi non piacciono e ci sono persone che li adorano. Dipendesse dal libro e non dalla persona questo non potrebbe accadere.

  140. Eleas 3 gennaio 2010 alle 22:55

    mousse sarò banale ma io credo che tutte le opere con il famoso target tendano a corrispondere alla categoria commerciale che tanto sta sulle balle alla critica, proprio perché il target è un concetto pubblicitario, mentre la letteratura se ne frega di queste cose. La letteratura produce innanzi tutto storie, in secondo luogo storie che dicono qualcosa all’uomo di sé.
    Perché sofocle dirà sempre qualcosa a tutti? perché sono duemila e passa anni che lo si legge? Perché non ha un target che non sia l’uomo. Certo magari un uomo adulto ne ha una percezione differente. Io ho recitato sofocle da ragazzino a diciassette anni, inscenammo Antigone. Meraviglioso, ma quello che percepii dell’opera sarebbe profondamente differente da quello che percepirei adesso o se la rileggessi tra venti anni.
    Ma non cambia il fatto che quell’opera continuerà a parlarmi come uomo. Idem con Dante eccetera. Niente target. Il target è l’essere umano.

  141. Valberici 3 gennaio 2010 alle 23:22

    Adesso vi dico una cosa, che magari poi approfondirò in altra sede.
    Io ho letto migliaia di libri e tra essi c’erano dei capolavori.
    Libri che ti scuotono nel profondo, libri che possono addirittura cambiarti la vita, libri che ancor oggi non so se hanno descritto o creato la realtà.
    Non sono solo libri del passato ma anche libri del presente, e posso citare Infinite Jest di Wallace.
    Eppure molte volte mi sorprendo a desiderare che qualcuno mi racconti semplicemente una storia, una bella storia, di quelle che lasciano i bambini con la bocca aperta e lo stesso fanno col bimbo che vive in ognuno di noi.
    Storie che mi fanno sorridere, ridere o mi commuovono.
    Io ho bisogno di scrittori che soggiogano le parole, che conoscono la verità o che mostrano la loro fede.
    Ma voglio anche narratori che sappiano unire la loro fantasia alla mia, che mi facciano salire sulla groppa di un drago o di un ippogrifo, che mi parlino delle gesta di eroi.
    Voglio che il vento gonfi le vele del mio brigantino e un galeone all’ orizzonte. ;)

  142. Eleas 3 gennaio 2010 alle 23:25

    val concordo, eppure resto dell’idea che quando resti a bocca aperta come un bambino non lo fai solo perché la storia è ben narrata, c’è sempre molto di più sotto la parola. Del resto sai per me la parola è la cosa più potente che esista. Ev arché…

  143. Valberici 3 gennaio 2010 alle 23:54

    Eleas: per me la cosa “più potente” è il suono..ed è ben vero che ci sono parole che suonano, o forse risuonano, in modo particolare ;)

  144. mousse 4 gennaio 2010 alle 0:11

    @Valberici: non posso che essere assolutamente d’accordo.

  145. Gary Sue 4 gennaio 2010 alle 11:42

    Mia spiegazione al successo di twilight (mi hanno detto che non è ot quindi XD copio e incollo da anobii)

    Credo che Twilight sfrutti in modo molto subdolo le debolezze della classe media, della gente media, quella gente senza particolari doti che vegeta tra Tv e finti innamoramenti che si disfano nel giro di 2-3 mesi. Twilight praticamente dice: anche una Bella può valere qualcosa. E la gente è questo che vuole sentirsi dire ANCHE SE SEI MEDIOCRE, SENZA TALENTI PARTICOLARI, SENZA VOGLIA DI FARE UN TUBO E ANCHE BRUTTINA (XD) VALI COMUNQUE QUALCOSA.
    Per me è un messaggio sbagliato, per il semplice fatto che si scambia la presunta semplicità (e limitatezza mentale nonchè massificazione) per un valore inestimabile. La semplicità vera è ingenua e quindi anche crudele, non è un aderire alla mediocrità senza cercare di migliorarsi. Bella in tutti i libri non migliora mai, rimane inutile, scialba e stupida. Il miglioramento lo ha solo nel partorire un msotro e sposarsi. E non è quello che la maggior parte delle ragazzine mediocri crede? Vado a scuola, vedo uomini e donne, sogno il principe, mi fidanzo col primo idiota che mi guarda e mi sposo. Molte ragazze ancora oggi puntano prima di tutto al matrimonio come una sorta di coronamento della propria vita. Perchè diciamocela, senza un marito e dei figli, la loor vita sarebbe inutile, nonchè banale e noiosa… COME QUELLA DI BELLA!!!!! Bella senza Edward sarebbe inutile, una ragazzina banalissima! Solo con l’uomo, la donna (bella) riesce a essere qualcosa ovvero una mucca sforna figli (reneesme) per il resto è un essere inutile.
    [mi dispiace se queste parole possono offendere qualcuno, ma io la penso così. É un mio pensiero, una mia riflessione, opinabile sicuramente]

    Lo stesso discorso rigurda anche altri romanzi. Moccia in primis.

    Nihal no, perchè Nihal è una guerriera, è bella ed è una mezz’elfa. Quindi il discorso non le si addice bene.

