Archivi del giorno: 27 gennaio 2010

Uomini e no

Sessantacinque anni fa, il mondo veniva a sapere fin dove l’uomo può spingersi, in quali abissi di orrore può immergersi non solo senza impazzire, ma anche provandoci un certo gusto. Sessantacinque anni fa, il mondo scopriva Auschwitz.
Oggi è la Giornata della Memoria. Al riguardo, una riflessione. Perché ricordare. Per mantenersi vigili. Perché è vero che, come ho già avuto modo di dire qualche anno fa, l’Olocausto ha una sua unicità tra tutte le tragedia di cui è intessuta la storia dell’uomo. Ma questo non significa che quel che scatenò la Shoà non possa ripetersi. Quando si disumanizza qualcuno, quando si decide che ci siamo noi e gli altri, e questi altri sono subumani, sono bestie, ecco che tutto diventa possibile. Perché questa credo sia la lezione di Auschwitz: quando smetto di guardare il volto dell’altro, quando mi rifiuto di riconoscermi nel suo sguardo, può accadere di tutto. E purtroppo la tentazione di dividere l’umanità in uomini e untermenschen è ancora viva, vivissima. Ecco allora che il ricordo può germogliare, dare frutti. Io credo sia questo il senso di questa grigia giornata d’inverno. Del resto, neppure un mese fa Adriano Sofri ha potuto adattare senza troppi problemi la nota poesia di Primo Levi al caso di Rosarno. Ecco, riflettiamoci un attimo.

16