Archivi del giorno: 1 marzo 2010

Contro il razzismo

Oggi è la giornata dello sciopero degli immigrati. Che non è esattamente uno sciopero, ma una giornata di riflessione. Vengono da noi affrontando viaggi impossibili, muoiono nei nostri mari o nei loro deserti prima ancora di vedere le nostre coste. Lavorano tra noi, badando ai nostri vecchi, raccogliendo i nostri pomodori, costruendo le nostre case. Gli chiediamo di essere invisibili, di servirci quando ci fa comodo, e di togliersi dai coglioni quando non lavorano per noi. Gli chiediamo di prendersi in faccia sputi e botte senza fiatare, perché sono ospiti e questo ci autorizza a fare di loro ciò che vogliamo.
Ecco. È ora di finirla. Come è ora di fare i conti con un dato di fatto: che il razzismo c’è ed è pervasivo. È pieno di gente insospettabile che se ne esce con “io non sono razzista, però…”. Però ce ne sono troppi, però vengono qua a delinquere, però non se ne può più. Ed è questa la forma più subdola, perché spinge il confine sempre un po’ più in là, pian piano ci mitridizza, e ormai non c’è più uno stigma sociale verso chi ha posizioni xenofobe, anzi.
Bisogna agire finché si è in tempo, prima che il cancro si propaghi, ed episodi come quello di Rosarno ci dimostrano che la malattia è già in stadio avanzato.
Per questo ho firmato l’appello contro il razzismo, e vi invito a fare altrettanto. Probabilmente la paura del diverso sarà anche qualcosa di istintuale, ma l’uomo deve saper andare oltre i suoi istinti più biechi, e guardare ai fatti con la forza della ragione.
En passant, vi segnalo anche un bel documento con dati sull’immigrazione che tendono a sfatare un po’ di luoghi comuni.

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