La solitudine a cinema

Sicché domenica sera sono andata a vedere il film tratto da La Solitudine dei Numeri Primi. Forse ve lo ricordate (o forse no), ma il libro in questione lo lessi quando ancora non era fenomeno editoriale, ed è uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi anni. Lo Strega, il Campiello e tutto l’ambaradan che si è andato montando intorno al libro nei mesi non mi hanno fatto cambiare idea di una virgola. Resta uno dei miei libri preferiti. Per cui il passaggio a cinema è stato quasi obbligato, nonostante l’agghiacciante trailer con cui il film mi si è presentato qualche settimana fa.
Le attese erano basse. Dice: “Ma allora perché ci sei andata?”. Avevo voglia di andare a cinema. Ed ero curiosa. A Costanzo facevo la corte da Private, che non sono poi mai riuscita ad andare a vedere.
Lo spettacolo ero quello delle 22.30. Considerando che mi sveglio più o meno sempre alle 7.30, e che i week end sono quasi più faticosi dei giorni lavorativi, consideravo un successo già l’arrivare a fine proiezione sveglia. E in effetti non ho dormito.
Dare però un giudizio più articolato è difficile. Perché, dopo due giorni, non so dire esattamente se il film mi sia piaciuto o meno.
È innegabile che Costanzo è uno che ha una visione. Ammirevole è il fatto che abbia voluto dare la propria interpretazione del libro, un’interpretazione per altro per nulla banale, e per molti versi riuscita. La filologia nel ricostruire gli anni ’80, e riempirli di un orrore latente (l’albergo in mezzo alla neve, il corridoio che fa tantissimo Overlook Hotel, la piastrelle della cucina) è una scelta interessante, così come la musica ossessiva, martellante, inquietante. È un horror, e sfido chiunque a pensare che da un libro come La Solitudine dei Numeri Primi si potesse tirare fuori un horror. Belle anche certe inquadrature di ambienti, che non fanno altro che accrescere il senso di orrore. Tutto è straniante, alieno, senza senso. Da questo punto di vista, la sequenza di apertura è assolutamente magistrale: i bambini mascherati, la musica inquietante, Michela che urla, e poi il silenzio, i volti di Mattia e Michela pieni di paura. C’è sostanza, insomma. Guardando mi venivano in mente i periodi peggiori della mia infanzia e della mia adolescenza: il sentirsi sempre fuori posto, la difficoltà a inserirsi, quel senso cupo, angosciante, di non poter mai essere davvero felici, di dover restare in quel limbo doloroso di non appartenenza per tutta la vita. In questo Costanzo ha colto il libro, che non è la storia – che lascerebbe il tempo che trova – di un’anoressica e un matematico autolesionista, ma di quella parte di noi che si nega la serenità, che cerca senza trovare, che è sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato. È per questo che leggi il libro e senti che parla di te.
Però…Però questo film non mi pare completamente riuscito. La scelta di diluire la rappresentazione dei traumi di Alice e Mattia lungo l’arco di tutta la pellicola ha un senso, ma il saltellare di continuo da un flashback all’altro frammenta eccessivamente la narrazione. Il risultato è che la trama ne esce completamente destrutturata, e, sostanzialmente, si dissolve. Il libro una trama ce l’aveva. Il film no. Il è solo atmosfera, il film sono solo Alice e Mattia che stanno male.
Anche l’anoressia di Alice resta praticamente sempre sullo sfondo. Compare solo verso la fine, appena accennata. Peccato, perché così in qualche modo Alice appare meno “damaged” di Mattia, risulta complessivamente meno risolta, meno approfondita.
Poi, è lungo. Sarà che ero stanca, ma verso metà film ho iniziato a sentirmi affaticata. Davanti alla prospettiva di un tot di altri eventi che sapevo avrebbero dovuto verificarsi mi è preso un po’ di sconforto. Nemmeno a dire si poteva tagliare. In fin dei conti tante cose sono già state tagliate.
Per il resto, grandissime interpretazioni, di tutti, da Alba Rohrwacher e Luca Marinelli ai bambini che interpretano i Nostri durante l’infanzia. Un film veramente ben recitato, ma davvero.
Insomma, non so che giudizio darne, alla fine. Apprezzo il coraggio di fare una cosa diversa, ma ho l’impressione che non tutte le ciambelle riescano sempre col buco bello tondo tondo.

