Mi fa specie scrivere questo post. Probabilmente non dovrei. È quel classico argomento da flame infinito. Ma, sapete com’è, oggi è ancora agosto, la città è sonnacchiosa, e la blogsfera continua a essere dominata dalle discussioni estive. L’anno scorso era il plagio del fumetto delle Cronache, quest’anno è questo.
Dunque. Avevo voglia di parlare di Gheddafi. Concorderete con me (spero) che gli incontri che quest’uomo fa qui in Italia col suo caro amico Pres. Del Cons., al quale lo unisce più che altro un comune sentire nei confronti della democrazia e un identico delirio senile, umiliano l’Italia tutta. Vorrei ricordare che Gheddafi ha accolto con un eroe il terrorista di Lockerbie. Per chi non ricorda l’evento, un promemoria.
Ma noi non eravamo quelli che combattevano il terrorismo?
Gheddafi è un dittatore, non crdo che qualcuno possa nutrire dubbi in proposito. Anni fa ebbe modo di dire che la parola democrazia deriva dall’arabo e significa sederai sul popolo, per dire.
Ma noi non eravamo quelli che la combattevano la dittatura e portavamo la democrazia dappertutto?
Gheddafi viene qui a dire che dobbiamo convertirci tutti all’Islam. Intendiamoci, a me questa roba fa lo stesso effetto del proselitismo cristiano o di qualsiasi altro segno. Ho sempre ritenuto la fede un fatto privato, per cui non vedo di buonissimo occhio nessuna forma di proselitismo. Ma mi domando: ma al governo non c’è un tizio che portava i maiali a pascolare sui terreni che dovrebbero ospitare le moschee onde evitarne la costruzione, perché l’Islam è il nazismo del ventunesimo secolo?
Ecco. Tutto questo volevo dire. Perché mi sconvolge la somiglianza tra Berlusconi e Gheddafi (il corteo di fanciulle plaudenti, per altro pagate da noi contribuenti, a quel che mi è stato dato di capire, i deliri di onnipotenza, lo sprezzo per la democrazia e i suoi vincoli), perché mi fa schifo questo teatrino e piú ancora mi fa schifo ciò che rappresenta.
Ma poi ho pensato: se scrivo questa roba, parte il flavm. Perchè io pubblico Mondadori, e in questo periodo chi pubblica Mondadori non è visto bene, specie se parla male di Berlusconi.
E allora ho capito. Che sebbene la questione su questo blog sia stata sollevata una volta sola, in maniera del tutto pacifica, e che io abbia risposto dicendo tutto sommato tutto quel che penso sull’argomento, ci sono ancora un paio di cose circa il pubblicare con Mondadori che non ho visto scritte in giro e che penso.
Innanzitutto, quanta gente come me si è sentita tentata dall’autocensura, in questi giorni? Voglio dire, l’autore di destra non viene deprecato in alcun modo dal pubblico. È quello di sinistra, quello che può mettere in luce le contraddizioni, perché no, gli orrori dell’attuale governo, che viene stigmatizzato. È una specie di pericolosa censura che mette a tacere proprio chi in parte può mettere in crisi il potere di Berlusconi. E la cosa peggiore è che questa censura viene proprio da parte di chi Berlusconi non l’ha votato, e felicemente lo vedrebbe altrove piuttosto che alla guida del paese. Cioè, siamo alle solite: la sinistra litigiosa, in cui ci si scaglia contro i propri simili piuttosto che cercare di combattere contro l’oppositore politico.
E uno.
Da cui discende direttamente due: ma quindi cosa si vuole? Che la Mondadori diventi una roccaforte della destra? Che la più grande casa editrice italiana parli con un’unica voce, quella di chi Berlusconi lo vota e lo apprezza? E siamo sicuri che ci convenga? Non è meglio invece usare questa bella grancassa per far giungere urbi et orbi la voce del dissenso?
Infine, tre.