    Il popolo non ha mai ragione per quanto riguarda l’arte, mi dispiace dirlo ma è così. Spesso un alto consenso di pubblico nasconde una caccolina che serve soltanto a circondare di un’aurea di semplicità e buonisentimenti, i desideri della classe media.

    Licia il pubblico de “il nome della rosa” era diverso da quello contemporaneo.

    Poi: letteratura non è passatempo. Letteratura è arte, come ho già detto.Se vuoi un passatempo guardati la tv XD ma delegare alla letteratura lo scopo di intrattenere le folle che vanno a vedere gigi d’alessio mi fa cadere le braccia -___-

  146. eleas 4 gennaio 2010 alle 11:50

    sicché traendo le somme se uno o una è mediocre, bruttino/a, desidera sposarsi e avere figli, se non riesce ad emergere, se gli piacciono i libri come HP o Le Cronache del Mondo Emerso, se guarda telefilm è una merda che non vale niente?

    Se invece non sei questo sei un figo?

    Non vorrei dire ma sta cosa puzza e tanto di razzismo.

  147. Gary Sue 4 gennaio 2010 alle 12:10

    A me Harry Potter piace, Nihal mi è piaciuta :-) Certo che tu vuoi soltanto capire quello che ti pare dalle parole altrui :-) Telefilm li guardo anch’io (Dexter!!!)
    Tu forse non hai capito bene quello che ho scritto o sei troppo pronto alla lite e pronto ad aggrapparti a qualsiasi cosa pur di darmi addosso :-) semplice ed elementare.
    Ecco perchè non volevo scrivere il commento. Comunque dopo questo vi lascio perchè ho detto quello che dovevo dire, ho capito che alla fin fine l’unico scopo è quello di attaccare (in massa) chi la pensa diversamente accusandolo di razzismo (che poi rivolto a me fa ridere soltanto visto che non conoscete i miei amici e posso assicurarvi che sono diversissimi e anche di sinistra) solo perchè analizza in modo psicologico un qualcosa e non si nasconde dietro al siamo tutti uguali tutti intelligenti e con tanti sentimenti. Forse è proprio questo che non va nella letteratura commerciale, un po’ di verità non fa mai male. A me non piace chi si autoconvince di essere buono o di essere nel bene o di essere speciale.

    Buona continuazione :-)

  148. Licia 4 gennaio 2010 alle 12:17

    Gary Sue: io non ho letto tutti e tre i Twilight, mi son fermata al primo, per cui la mia analisi sarà presumibilmente parziale. Premetto anche che cercare di spiegare un successo è una cosa sempre un po’ ardua, comunque. Stando a Twilight e basta, in parte mi trovi d’accordo, Bella è la riscossa delle bruttine che riescono ad accaparrarsi il figo della scuola, e, considerato che a sedici anni praticamente tutte si ritengono bruttine, è gratificante per una ragazza leggere di una come lei che “ce la fa”. L’altra chiave è il romanticismo spinto: più che un fantasy o un horror, Twilight è un libro rosa, con una classica storia d’amore tormentato che durante l’adolescenza fa tanta presa. Tutte sognano un amore così (anche quelle più “emancipate” e meno omologate, credo sia semplicemente una fase della crescita), tutte provano piacere a leggerne. Per dire, io mi sdilinquivo appresso ai Dolori del Giovane Werther (non che voglia fare paragoni tra Meyer e Goethe, eh? è che l’aura di romanticismo, sebbene con esiti diversi, è quella), la mia Lotte era un ragazzo di poco più grande che, ovviamente, non mi si filava manco di striscio.
    Sul modello distorto di femminile presentato dalla Meyer non mi pronuncio: ne ho sentito parlare, ma se uno ha letto solo Twilight quello che vede è solo una storia d’amore adolescenziale. Belle non mi pare manco tutta ’sta scema: è una ragazzina come ce ne sono tante, stop.

  149. eleas 4 gennaio 2010 alle 12:32

    gary sue: io traggo da quello che scrivi le relative conseguenze. Ti cito “E la gente è questo che vuole sentirsi dire ANCHE SE SEI MEDIOCRE, SENZA TALENTI PARTICOLARI, SENZA VOGLIA DI FARE UN TUBO E ANCHE BRUTTINA (XD) VALI COMUNQUE QUALCOSA.”
    Quindi siccome tu non sei d’accordo con questo approccio quelle che rientrano in questi canoni non valgono una mazza. Ecco questo è razzismo.
    Sai io sarò middle class e ben pensante, ma mi hanno insegnato che ogni persona VALE, persino quelle più stronze.

    Quanto all’essere pronto alla lite, non mi pare di aver alzato i toni, mi sono semplicemente fermato a riflettere sulle tue parole che ribadisco mi paiono razziste nei confronti di quelle ragazzine che in Bella si ritrovano. Tutte stupide? E tutti imbecilli chi se lo legge? tutti incolti? Chiedo essendomi letto tutti e quattro i libri della Meyer…

    Quanto all’avere amici di sinistra non ti mette al riparo perdonami dall’essere razzista, anzi porre la questione così può sembrare pure peggio.

    Infine l’attacco in massa non mi pare ci sia stato, anzi mi pare che s’è discusso pur partendo da due modi di vedere differenti e ahimé temo inconciliabili, abbandonare il luogo della discussione non è mai un buon segno. Prendi esempio dal Cortellesse che è rimasto presente per più di 300 commenti sul blog dell lipperini e lui si che era preso da un fuoco d’infilata non da poco.