P.S.
C’entra nulla, ma se volete sentire una mia intervista particolarmente folle e divertente, andate qua

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39 risposte a La solitudine a cinema

  1. Elfo98 scrive:

    Grazie x il sostegno, Ice Phoenix! E per i consigli! Forse hai ragione, prima dovrei correggere i vari capitoli e poi pubblicarli, poi vedrò! Auguroni anche a te x il tuo racconto!
    ps: Ice adesso suggerirei di smetterla di chattare sul post del 21 settembre altrimenti Licia ci mette al bando :P
    pps: il mio gatto è stato molto contento dei complimenti!!!

  2. ATNO scrive:

    L’intervista è molto geek xD
    Comunque adesso tutti ci aspettiamo di leggere di Adhara che si depila u_U

  3. Ice Phoenix scrive:

    @Elfo:scusa ma non avevo visto la risposta… Comunque ti devo dire che la storia mi incuriosisce, sebbene tu abbia pubblicato solo il prologo e un capitolo. Allora, coraggio, insegui il tuo sogno e vedrai che un giorno riuscirai a finire il tuo “non proprio romanzo” ;)
    Volevo chiederti una cosa a riguardo: ma non sarebbe meglio pubblicare i vari capitoli quando la storia è ormai completata? In questo modo puoi “manomettere” successivamente la storia eliminando delle imperfezioni che inizialmente ti erano sfuggite, senza fer leggere agli altri la versione non corretta. Io almeno faccio così: finisco prima di scrivere tutto poi lascio la storia a “maturare”, come dico io, poi la rileggo dopo un pò di tempo per correggere eventuali errori e infine faccio leggere il lavoro a persone del cui parere mi fido.
    Naturalmente io non intendo fare la saputella perché non sono nella condizione di potermelo permettere. Il mio era un semplice consiglio, che tu sei libero di rifiutare se ti trovi meglio col tuo metodo :D
    Grazie ancora della risposta! Mi hai spronata a dare il meglio di me ;)

    PS:hai un gatto davvero simpatico e carino! :D

    Inoltre mi scuso con Licia se siamo usciti un attimo dall’argomento del post

    Bacioni A Tutti!!!

  4. Elfo98 scrive:

    @Ice Phoenix: Non temere, io lo chiamo “romanzo” xkè nella mia mente ho una storia lunga, ma al momento ho totalizzato solo 16 pagine….
    Cmq grazie x la solidarietà, e se quello che sto scrivendo ti incuriosisce, puoi trovarlo pubblicato a pezzi sul mio blog: http://www.glielfidistratti.blogspot.com.

  5. Mally scrive:

    @alessia = grazie^^
    @constanza = il titolo è “Interminati sopazi edizione gialla”- C’è una parte tratta dalle Cronache del mondo emerso da cui il titolo è “Nihal, Ido e le ragioni per combattere”

  6. M.T. scrive:

    Se si trova il modo giusto per inserirlo all’interno della storia perché no; Micheal Ende nella Storia Infinita c’è riuscito bene ;)

    • Licia scrive:

      Comunque, quella sui bagni e la depilazione era una battuta :) . È ovvio che uno scrittore sceglie determinati eventi che ritiene pregnanti ai fini dello sviluppo del libro e altri li tralascia perché secondo lui sono ininfluenti. Certo, se poi la trama richiede di far vedere una che si depila o va in bagno, beh, allora si inserisce la scena

  7. Ice Phoenix scrive:

    @Elfo98: perché hai lasciato perdere? Anche se ci dovessi mettere una vita, se credi in quello che stai scrivendo, dovresti andare avanti. Non ti scoraggiare se sei lento, non sei l’unico… io rientro pienamente nella categoria… :(
    Pensa che sto scrivendo un racconto( per impratichirmi prima di cimentarmi nella scrittura di qualcosa di più complicato) e pensa che in 5 giorni ho scritto solo…aspetta che controllo… ah sì, 6 pagine e mezza… Pensa un pò io come sto messa… ç___ç
    Comunque non temere, alla fine ce la faremo a finire e a far leggere agli altri il frutto del nostro duro lavoro, anche se dovessero passare dei secoli ;)

