Morte e vita

I cimiteri mi hanno sempre messo l’angoscia. Fin da piccola, quando passavamo sulla sopraelevata e sbucavamo al Verano, con tutte quelle fioche luci che accendevano la sera, a me mancava l’aria. E così quando andavamo a cimitero a Benevento o a Colle.
Credo siano i fornetti. A Roma si chiamano così le tombe in condominio; avete presente, no? Quelle grosse costruzioni in cemento armato, con vari piani, e dentro decine e decine di piccoli loculi, che se hai sfiga il caro estinto è al decimo piano, e per mettere un fiore devi prendere la scala. Uno in condominio ci passa tipicamente la vita, perché ci deve stare anche da morto, mi chiedo? E poi nel cemento, murato, a svariati metri dalla terra, quella alla quale, secondo le scritture, dovresti tornare. Invece torni la calcestruzzo, in una tremenda quadratura del cerchio: in fin dei conti, vieni già dal cemento armato.
Comunque.
Qualche giorno fa ho fatto un’altra lunga passeggiata. Ripida, soprattutto. Conduce ad una piccola chiese un tre chilometri – e 400 metri più su – dal paese, S. Giacomo. È stata a suo modo un’impresa. Con Irene sulle spalle eravamo stanchissimi, la pendenza si fa sentire tantissimo, e la chiesa ci sembrava un dannato miraggio in cima alla montagna. Poi il bosco si è aperto in una radura minuscola e la chiesa era là, bianca, il campanile alto e sottile.
Come succede spesso da queste parti, nel recinto della chiesa c’era un cimitero. Un cimitero completamente diverso da quelli cui sono abituata io. Una trentina di croci in ferro battuto o in legno, infisse nel terreno appena smosso, su cui erano piantati fiori di vario genere. Era tutto un ronzare di api che andavano da una corolla all’altra.
È strano, ma non c’era niente di angoscioso in quel posto. Sono entrata, e l’aria non mi è mancata. Ho passeggiato tra le lapidi, in quel posto d’infinita pace: gli affreschi naïf sulle pareti della chiesa, i fiori, le croci, le iscrizioni in caratteri gotici. Pochi cognomi, ladini o tedeschi. Foto di vecchietti sorridenti, moglie e marito. 1873, 1964. Due guerre mondiali, epidemie e carestie. Vite forse consumate del tutto tra questi monti. Quanti di loro avevano mai visto altro, oltre al Sassolungo, alla neve, alla fame, alla vita dura? Un vecchietto con un cappello in feltro, un giovane di una ventina d’anni con un volto d’altri tempi. La tomba di alcuni bambini morti piccolissimi tra il 1916 e il 1918.
Ecco, non fosse stato per quei bambini, forse non avrei tremato neppure un po’, lì dentro. Era il cimitero di Spoon River, un microcosmo in cui raccogliere brandelli di vita. Quante storie in un fazzoletto di terra, storie che forse nessuno conosce più, ma che ancora regalano fiori ai monti, in primavera. Non ho mai sentito la morte come qualcosa di naturale. Ma a volte ci sono luoghi in cui la vita ti appare cosí terribilmente semplice, così tremendamente forte, dalla nascita a quella croce di ferro battuto, a guardare il sole sul Sella d’estate, e a dormire sotto la neve d’inverno, che forse puoi fare i conti persino con la vecchiaia e la morte. Guardi i volti sorridenti di due vecchietti, moglie e marito, e pensi che ci metteresti la firma.
E forse, dopo tanto che non ci pensavi più, per mancanza di fede, e per una curiosa disabitudine alla speranza e una tendenza al pessimismo, d’improvviso trovi Dio dove non te l’aspettavi.

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36 risposte a Morte e vita

  1. La Dragonessa color zaffiro scrive:

    Mi hai incantata nel modo in cui hai scritto tutto e dico sul serio. La mia bis nonna sta al Verano lo chiamano un monumento… carinissima la chiesa e anke il cimitero per la misera struttura che gli dà quel senso d’importanza per me.

