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21
gennaio 2010

Ieri sono andata a cinema. Ho fatto un conto. Non ci andavo da qualcosa come tre mesi. Ultimo film visto, District 9 (consigliato). Ne avevo bisogno. Gli ultimi tre mesi di gravidanza li ho fatti praticamente da reclusa, e da quando c’è Irene al massimo vado a passeggiare al parco, a fare la spesa, o in giro per medici. E invece, un po’ d’aria ci vuole. Yep, anche per fare bene la mamma.
Ma per andare a cinema ho dovuto affrontare una dura prova: la separazione dalla prole appena sfornata. Ok, Irene stava coi miei. Ok, si trattava solo di tre ore. Ma vuoi mettere i sensi di colpa?
Oddio, la sto abbandonando per – udite udite – fare non una cosa necessaria, ma una cosa semplicemente dilettevole!!!
E poi l’ho fatta pure poppare prima per andare – udite udite – a divertirmi!!!
E se piange tutta la sera?
E se c’ha fame?
Sono uscita sentendomi un po’ una madre snaturata. Poi, vabbeh, mi sono divertita. Ma uno resta mamma dentro, per cui ogni volta che il volume a cinema si alzava mi veniva spontaneo pensare “E se darà fastidio a Irene?”, benché Irene non fosse presente, né nella panza né accanto a me. Potenza del rincoglionimento da puerpera.
Comunque.
Tornata a casa sapete qual è stato il risultato? Usciti noi, Irene s’è addormentata nel giro di mezzora, e ha dormito di filato fino alle 3.00. No capricci, no fame, no pianti. I nostri figli sono sempre meglio di noi.

***************

Ieri vi ho parlato di due mie letture, promettendovi aggiornamenti a breve. Ecco quelli per la graphic novel.
Il libro è questo. Già, si parla del G8 di Genova. E se parla ancora a distanza di nove anni dal fatto perché il silenzio, l’assenza di indignazione che ha accompagnato quel fatto gravissimo è qualcosa che non si può tollerare.
Christian era alla Diaz quella notte. Insieme a tanti altri ragazzi pensava di essere al sicuro, si stava preparando per la notte, pensava di trovarsi in uno stato di diritto, dove certe cose non succedono. E invece suo malgrado si è ritrovato in mezzo ad una “macelleria messicana”, come è stata definita da uno dei protagonisti della storia. Il suo fumetto racconta questo: la storia di un ragazzo normale che si ritrova catapultato in una storia assurda, e ne esce con sei giorni di prognosi e nella testa immagini e sensazioni che non potrà mai dimenticare. Ma Christian ha dalla sua la capacità di raccontare, e il disegno. Due doni che mette al servizio della sua storia assurda, e di tutti quelli che hanno subito il suo stesso trattamento. E crea un’opera incisiva, secca, e terribile. Un’opera necessaria ad un paese che non sa più indignarsi, che ha spostato sempre più in là la soglia della tolleranza del sopruso.
“Quella notte alla Diaz” è un bel fumetto, ed è un fumetto terribile: è bello per la sua potenza, per la sua capacità di coinvolgere e far sentire sulla nostra pelle quel che accadde quella notte, ed è terribile per gli abissi che racconta, per gli orrori che evoca, orrori che non immaginavamo potessero appartenerci.
Uscirà a febbraio. Consigliatissimo.

24 Commenti per “Libera uscita – Quella notte alla Diaz”

  1. xXSp4rt4Xx 21 gennaio 2010 alle 11:10

    uah!=) LO SAPEVO CHE PER COMMENTARE PER PRIMO DOVEVO AVERE LA FEBRE!!
    =) scst lo spam…
    comunque…è normali sentirsi un po’ “snaturati” quando si lascia la prole…meno male che ti senti così=)
    sennò era peggio

  2. xXSp4rt4Xx 21 gennaio 2010 alle 11:12

    ancora:
    I nostri figli sono sempre meglio di noi.

    vero!!!!!!!!=) bello essere figlio=)(insomma…mica sempre!)

