the day after

Ed eccomi qua. Il giorno dopo. Il collo di marmo, i polpacci che mi fanno male, poca voce e poco udito.
Pensavo non sarebbe stato bello come le altre due volte, un po’ perché c’era la questione Irene, un po’ perché era pur sempre la terza volta. E invece.

Arriviamo alle 19:00. Ok, lo confesso, i gruppi spalla non li ho mai capiti. Tendenzialmente vorrei tenermi le orecchie vergini per il concerto, e invece in genere arrivo all’inizio che sono già mezza sorda. Sentire poi canzoni ignote ad un concerto non è il massimo per apprezzare un nuovo gruppo. È per questo che abbiamo saltato il primo dei ben tre gruppi spalla. Entriamo che stanno suonando i Friendly Fires, o qualcosa del genere. Io mi dedico ad un’attività estremamente rock’n'roll: il sudoku. Il tempo mi passa, ma mi sento piuttosto vecchia. Realizzo che dall’ultimo concerto sono passati tre anni e una gravidanza, e allora mi tiro su guardando il quarantenne seduto davanti a me.
I posti sono buoni. Centrali, prima fila dal prato. Meglio di così solo le transenne sotto il palco, ma so che lì non sarò mai capace di starci, la folla mi mette ansia.
Per inciso, non me ne vogliano i milanesi, ma San Siro è veramente bruttarello. Per altro, il mio settore è dotato di soli due bagni. Invento così un nuovo passatempo: la fila chilometrica per far la pipì. Quaranta minuti di coda, mentre i Kasabian, il cui cantante, in occhiali da sole e camicia hawaiana, è improvvisamente diventato il mio mito, cantano musica decisamente non disprezzabile.
Poi, si attende. Un sacco. Io ho già sonno. Alla fine, un gruppo di scalmanati bandiera-armati sale sul palco. Le bandiere sono rosse con su dei triangoli neri e bianchi – confesso che la cosa non mi ricorda nulla di noto – i tipi srotolano degli striscioni con le citazioni salienti di Uprising, in un trionfo di fuochi artificiali. L’effetto è molto coreografia da partita di calcio, e devo dire che mi sfugge un pochino il senso del tutto. Tanto è vero che mi ci vuole qualche secondo per capire che i Nostri sono saliti sul palco. Mezza nota e riconosco l’inconfondibile attacco di Uprising, e si va.
Io ci sto dentro da subito, agitandomi e a cantando come una pazza. Giuliano accanto a me comincia con le foto a raffica. A fine serata, a scorrere tutte le foto una di seguito all’altra, avremo praticamente il filmino muto del concerto.
Ok, il palco è tamarrissimo. Ok, Matt sembra una specie di cioccolatino con su un pregevole completo argentato, la cui giacca finisce frullata via alla terza canzone, ma l’unica cosa che davvero conta è la musica, come sempre. Musica perfetta, coinvolgente, potente, che da sotto i piedi poggiati sul cemento sale su per le gambe e batte tra stomaco e cuore, come a Roma quattro anni fa, come a Verona tre. 55 000 persone all’unisono cantano “they will not force us, they will stop degrading us, they will not contro us, we will be victorious”, e non avete idea dell’effetto complessivo. Improvvisamente non sembrano più solo parole, improvvisamente sembra vero, che quelle 55000 persone possano davvero cambiare qualcosa, come se fosse possibile un’Italia, un mondo diverso. Una pia illusione, lo so, ma la musica è anche questo, due ore passate a credere l’impossibile, a pensare che le note siano più di semplici vibrazioni dell’aria.
Si prosegue sull’onda tamarra, con una Supermassive Black Hole tutto sommato nella media. Manca il bridge che in genere fanno sempre live. Questo non mi impedisce di agitarmi a più non posso.
Siccome il pubblico è caldo, e il ferro va battuto finché si può, si passa a New Born senza soluzione di continuità. L’unico peccato è che l’intro al piano non la fa Matt, ma Morgan. E vabbeh, ce ne faremo una ragione.
Quarta canzone, si scivola verso ritmi appena meno forsennati con Map of Problematique. Io non sono per niente arrugginita: ok, ogni tanto mi salta dalla memoria qualche parola delle canzoni di OOS (che comunque non ho mai saputo proprio bene bene, lo confesso, nonostante l’abbia sentito tipo un milione di volte), ma le canzoni le riconosco tutte dalla prima mezza nota.
Sono ancora lì tutta esaltata, che arriva il pezzo smosciante: Neutron Star Collision. Stacco, flashback. Lo sapete, la Meyer è una gran fan dei Muse. La dannata, forte dell’essere una scrittrice da milioni di copie e di scrivere in inglese, è riuscita dove io ho miseramente fallito (Rolling Stone? Ricordi ancora il nostro patto di sangue?): ha conosciuto i Muse, che hanno donato un po’ di song per i film tratti dai suoi libri e hanno anche scritto una canzone apposita, Neutron Star Collison.
