Avrei dovuto scriverlo ieri, ma è stata una giornatina pesante.
Qualcuno di voi forse ricorderà la rubrica Commentiamo Insieme il Telefilm del Giorno; all’epoca commentavo il Dr. House, che adesso però non vedo più. Per cui ho deciso di riciclarmela per parlare di Lost, con l’avvertenza che lo sto seguendo su Sky, quindi chi fa altrimenti, e magari aspetta la messa in onda su Raidue, è avvisato. Possibili spoiler all’orizzonte, insomma. Di contro, se transitasse qui qualcuno che se lo vede negli USA, no spoiler, please
Allora, quarta puntata. Io ormai dispero. Conto le puntate che mancano alla fine della serie (per la cronaca 14) e realizzo che proprio manca il tempo per spiegarci perché Ben e Widmore seguono delle regole nel loro scontro, perché i numeri hanno poteri mistici, se e cosa la Dharma sapeva dell’isola, e altre duecento sottotrame aperte e mai richiuse. Soprattutto se nel frattempo le domande si moltiplicano a dismisura.
Intendiamoci, questa The Substitute è una delle più belle puntate di Lost di sempre, m’è piaciuta molto, ma ogni vaga risposta apre caterve di domande. Ok, i naufraghi sono sull’isola perché ce li ha portati Jacob, ma questo già lo sapevamo dal finale della quinta stagione. Ma a parte quelli che sono candidati, tutti gli altri naufraghi che son morti sull’isola, a che servivano? Ma poi, Farlocke ci sta dicendo la verità o racconta palle? E poi, Jacob è fatto di cartapesta che rimane incenerito da un focherello domestico manco l’avessero messo in forno crematorio? Vabbeh, mi rendo conto che questo è secondario. E il bambino biondo insanguinato? Jacob redivivo? Uno che sta sopra a Jacob?
Riflettiamoci. Per la prima stagione ce l’hanno menata che Locke sapeva tutto. E invece non sapeva una ceppa e navigava a vista. Poi ce l’hanno menata che Ben sapeva tutto. E invece anche Ben leggeva liste e non faceva domande (se l’umanità fosse tutta come gli abitanti dell’isola, la scienza non esisterebbe: tutti lì a obbedire senza una curiosità che sia una sul fumo e il resto del cucuzzaro). Allora uno dice: vabbeh, dai, Richard secondo me sa tutto tutto tutto. E invece pure Richard leggeva liste della spesa. Ormai ci restano solo Jacob e Farlocke. Secondo me la serie finisce che si scopre che nessuno sa un cavolo di niente.
Jacob: “Ma allora perché qua le donne non partoriscono?”
Farlocke: “E che ne so io”
Jacob: “Come che ne so. Io pensavo lo sapessi”
Farlocke: “No no, mai saputo un cazzo dell’isola”
Jacob: “Ah. E io manco”.
Farlocke: “Ma dai?”
Jacob: “Eh sì”.
The end.
Comunque.
I flashsideways sembrano confermare le parole di Farlocke: senza l’isola sono tutti più contenti. E non perché non hanno più i loro problemi, ma perché in qualche modo ci fanno i conti. Claire, senza bisogno di qualcuno che ce la costringa, accetta la maternità, Locke è sempre paralizzato, ma accetta la sua condizione, con dolore, per carità, ma lo fa. Comunque io mia figlia a scuola dove insegna Ben non ce la manderei manco morta.
Sembra che gli autori si divertano ad invertire le carte in tavola: Jack ora sembra uomo di fede, convinto che siccome gli ha detto bene con la moglie, ora potrà far camminare anche Locke, mentre Locke non crede nei miracoli. Il man of faith s’è scambiato col man of science. Ma sarà davvero tutta colpa di Jacob la vita miserabile che hanno condotto i naufraghi prima di approdare nell’isola? Mah. Io continuo a tifare per lui contro Farlocke.
La parte sull’isola, invece, nonostante sia un po’ lenta, è costruita con un ottimo climax: a me è partito il brividino quando Farlocke ha detto “questa è la ragione per cui tutti voi siete qui”. Che poi la rivelazione che segue è il segreto di Pulcinella, ma spalanca abissi di ipotesi, e poi l’immagine della caverna tappezzata di nomi è fantastica. Eccolo là, il destino, il simbolo di un dio che gioca col fato delle sue creature. Senza contare il richiamo abbastanza esplicito alla caverna di Platone, anche se per Sawyer la cosa funziona al contrario: proprio entrando nella caverna, almeno secondo Farlocke, acquisisce la conoscenza della reale forma del mondo. Oppure Farlocke gli sta facendo intravedere solo le ombre cinesi di ciò che davvero l’isola, e il suo destino, sono.
Poi ci sono quei piccoli rimandi interni che ti danno l’illusione che tutto fosse davvero preordinato da principio. Per dire, nella prima stagione Claire sogna Locke che ha un occhio bianco e uno nero. Ed ecco tornare il tema con le due pietre sulla bilancia, a simboleggiare un equilibrio che ormai si è rotto. An inside joke che secondo me ha molto più senso di quanto Farlocke voglia dargliene. O ancora la tizia del personale che analizza Locke, che è la cartomante da cui va Hurley nella linea temporale originale.
Insomma, Lost è Lost, ma credo occorra ormai concentrarsi su altre cose che non siano i misteri: godersi lo sviluppo dell’intreccio, la recitazione (sempre ottima) dei vari attori, il sottotesto ricchissimo di ogni puntata. E lasciare da parte l’ansia da finale.