  150. Gary Sue 4 gennaio 2010 alle 12:49

    Licia ha capito cosa volevo dire,

    e comunque per me non tutte le persone valgono. Sono razzista? Come ti pare, per me non siamo tutti uguali. Siamo tutti uguali: la menzogna fatta per rassicurare gli idioti, i vili, gli incapaci e i pigri.

    Io sono di sinistra, vado ai gay pride, alle manifestazioni studentesche ecc. Quindi pari diritti, ma non venitemi a dire che il tizio che sta a spacciare droga per strada è uguale a me che mi faccio il c**o sui libri, perchè mi incacchio come una belva.

    Poi se a te piace credere che siamo tutti uguali okey. Per me anche se abbiamo due braccia e due gambe apparteniamo a mondi differenti, distanti anni luce gli uni dagli altri. Ecco perchè non si va d’accordo con tutti, altrimenti sarebbe una pacchia. Ci sono persone che nascono con capacità superiori, altre meno, altre invece sviluppano una sensibilità superiore in un determinato campo ecc. Quindi perdonami ma il buonismo non lo sopporto.

  151. eleas 4 gennaio 2010 alle 12:59

    “e comunque per me non tutte le persone valgono” e “per me non siamo tutti uguali”

    Ferma un attimo. Perché tu stai mescolando due concetti mostruosamente differenti il valore della persona, e l’uguaglianza. A me che la gente sia tutta uguale non frega niente. Tant’è vero che sono perfettamente conscio del fatto che i romanzi della Meyer non sono un alto esempio di letteratura, ma non li liquido come merda e basta.

    Siamo tutti uguali non è tutti valiamo. Mi spiace, confondi le capacità con il valore della persona. Ponendo la frase duramente come hai fatto tu sembra che uno privo di capacità non abbia valore come essere umano e scusami lo trovo fastidioso.

    Essere di sinistra e andare al gay pride non ti mette al riparo dal razzismo. Ripeto io non ho mai parlato di uguaglianza ma di valore, ovvio che ci siano persone con più capacità (altra categoria occhio) altrimenti saremmo appunto uguali. Ma essere più o meno capaci non vuol dire valere più o meno. Quello è razzismo. E non è questione di buonismo Gary Sue ma di rispetto.

  152. mousse 4 gennaio 2010 alle 15:09

    “Essere di sinistra e andare al gay pride non ti mette al riparo dal razzismo.”

    Ma non esserlo e non andarci non ti rende automaticamente razzista.

    Tornando a Twilight, sembra abbastanza ovvio che sia stato scritto per piacere alla gran parte del pubblico adolescenziale, fascia che è molto importante dal punto di vista commerciale perchè molto ben propensa a spendere. Per farlo si è ovviamente fatto ricorso a un grande assortimento di concetti che piacciono e attirano il pubblico: la protagonista bruttina che finisce col figo di turno, l’amore tormentato, i vampiri, licantropi, il segreto da mantenere, effetti speciali, ecc..
    Tutte cose che messe assieme “attirano” la stragrande maggioranza dei potenziali lettori (soprattutto adolescenti).

    Romanzi e film costruiti “a tavolino” per vendere non credo possano veicolare chissà quali importantissimi messaggi sociali, senza nulla togliere al fatto che possono benissimo essere ben fatti e con una storia avvincente e “che funziona”. I migliori film di Hitchcock sono tratti da soggetti tutto sommato senza pretese, a livello di “narrativa da ombrellone”.

  153. eleas 4 gennaio 2010 alle 17:11

    mousse sulla tua prima affermazione mi trovi del tutto concorde

    sul resto permettetemi una riflessione. Parto da quello che un giorno raccontò licia stessa. L’editore non è che scommetta più di tanto su un novellino. Ergo la Meyer della situazione non ha scritto twilight in ottica consumistica, non sapeva nemmeno se qualcuno se la sarebbe mai filata.

    Licia correggimi se sbaglio a te dissero ci si prova se va male tanti saluti e grazie o sbaglio? o una cosa del genere se non erro. Poi andò bene.

    Ma non ha senso bollare i famigerati monnezzoni come tali dalla nascita. Non lo sono perché chi scrive è uno che più o meno a ragione con più o meno qualità prova a farsi pubblicare. Basti vedere il budget irrisorio del primo film di twilight. Nemmeno loro ci credevano più di tanto e gli effetti speciali facevano ridere i polli in confronto a quel che siamo abituati a vedere.

    È il successo che arriva DOPO a trasformare certi tomi in “casi”. Allora a questo punto della riflessione forse sarebbe opportuno iniziare a discutere degli editori, forse.

  154. Gemini 4 gennaio 2010 alle 18:37

    “Licia correggimi se sbaglio a te dissero ci si prova se va male tanti saluti e grazie o sbaglio? o una cosa del genere se non erro. Poi andò bene.”

    scusate se vado OT, ma è vero ?

    Perchè se è così, è assurdo.
    Da quando la letteratura si valuta dalle vendite e non dalla qualità ?
    E’ un criterio commerciale.
    Già nella musica le cose vanno male per questo: se vuoi fare un cd di qualià, ma che non segue i gusti della massa, sei spacciato.

