Scusate il ritardo. Sì, lo so che in verità non vi frega nulla, ma io mi scuso ugualmente. Ieri è stata un giornata devastante, ho anche dormito due ore e mezza nel pomeriggio. Vabboh, saltiamo i convenevoli e passiamo all’esegesi della puntata.
Tralascio i commenti che valgono per tutta la serie (ma le risposte??? LE RISPOSTEEEEEEE??????), e diciamo che è un episodio di transizione. È che io Kate e Jack non li reggo più. All’inizio mi piacevano tutti e due, ma sarà durata tre puntate. Lei non se ne può più che scappa sempre, da tutto e da tutti, lui è l’equivalente lostiano di Topolino, e l’aria da bravo ragazzo non gliel’hanno tolta manco facendolo bere, drogare e disperare per tutta la quarta stagione. Per cui, francamente, dei suoi dad issues me ne cale veramente poco. Per altro ho trovato la parte nella realtà alternativa mal gestita. I problemi tra Jack e David, così come ci vengono presentati ad inizio puntata, sembrano piuttosto gravi. E invece basta che Jack vada a sentirlo suonare e gli dica “ma per me non sarai mai un fallito” che tutto si risolve davanti ad una pizza. Mah, fosse così facile…
La parte sull’isola è più interessante. Innanzitutto c’è Hugo, e Hugo tira su il morale. E poi c’è Jacob, e io mi illumino ogni volta che lo vedo. Non lo so perché. Eppure ha la faccia del cattivissimo marito di Rita in Dexter. Boh, mi fa simpatia. Certo, soffre un po’ della sindrome di Allanon, come la chiamava qualcuno su Fantasy Magazine tanti anni fa (“sì, io so tutto, ma non te lo dico perché devi capirlo da solo”), ma spero che giustifichino anche questa, altrimenti è solo un becero trucco di sceneggiatura per allungare il brodo. Confesso che mi sta simpatico anche Dogen, sarà che parla giapponese, sarà che come me appartiene al piccolo popolo, e in effetti anche lui soffre del medesimo male di Jacob. Ma vabbeh.
Hugo si permette pure di prendere per il culo gli spettatori. Davanti ad Adamo ed Eva tira fuori la teoria più accreditata dal fadom (per inciso, anch’io penso che quei due siano Rose e Bernard), in mezzo alla jungla dice che fa tanto bei tempi andati, “trekking through the jungle, on our way to do something that we don’t quite understand”, o ancora il riferimento al fatto che in sei stagioni sei nessuno ha mai visto un faro che stava praticamente sull’uscio di casa. “Non l’abbiamo mai cercato”. Eh, certo. Ma tanto, sull’isola le cose compaiono e scompaiono a piacimento (vedi capanna dello zio Jacob), per cui niente di strano se il faro è magicamente apparso dal nulla proprio ora.
Poi arriva il cuore della puntata: il faro. Il faro è la caverna due la vendetta. Ancora numeri, a ciascuno dei quali corrisponde un nome. Improvvisamente la sequenza 4 8 15 16 23 42 annega nel mare magnum di tutti gli angoli da 0 a 360. Devo dire che il pezzo del faro è bello. Le immagini riflesse negli specchi hanno un loro impatto, la suspence e la tensione sono ben gestite. Peccato che Jack faccia come al solito il coglione, e spacchi tutto. Che poi era quello che Jacob voleva. Purtroppo. Per altro, sono convinta che il misterioso personaggio che sta arrivando sull’isola e ha bisogno del faro sia Jack: Jack sull’isola non c’è mai veramente stato. Ha passato tre stagioni a cercare in tutti i modi di andarsene, e anche quando è tornato in verità l’ha fatto solo per disperazione. Jack non è ancora con l’isola, a differenza di Locke. Ora, come quel che è accaduto possa far capire a Jack il suo ruolo sull’isola mi sfugge, ma confido nella lungimiranza di Jacob. Per altro, inizio a credere che abbiano ragione quelli che dicono che Sawyer è destinato a soppiantare Farlocke, e Jack Jacob. Hurley ce lo vedrei bene al posto di Ricardus. In fin dei conti, per ora fa proprio il galoppino di Jacob.
Passiamo all’ultima sottotrama: Claire. Apprezzo che l’abbiano tirata fuori dal cilindro Rousseaunizzandola, perché questo in qualche modo richiama la sottotrama della malattia che è ancora un punto interrogativo e che da parecchio tempo non riprendevano. Però…però questa Claire mi cozza un po’ con quella che abbiamo visto nella quarta, assieme a Christian della capanna. Poi c’è una frase sibillina che dice: parla di Christian e del suo amico come di due entità separate, mentre io ero convinta che Christian fosse una delle innumerevoli forme che ha assunto il mostro di fumo in tutti questi anni. Mah. Enigmi, enigmi nell’oscurità.
Comunque, puntata godibile, come tutte quelle di Lost, ma un po’ così.
Ora, ho visto i trailer della prossima. Si promettono rivelazioni epocali. L’ultima volta che una puntata è stata pubblicizzata come rivelatrice poi ci hanno spiegato i tatuaggi di Jack, sui quali nessuno s’era mai fatto domande di sorta, per cui sono scettica. Ma ansiosa che arrivi mercoledì, come sempre.