In molti mi hanno chiesto di commentarla quando uscì. Lo faccio adesso. Il ritornello è molto catchy, e live lo è ancora di più. Voglio dire, è proprio impossibile stare zitti quando lui canta con quella sua splendida voce “our love will be forever and if we die we die together”. Però tolto quel pezzetto lì, il resto è di una smielatezza quasi imbarazzante. E anche la versione live mi lascia abbastanza fredda. Senza contare che dopo arriva la peggio di tutto The Resistance: Guiding Light. Non me la puoi mettere dopo Neutron Star. Cioè, sì, ok, sono identiche a livello di stile, ma io veramente mi ammoscio, ma di brutto. Sono così scarica che mi metto a far foto, per dire.
Ma per fortuna, parte un interludio che conosco benissimo: Hysteria. Meravigliosa, come sempre. Da staccarsi il collo a furia di head banging, che è quel che poi faccio. La canzone si stempera in un brano che sfido i 55000 a riconoscere. Nishe, b-side non ricordo se di OOS o di Showbiz, roba da intenditori, comunque, ripescata dal nulla chissà come, forse è la vincitrice del famoso pull sul loro sito, quello col quale è stata data facoltà ai loro fan di scegliere una canzone della setlist di starsera.
Anyway, momento di pausa. Fin qui è stata praticamente tutta un’unica tirata, con Matt che cambiava chitarre praticamente in corsa. Entra il pianoforte a coda. Godo. Il brano è United States of Eurasia, che non è che sia la cosa più bella da loro prodotta, ma ha dei pezzi al piano da sturbo, che Matt esegue come sempre alla grande. Subito dopo, Feeling Good, altra canzone ripescata dal pozzo dei ricordi. Sempre bella.
Matt, esce, restano solo Dom e Chris. Ogni tanto sbircio sui maxischermi la faccia di Dom. Mi è sempre piaciuto guardarlo quando suona, perché ha quella faccia lí del ragazzino cui hanno regalato un giocattolo nuovo. Si diverte, è così evidente, ed è così bello. È questo che mi piace dei Muse: che dopo tutti questi anni, dopo aver suonato quelle canzoni un miliardo di volte, nonostante i soldi, gli stadi, i palchi megagalattici, per loro è come per me quando scrivo, come vi dicevo qualche giorno fa: si divertono. Si guardano e ridono, si agitano come pazzi, stare su un palco resta una cosa bella, nuova ad ogni concerto, forse. Non riesco neppure ad immaginare cosa voglia dire tenere in pugno 55000 persone così, sapere che sono lì ai tuoi piedi ad urlare per te, che si sono fatti chilometri, attese interminabili sotto al sole per te, sentirli urlare all’unisono, cantare. Dev’essere una cosa fantastica. Se rinasco faccio la rock star :P
Comunque. Dom e Chris zompano su un cosa semovibile che arriva più o meno a metà campo, sollevato di qualche metro sul pubblico. Dom suona una specie di borghi luminosi, Chris ovviamente sta al basso. Leggo dalla setlist che il brano si chiama MK Jam; non so cosa sia ma è fighissimo, ballo come una forsennata, mi sento come gli indigeni di King Kong durante il sacrificio della tipa, nel film di Peter Jackson che ho visto un paio di giorni fa. Mi agito così tanto che non arrivo alla fine, mi tocca prendere fiato prima. Sono veramente vecchia…
Poi, anche Matt zompa sul trespolo, e parte Undisclosed Desires, che live non avevo idea di come potesse risultare. Troppo sintetica, troppo strana per i loro standard. E invece è perfetta, veramente da ballare. E quanto urlo “I want to reconcile the violence in your heart” capisco che quelle parole sono perfette per il terzo libro delle Leggende, e che forse ce le metterò anche in apertura, guarda un po’. Tra l’altro, il trespolo è una bella idea, loro adesso son più vicini e le foto dell’infaticabile Giuliano vengono meglio.
Tutti e tre tornano a terra, e parte un accenno di Adagio di Albinoni, e io me lo sento: it’s Resistance time. E infatti.
Che vi devo dire. Fantastica. È una delle loro canzoni che preferisco, e live è potentissima, con quel grido disperato, “love is our resistance”, che poi sento così mio. E infatti lo grido a squarciagola, anche se praticamente sono già afona e mi viene da tossire.
Si passa a Starlight, che mi ricorda il mio viaggio di nozze – la sentii mentre la nave salpava, sulla prua, sotto il cielo viola di un freddo tramonto baltico – e tutti i viaggi per mare che ho fatto. Sarò banale, ma è così. E anche qui canto un sacco.
Poi c’è il momento inedito, che non ti aspetti. Matt diventa semplice chitarrista, e sale su un tizio, che scopro chiamarsi Nic Cester, e che a me sembra sputato Faramir de Il Signore degli Anelli. E canta Back in Black degli AC/DC. Loro si divertono un sacco, il pubblico pure, quindi tutto ok. Io la canzone la conosco, ma le parole non le so, per cui mi limito a scuotermi.
Di nuovo tempo di grandi classici: Time is Running Out. Scopro di non ricordare alcune parole. Male, molto male. Un ritornello è affidato del tutto al pubblico, e io urlo come non ci fosse un domani.
Si chiude la prima parte con una Unnatural Selection a dir poco sublime, soprattutto il bridge. La chitarra letteralmente squarcia l’aria con grida disperate, ti prende sotto lo stomaco a tradimento, ti apre in due, meraviglioso.