In passato ho praticato il boicottaggio. In parte lo pratico ancora, ma è sempre più difficile. Per dire, per un sacco di tempo non ho comprato Nestlé, e vi assicuro che è una cosa complicata, perché la maledetta ha ramificazioni ovunque. Perché non la compravo? Per la questione della pubblicità del latte in polvere in Africa. Ancora oggi, se posso, compro banane eque e solidali, e anche qui la cosa è di una complicatezza estrema. Questo per dire che non ho nulla da ridire con chi in questi giorni chiama al boicottaggio dei prodotti Mondadori. Mi fa specie che la Mondadori sia diventata il Male solo oggi, quando di porcherie a suo riguardo Berlusconi ne fa da vent’anni. Per dire, la cosa che trovo più scandalosa è il modo in cui Berlusconi s’è impossessata della Mondadori, quello è davvero vergognoso, più ancora di quest’ultima bella trovata, che non è molto diversa dalla legge sul rientro dei capitali dall’estero (altra indicibile porcata che mi ha fatto molto incazzare). Comunque, chi vuole boicottare, boicotti. Solo non faccia l’errore di non leggere più Mondadori, perché fa il gioco del padrone. I libri sono vivaddio l’unica cosa che può salvarci della non etica televisiva imperante, l’unico strumento che può farci uscire dal pantano, e darci quella consapevolezza necessaria per recuperare un po’ di senso dello stato, un po’ di sete di democrazia. Per cui non compri, ma legga. I mezzi, lo sapete, ci sono. Ma non si illuda di aver risolto il problema. Perché se boicotti Mondadori e vuoi essere coerente, allora non devi più vedere Mediaset, non devi più stipulare assicurazioni con le banche e le assicurazioni del gruppo, non devi comprare né quotidiani né periodici del gruppo, e vi assicuro che sono così tanti che sapere quali appartengano a lui e quali no é un’impresa. Ma basta boicottare Mondadori? O il problema è più vasto?
Feltrinelli, per dire, é abbastanza etica? Insomma, a sentire i commessi che ci lavorano.
E Sky? Murdoch non mi pare sia esattamente una brava persona. E le banane della Del Monte? Avete idea dello sfruttamento che ci sta dietro? Qui non si tratta piú di comportamenti poco etici, si tratta della vita e della morte di centinaia di contadini strozzati dal latifondismo e dalle corporation.
E allora?
Allora bisogna essere consapevoli che il problema è molto vasto, e che guardare tutto in bianco e nero significa una sola cosa: lavarsi pubblicamente la coscienza. Che è quello che tanta gente sta facendo in questi giorni.
Infine.
Io non credo che non leggere Mondadori risolverà il problema Berlusconi, o anche solo gli arrecherà danno. Anzi. In fin dei conti è quel che ha sempre voluto e perseguito: una società di caproni formata sulla televisione, che penda dalle labbra del tubo catodico e non sia in grado di formarsi una propria opinione. Ossia, gente che non legge. E se anche tutti gli autori di sinistra se ne andassero dalla Mondadori, il risultato sarebbe una casa editrice a sua immagine e somiglianza, ancora, ciò che lui vuole.
Berlusconi si batte solo alle urne. Punto. È lì che si può far male. E per batterlo alle urne ci vuole, come dicevo all’inizio, consapevolezza politica. Una consapevolezza che ciascuno di noi con un po’ di voce può contribuire a formare. Io, nel mio piccolissimo, ci provo. Probabilmente non ci riesco, ma questo non mi impedirà di provarci.
E per questo, ribadisco che quel che è accaduto con Gheddafi, e che purtroppo accadrà ancora, è il trionfo del capitalismo più becero e selvaggio, il trionfo dei soldi su qualsiasi ideologia piú o meno sentita. È quel che succede quando al potere non c’è uno con un’idea, ma qualcuno intenzionato solo a perpetrare il più possibile il proprio potere facendoci nel contempo più soldi possibile