Il volto (inquietantemente) sorridente del consumismo

Nel mio quartiere c’è un centro commerciale. Non è una cosa strana. A partire dal ’90 o giù di lì, quando aprì Cinecittà 2, il primo centro commerciale, a Roma hanno iniziato a spuntare come funghi in ogni dove. Adesso c’è questo nuovo modello che sta colonizzando ogni buco libero in periferia: quartiere + centro commerciale. Tutti più o meno identici, tutti avvolti intorno al Raccordo. Ecco, il mio quartiere è uno di quelli. E ha il suo centro commerciale.
Quando aprì, confesso, fui contenta. Vivevo da sola da poco, e avere il supermercato sotto casa era una comodità senza pari. Poi lì provai per la prima volta il giapponese, e me ne innamorai, e fraternizzai col proprietario. Poi feci amicizia con la gente della libreria, e iniziai ad andarci sempre più spesso. E insomma, sto lì almeno una volta a settimana per i motivi più svariati: spesa, acquisto libri, acquisto cena che non ho voglia di cucinare, semplice passeggiata. È un posto cui tutto sommato sono affezionata. Ma in fin dei conti ciò non toglie che in qualche modo il centro commerciale è il Male. In sé. Per quel che rappresenta. Per quel che è.
Questo posto finto, una brutta copia delle strade all’aperto, in cui la gente si ammassa nei fine settimana, tipicamente incazzata nera per il traffico e la ressa, per cui finisce sempre che si litiga per qualche ragione. Questo luogo scintillante, che mostra il volto sorridente del consumismo più becero: produci, consuma, crepa. Però con un bel nastrino intorno. Questo posto che strozza il piccolo commerciante, che distrugge con la sua impersonalità i rapporti umani che un tempo si stabilivano coi piccoli negozianti del quartiere. Ok, esagero, è evidente. Ma è vero che c’è qualcosa di inquietante nei centri commerciali, sempre.
Ora, nel mio quartiere c’è anche un parco. Tutte le mattine, prima di andare a lavorare, ci vado a spasso con Irene. E da un mese ci sono due novità: il centro commerciale ha regalato al quartiere uno spazio con delle giostre e un’area attrezzata per i cani. Nulla di che, ovviamente, ma prima non c’era niente, semplicemente. I cani non avevano un posto in cui scorrazzare liberi (anche se in teoria se non erro la legge prevederebbe spazi del genere) e i bambini al massimo correvano nell’erba alta. Adesso ci sono le altalene, lo scivolo, un paio di giostrine per arrampicarsi. L’area per i cani ha le panchine per i padroni e una serie di percorsi attrezzati per far divertire gli animali.
Ogni tanto il centro commerciale organizza pure qualche attività un po’ diversa dal solito. Tipo la mostra delle famigerate mucche: una serie di statue di plastica di mucche decorate nei modi più vari da artisti di vario grido. Oppure mostre fotografiche, o attività per i bambini.
Ora, lo so. Tutte queste cose hanno un ritorno per il centro commerciale. È tutta pubblicità. Anche un po’ subdola: tu porti il pupo a giocare, e intanto ti penetra dentro l’idea che il centro commerciale è buono, ti fa dei regali, quindi perché non vai. Eppure…Eppure niente. È stata un’iniziativa che mi è piaciuta. In fin dei conti, potevano anche non regalarci niente, e quel che ci hanno dato serve a cementare un po’ i rapporti sociali nel quartiere, a farcelo vivere e a trasformarlo in un luogo, e togliergli quell’aria da dormitorio. Ed è qualcosa che ci invita pure ad uscire dal centro commerciale, a gravitare anche altrove. Insomma, m’hanno fregata, ecco. Due giostrine, e m’hanno comprata :P

Errata Corrige
Mi si dice che il percorso agility per i cani è stato donato da un privato, e non dal centro commerciale. Per amor di precisione :)

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25 risposte a Il volto (inquietantemente) sorridente del consumismo

  1. La Dragonessa color zaffiro scrive:

    Non avevo mai sentito un articolo così intenso sul consumismo °-° ma ti do ragione licia anch’io ne ho uno vicino casa e lo uso solo per la libreria e un negozietto carino d’abbigliamento stop

    A presto

  2. @Francesco quello è più legato all’educazione del commesso, che non al fatto che fosse una Feltrinelli o altro, ritengo. Conosco gente cafona sparsa per molti negozi della città e in quelli preferisco non andare a spendere un euro.

    @Licia sì, certo, l’una cosa non escluda l’altra. Ancora non riesco a vivere il centro commerciale come un luogo familiare, ma questo limite credo che sia legato all’aura di novità che ancora lo avvolge (e poi non è esattamente dietro l’angolo) ;)

    Di certo è comodo. Lì dentro ci si trova di tutto.