I nostri escono e scopro che è passata tipo un’ora e un quarto che a me è parsa qualcosa come cinque minuti. A ricordarmi il tempo passato, le taniche di sudore e la stanchezza che ho nelle ossa. Sono proprio invecchiata…
Rientrano. Dom ci chiede di accendere i cellulari, e io becco Unintended dai primi arpeggi. Mi fa uno strano effetto sentirla. È praticamente la canzone che suono meglio alla chitarra, oltre ad essere la ninna nanna dei primi giorni di Irene. Bellissima. Struggente come al solito.
In tutto questo, per altro, ad un certo punto, non ricordo quando, hanno anche trovato il tempo di infilarci un accennino di House of the Rising Sun strumentale.
Poi, mentre ancora ci ripigliamo dalla commozione, dal palco esce un ufone gigante. Exopolitics? Adesso parte un gippone di Matt sugli alieni? La risposta è più semplice, e più bella: Exogenesis I, la mia preferita, quell’Ouverture che è una delle cose più belle che abbiano mai prodotto, la mia canzone preferita. Stavolta non canto e non ballo. Stavolta resto inchiodata al cemento con gli occhi chiusi. Peccato, perché all’ufone sospeso in aria è attaccata una ballerina che sembra tanto Lidja quando fa il suo numero dei teli aerei. Ma adesso per me conta solo la musica. Che è sublime. Sentirla live, anche se l’orchestra è registrata (e vorrei vedere, impossibile tener lì degli orchestrali solo per una canzone…), è un’emozione unica. In testa mi esplodono mille idee, e ne fiorisce in particolare una, che mi gira in mente da un po’. Sono tre minuti di assoluta perfezione, di unione col cosmo. La voce di Matt, la chitarra, la sera estiva. Meraviglioso. Unico. Tre minuti che da soli valgono il prezzo (alto) del biglietto, che vorresti registrare e rimandare avanti all’infinito, per riviverlo ancora, e ancora. Per me il concerto può anche finire qua. Ho portato a casa l’obiettivo di questi 600 km di viaggio. Ma c’è ancora tempo. E parte un’indiavolata Stockholm Syndrome. Bene, avevo voglia di agitarmi un po’. Si agita anche Matt, che a fine canzone tira la tarammo-chitarra – è una Manson rossa con su i brillantini, una roba oscena degna di finire sbattuta da qualche parte – contro la batteria di Dom. Ricordo che già qualche tempo fa Dom rischiò di beccarsi non ricordo qualche chitarra in fronte. Comunque, l’oggetto va ad abbattersi a un metro dal nostro batterista del cuore e dal suo strumento.
Altra uscita di qualche secondo, poi rientrano. Matt sale sul trespolo in una tenuta memorabile: completo coperto di lucine rosse e blu intermittenti, corredato da occhialoni giganteschi sbrillucicosi anche loro. Un uomo, un mito.
Così bardato, riesce a cantare un’intensa Take a Bow, e senza manco ridere. Bella, as usual.
Parte Plug in Baby. Stasera Matt è veramente in buona, perché spara degli acuti che non gli ho mai sentito negli altri due concerti. Gli ha fatto bene essere mollato dalla tipa? Cioè, povero, non è che mi faccia piacere, eh, ma a quanto pare gli ha rinverginato le corde vocali. Sul pubblico scendono i consueti palloni. Io un po’ ci spero che arrivino da noi, ma la cosa è proprio senza speranza. I palloni, che poi sono enormi occhi, si fermano più o meno a metà del prato.
Poi, Chris attacca l’armonica a bocca. Non sapevo la suonasse. L’effetto è assolutamente splendido, improvvisamente San Siro diventa un pezzo di west, sembra di veder spuntare Clint Eastwood da un momento all’altro. E io so cosa ci aspetta. Knight of Cydonia. Quel che non so è che sarà la più bella Knight of Cydonia che abbia mai sentito. Non so cos’è. Forse la potenza. Forse il bridge, diverso da quello del disco, più bello, e che finora avevo sentito solo in un bootleg raccattato in giro. Ma mi carica da impazzire, è assolutamente fantastica.
E il concerto finisce così, con un po’ di inchini, mentre la chitarra di Matt geme a terra, con tanti applausi, i nostri a loro e i loro a noi, e già un po’ di nostalgia.
Il bilancio è ottimo. Io sono meno pimpante di tre anni fa, ma loro sono sempre grandi. Avrei gradito un po’ più di piano, Matt al piano è poetico, e ho notato che ormai le canzoni live sono quasi identiche alle versioni da studio, che è un peccato, perché adoravo il fatto che live le canzoni fossero ancor più belle che sul disco, ma non posso dire di essere delusa, ma manco un po’. Sì, forse Verona è stato più bello, ma contava anche l’acustica ottima del posto, e la sua bellezza ovviamente. Ma è stato bellissimo ritrovarli, e ritrovarsi in loro. Sono ancora la groupie che urla per due ore sulle loro canzoni, il cui immaginario è così profondamente influenzato dalle loro canzoni, e che si esalta per un concerto.
Qui sotto, qualche foto sparsa. Sono in treno, e sto usando il WordPress per iPad per comodità, ma che è un pochino limitato rispetto alla versione full di Safari; per questo le foto non sono nel corpo del post. Comunque, credo siano abbastanza autoesplicative :P