    E supponiamo io volessi far pubblicare un libro che non segue i gusti della massa e che non è commerciale, però è scritto benissimo, lo pubblicheranno ?

    E’ il caso del fantasy fatto bene: è di nicchia in quanto non è commerciale, è troppo complesso per esser adolescenziale, ma al contempo – per via di pregiudizi, non lo legge neppure il pubblico adulto.
    Erikson sono in pochi a leggerlo, eppure lo pubblicano.

    Questa cosa mi scoraggia non poco.

  155. mousse 4 gennaio 2010 alle 18:49

    E’ purtroppo il caso di OGNI cosa che alla fin fine si vende e non è indispensabile: può essere fatta bene fiche vuoi, ma se non “vende” non verrà mai valorizzata a dovere.

    Il concetto di “molti” e “pochi” nell’ambito editoriale (ed in genere delle vendite) è piuttosto variabile: puoi avere un mercato di nicchia in cui TUTTI hanno comprato il tuo prodotto e quindi continuare a venderlo con profitto anche se in realtà sul mercato totale hai delle quote ridicole.. Insomma, dipende da tantissimi fattori.

    La pubblicazione o meno di un libro dipende, appunto, dal target a cui l’editore vorrebbe dirigerlo.

    Se scrivi un libro che centra perfettamente una certa tipologia di lettori che è, che so, il 2% del totale e si prevede che il 90% di quella tipologia di lettori lo comprerà, magari esce.

    Pensa che io faccio delle pubblicità che possono anche essere creativamente stupende ma se al cliente non piacciono me le tira sui denti e non usciranno MAI…

  156. Gemini 4 gennaio 2010 alle 19:05

    Ok, sono ufficialmente scoraggiato.
    Sto scrivendo un fantasy mitologico/dark fantasy.

    I contenuti ci sono: discriminazione razziale, omofobia e temi filosofici.

    Su tre protagonisti: una appartiene ad un’etnia diversa rispetto a quella del suo paese (gli Ainu in Giappone, per capirci meglio), una è lesbica e uno e bisessuale.
    In più ci sono dei forti contenuti filosofici che rimandano alle filosofie non-dualiste e relativiste.

    Gli adulti non lo compreranno perché pensano che il fantasy sia per ragazzi;
    i ragazzi non lo compreranno per via dei contenuti.
    Le persone di cultura non lo compreranno perché pensano che il fantasy sia “basso”;
    le persone con meno cultura non lo compreranno per i contenuti.
    Gli amanti del fantasy commerciale non lo compreranno neppure.
    Forse gli unici che lo potrebbero comprare sono gli amanti del fantasy di qualità, peccato siano diffidenti verso le nuovo uscite e peccato che non tutti posson fare un romanzo d’esordio paragonabile ai grandi fantasy (Martin, Le Guin)…non il primo almeno.

    Quindi potrei anche esser il nuovo Manzoni, ma se non vendo mi prendono a pesci in faccia ?

    Un po’ come nel mondo discografico.

    Assurdo.

  157. Gemini 4 gennaio 2010 alle 19:06

    *dimenticavo che quando scrivo (seriamente, non come ora) tendo ad esser abbastanza aulico.*

  158. Gary Sue 4 gennaio 2010 alle 19:26

    Appunto Gemini, è così. Degradante, ma è così. Ecco perchè odio i romanzi commerciali: non si può uscire da un certo modo di narrare, perchè se provi uno stile un po’ diverso e una trama più particolare sei bocciato. Soprattutto in ambito fantasy, almeno nella narrativa si può spaziare, anche nel thriller-noir.

  159. mousse 4 gennaio 2010 alle 23:12

    Gemini: Già. Come nel mondo discografico. Sta al produttore (o all’editore) capire se c’è del potenziale e se si può correre il rischio di pubblcare.

    Altrimenti, puoi essere editore di te stesso su siti come http://www.lulu.com, ilmiolibro.kataweb.it o altri che permettono di stamparti libri “in proprio” vendendoli online senza passare per le librerie “tradizionali”.

  160. Gemini 4 gennaio 2010 alle 23:18

    Il mio riferimento al mondo discografico era questo:”la maggior parte della musica che vende fa schifo, mentre per pubblicare musica di qualità bisogna ricorrere all’autoproduzione ed in ogni caso le radio non passerebbero mai musica di qualità, ma di nicchia.

  161. eleas 5 gennaio 2010 alle 8:48

    il discorso che viene fatto a un autore esordiente è proviamo a stampare, se vende bene se non vende amici come prima ci abbiamo provato. Ma è pure comprensibile scusate. Arrivo io con le mie xcento pagine di tomazzo e mondadori mi dice ok ne tiriamo 100.000? Sarebbe assurdo. Mi dice proviamo, se vende andiamo avanti e magari facciamo crescere anche la spesa pubblicitaria. Sì perché non spendono una mazza in pubblicità su un esordiente. altra notazione non da poco. Qualche cartellone e basta, quindi se lo sconosciuto vende lo fa non per l’apporto della casa editrice. il solo aiuto che essa gli dà è l’editing e la stampa credo.

  162. Gemini 5 gennaio 2010 alle 10:40

    Ok, fino a qui ci siamo.
    Peccato che la maggior parte dei romanzi che vendono molto siano di bassa qualità.