    Bye Bye

  8. Elfo98 scrive:

    Ho appena sentito l’intervista, e in effetti sn daccordo: ma questi guerrieri, maghi & company, che trucidano nemici, scagliano incantesimi e rompono maledizioni qua e là per i mondi, quando vanno in bagno? In effetti avevo pensato di fare una cosa innovativa, mettendo nel fantasy che sto scrivendo gente che OGNI TANTO va in bagno, ma avendo serie intenzioni di publlicarlo (a LUNGHISSIMO TERMINE se continuo così, credo che lo spedirò alla casa editrice verso i duemila anni o giù di lì :D ) ho deciso di lasciar perdere, per non avere fra 2000 anni una folla inferocita che mi tira dietro i tomi XDXDXD

  9. giulia scrive:

    La solitudine dei numeri primi non mi è piaciuto per niente, non ha soddisfatto le mie aspettative, forse perchè l’ho preso attendendomi un determinato tipo di romanzo e mi sono trovata a fare i conti con tutt’altro.
    Arrivata all’ultima pagina, l’unica cosa che mi ha lasciato il libro è stata la voglia di scagliarlo fuori dalla finestra.
    Io al pochezza delle idee l’ho trovata proprio in questo libro, che mi è davvero sembrato un pentolone nel quale sono stati gettati ingredienti a caso.
    Però se è piaciuto a tanti, un motivo ci sarà! :)

  10. Annalisa scrive:

    Si,esatto e questa pochezza di idee è quella che ho trovato in Gioradno. Ho profonda stima per tutti quelli che da un’idea iniziale sanno lavorarci sopra tanto da costriure una storia con un capo e una coda, perchè da sempre mi dico che per scrivere un racconto o un romanzo non basta il guizzo: l’idea è solo l’incipit e tutto ciò che è costriuto intorno all’idea è lo stile o, giustamente come tu sottolinei (ma perdonami sono digiuna di edoitoria,) di voce dello scrittore.
    E quanto più sarà forte e immortale questa voce se aldilà della voce stessa, dietro le tonsille, dopo le corde vocali e anche più giù della faringe, troveremo che c’è un’anima stoica, temprata, esperta a darle spessore!
    Mi viene in mente il film della Disney “Ratatouille”, dove il copratagonista (uno chef ormai morto)dice al topo-protagonista: ” Chiunque può cucinare”, non intendendo con questo che tutti lo possano, ma semplicemente che in qualsiasi persona (od essere, nel caso del film) si può nascondere un cuoco (o uno scrittore).
    In chiunque, ma non in tutti perchè davvero non può bastare la parculaggine di saper miscelare a dovere gli ingredienti, bisognerebbe possedere quel “tocco” in più per poter pubblicare. Il “tocco”, lo stile, la voce, la capacità insomma di saper andare oltre il visibile per regalare l’ovvio sotto un nuova forma.

  11. Annalisa scrive:

    Solo due parole sul libro, visto che il film non l’ho visto: dici che è uno dei libri più belli che hai letto negli ultimi tempi…mah, sarà, a me ha detto ben poco.
    Ho sempre pensato che un buon libro lo fa lo stile con cui è scritto, perchè alla fine, stringi stringi, i temi trattati sono sempre gli stessi (la vita, l’amore, l’amiciazia, la morte) visti da angolazioni diverse;Giordano scrive con lo stile tipico di tutti gli scrittori trentenni contemporanei, asciutto, smart, cinematografico. Ogni tanto butta lì una metafora, un volo immaginifico, e si sente che utilizza qell’escamotage proprio per “arrivare”, come una scorciatoia per far colpo. Mi viene in mente, in contrapposizione, la prolissità di Jane Austen; per costruire periodi lunghi e logici così come usa lei c’è bisogno di proprietà del linguaggio, di cultura, di capacità d’introspezione. Non credo che basti mettere in scena un’anoressica e un autolesionista per dire quanto questa società sa essere crudele con i meno preparati. Poi mi da estremamente fastidio questo nuovo modo di scrivere ad “immagini” come se già si parta dall’idea che qualcuno ti stia “riprendendo” o che su quello che stai scrivendo sarà di certo riprodotto in un film.

    • Licia scrive:

      Annalisa: solo un commento a latere. Più che di stile io parlerei di quel complesso che potremmo definire “voce” dello scrittore, e in cui rientra sicuramente lo stile, ma non solo. È più un “modo” di raccontare. No, perché ho letto libri nei quali il “bello stile” non era in grado di mascherare la pochezza delle idee, o in cui semplicemente la scrittura c’entrava con la storia come i cavoli a merenda.

