Inutile tritolo

Si sa che io sono facile all’ossessione. Quando mi piace una cosa spesso entro in trip. Ne parlo ovunque, mi esalto, me la godo da tutte le angolazioni. Soprattutto ne fruisco ripetutamente. Tipo le dodici letture de Il Nome della Rosa, o gli innumerevoli ascolti di tutto quanto sia stato partorito dai Muse. Stavolta però inizio a preoccuparmi anch’io.
Ho comprato Storia di un Impiegato qualcosa come una, due settimane fa, sulla scorta di un’ossessione per una canzone del disco, Il Bombarolo. Non so spiegare perché, ma mi piaceva moltissimo, insieme a Canzone del Maggio, che viene dallo stesso lavoro. Ecco, Canzone del Maggio è già più comprensibile. Il Bombarolo meno. Comunque, ho preso il disco a 7 euro da iTunes. Ora, potrei partire con un elogio di tre pagine sulla musica su iTunes, su questa validissima alternativa alla pirateria musicale e via così, e probabilmente un giorno lo farò, ma cercherò di stare sul pezzo e continuare a parlarvi della mia ossessione.
Dopo il primo ascolto di Storia di un Impiegato, commentai su Facebook: “Incredibile quanta bellezza e verità vada via a sette euro”. E puffete! Ero stata catturata.
Non so quante volte abbia sentito il disco da allora. Più o meno una volta al giorno. Canticchio le sue canzoni in ogni dove. Ce le ho in testa, piantate tra l’aorta e l’intenzione, tanto per parafrasare. E ho iniziato a chiedermi perché. Perché questo disco e non altri. Perché non La Buona Novella, Non all’Amore, Né al Denaro, Né al Cielo, che pure mi piacciono tanto. Perché questo, e perché ora.
Scopro che all’epoca dell’uscita, la critica non apprezzò. Non mi stupisco. Faber era uno che andava sempre in direzione ostinata e contraria, lontano dalle facili verità, e sempre un passo in anticipo sui tempi. La sua sete di verità, e il modo onesto e spietato con cui la cantava lo rendeva inviso a chiunque fosse preda del dogma, e ce n’erano, negli anni ’70 (come ce ne sono adesso, d’altronde). Il suo impiegato, che finisce bombarolo, non poteva certo piacere alla borghesia dell’epoca, quelli che si sentivano assolti perché il fuoco aveva risparmiato le loro 1100. E non poteva piacere neppure a chi la rivoluzione l’aveva fatta, visto che i metodi di quella rivoluzione metteva in dubbio, in una spietata analisi di come certe forme di ribellione finiscano per essere più conservatrici di quanto si pensi.
A me invece piace. È intriso di una disperata ribellione, è la storia di una ricerca, e credo che tutte le vite siano questo: una ricerca senza fine e senza requie. E allora forse inizio a capire perché mi piace tanto. Giunta alle soglie dell’età della ragione, qualcosa in me (per fortuna) non si arrende. E spera in una ribellione che faccia saltare le maschere del potere. Una ribellione solitaria, proprio come quella dell’impiegato. Costruisco le mie inutili bombe davanti alla mia scrivania, alla fioca luce della lampada, nella speranza che possano servire a qualcosa, ma nella consapevolezza un po’ triste che tutto sommato io e il mio tritolo siamo davvero innocui. Dentro so perfettamente di essere anch’io un meccanismo del potere. Tutti ci siamo dentro, hanno ragione i Wu Ming. Però quel canto finale, Nella mia Ora di Libertà, mi fa sperare. Che un giorno si decida tutti di imprigionare i secondini nella nostra ora d’aria, che si decida, insieme, che è tempo di cambiare. E in fondo so che non rinuncerò mai a questo desiderio di cambiare, forse un po’ sterile, ma che ci rende eternamente giovani.

29

29 risposte a Inutile tritolo

  1. L'ombra del vento scrive:

    grazie Licia quando uscirà avvisaci xchè so che le scorte dei libri finiranno presto… :D

  2. L'ombra del vento scrive:

    @Licia su alcuni siti ho letto che il 3 vol. della ragazza drago uscirà il 1 giu. e su altri il 18 ?????Chi devo credere ????????????? :( GrAzIe….:D

    • Licia scrive:

      L’ombra del vento: mi spiace, ma al momento non conosco la data esatta di uscita del libro, ed entrambe mi sembrano plausibili

  3. serafinapeccal scrive:

    grazie imp. bianco

  4. Chobin79 scrive:

    @ Pigliadraghi
    Citazione dotta eh? METALLICA :-D
    Gran pezzo Unforgiven.