  3. Daniel90 21 gennaio 2010 alle 11:26

    Grandissima Licia, è sempre piacevole leggere i tuoi interventi…che siano sui film, sui libri, sulla vita di tutti i giorni o sulla tua dolce bimba ;-)
    Ma mi chiedevo…..che film hai visto? XD

  4. Irene 21 gennaio 2010 alle 12:34

    Licia, penso che i sensi di colpa per il fatto che “Sono uscita sentendomi un po’ una madre snaturata” li avrai sempre…ormai sei mamma!!!=)
    E lo sarai sempre!!!=) Anche quando saranno grandi e magari per altri motivi!Ma questo è stupendo: un cuore di mamma non si arrende mai e non si dimentica mai!(Ovviamente restando nel limite normale e non del paranoico o ansiogeno!;)

    P.s.Cos’hai visto di bello al cinema?

  5. Licia 21 gennaio 2010 alle 13:03

    Daniel90: ero andata per vedere Avatar, ma i biglietti erano finiti, per cui ho visto Verdone. Molto piacevole.

  6. Babil 21 gennaio 2010 alle 13:18

    Madre snaturata per aver lasciato la figlia ai nonni? Penso che sarebbero loro a darti della madre snaturata se non li lasciassi mai giocare con la pupa :-)

  7. Valberici 21 gennaio 2010 alle 13:29

    Ma il divertimento non è solo cosa buona e giusta, ma anche necessaria ;)

  8. xXSp4rt4Xx 21 gennaio 2010 alle 14:04

    comunque infine sì…il divertimento fa bene…se ti ammazzi non le fai un gran favore(x adesso!)
    e poi…i nonni che ci stanno a fare??=)
    io da “bebè” molte volte,quando stavo male stavo a casa di nonna…=) che bei momenti!

  9. Mony76 21 gennaio 2010 alle 14:09

    Potessi lasciarlo io il mio piccolo ai miei per andare al cinema, una sola volta, non chiedo di più.
    Purtroppo è tetta-dipendente, non resiste più di un’ora e mezza senza poppare. E non dorme nemmeno, nel frattempo. O almeno di sicuro non 3 ore filate.
    E se ha fame strilla e strepita che ti strazia il cuore.
    Sigh… però, al cinese ci andremo presto: per S.Valentino.
    Con lui.

  10. mimi 21 gennaio 2010 alle 14:26

    Bè Licia hai fatto bene a uscire e prendere un po’ d’aria, così al tuo ritorno(o al suo risvegli ;) ) Irene troverà una Padawan mamma + rilassata e felice a prendersi cura di lei|! :D e niente sensi di colpa, Irene sarà stata contenta di passare un po’ di tempo con i nonni, e anke loro! ;)

  11. Daniela 21 gennaio 2010 alle 14:50

    e si licia ai fatto popo bene ti serviva una pausa da irene anke se durante il film non ai fatto altro ke pensare a lei!!!

    ps:scusa se te lo richiedo ma volevo sapere se hai qualke info su hunger games….qualke sito o cose del genere…

  12. arancia 21 gennaio 2010 alle 15:19

    sai licia almeno irene ha dormito… mia mamma mi racconta che quando avevo, anzi avevamo(me e mio fratello) l’ età della pargola lei non poteva nemmeno andare in bagno da sola,altrimenti noi strillavamo come aquile!!!! :)
    per i miei genitori andare anche a fare la spesa senza di noi sarebbe stato un sogno…

  13. Niniane 21 gennaio 2010 alle 15:19

    secondo me il modo migliore per distrarsi,sopratutto d’inverno,è vedere un buon film al cinema.Cmq appena trovi una serata libera scappa a vedere Avatar perchè a mio avviso è il film più bello che hanno fatto…