  12. costanza scrive:

    mally : potresti dirmi , per favore , di che libro si tratta e qual’è il titolo ? grazie e bravissima per il 9

  13. Gaia** dell'Intervista scrive:

    Marcello, credo che quello di Licia sia solo un errore di battitura :P

    Licia so che non ha nulla a che fare con il tuo post, ma ho una domanda: a Lucca, il 31 ottobre, con te ci sarà anche Paolo B.??

    Grazie :)

  14. Alessia scrive:

    Grande Mally! Magari me lo facessero fare a me! Io non posso dare giudizi, perchè non ho letto né il libro, né guardato il film. Però mi hai onchiuriosita e sono siura che o farò presto (anche se per adesso sono al verde!)
    PS Sei mitica!!!!!!!!!!!

  15. Mally scrive:

    Grazie Licia=)….. P.s Grazie a tutti=)

  16. La Dragonessa color zaffiro scrive:

    I miei piùù sentiti complimenti Mally

  17. imp.bianco scrive:

    @mally: complimenti :D

    X-Bye

  18. Marcello scrive:

    Non per fare il saccente (o forse, un pò, si…), ma si dovrebbe scrivere: “La solitudine AL cinema”… ;)

  19. Mally scrive:

    *trattato

  20. Mally scrive:

    ciao licia, vorrei lasciare un commento. Scusami se non non è relativo al post, ma dovevo farti sapere una cosa. Al Classico oggi abbiamo trattando il fantasy e nel nostro libro c’è un capitolo intero dedicato a te. Io ero felicissima nel sapere che dovevo cimentarmi a studiare la mia autrice preferita .. é toccato poi a tutti esprimere la prorpia opinione, essendo che sapevo molte informazioni e la tua biografia a memoria, mi è toccato parlare per 1 circa e mi sono meritata un bel 9. So che ti avrò annoiato molto con questo piccolo aneddoto e so anche che forse non leggerai neppure questo commento, ma ti posso ben compatire, infondo tu sei un mito! Sei la migliore, continua cosi!
    P.S Scusa ancora per il commento fuori luogo..

  21. La Dragonessa color zaffiro scrive:

    e io che pensavo fosse un bellissimo film! Ma poi sicuramente c’entra il gusto e anche il fatto d’aver letto prima il libro influnza.

    P.s. off-topic:Licia io sono quella che ti ha mandato la email di conoscenza: La Dragonessa color zaffiro, Greta!
    Scusate per il commento fuori luogo…

  22. Sara scrive:

    Quando sono andata a vedere l’ intervista, mi è venuto fuori solo il blog e dell’ intervista nulla… eppure ho provato un po’ di volte: sono uscita e rientrata come l’ ho cliccato diverse volte… ma niente! Forse sono io che con il computer non vado d’ accordo :(
    Mi sarebbe piaciuto sentire le ultime novita’!!!

    Quanto al tuo libro: ho sentito dire da diverse persone(compresa mia mamma che se consiglia un libro casca il mondo) che è molto bello. Sara’, ma non sento di doverlo leggere.
    Mia opinione, comunque :)

    Mi sono sempre chiesta(e sopratutto infuriata) perche’ la maggior parte delle volte il film tratto da un libro ne fosse solo una sua piccola parte, o spesso(come ad esempio Harry Potter) con la storia tutt’ altro diversa.
    Ma vabbe’, ho aperto una parentesi che centrava poco nel discorso. :D

    P.S. Non so’ se il punto 2 di Ice Phoenix sia stata una domanda dopo intervista(io non l’ ho vista) perche’ mi trovi d’ accordo. Perche’e come fanno a essere cosi perfette???

  23. I love MondoEmerso scrive:

    oltre ad aver scritto una bellissima recensione, ho RIavuto modo di ascoltare la tua voce bellissima *.* XD

  24. louise veronica scrive:

    io volevo andare a vedere il film…poi ho deciso di guardarmi niente paura!!(da buona fan del Liga)!!dopo la tua recenzione non so se andrò a guardarlo…grazie per la tua opinione!!