  3. Luce 93 scrive:

    penso che il centro commerciale in se e per se non sia il male assoluto, è solo un’altro luogo dove andare a fare un giro…ciò che più mi sconvolge è il rapido avanzamento delle verie catene di negozi di ogni genere: libri, abbigliamento, perfino le pasticcerie… credo siano quelle che soffocano i piccoli commercianti più che i CC e per un motivo tanto semplice quanto ovvio, le catene di negozi possono permettersi prezzi di norma inferiori rispetto al piccolo rivenditore e la gente (io stessa) potendo risparmiare un po’ ne approfitta. Ovviamente questa non è una verità universale perchè a volte nella grande distribuzione si spende il doppio che nel negozio sotto casa quindi… nella mia piccola Ferrara di centri commerciali ce ne sono 3 e ne stanno per fare un 4°… a cosa servono 4 poi nessuno lo sa…

  4. Ice Phoenix scrive:

    @Francesco Falconi: mi spiace per la conversazione rapida e indolore con quello alla Feltrinelli ;) a me non è mai successo. Piuttosto mi capitano spesso commesse antipatiche nei negozi d’abbigliamento…

    @Nihal95: anche io conservo ricordi belli e divertenti di giornate trascorse in centro commerciale con le amiche. Per un qualsiasi motivo ci si riunisce e poi ci si ritrova a fare shopping, comprare regali di compleanno per un altro amico/a, vedere un film al cinema o semplicemente fare una passeggiata insieme, mangiando un gelato o una pizzetta, ridendo e scherzando a non finire… :D
    Che bei ricordi… Naturalmente il centro commerciale non è il nostro unico punto di ritrovo e di divertimento, ma fa la sua parte ;)
    Grazie per avermi riportata indietro nel tempo, (non che avessi bisogno di qualcuno che mi facesse ricordare ancora quei bei momenti che custodisco gelosamente nella mente e nel cuore… ;) )
    Bacioni E Buonanotte A Tutti!!!

  5. Yugi scrive:

    i centri commerciali non sono il male. specialmente ora che ce ne sono talmente tanti che iniziano anche loro a sentire il sapore della concorrenza dopo che hanno “ammazzato” il mio fornaio, il mio macellaio, il mio cartolaio …..
    comodi e confortevoli per fare la spesa (rapida e indolore) ci tolgono il sapore dell’inverno e dell’estate, in fondo dobbiamo solo comprare e non vivere e quindi che te ne fai della pioggia a via cola di rienzo o a via del corso?
    mi viene poi il vomito quando lo vedo diventare un luogo d’incontro per i ragazzi, il loro “muretto” in un luogo finto e senza riferimenti se non quelli multinazionali.
    Cara Licia non ti hanno comprata ma stanno solo suonando il piffero magico …. :)

  6. Shion82 scrive:

    i centri commerciali è vero hanno lo scopo di portarti all’acquisto, ti invogliano a comprare anche se nn hai bisogno di nulla. ti dici: “vado a fare un giro al parco leonardo(roma) tanto per fare una passeggiata” e poi ti ritrovi cn un carrello pieno di roba e il portafogli più leggero. ma succede anche perchè i centri commerciali hanno offerte che nel singolo negozio te le sogni

  7. Samuele scrive:

    A mio parere voi che vivete nelle città dovreste ritenervi fortunati, perchè almeno un CC c’è. Io vivo in un paese in provincia di Frosinone dove non trovi un CC nemmeno a pagarlo dato che il comune del paese è talmente al verde da non potersi nemmeno permettere una palestra per le scuole medie che è stata cominciata 20 anni fa ma mai portata a termina. Però bisogna anche dire che il comune del paese è anche generoso visto che organizza tutte le più stupide sagre di paese che durano di media una settimana dove la gente non fa altro che bere mangiare e sentire stupidi concerti di cantanti che riempiono le proprie canzoni con parole oscene che persino i bambini dell’asilo sentono perchè portati alla festa dai genitori che amano questa ridicole festa. comunque tornando al tema del CC (per non divagare troppo) devo dire che qui in zona ce ne sono 4 soltanto che in 2 di questi non c’è nulla da vedere dato che in massimo 10 minuti si visitano subito, uno ha il 60% dei negozi chiusi e quelli che ci sono eccetto 2 o 3 fanno letteralmente schifo e il 4 dista almeno mezzora di macchina dal mio paese. Forse questo è il più decente dei 4 solo che non ha uno straccio di libreria (come tutto il resto della provincia) e il cibo più internazionale che c’è è la pizza. Se poi vogliamo aggiungere che questi CC al contrario degli altri non organizzano mai nessun evento e non donano altalene, giostre e quant’altro ai bambini, penso che tu ti debba ritenere fortunata Licia perchè se abitassi nella zona dove anche io abito rimpiangeresti il tuo CC sotto casa.