  2. Ludovico scrive:

    Sai trascrivere in un post, tutta la magia di un posto fantastico come quello in cui sei andata. Già solo dalle foto mi immagino il luogo, ma purtroppo di cimiteri in quel modo ce ne sono talmente pochi. Nemmeno qui da me, che sono più o meno in campagna, il cimitero è di quel tipo, cemento anche qui. Mettere i morti dentro quei loculi, è come volerli strappare dalla madre terra, come volerli tenere lontani dal “dopo”, qualunque cosa sia. E’ come volerli trattenere con noi a qualunque costo. Capisco che sarà anche un fatto di spazio, ma si rovina tutta il senso di pace e sacralità che un luogo come quello che hai visitato potrebbe dare.

  3. federica scrive:

    wow… mi ha semplicemente colpita… devo dire che ho la fortuna che la mia famiglia non è abituata ad andare al cimitero, e io non ci sono maii stata, ma la tua esperienza mi ha colpita…
    proprio ora sto leggendo guerra e pace… e c’è un bellissimo passaggio in cui il protagonista scopre il cielo altissimo sopra di lui, è ferito, e crede di essere in punto di morte. crede, ma non teme. è stupendo. come questo tuo post. scusa se questo mio commento non è collegato agli altri. ciao

  4. Marty. scrive:

    Ciao Licia siamo Martina ed Emma 2 grandi fans dei tuoi libri sul mondo emerso. Ci chiedevamo se magari, in futuro, potesse uscire il film de tuoi stupendi libri!

  5. Gre scrive:

    Già mah…

  6. fabiano scrive:

    dio in un cimitero? ma allora è morto davvero!

  7. I love MondoEmerso scrive:

    mah XD

  8. Gre scrive:

    Manca una porola scusate!! la domenda x intero è :”ci sarà un motivo x cui non l’ha fatto no?”

  9. Gre scrive:

    @i love MondoEmerso: in effetti è vero è molto strano che Licia non abbia mai commentato in questa discussione!!! Mah..ci sarà un x cui non l’ha fatto no? :-)

  10. Yugi scrive:

    I romani vanno a “l’arberi pizzuti”, ovvero i cipressi. per noi la parola cimitero non esiste o comunque non è usata nel dialetto.
    Penso non sia per un rifiuto scaramantico ma “l’arbero pizzuto” identifica un luogo, uno spazio ben preciso delimitato e quindi riservato.
    Ecco quindi la natura del cimitero, uno spazio limitato, riservato che i megacimiteri della Roma moderna snaturalizzano con in condominio dei defunti e la promiscuità del dolore. Nel cimitero di paese ritrovi il silenzio del senza tempo e la pace del riposo dopo un vita di fatica.

  11. Laura scrive:

    Ciao Licia^^in questo tuo post mi hai trasportata direttamente lì!Se devo essere sincera a me i cimiteri non mi hanno mai messo angoscia,anzi mi attirano soprattutto se vecchi di secoli.Quelli più vecchi con le lapidi ingiallite dal tempo,mi fanno entrare in un’altra epoca^^,perchè sono molto diversi da quelli di oggi.Devo anche dire che il cimitero non è il mio posto preferito,ma non lo trovo così angoscianti^^

  12. I love MondoEmerso scrive:

    comunque è strano…. è la prima discussione dove Licia non ha messo neanche un commento…

  13. A me i cimiteri fanno stare male… sono luoghi tristi, posti dove affiorano ricordi, dove le persone vanno per pensare al passato, a piangere, a riflettere, a rimurginare sugli errori commessi nella propria vita… la gente si dispera, a volte sta muta, impalata, altre volte prega o semplicemente piange mentre guarda con occhi lucidi una semplice scritta incisa su una lapide di marmo munita di una foto della persona cara defunta. C’è chi crede che “quella persona” veglia su di lui, chi non ne e’ convinto affatto, alcuni dicono che sentono la “sua” presenza nei momenti difficili… io dico che basta crederci. Comunque i cimiteri (per me)sono come un incontro tra vita e morte, come un mezzo di comunicazione tra noi e i nostri cari e dovrebbero essere allegri perchè, infondo, quella persona ha vissuto, amato, sognato come tutti e ora il suo nome è scritto là dove il suo animo e’ sempre pronto ad accogliere le “visite”…dopotutto… chi non vorrebbe una casa ben arredata?? (Valentina)

