Credete di conoscere il consumismo e di essere immuni alle sue sirene? Siete convinti di saperne evitare tutti i beceri trucchi, di sapervi districare indenni in mezzo agli inviti agli acquisti? Non avete mai avuto un figlio.
Uno comincia comprando le cose necessarie. Un ciuccio, qualche tutina, un biberon tanto per. Ci aggiungi un tiralatte dopo il parto, per scongiurare il famigerato ingorgo mammario in zona feste, quando tutti i negozi sono chiusi.
Si comincia che un ciuccio non basta. Quando cade e devi bollirlo come fai? Ne compri altri due. Toh, guarda che bellini i portaciuccio. Ne compri due.
Ma il ciuccio le cade sempre. Via con la catenella portaciuccio, e anche col portaciuccio abbinato, che fa tanto comodo.
Poi succede che il tiralatte a siringa è scomodissimo, ti fa venire un bicipite da tennista. E quindi compri il tiralatte a pompetta, che è tanto carino e più pratico.
Oh, quel vestitino è un amore! Oh, le coppette assorbilatte, utili! E anche una cremina per il seno, via.
Poi inizi a usare i biberon, e sterilizzarli nel pentolone è una tragedia, hai casa piena di pentole sporche, senza contare che poi non sai dove mettere i biberon sterilizzati, e comunque l’acqua di Roma è durissima, e ti si riempiono di calcare. Oh, guarda, esiste lo sterilizzatore a vapore: mio!
Insomma, avete capito. Il vero business sono i bambini. I genitori comprerebbero qualsiasi cosa per semplificarsi la vita col pupo o assicurargli il meglio disponibile sulla piazza. È un mercato probabilmente non vastissimo, considerando che l’Italia è praticamente a crescita zero, ma incredibilmente redditizio. Prendiamo lo sterilizzatore a vapore. Niente più che uno scatolotto di plastica con sotto una resistenza che scalda l’acqua, più un cestello per alloggiare i biberon. Praticamente un bollitore per il thé. L’anno scorso un bollitore l’ho pagato qualcosa come venti euro, e fa egregiamente il suo lavoro. Sapete quanto costa lo sterilizzatore? 95 euro. Comodo è comodo, per carità, ma 95 euro per una resistenza e un po’ di plastica?
Ed è tutto così. Qualsiasi cosa legata al neonato costa il doppio di quanto dovrebbe, se ti va bene. Senza contare che il 90% dei prodotti per la cura dei bambini sono sostanzialmente superflui. Voglio dire, i nostri genitori sono stati tirati su con una coperta e quattro teli di cotone per pannolino, e la specie umana non si è estinta. Conosco amiche che se cade per terra il ciuccio al ristorante, lo ficcano nella coca cola e lo ridanno all’infante, che ugualmente è venuto su bene senza incorrere in colera o peste bubbonica. Eppure io sono caduta preda del vortice della sterilizzazione selvaggia. Sterilizzerei anche le mie mani, potessi, e i mobili di casa.
Il mondo dei prodotti per l’infanzia esemplifica perfettamente il modus operandi del consumismo: si creano bisogni fallaci per poi soddisfarli con acconcio prodotto.
Intendiamoci: quando le norme igieniche erano di tutt’altro genere arrivare ai 5 anni era un’impresa titanica, e lo è tutt’oggi in quei paesi in cui le condizioni di vita non permettono un’adeguata pulizia di cose e persone. E il discorso vale per tutto ciò che riguarda la cura del neonato: le cose sono migliorate, i bambini crescono meglio e più sani. Ma davvero c’è bisogno di due distinte creme per la pelle del neonato, una per il viso e una per il corpo? Davvero mia figlia deve avere un guardaroba che il mio gli fa un baffo (preciso che all’80% sono vestiti regalati da parenti e amici, ma confesso anche che quando entri in un qualsiasi negozio di vestiti per l’infanzia è davvero difficile resistere alla gonnellina, il vestitino, le scarpettine e via così)?
Più passa il tempo più mi rendo conto che sarà complicato tirar su Irene come vorrei, e già immagino le lotte ataviche quando mi rifiuterò di comprarle le scarpe da 300 euro bellissime che ha la sua compagna di banco.
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Disco Irene
8 febbraio 2012, 10:04
Quest’inverno si sta rivelando particolarmente difficile da gestire, in casa nostra. Irene è al suo primo anno di asilo, il che significa che sta prendendo >>>
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Sabato 3 Dicembre 2011 – Roma
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Bollire di tanto in tanto ciuccio e biberon non è poi un cattiva abitudine, certo che se per farlo pretendiamo strumenti da sala operatoria è un altro paio di maniche.