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55 risposte a the day after

  1. Emanuele scrive:

    Io ora però, che mi leggo questo post a distanza di tre e passa anni, voglio sapere a che punto sia la citazione di Undiscosed :D Mi sono sfogliato frettolosamente il prologo e il primo capitolo delle Leggende3 ma non ho trovato nulla…

  2. Simone scrive:

    Ciao Licia!!!!Leggendo i commenti ho letto che ti piace Lady Gaga!!! =) IO INVECE LA AMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO ♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥

  3. Margherita scrive:

    C’ero anch’io!!! E ne sono strafelice!!!! Nonostante i miei quasi cinquanta …. ero talmente felice dentro che non ho smesso un attimo di cantare, ballare, spellarmi le mani, e con me mio figlio quindicenne …. una cosa veramente splendida.
    Non sono un critico, mi piace semplicemente la musica, tutta la musica che mi dice qualcosa, che mi da emozioni, e i Muse mi danno tutto questo.
    Appoggio in pieno tutto quanto hai scritto, anch’io ho vissuto una serata emozionante.
    Ciao
    Margherita

  4. Ele-Ele scrive:

    Ciao a tutti! Anche io ero al concerto e volevo proprio sapere cosa ne pensava anche l’altra gente. Licia se sapevo che c’eri prendevo due piccioni con una fava (come sul dire) e incontravo sia te che i Muse! :D
    Comunque riguardo alla spazzatura sinceramente non posso provare disprezzo per chi ha lasciato la roba lì perchè anche io l’ho fatto. Quando stai dalle 16 fino a sera tardi nello stesso punto perdi la forza di metterti la cartaccia in borsa…O almeno per me è stato così.

    • Licia scrive:

      Ele-Ele: più che altro c’erano pochissimi cestini. Io ho buttato in una serie di sacconi neri per la monnezza messi in un angolo…

  5. Vanda Servidei scrive:

    Anch’io sono folle per Muse!
    Andro’ a vederli (udite udite!) allo stadio di Wembley il prossimo 10 settembre!

    P.S. Ho appena finito di leggere “Guerre del Mondo Emerso”: l’ho comperato per caso, passanto fra gli scaffali di Feltrinelli a Largo Argentina durante una mia recente visita a Roma. Splendido!

  6. Grazia scrive:

    Ciao, Licia. Mi chiamo Grazia e ho 12 anni. Adoro i tuoi libri e vorrei farti i miei complimenti, sentiti, davvero.
    Sappi che sei il mio idolo *_*

    P.S.: Quanto ti invidioo! Adoro i Muse!
    P.S.2: anche la frase “I want to exorcise the demons from your past” è perfetta, almeno secondo me :D

  7. ATNO scrive:

    Non sono proprio un fan,conosco poche canzoni, ma volevo esserci. Per di più lo hanno trasmesso live su Sky live, ma io ero ad un saggio di danza xD Che poi non sono mai andato ad un concerto serio :’(, aspetto il nuovo tour degli Evanescence.
    Ah Licia una domanda, come si vedeva dal tuo posto? Quanto eri lontana dal palco?