  8. Nihal95 scrive:

    Io credo che un centro commerciale non faccia male. Ma uno. Non come da me che ne stanno costruendo un terzo, e tutti a pochi km di distanza.
    Da me, il primo CC che hanno costruito è un luogo in cui passare un sabato pomeriggio quando piove, o fa troppo freddo per stare fuori. Un luogo in cui si incontrano persone che non vedevi da una vita, o altre che magari hai visto il giorno prima. Non mancano certo le truzze che girano cercando di rimorchiare, e lo fanno solo con truzzi più stupidi di loro. E quando dici: “E’ da una vita che non vedo ***”, eccola che spunta fuori come per magia, con l’immancabile cannuccia dell’ennesimo estatè in bocca e con quei stupidi braccialetti di cui il prossimo anno nessuno ricorderà il nome. Ma vabè, un saluto e tiri dritto, con le tue amiche e prosegui per i fatti tuoi. Quindi, questo CC non è male. Ripeto, è un luogo in cui passare un pomeriggio in compagnia, magari si va al cinema, oppure si stanno le ore a girare per i negozi, fermandoci a mangiare un gelato o uno yogurt, o un crepe con la nutella (ma quello solo quando ti senti anoressica o estremamente di buon umore! :) XD). E’ un bel posto d’estate e d’inverno. D’inverno si gira, come l’estate si va in centro, e l’estate, quando vai al cinema lì dentro, c’è l’aria condizionata, quindi il caldo non arriva. Insomma, mi piace il mio CC, è un luogo zeppo di ricordi di pomeriggi trascorsi a ridere e scherzare, a raccontarci segreti e a darci consigli, a far fare figure di merda alle amiche e poi a riderci per i giorni seguenti. Si può dire che gli voglio bene e che ormai fa parte di me. :)

  9. axelander scrive:

    Il problema dei piccoli commercianti è un problema dannoso. Ma purtroppo non ci si può fare niente. Nella mia città il centro commerciale ha portato un grande afflusso di gente anche da città vicine e quindi un grande riscontro economico. Diciamoci la verità. Anche se sono il male sono utili. Non c’è niente da fare.

  10. Sara scrive:

    Nel giro di un’anno, hanno costruito due centri commerciali nella mia citta’,lontani l’uno dall’altro mezzo km.
    Mi dispiace solo che a rimetterci siano i piccoli commercianti con cui puoi stringere piu’ rapporti.
    L’ unica differenza è che se devi comprare qualcosa velocemente non vale la pena farsi tutto il centro commerciale per comprare solo il pane o il giornale ecc…quindi i piccoli negozzi sotto casa sono comodi in questo caso perche’ veloci e senza tante corse. ;)
    Quanto all’ parco trovo che sia una bella idea che rispetta l’ ambiente e rende felici tutti :) Poi se è solo una trovata per fare un po’ di pubblicita’ non vedo dove sia il male. Cercano di acchiapparrarsi i clienti.
    Magari anche in quelli che vado io fosse cosi’…

  11. Ice Phoenix scrive:

    Senza dubbio i centri commerciali sono un pò come hai detto tu, il luogo felice dove fare acquisti che ci immettono nel circolo vizioso del consumismo… ma non credo che siano la causa del male nel mondo, per dire ;)
    Certamente sono una comodità, per te come per altri. Certo hanno anche i loro lati negativi ma devo ammettere che l’idea di realizzare lo spazio gioco nel parco è molto carina. Di certo io non mi reco al centro commerciale perchè ha fatto mettere le giostrine e quindi lo vedo “buono”, ma per una questione di comodità. Magari lo facessero tutti i supermercati…
    Intanto, anche riallacciandomi al post precedente, guarda un pò l’Italia come sta andando a finire. Adesso sono i supermercati a dover fornire le strutture pubbliche…
    Vabbè, saluti a tutti

  12. Valberici scrive:

    Dalle mie parti i centri commerciali non donano nulla, ed è per questo che sono rimasto interamente comunista e leninista. :lol:
    Però è ben vero che qualche manifestazione contribuiscono a finanziarla. Tra l’altro quest’anno alle celebrazioni pavesiane c’era la tua collega Margherita Hack, simpaticissima :)

  13. Fabio scrive:

    Precisazione: il centro commerciale non è mio, si trova nella città in cui abito :) hahaha

  14. Fabio scrive:

    Il mio centro commerciale “dona” una piscina coperta al comune perché ha bellamente rubato metri e metri di strada comunale trasformandola magicamente in strada privata ;)