  14. Sara scrive:

    Molto spesso i cimiteri sono come una specie di “libri bianchi” dove si puo’ fantasticare sulla vita delle persone di cui vedi la foto nella lapide.
    E’l'unico posto dove rimane il ricordo di chi ha scritto una storia prima di noi.
    Mi sorprendo spesso leggere la data di nascita e di morte di sconosciuti; per capire, ad esempio, se querta persona ha vissuto il dolore della guerra o la gioia della pace.
    Quindi non sono luoghi da evitare, secondo me, ma da cercare e ricordare.
    Ogni esistenza che ha vissuto nel paese in cui si vive, ha lasciato qualcosa nella nosta quotidianita’, e forse noi non ce ne rendiamo conto. Ad esempio la vecchia casa in fondo al quartiere, o un albero secolare… chi puo’ saperlo…??? Molti lo considerano un posto macabro per l’aria di morte che si respira, pero’ secondo me è solo un’ impressione che ci viene suscitata.
    Ma ogniuno ha le sue idee, e questa è la mia. :)

  15. I love MondoEmerso scrive:

    @puffadolceamara: secondo me non è giusto ciò che dici perchè anche il pensiero che ora i corpi siano cenere ci aiuta a capire quanto sia effimera la vita. E in fondo questo è positivo. Almeno, secondo me è positivo. E poi anche se in un modo più macabro ci aiuta a tenere in mente i nostri cari.

    non è che ti sto sgridando :D stavo solo dicendo la mia opinione!!! :D

  16. antonio scrive:

    vero, sono posti stupendi. Anche i grandi cimiteri di città nascondono storie …

    http://zenzeroguru.blogspot.com/2010/07/ada-non-poteva-leggere-spoon-river.html

  17. Walter scrive:

    Anch’io non amo i cimiteri e il fatto di trovarne uno bello nulla toglie che ce ne siano centinaia che invece sono brutti. Adesso c’è un’altra forma di sepoltura: quella della trasformazione delle ceneri di cremazione in un diamante. Si tratta del Diamante della Memoria.
    Il diamante ottenuto dalla cremazione è l’estrema sintesi della persona scomparsa e può in alcuni casi costituire un’accettazione almeno parziale del lutto, in quanto catalizzatore dell’angoscia associata al dolore dovuto all’assenza della persona amata. Avere con sé la sua sostanza, la sua essenza, consente di mitigare la solitudine e il senso di abbandono derivante dalla sua morte.
    Il cimitero, lasciamolo ai morti morti. Io, ad esempio, mia mamma la voglio portare sempre con me.

  18. Puffadolceamara scrive:

    SCUSATE MI è PARTITO UN COMMENTO VUOTO.SORRY :P

  19. Puffadolceamara scrive:

    .

  20. Puffadolceamara scrive:

    Odio i cimiteri,appunto per i piccoli che posso trovarci.Mi sento stringere i polmoni in una morsa letale.
    E mi vengono i brividi,quando leggo sulle lapidi le date di 1 secolo fa…di chi è nato e morto nell 800 e 900….perchè poi inevitabilmente penso che la dentro siano ormai cenere.Un corpo che prima era pieno di vita,diventa solo polvere.Gli occhi che una persona ha amato…..polvere.

    Perciò non metto mai piede nei cimiteri.L’ultima volta risale a molti anni fa…e spero che (con un aiuto dal cielo)di non vederne + per molto tempo.)