  8. Giada scrive:

    non ero mai stata a un loro concerto e non sapevo cosa aspettarmi…avevo mal di pancia…ma alla prima nota è sparito tutto solo brividi e tanta voglia di cantare!! anch’io probabilmente sembravo una matta scatenata…i Muse sono andata a vedere i Muse!!! ancora non ci credo! fantastici semplicemente fantastici…

  9. emy scrive:

    mark, leggi cosa hai scritto tu prima di sentenziare.
    Licia, ognuno ha i commentatori che si merita.

  10. Fra scrive:

    Grazie ai Muse per le 2 ore più belle della mia vita…Voglio inciderle nella mente per ricordarmele per sempre!!
    Licia, nel film delle Cronache i Muse saranno obbligati a inserire una canzone nella colonna sonora!!

  11. mark scrive:

    si scusami hai ragione.. ma mi disp ma nn sopporto l’arroganza…

  12. Benedetta scrive:

    Leggere questo post è stato bellissimo ed emozionante :)

  13. mark scrive:

    emy: i commenti e le opinioni tienitele x te ke qui nessuno nè ha bisogno… GRAZIE!

  14. Lele24 scrive:

    Licia una curiosità.. abbiamo capito che impazzisci per i Muse… ma invece cosa ne pensi di Lady Gaga come cantante?

    • Licia scrive:

      Lele24: mi sta simpatica, sa sicuramente vendersi molto bene. La sua musica non è esattamente il mio genere, ma nel complesso la trovo divertente

  15. Yrechan scrive:

    Francy, è vero… auguri a Matt XD
    Infatti a san Siro c’era uno striscione con scritto “Happy B-Day Matt” che faceva anche un bel figurone XD i miei complimenti agli artefici XD

  16. Paola scrive:

    Licia hai perfettamente ragione basterebbe un pò di civiltà dalle persone non solo da chi va ai concerti ma anche da chi va a vedere la partita di pallone io credo che in tutti gli anni che sono stata allo stadio non ho mai lasciato niente ho sempre portato lo zaino e quando tornavo il contenuto finiva nel cestino tipo cartacce bottiglie etc.

  17. Francy scrive:

    A parte tutto oggi è anche il compleanno di Matthew :P

  18. valeria scrive:

    nooooooo
    non hai idea di quanto avrei voluto essere lì ieri sera… invece ero a casa a stampare le schede di geografia pensando a Luca (un mio amico che era al concerto)!
    comunque hai ragione, milano è brutta, è meglio monza! ma san siro è bello dai. caspita era l’unica data… e me la sono persa… sarà per la prossima volta. XD

    • Licia scrive:

      valeria: veramente a me Milano piace, è San Siro che m’ha lasciata un po’ così :P . Sarò campanilista, ma m’era piaciuto di più l’Olimpico, quando c’ero stata. Sembra più grande, probabilmente per l’anello di atletica

  19. Fabio scrive:

    Vedo che qui tira aria di tempesta ^^ Racconto molto interessante comunque… :D

  20. Carlo scrive:

    Cavolo l’ho letto tutto dall’inizio alla fine, e mi è piaciuto proprio perchè, al contrario delle recensioni che trovi sulle riviste tipo Rolling Stones, non hai voluto trovare a tutti i costi qualcosa di negativo, il pelo nell’uovo, la pagliuzza nell’occhio ecc. Questo è essere fan. Godersi le cose al massimo, prendere tutto il positivo che ci si trova. Caricarsi di tutta l’energia spremibile.
    E non vedo l’ora di cogliere l’ispirazione dei muse dal tuo prossimo Legends!!!!XD

    • Licia scrive:

      Carlo: dipende da quello che uno cerca. Se vuole sapere se Val la pena spendere 60 euro per sentire i Muse live, direi che non è il caso che si legga questo post. Se vuol divertirsi a leggere un’opinione di qualcuno che è appassionato, allora il mio post fa per lui. Se però volesse divertirsi davvero, dovrebbe venire a vedermi al concerto: perdo i freni inibitori in quelle situazioni lì e sono veramente inguardabile :P

  21. imp.bianco scrive:

    Grazie ad un contest del blog della Ragazza Drago…

    http://blog.librimondadori.it/blogs/ragazzadrago/2010/06/09/and-the-winners-are/

    Diciamo che le domande erano molto semplici… ed hanno annunciato anche altri contest… mi sto infervorando XD

    X-Bye

  22. Gaia** dell'Intervista scrive:

    Eh, Licia, così mi deludi, e io che speravo in una recensione dettagliatissima!! E invece giusto due righe buttate lì per caso… bah…
    scherzo ovviamente:D
    beata teeeeeee anche io avrei voluto esserci, ma abito lontano, ho un Esame di Stato e devo studiare (sempre che io il 20 giugno non decida di partire per l’Australia e non tornare mai più!!)