    E la qualità dove la mettiamo ?
    La verità è che un romanzo di qualità -specialmente nel fantasy- difficilmente vende; quindi rinunciamo alla qualità in favore di formule commerciali ?
    Per quante copie abbia venduto Moccia, io non lo avrei mai pubblicato.
    E lo so che qui si tratta di soldi, ma il problema è quello: tutto gira intorno al dio denaro.
    Non si scrive più per passione o perché si ha qualcosa da dire, bensì per guadagnare.
    Non si pubblica più qualcuno per la bravura, bensì perché vende -indipendentemente da come scrive-.
    Ed ecco che ci ritroviamo le librerie piene di fantasy-spazzatura e libri orrendi, solo perché vendono seguendo logiche commerciali.

    Se fosse vissuto adesso, Manzoni non l’avrebbe pubblicato nessuno !

  163. Gary Sue 5 gennaio 2010 alle 11:06

    Celine è stato pubblicato, anche se è ostico da far paura. Secondo me bisogna cavalcare l’onda del mercato e non farsi cavalcare. Sembra una metafora pornografica ma non lo è XD. Quello che intendo è che oggi giorno lo scrittore deve essere anche bravo a capire i meccanismi sociologici ed economici del momento. Esempio pratico: oggi giorno va di moda lo stile semplice, senza molte pretese linguistiche. Molti dialoghi e poco approfondimento dei personaggi. Trama non molto accurata e “già vista”.
    Okey.
    Il mio stile, il mio VERO STILE, è abbastanza contorto. Molto contorto. Nel senso che tendo a scrivere con molti punti, frasi brevi piene di metafore, ossimori, giochi di parole. Ora, questo stile non va, perchè la gente non lo apprezzerebbe. Cosa fare? Tentare di semplificare il proprio stile, creare più dialoghi, dar vita a trame che possono stuzzicare gli appetiti del pubblico (sesso, successo, fama, combattimenti, sangue).
    Voi direte: ma questo poi non è un compromesso?
    No
    Perchè se il primo vende, ti pubblicano anche gli altri. Poco ma sicuro. E negli altri puoi sbizzarrirti. Un po’ come Celine: nel viaggio al termine della notte la prosa è ancora lineare, dopo, esplode e inizia… a scrivere… così…
    Ora, si può scrivere un romanzo di qualità utilizzando i parametri della massa? (semplicità, scorrevolezza, trama poco accurata, personaggi non molto delineati)
    La risposta è SI se si è furbi. La furbizia sta nell’infarcire il testo di tanti piccoli indizi, di dialoghi più accurati magari pieni di discorsi filosofici ma non pesanti. I personaggi basta delinearli un po’, non c’è nessun compromesso in questo. La trama: come ho già detto basta toccare i tasti giusti. La gente cosa vuole? Amore mieloso, guerre e combattimenti, ragazzini che scoprono di essere speciali (il nerd si identifica in questo), amori platonici, amori non corrisposti, fama e successo del personaggio, personaggio bruttino ingenuo ma che comunque VALE. E così via.

  164. Licia 5 gennaio 2010 alle 11:36

    Gemini: ma siamo sicuri che una cosa di qualità non vende?
    Gomorra è un best seller, e per altro non mi pare vada incontro ai bassi istinti del pubblico, Che la Festa Cominci vende, e pure quello non è esattamente le barzellette di Totti. Dire che la qualità non vende è l’alibi per lasciare le cose come stanno. E per altro, Manzoni mi pare assolutamente il più commerciale dei grandi classici, e molto più palatabile per il grosso pubblico di altra roba che si studia a scuola. Deve la sua pessima fama al fatto che schiere di studenti se lo sono visto imporre come “grande classico” palloso da studiare. Rileggetelo dopo la scuola, e ditemi se non è appassionante e di piacevole lettura.
    Anche la storia del “si scrive per diventare ricchi e famosi” secondo me non regge: a parte che di scrittori ricchi ce ne saranno due o tre nel mondo, e se vuoi fama e ricchezza semmai vai al grande fratello, non si può generalizzare: c’è chi lo fa per diventare famoso, e il 90% delle volte finisce a vegetare in sottoboschi letterari da cui non si esce più, ma c’è ancora gente che scrive per dire qualcosa e per raccontare storie, e in genere sono quelli che vengono pubblicati.
    Sul discorso editoria: gli editori pubblicano per vendere. È SEMPRE stato così. Non voglio dire che pubblicare libri sia come vendere patate, certo, l’etica dell’editore e quel che vuoi, ma nessuno fa beneficenza. Per altro, sono proprio i libri che fanno grossi numeri a permettere anche la pubblicazione di opere più di nicchia, e cose del genere riescono meglio alle grandi case editrici piuttosto che a quelle piccole, contro il luogo comune che vuole il grande editore incolto e il piccolo raffinato e colto.

    Gari Sue: non è detto che lo stile “ricco”, o comunque un po’ fuori dagli schemi, non vada. Che ne so, La Trilogia di Magdeburg di Altieri ha uno stile molto particolare, che di certo non è semplice e lineare. Però vende. Il vero problema è: è lo stile adeguato alla storia? O sto raccontando barzellette in esametri?