Mettere in bocca il ciuccio caduto a terra e poi ridarlo al bimbo è una cosa disgustosa!! sicuramente quando esce dalla bocca il ciuccio non è pulito, anzi, si carica di tutti i batti e microrganismi che normalmente infestano la bocca degli adulti, per non parlare di herpes, raffreddori, e riscaldamenti. Una cosa da non fare assolutamente, a mio parere!!!
Giuliano:
Comunque a queste domande meglio lasciar rispondere la mamma…io mi sono regolato così
Val: Uhmmm, dici che non gli si potrà rispondere che son quelle dello sgargatubo ?
Ecco io sono nella fase della figlia che chiede alla mamma le scarpe da 300 euro
Ciao Licia, posso soltanto confermare quanto ti hanno già detto altri: NON DEVI sterilizzare tutto quello che viene a contatto con la pupa, anzi, la bambina DEVE ASSOLUTAMENTE entrare in contatto con germi e batteri, altrimenti non potrà mai sviluppare gli anticorpi. Se la lasci vivere in un ambiente sterile, non svilupperà le difese immunitarie per combattere i batteri più comuni e poi, una volta cresciuta, la prima volta che esce di casa te la ritrovi con la polmonite o un’infezione!
E’ normale preoccuparsi del proprio pargoletto, ma tenendola in un mondo asettico le fai più male che bene.
Auguroni!
i giochi, cosa diciamo dei giochi?
la fattoria degli animali con i versi, i colori, i nomi in italiano e inglese…..
ed è solo uno, fra regali e altro ne avrà a decine.
devono sviluppare l’intelletto, essere sicuri, e molto costosi.
uno dei giochi preferiti di mio nipote era una bottiglietta di plastica vuota, aveva decine di giochi, ma per farlo stare tranquillo bastava dargli una bottiglietta vuota.
Tranquilla, tra 7-8 mesi iniziera’ a mettere in bocca di tutto , dalle scarpe in giu’..
Per cui sterilizzare le cose sarà assolutamente inutile
Non per crearti ulteriori “paranoie”, però mi unisco anch’io al coro del “un po’ di sporco fa bene”… non siamo fatti per vivere sterilizzati ma per vivere a contatto coi normali germi e batteri del nostro ambiente, e questo aiuta i bimbi a farsi un buon sistema immunitario. Non a caso i nostri vecchi sono ben più coriacei di noi giovani cresciuti nel super-pulito
Occhio con l’ossessione da sterilizzazione.
Mia madre con me ha fatto la stessa cosa e adesso basta un rutto di vento che mi ammalo subito.
Hai ragione, Licia…E’ vero che al giorno d’oggi ci sono moltissime comodità che ci rendono la vita migliore e, diciamolo pure che senza di esse saremmo anche un po’ impediti…tuttavia ormai è più forte di noi…il consumismo è come una droga, ci entra dentro e non si riesce a farne a meno…dobbiamo cercare di ricordarci però che il genere umano sopravvive da millenni e bisogna avere ben chiara la differenza tra ciò che ci è essenziale e ciò che ci è utile ma superfluo…Vai tranquilla, sono sicura che farai ciò che è meglio per Irene =)
Eh già! Ai tempi dei nostri genitori e nonni non c’erano tutti i comfort di oggi e si sono saputi adeguare. Ora, con tutti questi comfort sembra impossibile fare a meno di tutto. Con il progresso teconologico tutto è diventato indispensabile perchè più comodo… Il mio consiglio è di comprare il necessario, per quanto difficile, e far imparare ad Irene sin da quando sarà abbastanza grande per i “primi desideri” che non bisogna farsi ingannare tropppo dalla pubblicità e che non tutto è indispensabile. Ci sono molte cose utili ora, soprattutto per un bambino, ma non indispensabili. E per le scarpe da 300€ sono d’accordo con Valberici: se tu per prima fai capire ad Irene che non è importante vestore all’ultima moda, sarà tutto più facile! Un bacio
Licia: anch’io sono assai debole su ‘sto fronte.