  21. Ally scrive:

    CIAO LICIA!DA COME L’HAI DESCRITTO SEMBRA UN POSTO TRANQUILLO, PERFETTO PER MEDITARE. LE FOTO MI RICORDANO UN CIMITERO CHE HO VISTO DI SFUGGITA IN MACCHINA.
    P.S.A ME NON PIACCIONO AFFATTO I CIMITERI, ANCHE SE E’ MEGLIO ANDARCI, COSI’ IL RICORDO SI MANTIENE PIU’ VIVIDO

  22. antonio scrive:

    osservato scusate

  23. Gre scrive:

    A me i cimiteri non sono mai piaciuti xchè ho il terrore del dopo, ovvero la morte aa cui tutti purtroppo siamo destinati, xerò facendo le ferie in montagna (Valle Aurina, da 11 anni) ho visitato alcuni cimiteri e devo dire che sono stupendi!! Non si può dire che un cimitero sia bello xerò…le croci in ferro battuto e legno…le corone di fuori…emamo qualcosa di magico che quando entri dentro, l’angoscia di essere in un cimitero lascia il posto ad una sorta di armonia e pace:-)!!! Quindi Licia capisco bene ciò che provi e sono assolutamente d’accordo con te:-) :-) !!!!

  24. Valberici scrive:

    Questo post mi ha ricordato il mio viaggio di nozze, passato a visitare i piccoli cimiteri dei Pirenei :)

  25. antonio scrive:

    Sarebbe stato ancora più fantastico se avessi ossevato quel luogo mentre ascoltavi : “the sound of silence” tristissimo naturalmente , ma ancora più a tema con i tuoi pensieri di quel momento . :)

  26. Kikka scrive:

    Come ho già detto i cimiteri mi affascinano per il senso di pace che mi trasmette…quando mi reco al cimitero della mia città mi sento tranquilla, soprattutto in estate l’odore dei fiori freschi è così forte da prenderti alla gola. Il tuo post mi ha fatto riflettere Licia, i cimiteri narrano la storia di quel paese o città che sia…i cimiteri sanno di antico e di vite vissute.. comunque le foto sono come dire…pittoresche, può sembrare strano ma le vedo così… ;) :D

  27. Ice Phoenix scrive:

    Queste foto infondono una tale serenità… Non sembra un cimitero. Concordo sul fatto che un cimitero dovrebbe essere il luogo per eccellenza che collega la vita e la morte e penso anch’io che debba essere un luogo tranquillo e sereno, immerso nella natura dove i defunti possono davvero riposare in pace… I nuovi cimiteri, che intrappolano i defunti in muri di cemento, non sembrano rispettare il destino di un uomo che pertanto con la morte dovrebbe ricongiungersi alla terra dalla quale è stato creato.
    Vi lascio con questi pensieri…
    Kiss kiss

  28. Luca Gras scrive:

    ‘rca miseria, m’hai fatto venire i lucciconi, Licia. :-)

  29. Sara scrive:

    Mi piacciono i cimiteri. Sono luoghi calmi e tranquilli: non c’ è un rumore, e tutto sembra avvolto da un’ aura magica invarcabile. Odio invece il condominio in cimitero. Certi sono alti anche sei piani,e io non li sopporto: perche’ soffro leggermente di vertigini e quando salgo su’ per la scala mi sembra di cadere. Le mie gambe si piegano e diventano tese come un pezzo di legno.Sento dei brividi gelidi sulla schiena e la testa mi prende a pulsare. Il mio bisnonno è al sesto piano, e per questo non vado mai a portargli dei fiori; perche’ poi dove glieli metto??? ;)

  30. axelander scrive:

    I cimiteri sono luoghi magici da un certo punto di vista. Quando posso vado a quello cittadino per trovare un pò di pace e per parlare anche con i miei cari defunti. Ma mi piace anche guardare le foto delle altre tombe e leggere le date di nascita e morte. A volte sembra di vedere in quelle facce la storia della mia città fatta da tutte quelle persone.

  31. Francy scrive:

    Mia madre è polacca, e vicino alla nostra casa di campagna, a circa 500 metri, c’è il cimitero. Somiglia molto a queste foto, solo che è molto più grande, e si inerpica su una leggera salita. Potrebbe sembrare strano dirlo, ma è un posto fantastico, in qualsiasi stagione, se entri nel cancelletto in ferro battuto ti senti in pace con te stessa. Le lapidi marmoree sono distinte le une dalle altre, alcune hanno arabeschi strani incisi sopra, altre hanno statue di angeli a vegliarne il sonno. Quello, per me, è un vero cimitero, dove i morti possono riposare davvero, e dove puoi portare tua figlia senza che tremi o pianga a vedere il nonno che, placido, riposa fra campanule e margherite di campo.
    Una volta sono caduta in una tomba, lì, perchè avevano tolto la terra per trasferire la bara. Tre metri sotto terra circa, ho urlato per un po’, confondendo dei sassi che non vedevo con ossa di probabili cadaveri. Ma vedere il cielo limpido e le fronde degli alberi su di me… mi ha fatto pensare che un morto lì fosse quieto abbastanza da non rimpiangere il suo decesso.