    Mi fa piacere che ti sei divertita, e la prossima volta ci sarò anche io!! Lo giuro!! :D

    kisS**

  23. Yrechan scrive:

    Io c’ero… Posso dire di essere una discreta fan dei Muse ma non sfegatata – per dire, mi sono accontentata dei biglietti che costavano meno – ma non avendo mai visto un altro concerto loro sono rimasta davvero impressionata. Non ero mai stata in posti grandi come San Siro – che poi sarà zozzo, concordo, ma è veramente enorme e vederlo pieno fa un effetto incredibile! – e non avevo mai visto scenografie così incredibili. Che alla fine non era altro che il contorno, perché i protagonisti son stati loro e la loro musica.
    Io personalmente preferisco i posti piccoli: quei concerti in cui riesci a vedere a distanza di due metri il cantante anche senza andare il giorno prima a prendere il posto.
    Però San Siro è San Siro… e i Muse sono i Muse! Per quanto mi riguarda si sono fatti riconoscere, mi hanno regalato una serata indimenticabile, uno spettacolo fantastico. E son tornata senza voce, nonostante con i testi a memoria non è che fossi messa poi così bene… :P
    E comunque ho apprezzato davvero Back in Black… Hanno suonato da Dio *_*

  24. Sephiroth scrive:

    Grazie per la recensione! Mi sembra quasi si esserci stato anch’io!

  25. Ludovico scrive:

    Non sono mai stato ad un concerto(purtroppo ç_ç) ma da come ne parli e da quello che hai provato devo dire che non vedo l’ora di andare a uno!!! Però mi sa che Regina Spektor in Italian non ci passa tanto spesso xD Aspetterò con pazienza, intanto sono contento per te che ti sei divertita, cosa che in tanti, alla tua età, non sanno già più fare…

    • Licia scrive:

      Ludovico: guarda, la cosa che m’è piaciuta è che lí c’erano persone di ogni età, dai feti :P – c’erano almeno due tipe incinta – a persone con almeno dieci anni piú di me. Per fortuna è pieno di gente che si sente “pischello dentro” :P

  26. Zerio scrive:

    Credo si stia alzando un polverone per nulla emy… Licia non ha fatto altro che scrivere ciò che ha provato ieri al concerto ed ha espresso le sue opinioni. Ora ovviamente c’e chi condivide e chi no, ma non trovo il motivo per cui si ci possa accanire sul suo racconto (chiedo scusa se prima l’ho definito recensione perchè effettivamente non lo è). Ci sono molti modi di esprimere il proprio parere ed il tuo non è stato dei più carini. Se sei stata delusa dal concerto che ben venga la tua critica (scritta in modo adeguato). Cumunque per chiuderla qui io direi che il concerto può essere o non essere piaciuto e dunque il bello è chiacchierare fra noi e non accaninrci l’uno con l’altro…

  27. Lele24 scrive:

    NOOOOO LICIA NON TORNARE A ROMAA!! Rimani, ti ospito a casa mia!! L’Irene starà bene con i nonni!(al massimo mando giù i miei a prendere lei e il marito!xD).. ma ti pregooo.. restaaaa!!

  28. emy scrive:

    mark…a differenza di altre persone ho delle opinioni e le esprimo. Osannare sempre e comuqnue non mi sembra granchè sensato e “sparisci” lo dici a tua sorella. Detto questo, Licia ti lascio alle tue schiere adoranti che tentare di dialogare è inutile.

    • Licia scrive:

      Mark, emy e tutti: manteniamo la discussione su toni civili, grazie. Cazzo, è un concerto, Dio mio, che ragione c’è di fare questi isterismi?

  29. mark scrive:

    emy: come ti permetti di attaccare la grande Licia Troisi?? ma sparisci!!

  30. Paola scrive:

    Ciao Licia,
    leggendo le tue parole ti ho invidiata, e comunque come sempre anche solo con le parole mi hai trasmesso le emozioni che hai provato.
    Volevo solo farti una precisazione: San Siro è bruttarello ma è uno stadio di calcio e da gran tifosa che sono (e comunque amante dei concerti) ti dico che il giorno dopo un concerto è anche peggio e per fortuna ora non ci deve giocare nessuno se no sai che brutta partita vedremmo per i concerti dovrebbero trovare dei posti più adatti non credi?