    Comunque l’etichettatura credo fosse una delle cose che lo infastidivano di più.
    Sia per quello che lo riguardava personalmente che per quello che riguardava il resto del mondo.
    Purtroppo però l’uomo è una “bestia programmata” e cerca di classificare sempre tutto ciò che incontra per riconoscere nelle cose nuove uno schema già visto.
    La cosa bella dei testi di De Andrè è il fatto che non si permette mai di giudicare o classificare nessuno.
    Ogni uomo/donna è in sè un’entità unica e particolare, e per questo merita di essere scoperta e apprezzata.
    Forse è proprio questo suo non-giudicare che l’ha reso così speciale e mai banale.

  5. Pigliadraghi scrive:

    Chobin: Mi trovi pienamente d’accordo; già dai primi anni veniamo “etichettati” in base a quella che è la nostra indole, i nostri risultati prima scolastici poi professionali, il nostro modo di rapportarci con l’altro, in una sorta di “marchio” che sembra identificarci, molto difficile da modificare.
    Mi trovi d’accordo anche su “Un chimico” ed “Un matto”, soprattutto quest’ultima fra le mie preferite in assoluto.

    “Mi hai etichettato
    e io ti etichetterò
    quindi ti ho definito l’imperdonato”
    (Parole non proprio di De’André ma…ai posteri l’ardua sentenza del capire di chi sono e cosa c’entrano)

  6. imp.bianco scrive:

    @licia: è che nel mio dna c’è ancora il moderatore mode on di Lands & Dragons :)

  7. imp.bianco scrive:

    @serafinepeccal: perché sono ridisegnati dal disegnatore degli ultimi due numeri ^^

    X-Bye

  8. serafinapeccal scrive:

    ciao licia, come mai stanno facendo la ristampa del fumetto “le cronache del mondo emerso- le nuove avventure di nihal”?

  9. imp.bianco scrive:

    @sophie: il forum è molto semplice, ti registri, ti presenti nell’apposita sezione e poi partecipi alle discussioni. Il termine X-Bye viene usato dai redattori delle testate degli X-Men, per salutare i lettori, oltre che ad essere usato qualche volta nei fumetti ^^

    X-Bye

  10. Chobin79 scrive:

    @ Pigliadraghi: Sìsì, tranquillo … era solo per espandere il discorso. Accetto tutte le teorie e, anzi, concordo con tutto quello che dici. “Il suonatore Jones” lo conosco molto bene (anche se di quell’album preferisco “Un chimico” e “Un matto”..questione di gusti). Mi intriga molto il fatto che lo stereotipo del musicante gli impedisca (e lui si lasci impedire) la possibilità di non esserlo.
    “E poi se la gente sa, e la gente lo sa che sai suonare,
    suonare ti tocca per tutta la vita
    e ti piace lasciarti ascoltare.”
    Alla fine siamo tutti, nel bene e nel male, dei “Suonatori Jones”. A volte la cosa ci piace a volte meno, ma quello che la gente pensa che tu sia, molto spesso, ti “marchia a fuoco” e la gente si aspetta che rispetti il teatrino e sia quello e niente più. (Argomento ripreso in Amico Fragile).
    Che ne pensi?

  11. Luca Gras scrive:

    E’ sempre bello sapere di non essere gli unici :-)

  12. sophie scrive:

    @imp.bianco non lo sapevo non riesco a capire come funziona…grazie dell informazione !:De poi scusa ma cosa intendi dire per X-bye???semplice curiosità…:D spero di non disturbarti…

  13. Pigliadraghi scrive:

    Chobin: Il mio non essere d’accordo non era rivolto a te nella fattispecie, ma al discorso generale “De’André è una droga”, nel quale si possono trovare posizioni ben più estremistiche della tua. Comunque grazie del chiarimento.
    P.S. Hai mai ascoltato “Il suonatore Jones”, un’altro inno alla libertà?

  14. Chobin79 scrive:

    @pigliadraghi…quando dico che è una droga è perché in tantissimi momenti riesci a sentire vicini quei brani. Ci sono situazioni in cui pensi che quella canzone esprime esattamente quello che pensi.è una droga perché più ci pensi e più ti coinvolge.da parte mia, in questo particolare momento, trovo Se Ti Tagliassero A Pezzetti la mia preferita. Non lo è in assoluto, dipende dal momento. Ora come ora una canzone così, che inneggia all’amore per la libertà, fisica e di pensiero, è per me il massimo.