  165. Gary Sue 5 gennaio 2010 alle 11:52

    Licia, appunto, se io scrivo una storia con un inizio e una fine, una storia che segue la linea retta senza flashback, salti in avanti, riflessioni che prendono 50 pagine e che comunque racconta qualcosa, uno stile COMPLICATO toglie fluibilità al racconto. I libri di Isabella santacroce sono contorti e con uno stile molto particolare perchè comunque non raccontano storie in cui devi seguire una certa linea per arrivare a una conclusione, quindi quello stile va bene perchè comunque lei descrive stati d’animo il più delle volte. Ma ad esempio Le guerre del mondo emerso deve avere uno stile semplice e lineare perchè altrimenti lo scopo primario, il raccontare e mostrare, non andrebbe soddisfatto. Pensa a scrivere di Dubhe in questo modo:

    Dubhe lo guardò. Mani sul viso, pupilla allopatica. Dio come adoro i maiali! Portatemi una spada di collane esotiche, ballate davanti a me danze indigene e rapitemi al più presto, prima che il genio della lampada mi regali una spada di fuoco e inizi una carneficina pulp con scaglie di ossa e tendini che si infilano tra le cosce pallide della luna.

  166. Gemini 5 gennaio 2010 alle 12:11

    Ma supponiamo che stile contorto e stile lineare non esistano.

    In particolare andiamo nel campo del lessico.

    E se lessico aulico, medio, alto, basso non esistano ?

    E se le parole non venissero più scelte in base al registro, ma in base alle emozioni che provocano, a ciò che trasmettono.

    Assurger al mondo iperuranio non è la stessa cosa di morire.

    Morire è più freddo, mentre la locuzione ha un qualcosa di celestiale ed evocativo.

    E se il mondo potesse esser modificato dai pensieri dei personaggi.

    Esempio: Lisa vede un albero e pensa che è stupendo. Dopo aver litigato con sua madre, vi si ferma davanti ed è orrendo.

    Attenzione, non è che lei pensa che l’albero sia orrendo, ma è proprio l’albero che diventa orrendo per tutti.

    Aggiungi a questo un frequente uso delle figure retoriche.

    Ecco, io non voglio rinunciare al mio stile, perché quello stile è il modo di parlare della mia anima, della mia arte.
    Non potrei farlo neppure per il romanzo d’esordi, perché è così che la mia anima mi parla, e così che la mia ispirazione da vita alle storie ed alle trame.

    Vogliamo parlare della storia, che tratta temi anche molto pesanti.

    @Licia: il problema è che non sempre la qualità vende. In alcuni casi sì, ma solo quando la qualità segue il gusto del momento.
    Giordano è bravissimo e vende, ma solo perché, oltre a esser bravo, segue i gusti della gente.

    Ma l’arte non può piegarsi alla moda !
    Se ciò che scrivi è alla moda, tanto meglio, ma se non lo è trovo ingiusto piegarsi alla massa.
    La letteratura è arte che viene dall’anima, e non la si può costringere ad esser o ad apparire in un determinato modo.

    ps: scusate la scrittura: sono di fretta.

  167. Gary Sue 5 gennaio 2010 alle 12:43

    Ma bisogna anche diluire. Io un romanzo scritto in modo troppo aulico, con paroloni e giri che sono più una sorta di masturbazione narcisistica che un qualcosa che può servire al racconto in sè, lo lascio perdere. Una cosa è scrivere come la Santacroce (vedi l’esempio)in QUALCHE PASSAGGIO, il che è diverso. Magari in un passaggio dove descrivi la confuzione del personaggio,utilizzi metafore più forti ecc. Ma non mi puoi scrivere un romanzo con una storia lineare, tutto in questo modo. Poi il lettore non ci capisce una mazza Xd detto terra terra.
    Inoltre: lo stile alto non è per forza complicato o contorto. Ci sono tanti stili bassi che sono contorti e anche fastidiosi. Lo stile alto è quando il romanziere sa diluire per bene all’interno della narrazione momenti veloci, momenti lenti, stasi, dialoghi, riflessioni ecc, e sa bene che epr dare vita a queste differenze di tono deve usare figure retoriche diverse e termini diversi a seconda di quello che vuole mostrare.

  168. Gary Sue 5 gennaio 2010 alle 12:44

    confusione** :-) perdon

  169. Gemini 5 gennaio 2010 alle 12:54

    Non hai capito.

    Per me stile aulico, alto, basso, familiare non esistono.
    Per me i registri non esistono.
    Io uso le parole in base a ciò che sono in grado di evocare nella mente del lettore (esempio di prima).
    Io non scrivo tutto aulico per il semplice fatto che io ho abolito i registri.
    Il lessico lo scelgo in base all’emozione, non al registro.

    Secondo alcuni è una cose d’avanguardia ed originale, secondo altri sto semplicemente facendo un errore di scrittura legato all’uso dei registri.

    L’uso delle figuere retoriche è lo stesso: provocare emozioni, evocare determinati concetti nella mente del lettore.

  170. Gemini 5 gennaio 2010 alle 13:13

    *figure* pardon

  171. Gary Sue 5 gennaio 2010 alle 17:25

    Per me bisogna tener conto del contesto. Potrei riscrivere harry potter con uno stile aulico, secondo te avrebbe lo stesso successo?

  172. Gemini 5 gennaio 2010 alle 17:30

    No. Ma come ho già detto “stile aulico” per me non ha alcun significato (leggi sopra).