  32. Paola scrive:

    Io ho sempre odiato i cimiteri a condominio. ferocemente.
    Ho invece sempre amato i cimiteri piccoli, fossero con semplici lapidi o con le croci o splendide statue gotiche, immersi nel verde, in qualunque posto li abbia trovati. Mi mettono serenità, mi ricordano quanto sia bella la vita e quanto sia naturale la morte. Incorniciano con grazia e discrezione esistenze a volte brevissime, ma che senza una foto o un segno di pietra a coronarne i resti, sarebbero state dimenticate.
    I cimiteri in cui i vivi nons pingono per sistemare i loro morti, mi ricordano sempre che non bisogna avere paura di morire. Ed è un insegnamento prezioso, che mi ricongiunge alla vita.

  33. Marcello scrive:

    Mio padre aveva la fissa, non so perché, non è che sia un tipo ‘macabro’, credo dipendesse dall’atmosfera di pace: quando andavamo in montagna se ne usciva sempre con qualche nuovo cimitero / mausoleo / ossario da vedere. Però a volte erano affascinanti, ‘sti piccoli cimiteri inerpicati tra gli alberi, annessi alla classica cappelletta… a pochi metri in linea d’aria dal caos del paese invaso dai turisti… naturalmente la mia immaginazione orrorifica mi evocava subito terra smossa, bare aperte, e calate di zombie trai turisti terrorizzati…

  34. Jox scrive:

    i cimiteri mi hanno sempre impaurito ed affascinato, specialmente quelli a cui non siamo abituati.
    Il Cimitero Acattolico a Roma è davvero stupendo, quando ci sono andata ho fatto tantissime foto, però cimiteri così sono rari.

  35. Paola scrive:

    Ciao Licia, dai tuoi post vedo posti incredibili, purtroppo non ho mai avuto la possibilità di girare molto e le mie ferie sono sempre state al mare (che per altro nemmeno mi piace) ma come sempre la maggioranza vince. Comunque appena la piccola Gaia sarà cresciuta un pochino (è impossibile portarla in spalla anche perchè non ci vuole stare lei vuole camminare ha 15 mesi) voglio tassativamente portarla in luoghi come questi.
    Quindi il mio post è solo per ringraziarti di vero cuore di condividere queste immagini e queste sensazioni con noi GRAZIE

  36. I love MondoEmerso scrive:

    I cimiteri sinceramente non mi fanno una bella impressione in cemento e calce. Insomma il cimitero dovrebbe essere il punto d’incontro tra la morte e la vita, quindi uno se lo dovrebbe aspettare come un luogo angelico, dove la vedova va a trovare il marito, gli sorride e gli posa un fiore sulla lapide per fargli capire che lo ama ancora come il primo giorno, e io sono sicuro che quel marito in cielo sia contento della moglie che lo ricorda. Ma un conto se ostruiamo questi luoghi con costruzioni in cemento sembra quasi profanare l’atmosfera per cui quel uogo esiste: cioè per salutare una cara persona che ora non è più con noi…. un cimitero dovrebbe essere come quello delle foto che hai postato…. non un ammasso di cemento…. qualche volta capita ancora di trovarsi in un posto in cui l’incontro tra morte e vita è qualcosa di mistico come il cimitero della chiesetta che hai fotografato. Purtroppo anche il concetto di porgere saluto ai defunti sta perdendo valore.

    P.S. Licia, siccome so graficare un po’, ti piacerebbe se ti realizzassi un calendario con queste foto che hai postato? Cioè so che il tema non è proprio felice, ma può essere un ricordo delle tue camminate :D

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