  14. arancia 21 gennaio 2010 alle 15:20

    (anche andare a fare la spesa) scusate

  15. G.L. 21 gennaio 2010 alle 17:22

    Ragazzi. So che molti di voi, lettori di Licia, siete molto giovani. Ecco, il post di oggi è importante. Leggete il libro che vi sta suggerendo, informatevi.
    Perchè in quei giorni, in Italia, è successo qualcosa di irreparabile. Chi c’era lo sa. Chi l’ha vissuto lo sa. L’unico motivo per cui è morto solo UN ragazzo è questo: duecentomila italiani NONOSTANTE gli appelli del Presidente della Repubblica e del Consiglio di allora che invitavano a NON andare a manifestare, se ne infischiarono. Presero i treni ed andarono a Genova. Dopo il morto. Dopo le immagini. Lo fecero perchè non credevano. Dimostrarono molto coraggio. Chi c’era si è salvato per questo motivo.
    Ma non accadrà più. Pochi anni dopo l’Italia è un paese diverso. Adesso, a vedere quelle immagini, i pestaggi, le umiliazioni, le torture, gli italiani applaudirebbero. E’ quersto che volete? Io credo di no.

    Leggete. Informatevi. Guardete i documentari. Pensate. Pensate. Pensate.

  16. Eleas 21 gennaio 2010 alle 18:03

    Circa la madre snaturata: l’abbandono del figlio è una fase che tutte le madri attraversano; il solo scopo di detta fase è testare la pazienza del genitore di sesso maschile mentre quello di sesso femminile espone quanto è disgraziata una cosa trecento volte al minuto. PASSERA’ tranquilli, Licia tornerà a grossomodo come prima eheh valberici sta buono non è il momento di schiavizzarla.

    seriamente: la Diaz è uno dei peggiori momenti della storia recente di questo Stato. Un momento che non si pensava potesse esserci qui da noi. E non dimentichiamo mai chi dirigeva le operazioni di polizia… non è un dettaglio.

  17. ianel 21 gennaio 2010 alle 18:20

    Brava,brava complimenti!! Lasciare una figlia così! Brava un applauso!
    Ma sto scherzando hai fatto bene a preoccuparti…lo farebbero tutte le mamma del mondo!

  18. Valberici 21 gennaio 2010 alle 19:13

    Quoto G.L.

  19. Nihal stella della notte 21 gennaio 2010 alle 20:39

    hahaha beh suppongo sia normale avere i sensi di colpa ma in fondo è anche giusto staccare la spina per un po’… sono curiosa di leggere il fumetto…

  20. Licia 21 gennaio 2010 alle 21:51

    Ecco, ringrazio pure io G.L. per aver ricordato la seconda parte del post. So che le disavventure con Irene sono più divertenti, ma ci tenevo a che passasse anche il messaggio circa il fumetto di Christian. Anyway, avrò modo di parlarne ancora quando ci sarà la data di uscita definitiva

  21. Eleas 21 gennaio 2010 alle 22:09

    Debbo dire che mi hai parecchio incuriosito con questo libro, anche perché io e mia moglie vivemmo quei giorni con parecchia ansia perché mia cognata era lì. Ci raccontò quasi in diretta cosa accadde e come accadde. E come si salvò per puro culo da manganellate a dir poco gratuite. E persino io che di solito sono su posizioni antagoniste a quelle di mia cognata capitolai davanti all’evidenza dei fatti. Lì c’erano tutte le avvisaglie dell’oggi.

  22. Slan 22 gennaio 2010 alle 14:49

    Questa neomamma ha sempre di più la mia approvazione…

  23. NonTeLoDicoooooo 25 gennaio 2010 alle 21:59

    ho letto “quella notte a Diaz” un fumetto tremendo ma necessario. cmq “Avatar” è il più bel film di fantascienza dai tempi di Star Wars, quindi chi non lo ha ancora visto corra al cinema!Riguardo a Irene posso dire che i tuoi nonni sono stati genitori prima di te e confido che sappiano badare alla bambina no? Avere paura è normale. Come disse un vecchio saggio: <>
    Tu, Licia, dovresti sapere dove ho letto questa frase.

  24. Quella notte alla Diaz | Licia Troisi 6 febbraio 2010 alle 9:59

    [...] penso mi perdonerete. È uscito Quella Notte alla Diaz, di Christian Mirra, la graphic novel di cui vi avevo parlato qualche tempo fa. Rinnovo quanto detto allora: è un libro necessario, e io mi sento di [...]

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