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C’è un libro che di recente mi è piaciuto, e di cui non vi ho parlato. Male male. In verità, che mi è piaciuto è cognito, visto che l’ho detto anche sulla copertina dello stesso, ma repetita iuvant. Il libro in questione è Gothika di Francesco Falconi. Ok, l’ho letto svariati mesi fa, ma adesso ho avuto tra le mani il cartaceo, ed è stata tutta un altra cosa.
Innanzitutto, è un libro atipico per Francesco, e forse per questo l’ho apprezzato anche di più: mi piace chi sperimenta vie nuove. Non è un fantasy, probabilmente è fantascienza. L’ambientazione, seppur volutamente sfumata, è accattivante: il fatto è che praticamente è il nostro mondo, e questo rende il tutto sottilmente inquietante. Il libro è teso, giocato su un artificio narrativo che ho trovato particolarmente azzeccato, e, che per chi l’ha visto, mi ha ricordato quel gran bel film di Memento. La narrazione è in bilico tra passato e presente, e il passato ci appare a spizzichi e bocconi, tramite vere e proprie visioni del protagonista, e, soprattutto, a ritroso: il primo ricordo è quello più vicino nel tempo, il secondo appena precedente, e via così. Il risultato è che il libro è teso, e il lettore è chiamato a mettere insieme i pezzi, esattamente come è costretto a fare Padre Faust, il protagonista. Ovviamente, questo aumenta il grado di coinvolgimento del lettore, e infatti il libro fila via che è un piacere.
E poi, certo, c’è il messaggio, che in un libro del genere, appartenente alla collana Verdenero, non può che essere un aspetto fondamentale del tutto. Il tema è estremamente delicato (gli OGM e la sperimentazione genetica, per la cronaca), un tema che induce facilmente ad opposti estremismi e a posizioni spesso dettate più dall’ideologia che da una reale analisi dei fatti. Ecco, io apprezzato molto che Francesco non abbia cercato assolutamente di ridurre la complessità del problema, ma anzi abbia cercato di mostrare con la maggior onestà possibile tutti i punti di vista in campo. La questione, come è giusto che sia in un buon libro, alla fine resta aperta, e il lettore semplicemente ne sa più di prima: con queste nuove conoscenze, è pronto a farsi la sua idea.
Insomma, bel libro che vi consiglio di nuovo.
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La seconda recensione riguarda Twilight. No, non il libro. Il film. L’hanno dato su Sky lo scorso fine settimana e me lo sono visto. Che dire. Grandissima colonna sonora (e non lo dico solo per i Muse), immediatamente acquistata, e bellissima fotografia. Il resto però m’ha lasciata perplessa. Su tutto il film aleggia un’aria da opera indipendente americana che non mi spiegavo, e che con la materia ci azzecca quanto i cavoli a merenda. Poi scopro che la regista in effetti fa film indipendenti, e la cosa mi si chiarisce. Qual è il problema? Che non puoi accoppiarmi dialoghi come quelli del film (tipo la celeberrima frase sull’agnello scemo e il leone masochista) ad una messa in scena così “di nicchia”, se mi passate il termine. Poi finisce che gli elementi soprannaturali della storia ci fanno la figura dei posticci appiccicati là, come infatti accade. Diciamo infatti che, a parte una certa noia strisciante, la cosa più o meno funziona fino a quando Edward non si mostra per ciò che realmente è: a quel punto tutto un “what the fuck…?” grosso come una casa da parte dello spettatore. Certe cose sono semplicemente ridicole: il modo in cui si muovono i vampiri (la corsa accelerata è semplicemente oscena, non vedevo roba cosí dai tempi de I Cavalieri dello Zodiaco, e almeno lì si sopportava perché era un cartone animato), la “sbrilluccicanza” degli stessi al sole, per dirne solo due. Già quando le avevo lette mi avevano lasciata un pochino perplessa, ma vabbeh, gusto mio. Al cinema semplicemente fanno ridere. È che credo si potessero trovar soluzioni diverse, più plausibili, più belle a vedersi.
Sul lato ossessione amorosa, poi, siamo scarsi. Non è ben chiaro perché Bella si innamori, ancor meno lo è perché lo faccia Edward e la passione tra i due è tiepidina. Voglio dire, da una storia su un amour fou io mi aspetto qualcosa tipo l’ottimo Romeo + Juliet di Lurmhan: eccesso, recitazione sopra le righe, una certa dose di kitsch. Invece il film ha una piega intimista e autoriale che non c’azzecca, lei recita praticamente solo di smorfie e alzate di sopracciglia. Lui quanto meno è un po’ più credibile. Insomma, occasione mancata. Vedremo i successivi. Intanto, mi sa che leggerò anche gli altri libri della saga, magari in lingua e sull’iPad: il primo non mi ha entusiasmata, anche se alcune cose mi son piaciute e ne riconosco tutte le qualità, ma in effetti meritava di essere proseguita.
Contenuti Speciali:
V’è piaciuta l’intervista alla radio, ieri sera? Io mi sono divertita moltissimo, la musica era fantastica, spero che sia piaciuta anche a voi. Se non erro, adesso dovrebbe essere disponibile tipo il podcast sul sito. Per chi si fosse perso il tutto.
Infine, quel che avrei voluto fa stamattina (e che ho fatto domenica), ma purtroppo tocca laura’