Comunque mi piacerebbe vedere la tua faccia quando Irene ti domanderà: mamma, mamma…ma chi sono le “elfe di Lungopalo”…
p.s.: e credo proprio che dopo un paio di simili domande anche tu starai attenta a non lasciare certi fumetti in giro per la casa
Attenta Licia, lo sporco fa bene! L’ho letto su un libro scritto da un medico. Vuoi sapere perchè di tre fratelli il maggiore si amala più spesso, quello di mezzo ogni tanto e il minore è sano come un pesce? Perchè quando il maggiore era piccolo, appena cadeva il ciuccio subito la madre si fiondava a pulirlo con litri di amuchina. Poi nasce un altro figlio. La madre, stanca, quando a quest’ultimo cade il ciuccio lo sciaqua semplicemente sotto l’aqua. Arriva il terzo figlio e cade il ciuccio. La madre, sfinita, non lo trova più; guarda sotto il frigo e trova un ciuccio caduto mesi prima, lo ripulisce dai ciuffi e lo mette in bocca al pargolo. (Brano tratto dal libro “Lo sporco fa bene”). Ora, non ti dico di fare come col terzo figlio, ma cerca di sterilizzare il ciuccio solo ogni tanto, un pò d’acqua basta. Poi decidi tu… questi sono consigli di un inesperto ragazzino!
uh! come hai ragione Licia! E dire che io non ho esperienza diretta, ma sono da poco diventata zia e sono quindi entrata in contatto con tutto l’universo commerciale che ruota attorno ai cuccioli d’uomo…
E cmq io da piccola avevo un solo ciuccio…che peraltro ho ancora adesso…e non ho idea di cosa facesse mia mamma quando lo facevo cadere…indagherò…
io ho sempre usato i vestiti di mio fratello: quelli decenti e abbastanza carini anche a scuola, invece quelli da maschiaccio solo a casa quando giocavo. E riguardo al ciuccio, beh a me è caduto nel water quando ero abbastanza piccola e da allora non l’ho più usato
!!! per i libri ho sempre letto quelli di mio fratello (che ha ben 10 anni in più di me).
mentre a riguardo dell’igene, io e mia madre non ci siamo mai preoccupate + di tanto, anzi io giocavo sempre per terra si una coperta, gattonavo per casa e appena mi fermavo mi mettevo le mani in bocca e cose varie (una volta ho persino bevuto l’acqua del diversivo x sbaglio) e adesso sto benissimo, mi ammalo ogni morte di papa e sono piuttosto robusta!!!
Licia: Si, sospettavo che su questo “fronte” eri apposto…quindi ti toccherà comprarle la maglietta di Rat-Man…così come ho fatto io con mio figlio
Davide: sì, verissimo, ma era per fare un esempio. Ovvio che il discorso dipende anche dalle disponibilità di ognuno.
Val: ecco, su quel fronte sono debolissima. Se devo spendere, spendo in fumetti, film, libri e merchandising connesso
in casa mia di comsumismo ce n’è davvero poco, e penso che anche quando ero piccola piccola non ce ne fosse perchè ho ereditato il biberon di mio fratello(che mamma ha conservato per ben 10 anni!!) e fortunatamente non mi è mai piaciuto il ciuccio, anche se mettevo qualsiasi cosa in bocca, ma è un’altra storia…
comunque quando Irene sarà più grande per evitare le super-spese in vestiti,scarpe e quant’altro il trucco usato da mia madre con me è stato quello di portarmi sempre al mercato a vedere dei vestiti, costano poco e ci si può sbizzarrire negli abbinamenti da quante cose ci si trova! e poi c’è anche la fortuna che Irene sia anche un po’ come Nhial!! prova a darle una spadina! quando mio fratello mi diede la sua vecchia spadina di plastica, perchè a lui gliene avevano regalata un’altra nuova, ci dormivo insieme, e poi ero brava! battevo lo battevo sempre!! he-he!!
Be’, Licia, 95€ per uno sterilizzatore a vapore li spendi se te lo puoi permettere!
L’unica cosa su cui abbiamo abbondato sono ciucci e biberon, ma per comodità più che per una qualunque causa igienista. Un po’ come le riviste in bagno, almeno hai sempre qualcosa da leggere
C’è da dire che molte cose per bambini costano tanto in proporzione, ma poco in assoluto. 10 € per un vestitino di Chiara può essere tanto, ma un vestitino per Paola costerebbe 100 €
Una cosa che non compriamo quasi in assoluto sono i giocattoli: quelli arrivano sempre tra parenti, amici e riutilizzi!
Sulla questione igiene quoto Babil…e ti posso dire che io facevo col ciuccio la stessa cosa che faceva il medico citato.
Quindi non farti troppe paranoie, tieni una “via di mezzo” e bon.
“già immagino le lotte ataviche quando mi rifiuterò di comprarle le scarpe da 300 euro bellissime che ha la sua compagna di banco”
Riguardo a questo l’unica cosa che può salvarti è l’esempio.
Nel mio caso non posso negargli play e giochi visto che sono io stesso un utilizzatore.
Quindi se tu ti vesti “alla moda” anche Irene lo vorrà fare e sarà difficile impedirle di imitare le compagne di classe.