  15. antonio scrive:

    ho trascorso molti momenti piacevoli nei centri commerciali quindi ti capisco sai :)

  16. Beh, considerando che la farmacia e le poste sono arrivate nel 2010, beh non è male dai. Ma scusa, per Caltagirone devi comprare le case, mica curarti o mandare una raccomandata :p

  17. Alessandra scrive:

    Io non credo che ti sei fatta comprare Licia, come non credo che non ci fossero soldi da parte del comune per sistemare il parco in quel modo. Magari oltre alla pubblicità il centro commerciale ci ricava anche una migliore immagine, un parco ben tenuto fa un altro effetto di uno senza niente. Il problema dei comuni è che sborsano soldi solo se costretti oppure se ne ricava prestigio la giunta del momento…altrimenti si preferisce risparmiare piuttosto che fare qualcosa per il cittadino…

  18. Marcello… bucolico fino a un certo punto. Prendiamo la libreria citata da Licia del CC: sono persone squisite, di quei rari librai che ancora ti consigliano un libro.
    Pochi giorni fa andai dalla Feltrinelli in centro, fuori da qualsiasi CC, ed ecco il dialogo:
    - Mi scusi posso una domanda?
    - No.
    - Ehm, sta scherzando, vero?
    - No.

  19. (poi, così, tanto pour parler, è simpatico vedere come le abitazioni le costruiscano alla velocità della luce, trovano reperti storici e li insabbiano (o li lasciano in disparte. Per la metro, invece, occorre aspettare il 2013 per vedere qualcosa lato borghesiana)

  20. A Palermo hanno iniziato la colonizzazione circa un paio di mesi fa. Il Comune li aveva tenuti fuori dal piano regolatore per molti anni, in un certo senso una fortuna, per certi versi ti faceva sentire estraneo ai meccanismi del “becero consumismo”.
    In poco tempo ne hanno aperti due, molto distanti tra loro e promettono di inaugurarne altri due nel giro dei prossimi mesi, prima di Natale, insomma.
    Io ci vado e ci andrò, anche se non ne condivido molto la filosofia, proprio per le stesse ragioni che hai addotto tu. In fondo, l’idea di andare alla bottega sotto casa ha un non so che di romantico, quasi bucolico.
    Se cominciassero a riqualificare zone degradate della città non sarebbe male.

  21. Donc, dal mio punto di vista, tutto ruota attorno al centro commerciale. Fin dall’inizio, quando hanno fatto il piano territoriale di Ponte di nona prevedendo le varie abitazioni e i 20.000 possibili inquilini.
    Un simpatico accordo tra i vari Caltagirone/Santarelli e Panorama.
    Perché ponte di nona, senza il centro commerciale, specialmente all’inizio sarebbe stato un deserto di pietre, dove per qualsiasi cosa, anche bene primario, eri costretto a farti minimo 6 km.

    Insomma, tutto un bel gioco commerciale, ma funziona così, e non c’è nulla di male.
    Vero anche che questi quartieri periferici di roma sono pressoché dormitori, per cui fa piacere se il CC dà la possibilità di passare qualche ora (cinema compreso).

    • Licia scrive:

      Fra: guarda, io sono stata tra i primi a venire qui, nel lontano 2003, e le prime cosa ad arrivare sono state le pizzerie, il panettiere e i bar. In fin dei conti non era male, ma io ho sempre dovuto fare almeno una decina di chilometri per far la spesa, anche quando abitavo a Torre Angela

      Marcello: poi non è che la cosa sia mutuamente esclusiva: il cc o il negozio sotto casa, intendo. Ad esempio, io il pane lo prendo da un negozietto vicino casa, il famoso pizzicagnolo, come si dice qui da noi. Poi, per vestiti, libri o spese importanti, vado al centro commerciale. Comunque, per chi vive nei pressi, è diverso: diventa un luogo familiare, in cui spesso conosci anche i negozianti. Per dire, ho amici in libreria, conosco il ragazzo del ristorante del sushi e alcuni dei camerieri, l’altro giorno la signora della parafarmacia mi ha dato una mano alla posta…in qualche modo si replicano un po’ i rapporti che si hanno con i piccoli commercianti nel quartiere.

  22. ermetiko scrive:

    aggiungi che, forse, se non ci fosse stato un centro commerciale non avresti avuto né una libreria né un ristorante giapponese a portata di mano.

  23. Anche perché, se non lo faceva il CC per ritorno pubblicitario, non c’erano i soldi per farlo. Figuriamoci la circoscrizione che “a volte” si ricorda che l’erba cresce senza lo spirito santo.
    L’agility per i cani, invece, è stata donata da un privato.

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