    • Licia scrive:

      Paola: no, piuttosto la gente dovrebbe essere più civile. Io il rusco l’ho portato fuori dallo stadio e l’ho gettato in un cassonetto, e direi che occorrerebbe sempre fare così

  31. emy scrive:

    Guarda che il discorso “io sono una grande fan” l’hai tirato fuori tu per giustificare la tua non oggettività. Ci sta ti ho detto, ma allora evita uscite del cavolo su cose che non sai. Tutto li. Ripeto, buon per te se ti sei divertita. E cmq è ben chiaro da quello che crivi che di musica in generale non te ne intendi e non hai neanche tanto idea di cosa sia un concerto in generale. Ti basta vederti i Muse qualunque cosa suonino e qualuqnue spettacolo mettano in piedi indipendentemente dalla sostanza. A me no. Tutto qui! Solo non ti credere una “cool” perchè fai head banging e lo devi scrivere mille volte. A te basta l’apparenza, si è capito. Tante buone cose!

  32. La Ele scrive:

    Licia è stato meraviglioso e hai colto in pieno tutto quello che ho provato ieri sera! Anche io, lo ammetto, mi sono sentita un po’ groupie cantando, ballando e -purtroppo per quelli intorno a me- urlando come una pazza! Peccato per la mia odiosa posizione ( secondo anello rosso numerato); sarebbe stato anche bello solo che, dopo che ci siamo seduti, abbiamo scoperto che davanti a noi c’era il palo con le luci e le telecamere però è ci è andata bene lo stesso visto che Matt ha fatto avanti e indietro per tutto il tempo e ogni tanto salivano su quel robo che camminava… Quando è partita “Exogenis I”, l’unica cosa che sono riuscita a fare è stata guardare lui che cantava senza muovermi, come incantata. E’ stato meraviglioso!

  33. emy scrive:

    Licia, ci sta tutto quello che hai scritto nel tuo commento “sono fan e commento da fan” ok. Ma allora non te ne uscire con “voglio sapere quanti hanno riconosciuto al chicca Nishe, sarà stata dal pool, Feeling Good ripescata dal passato” perchè sono cazzate. Se non sai di cosa parli evita, scrivi solo impressioni e ci sta. E cmq criticarli perchè non sono più quello che erano non rende me meno fan di te. C’è chi si accontenta di poco, c’è chi sa quanto epici possono essere i loro concerti e rimane deluso. Buon per te se ti accontenti, ne uscirai sempre contenta.

    • Licia scrive:

      Emy: stiamo calmini, eh? E per favore evitiamo i discorsi “io sono più fan di te”. Sono tanto giovanile, ma ho trent’anni, quella fase lì l’ho passata da tanto, tanto tempo :P
      Io mi sono divertita. Stop. È perché mi accontento di poco? E chi se ne frega. Tanto mi sono divertita per due ore, quello volevo fare.

  34. acqua905 scrive:

    Sarà che per me era il primo concerto dei Muse e quindi non so come fossero gli altri ma a me è piaciuto un casino, e sono d’accordo con tutto quello che hai scritto Licia. Tra l’altro io ero nel prato ed è stata una vera disfatta a llivello fisico, fuori sotto il sole dall’una di pomeriggio e poi tutti che saltavano come matti e spingevano, tanto che una mia amica si è presa pure un pugno nello stomaco. Comunque complessivamente davvero bello!!!

  35. imp.bianco scrive:

    Vado off topic ma sono troppo contento dal dire che…

    ho vinto il terzo libro della Ragazza Drago! XD

    X-Bye

  36. Chiara scrive:

    Licia, non ti ho mai ringraziata!! ho scoperto del concerto dal tuo blog!graziegrazie! tra l’altro, prima volta che andavo a s.siro e vedere tutta quella gente saltare e cantare a squarciagola ha caricato non poco l’atmosfera!!!!! :-)
    (cmq hai ragione!!!!costumi e lucette tamarrissime!!!!!!!che spettacolo!!!!)

  37. Alice/Nihal scrive:

    Sono felicissima per te Licia!!! Appena ho visto il servizio al telegiornale ho pensato a te!! ^^ Sono contentissima che ti sia divertita!…e io stasera me la devo vedere con i miei compagni di scuola per la pizza di fine terza media…ma sarò forte! Come Nihal! Hahahaha!! Tanto non piango mai per queste cose! io non li dimentico i miei amici! ^^ Spero di divertirmi!!
    Bacioni a tutti!!!