  173. Gary Sue 5 gennaio 2010 alle 23:57

    Le regole ci sono anche in letteratura. Stile aulico significa: e lei con i vermigli lumini tra le ciglia lunghe come il nilo, mi fissava speranzosa come un angelo che attende la parola del Sommo (non sono brava a scrivere in questo modo)

  174. Netblog e Magazines 6 gennaio 2010 alle 0:07

    [...] Cesare taccio, Vero, verosimile e bufale. [...]

  175. Gemini 6 gennaio 2010 alle 0:07

    Non ci siamo capiti. Io ho abolito i registri !
    Aulico, alto, basso: li ho aboliti !
    Io non ragiono secondo questa logica !

    Io uso le parole in base a ciò che sono in grado di evocare nella mente del lettore (esempio di prima).

    Tu parli di registri, io parlo di emozioni.
    Per me non ha alcun senso parlare di registri, in quanto io non scelgo le parole in base al registro.
    Quando uso una parola, neppure ci faccio caso al registro; alto, aulico, basso a me non importa un fico secco !

    Spero di esser stato chiaro, perchè non vorrei dover ripete un’altra volta.

  176. Gemini 6 gennaio 2010 alle 0:20

    In ogni caso, siamo abbastanza OT, quindi quidiamola qui.

  177. Daniela 8 gennaio 2010 alle 15:52

    mousse:twilight si è un libro ke piace alla maggior parte del pubblico adolescenziale ma è poetico e scritto in una maniera stupenda,ci sono un sacco di frasi bellissime e piene di significato in cui magari noi adolescenti ci rispecchiamo!!!!! non centra niente il fatto che sia stato scritto per guadagnarci xke se doveva interessare gli adolescenti poteva anke essere un libro qualsiasi cazzata ke tratta dei problemi della nostra età tipo amore 14!!!!
    questo per dire ke è il modo in cui è scritto un libro ke conta!!!

  178. Daniela 8 gennaio 2010 alle 15:53

    senza nulla togliere a te Licia!!!

  179. Daniela 8 gennaio 2010 alle 15:54

    scusate ho fatto qualke errore….ma si capisce ciò ke voglio dire

  180. Gemini 8 gennaio 2010 alle 17:12

    Twilght è un libro pessimo, sia da un punto di vista “di trama” che stilistico.

    I dialoghi sono fatti malissimo, l’originalità sta a zero; è zeppo di luoghi comuni; ci sono molte incoerenze interne; il punto di vista è spesso traballante; al 90% è scontato; ci sono situazioni tanto stupide quanto banali; è pieno di cliché; i personaggio sono caratterizzati pochissimo e malissimo; la fantasia sta a zero; la storia d’amore è descritta malissimo e manca di coerenza; lo stile è trito e ritrito; il 90% degli eventi sono insignificanti; non c’è equilibro tra il “narrare” ed il “mostrare”, anzi, il romanzo è tutto raccontato.

    Twilight è uno dei romanzi più orridi che abbia mai letto.

    Al termine della lettura di Twilight avevo il cuore che mi batteva forte forte, e un turbine di sentimenti mi sconvolgeva. Sentimenti difficili da raccontare, e perciò, da bravo aspirante scrittore, cercherò di mostrarli:

    Se vedessi la signora Stephenie Meyer appesa per una mano al cornicione di un palazzo di nove piani, le schiaccerei le dita !

    (quest’ultima parte non è mia, ma condivido xD)

    Twilight ha avuto successo solo perché tratta gli argomenti giusti al momento giusto e per i lettori giusti.

    Un romanzo per adolescenti con reminiscenze pseudo-fantastiche scritte nel periodo giusto e per il pubblico giusto (gli adolescenti spendono soldi facilmente xD).

  181. Gemini 8 gennaio 2010 alle 17:15

    *tutto “narrato”, intendevo.

    Dimenticavo un altro fattore di successo: lo stile semplice e banale.

    E sappiate che questi giudizi li da un romanticone al limite della smielatezza, quindi li ho dati nel merito.

  182. claudia 8 gennaio 2010 alle 18:43

    non sono per niente d’accordo sui commenti fatti su twilight… tutte le critiche sul film sono ben accette in quanto non centra niente con il libro. ammetto subito di non essere una fan di twilight, a dire la verità ero un po’ scettica all’inizio ma poi mia sorella ha insistito per farmelo leggere ed è stato un bene… i primi capitoli sono scritti con lo stile lista della spesa ma più avanti la mayer si è snodata nello scrivere, è un libro che si legge bene che ti coinvolge e che ti da il desiderio di rileggerlo. anche le critiche sugli adolescenti non sono corrette. basta solo pensare che la stragrande maggioranza degli adolescenti non legge, ma con twilight hanno iniziato a farlo… quindi non sono per niente d’accordo con tutto ciò che ha detto Gemini. è inoltre da valutare l’originalità della mayer nel creare una nuova razza di vampiri, di andare a cercare un paesello sperduto nel verde e di immaginarsi l’amore tra la più goffa delle umane con uno dei più dotati dei vampiri…
    P.S. questo commento è stato scritto da un’adolescente

  183. Daniela 8 gennaio 2010 alle 20:16

    no nn riesco a credere a quello ke o apena letto!!!!!
    dici ke te ne intendi ri romanticheria??? a quanto pare no!!!!
    xke nn sei riuscito a capire twilight

  184. Gemini 8 gennaio 2010 alle 20:49

    1) c’è romantico e romantico.