Val: mai avuto scarpe da 300 euro. E la mia maglia preferita al momento costava qualcosa come 20 euro.
E così i bambini crescono senza più nemmeno gli anticorpi.
Tutte le allergie, i raffreddori, le influenze che attaccano così pesantemente i bambini di oggi sono il frutto, non della cattiva igiene, ma della troppa igiene.
Ricordo ancora le corse in mezzo al parco..a saltare sulle pozzanghere, a mettermi le mani in bocca dopo aver toccato un pallone finito nella terra, a mangiarmi le formiche….e oggi sono praticamente immune al 90% dei virus influenzali stagionali e altre cretinate.
E vedo invece mio cugino di 3 anni…vissuto praticamente in una campana di vetro…che ogni 2×3 ha un raffreddore o che so io.
Licia un consiglio: se cade il ciuccio alla piccola, mettilo tranquillamente nella tua bocca per pulirlo…non è mai morto nessun neonato per questo.
in bocca al lupo
Concordo sull’igiene: non che si debba far vivere i ragazzini in mezzo ai batteri e ai germi, ma la questione del ‘troppa igiene col tempo ci ha indebolito’, l’ho sentita anche io… Quanto al consumismo, quello legato ai pupi è come e peggio di tutti gli altri, perché punta sull’affetto, sul cuore, sugli istinti che dicono ‘tutto per il mio bambino’. Capisco certi ‘strumenti’: sterilizzatori, etc… un pò meno la mania per i vestiti, che tano ai neonati di essere ‘alla moda’ non gliene frega nulla…
Allora, una cosa per volta.
Il tutto sterile: i bambini non sono fatti per l’assolutamente sterile. Altrimenti, ci si dovrebbe bollire le tette prima di nutrirli, ti pare? Sterilizzare i biberon e le tettarelle col vapore è utile a evitare che si formino terreni di coltura microbici in residui di latte, ma per i ciucci basta una pulizia. Devo dire che, in questo percorso, avere un marito biologo e casaro aiuta
Il consumismo: io ho sempre cercato tutto usato, da comprare o da farmi passare. Mi sono formata un giro di amici e parenti (e nido della prima figlia) in cui “reimmetto” le cose una volta che sono diventate inutili. E frequento i mercatini dell’usato, soprattutto quelli per beneficienza (dopo i 2 anni arrivano meno vestiti, perché si consumano di più). Quando svuoto uno scatolone, è come se facessi shopping ma senza comprare. C’è da dire che ho amiche con un ottimo gusto.
Io finora avevo solo un ciuccio (omaggio con il trio passeggino), poi ho 4 (notare bene, dicasi quattro) catenelle per il ciuccio tutte regalate, una borsina porta-ciuccio (ancora mai usata), tutte le tutine regalate ex-novo o usate ma nuovissime dal cuginetto di ormai 5 anni, scarpine e quant’altro regalato.
Ora mia mamma ha comprato un altro ciuccio ed un mini-biberon, per il futuro non lontano svezzamento.
Per sterilizzare il ciuccio uso un bicchiere con acqua ed amuchina, che cambio quasi ogni giorno, e se cade sul divano o il letto lo sciacquo sotto l’acqua corrente.
Fortunatamente non esco molto, quindi resisto bene all’acquisto compulsivo per il bebé, e poi per i maschietti non c’è molto da sbizzarrirsi, purtroppo.
Però quando esco, mi trattengo perché i soldini non sono moltissimi, e poi ci sono i nonni ed i parenti che continuano a regalargli roba, figurati anche i pannolini!
Ps: se non l’hai ancora fatto evita alcuni acquisti ritenuti inutili, sdraiette in primis.
Tremendo il consumismo da bimbi!!! ed e’ un mercato vastissimo, anche se siamo a crescita zero, per quie pochi bimbi si spende un sacco. Pero’ vedo molte famiglie (fra cui la mia) che usano il passaggio di oggetti e vestiti. Anche persone che non hanno problemi economici si passano passeggini, sedili da auto, tutine ecc. ecc. Noi siamo arrivati ad acere 3 seggiolini da uato, due passeggini, sacchi di vestiti!!!! Poi e’ chiaro che quando entri alla chicco non resisti all’acquisto compulsivo!!!!
Licia, se fai vivere la pupa in un ambiente ec cessivamente sterile poi crescendo ti svilupperà delle allergie…I bambini devono essere esposti agli antigeni.
Una volta ho conosciuto una tale, medico, che quando al pupo cadeva il ciuccio gli dava una ciucciata lei e poi lo rimetteva in bocca a pupo, o al massimo lo passava sotto l’acqua del rubinetto, fa un pò te…