  15. imp.bianco scrive:

    @sophie: esiste il forum per certe cose ^^

    X-Bye

  16. Pigliadraghi scrive:

    Storia di un impiegato è l’album che mi ha fatto conoscere De’André, la quale scoperta mi portò ad un periodo di overdose totale (sempre per il discorso “De’André è una droga…).
    Comunque non sono d’accordo.
    Anch’io ascolto ogni giorno le sue canzoni, le canticchio a letto o in fila alla posta, ma non perché sia una droga. Lo faccio perché mi colpiscono intimamente, parlano di emozioni straordinarie e delitti molto più ordinari, e le risento perché ogni strofa cambia, si evolve; le sue parole sono vive: sono riuscite a cambiarci (ci son riuscite, lo sai), e tanto rende il suo come il tuo tritolo più che utile.
    Per quanto mi riguarda la mia preferita è “Nella mia ora di libertà”

  17. sophie scrive:

    Spero leggerai i miei commenti :D :(ho paura di disturbarti…:(

  18. sophie scrive:

    @nihal nella notte :D concordo con te ….D
    @ Licia spero di non disturbarti ma volevo semplicemente chiederti da parte mia e d’ altri (spero)
    di creare una sezione con i pensieri dei tuoi fans,giudizi,consigli ecc…così tutti saranno liberi di commentare ed esprimere i propri pensieri senza limiti e magari essere consigliati da Un’ESPERTA COME TE !!<3

  19. Nihal stella della notte scrive:

    awww adoro de Andrè! Amo il suo modo di esprimere la verità attraverso una canzone.Trova sempre le parole perfette per esprimere quelloche vuole dire U.U
    In ogni caso consiglio a tutti il libro “Antologia di Spoon River” da cui è stato ispirato per molte canzone come Il Nano,Il Suonatore John,L’Ottico e tante altre di Non all’Amore, Né al Denaro, Né al Cielo

  20. Giancarlo_F scrive:

    Bello il tuo post Licia, ce n’è un altro che mi era piaciuto anche se non lo condividevo, ed era quello sull’astensione al voto: vedi, per chi come me, è cresciuto con le parole dei grandi cantautori, (De Andrè Guccini Bennato ecc…) trovarsi a vivere in questo mondo è stato come svegliarsi da un bel sogno, per dirla con la migliore battuta di “Mediterraneo” volevamo cambiare l’Italia ma non ci hanno fatto cambiare niente. Adesso ascolto Caparezza e soprattutto non sarò mai loro complice. Sfiduciato. Ciao

  21. LambeAndoLambe scrive:

    Penso di capire… anche se non si tratta esattamente del mio genere.
    A me capita la stessa cosa con la colonna sonora di “Pirates of the Caribbean” (più che altro quella di Hans Zimmer, cioè dei “capitoli” 2 e 3). Ecco, premetto che io non l’ho scaricata proprio dallo stesso sito… (ehm, chi ha orecchi per intendere intenda). E (quasi) ogni volta che la ascolto, la seguo mettendomi davanti la riduzione per pianoforte (presa dallo stesso sito… noi musicisti siamo forse più pirati dei consumatori!). Non è quella musica che dici “è un capolavoro” (voglio dire, ho suonato in orchestra MONUMENTI della musica colta occidentale: so di cosa parlo), ma sono settimane che appena torno a casa TAC vai con due o tre tracce e giù a seguire la partitura (ormai alcuni passi li so a memoria e li saprei ripetere, pur non essendo pianista).
    Non so, c’è qualcosa che mi prende al volo, mi fa entrare in un turbine di sensazioni molto concrete (sì, forse condivide effettivamente alcuni aspetti con la droga…). Non so, io ucciderei per suonare quella musica una volta nella vita.
    E non è questione che sia la moda o no (tanto più che, nell’ambiente “puritanamente accademico”, in molti mi guardano storto quando parlo di questo filone).
    Secondo me basta un niente che va a toccare una nostra emozione… e il gioco è fatto. Starai lì ad ascoltare per mesi o più…

  22. ArtemisFowljr scrive:

    Le canzoni di Faber uno le sente per caso, rimane incantato, e poi scopre chi è, e ne diventa assuefatto. Cito Nicola Piovani.
    « De André non è stato mai di moda. E infatti la moda, effimera per definizione, passa. Le canzoni di Fabrizio restano »

    Una di quelle canzoni puoi scoprirla a quattordici come a trenta come a novant’anni, ti entrerà dentro e non uscirà più.

  23. Dariog scrive:

    infatti viene tutto da qui:

    …mi sentivo normale
    eppure i miei trent’anni
    erano pochi più dei loro
    ma non importa adesso torno al lavoro….

  24. Chobin79 scrive:

    Non sai quanto ti capisco…De André ti entra nel cuore e diventa una droga.
    Ieri sera sono stata al concerto De André canta De André in cui Cristiano canta le canzoni del padre…(te lo consiglio quando verrà a Roma) e l’ho anche incontrato dopo il concerto…meravigliosa persona!
    Morale…in ufficio da 2 mesi non mi sopporta più nessuno. Non capiscono la bellezza di quei pezzi non comprendono la smania di sentirli e di capirne i significati più profondi.
    Hai ragione…è una droga!

  25. Valberici scrive:

    Bel post :)

    La mia preferita è: Verranno a chiederti del nostro amore :)

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>