  38. Simone scrive:

    WOW….beata te!E’ stupenda Unprising!WOW……..CHE BELLO SPETTACOLO PERO’!

  39. Fabrizio scrive:

    Ok, spississimo.
    All’ultimo mi avevano anche offerto i biglietti, ma Gis aveva la sveglia stamattina e parte tra 20 giorni per l’Africa.
    E ci starà se va bene tre mesi, ergo non avevo proprio voglia di rivedermi i Muse da solo.
    La scaletta mi piace, ci sono state un sacco di cose simili alla data di novembre a Torino. Nishe, per esempio, e The Man With The Harmonica.
    Non so come sia vederli in uno stadio: mi sembra una cosa che moltiplica le distanze e forse preferisco il pala-sport, che è un po’ più piccolo e dovresti vederli bene da qualsiasi lato.
    Allo stesso tempo, 55.000 che cantano in coro sono una roba da Fosso di Elm, da fare almeno una volta nella vita.

    Non oso immaginare Plug In Baby in quelle condizioni…

  40. artyfowljr scrive:

    Wow!! Non posso dire di essere una fan sfegatata dei Muse ma non mi dispiace affatto sentire le loro canzoni. E poi da come lo hai raccontato il concerto deve essere stato assurdamente spettacolare.
    Purtroppo non ho mai avuto l’occasione di andare ad un concerto di questo tipo, figuriamoci poi del mio gruppo/cantante preferito.
    Voglio disperatamente andare a uno dei concerti che farà Sting in Italia quest’anno, il problema è che dovrei come minimo vendere un rene per pagare il biglietto per me & genitori :P Senza contare viaggio e albergo. Evvabbè, intanto mi rileggo questa tua cronaca del concerto dei Muse che mi è piaciuta troppo :D

  41. Zerio scrive:

    Fantastico! Quello che hai scritto rispecchia in tutto e per tutto quello che ho provato ieri! dal primo all’ultimo minuto di concerto! Knight of Cydonia è stata fantastica! Veniva giù lo stadio! Grande Licia per questa “Recensione” fantastica! Già mi manca la giornata di ieri… sono arrivato a casa alle cinque ed è dalle otto che sono a lavoro e non faccio altro che ricordare la giornata di ieri!

    P.S.
    I Kasabian sono molto bravi vero? Io li conoscevo gia ma Live devo dire che rendono molto bene!

  42. emy scrive:

    E col cavolo che Feeling Good è un ripescaggio. La cantano sempre da millenni, come quasi tutto il resto dei vecchi pezzi, la setlist è stata davvero penosa. Leggi un po’ di setlist e ti rendi conto di come gli pesi il culo alla grande. Va bè, tristemente disillusa da questo concerto.

    • Licia scrive:

      Emy: beh, se mi conosci, non capisco perché tu sia venuta sul mio blog a cercare una recensione obiettiva. Io non capisco nulla di musica, sono una fan e non ne ho mai fatto mistero, e questa non è neppure una recensione, è il racconto del mio concerto.
      A me è piaciuto, ad altri no e mi sembra anche normale così. Peccato per il pool, potevano non farlo se poi se ne fregano del risultato, ma Citizen e Bliss non sono esattamente le canzoni che hanno suonato meno nella loro carriera, io le ho sentite entrambe, Bliss due volte.
      Io mi son divertita, ma non è che questo implichi che tutti si devono divertire o devono apprezzare come me, eh?

  43. emy scrive:

    Licia, Nishe non è stata la chicca della serata, è fissa in questa “nuova” setlist da stadio. Le vincitrici della pool erano Citizen e Bliss ma ormai è chiaro che se ne fregano alla grande di cosa i fan (a cui loro han chiesto cosa vorrebbero sentire) vogliano sentire. Hanno passato quella linea sottile che porta un concerto grandioso con stage pazzeschi da Spettacolo a Solo Scena poca sostanza. Certo loro dal vivo sono sempre bravi ma ieri non hanno fatto nulla di più del loro compitino e ormai i Muse come li si era conosciuti e amati non esistono più. Fatti un giro sul forum di Musemuseum a leggere un po’ di commenti…sono tristi e disillusi ma rappresentano bene il concerto di ieri. Posso capire il tuo entusiasmo, soprattutto se non sei stata a Torino a dicembre, ma davvero un po’ di oggettività non guasterebbe.
    Per fortuna ci son stati i Kasabian se pure con un set breve.

  44. Valberici scrive:

    Sono leggermente invidioso, dovevo esserci ma poi ho dovuto rinunciare per impegni inderogabili. :(

    p.s.: bello il cappello “estivo” :)

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