    2) Allora siccome è romantico deve esser scritto bene ?
    La Mayer scrive da cani. punto. Questo indipendemente dal fatto che scriva storie romantiche, ciniche, filosofiche, comiche o preudo-depressive.

    3)La Meyer vorrebbe esser romantica, ma non ci riesce e cade in dialoghi del tipo ” mi ami ? ma quanto mi ami ?” Ma vaff…

    4) Capire i libri della Meyer è un po’ come capire un deficiente.
    Non è un insulto alla Meyer, anzi: lei è stata talmente furba e scaltra da far dimentare cult una serie di romanzi-spazzatura commerciali.

  185. Gemini 8 gennaio 2010 alle 20:54

    @ Claudia: S’, ci vuole grande originalità a scrivere cose del genere…ed io che pensavo che Mièville con il suo new weird fosse originale. Che stolto che son stato.

    Guarda, puoi dire che soggettivamente ti piace (il che mi sta, de gustibus), ma oggettivamente fa pena.

    Leggi questa recensione fatta da una ragazza che se ne intende di scrittura:http://fantasy.gamberi.org/2007/12/08/recensioni-romanzo-twilight/

    La posto perchè trovo questa recensione MOLTO ben fatta e dettagliata.

    Eh sì, lei ha criticato anche dei romanzi di Licia, ma anche se per molte cose ha ragione, a me Licia piace lo stesso :-)

    Quindi ti capisco se la Mayer ti piace lo stesso, ma non mi si dica che scrive bene.

    ps: Licia è 100000 volte meglio della Mayer.

  186. Gemini 8 gennaio 2010 alle 21:02

    *il che mi sta BENE* mi ero dimenticato una parola, sorry :-)

  187. Gemini 8 gennaio 2010 alle 21:02

    ah, ps: anche io sono “adolescente”, ho 16 anni xD

  188. Daniela 9 gennaio 2010 alle 14:25

    e invece io lo dico eccome ke scrive bene!!!!!!
    cmq basta parlare e criticare la Meyer anke perchè questo e il sito di Licia

  189. mary 9 gennaio 2010 alle 16:09

    Mi sono divertita troppo a leggere la recensione di Twilight fatta da quella ragazza…è geniale!!

  190. Nihal stella della notte 9 gennaio 2010 alle 19:42

    ok queste sono cose che mi mandano in bestia… se dovessiomo togliere tutti i libri considerati “diseducativi” allora le nostre librerie sarebbero vuote… dovremmo fare come dice 93Debo e passare anche nelle scuole la guida dei formaggi e salumi… allora dovremmo buttare nel cesso Dante (non venitemi a dire che la Divina Commedia non è una specie fantasy,dai,questo si fa un giretto nell’aldilàe poi ritorna…) L’Orlando Furioso e così via… ai bambini leggeremo i libri di Bruno Vespa perchè Cenerentola è diseducativa…. lo dico a me twilight non piace perchè trovo che la meyer non scriva bene ma non dubito che a qualcuno piaccia, sono la prima a dire che molti libri fantasy sono banali e a mio parere illeggibili, ma cosa facciamo uccidiamo tutti gli autori fantasy? Così tutti iniziamo a deperire,perchè questa è la verità noi non siamo niente senza la fantasia, tutti hanno dei sogni e il fantasy è un modo per esprimerli, secondo me potede dire che ho torto marcio,niente di più facile ma questa è la mia opinione e non la cambierò mai, sono la prima adire che c’è un sacco di altra buona letteratura ma considerare il fantasy spazzatura mi fa pensare che il recensore sia di scarsa qualità…

  191. Daniela 10 gennaio 2010 alle 10:52

    mary ma quale ragazza??

  192. mary 10 gennaio 2010 alle 18:56

    @Daniela:quella menzionata da gemini nel suo commento

  193. Daniela 10 gennaio 2010 alle 20:10

    aaaaaaaaaaa okok

  194. Giada 13 gennaio 2010 alle 10:17

    Voglio aggiungere un commento sulle considerazioni di Gemini per quanto riguarda la saga di Twilight: mi trovo d’accordo con lui, ma solo in parte (che sia chiaro, si tratta di un parere puramente soggettivo espresso da una appassionata di fantasy in ogni sua sfaccettatura). Ammetto che il modo di scrivere di Stephenie Meyer non mi sia molto piaciuto, l’ho trovato piuttosto banale e a volte ho faticato ad immaginare ciò che stavo leggendo. Ma i suoi libri mi hanno fatto sognare, non potrei dire altrimenti. Ha fatto centro, ma anche in questo sono d’accordo con chi sostiene che l’autrice abbia scritto la storia giusta al momento giusto. Ciò che penso su Licia e i suoi libri è invece diverso: amo il suo modo di scrivere, lineare, fluido e diretto al punto. E se la Meyer ha fatto centro per aver saputo trovare il momento giusto, Licia ha fatto centro da tutti i punti di vista. I suoi romanzi sono apprezzati da tutti, ragazzi e adulti, e sono senza tempo. Anche quando il fantasy andrà meno di moda, sono sicura che continueranno a troneggiare nelle librerie.
    Licia continua a farci sognare come hai fatto fin’ora!!

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