  25. Ice Phoenix scrive:

    @Licia: Thanks 4 the answer! :D

  26. Ice Phoenix scrive:

    @Licia: Complienti! La tua intervista era veramente carina. Sono subito corsa ad ascoltarla perchè mi piace molto poter “sentire” la tua voce quando ti chiedono intervistano e ti chiedono di parlare del tuo mondo. Ma comunque anche quando sono scritte mi piacciono… :)

    Comunque ci tenevo a dirti un paio di cose:
    1)Non ho capito il nome di questa scritrice di cui non sei riuscita leggere più di 50 pagine e sostanzialmente vorrei sapere come mai sei rimasta delusa dal suo libro. Infatti tu spesso ci parli molto bene dei libri che ti sono piaciuti, tuttavia mi piacerebbe conoscere i motivi che ti spingono a ripudiare un libro… Sempre che tu abbia tempo e voglia di rispondere, naturalmente, :)

    2) Anche io mi sono trovata a fare le tue stesse riflessioni che i personaggi fantasy, nonostante combattano e corrano sempre quà e là per i vari mondi, è raro vederli mangiare, se non addirittura impossibile che vadano in bagno. Capisco che non sarebbe interessante seguire i bisogni fisiologici dei nostri eroi che invece di prepararsi per la battaglia imminente, corrano al bagno, però…
    Quanto al problema depilazione, non ti nascondo che provo una certa invidia per queste guerriere dal fisico perfetto e la pelle liscia. Magari i loro metodi depilatori erano più brutali dei nostri, tipo un soffio infuocato di Oarf… :) :D ;)

    Grazie In Anticipo
    PS: aspetto con ansia l’uscita dei tuoi nuovi lavori…

    • Licia scrive:

      Ice: era Le Nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley. Il motivo per cui l’ho mollato dopo 50 pagine è che mi annoiava mortalmente; problema mio, probabilmente, la Bradley è un grande classico della fantasy

  27. Valberici scrive:

    In parte vero, ma è necessario che ci sia, passami la sempificazione, un collegamento artistico, ovvero si deve comunque mantenere la falsificazione del reale che è presente nell’opera a cui ci si ispira, altrimenti si corre il rischio di snaturare. Tra te e Paolo c’è comunque un idem-sentire, una visione e una sensibilità che ha parecchi punti di contatto.
    L’opera di Jackson, ad esempio, è molto distante da ciò che Tolkien ha scritto. :)

  28. Ice Phoenix scrive:

    @imp.bianco: bellissima la scena dei Simpson… “Stupido Sexy Flanders” :D

  29. imp.bianco scrive:

    Il trailer faceva pena, pietà e compassione. Il libro a me non è piaciuto molto. Ed il film non l’andrò a vedere manco sotto tortura visto il trailer che sembra fatto da una scimmia ubriaca. Ed io sapevo fare trailer migliori con Windows Movie Maker, quindi XD

    Poi la scena di Alice iniziale mi ha sempre ricordato questa

    http://www.youtube.com/watch?v=oiq3GZbzRy4

    XD

    X-Bye

  30. Valberici scrive:

    La versione filmica del SDA è simile al tipo di lettura che molti fanno, fermandosi ala superficie del terribilissimo libro, ecco perchè la definisco non noiosa. Al contrario del libro che se viene letto anche “sotto la superficie” si dimostra più tosto di un trattato medievale sul pneuma gnostico. :D
    Comunque in genere non voglio “vedere” quello che mi sono già immaginato, tranne poche eccezioni, ad esempio il felice e fortunato connubio tra te e Paolo. :)

    • Licia scrive:

      Val: ripeto che secondo me è tutta questione di capacità di produrre qualcosa che non sia semplicemente una riduzione ad altro medium di un libro. Paolo non ha disegnato le cose che ho scritto, Paolo le ha fatte sue e ha prodotto qualcosa che è anche oltre il mio Mondo Emerso.

  31. Valberici scrive:

    Se un libro mi è molto piaciuto tendo ad evitare le versioni cinematografiche, le trovo inutili e financo “dannose”.
    Del resto si sa che sono uno dei pochi che non sentono il bisogno di un film tratto dai tuoi libri. ;)

    Comunque il film di Jackson tratto dal SDA mi è piaciuto assai, per niente noioso. :lol:

    • Licia scrive:

      Val: guarda, nel complesso questa è una buona riduzione cinematografica, perché produce qualcosa che, pur rimanendo fedele nello spirito al libro, produce qualcosa di nuovo.
      Nel caso di ISDA, credo che la riduzione cinematografica risponda a esigenze diverse dei film tratti da libri mainstream: in fin dei conti quello che lo spettatore vuole è vedere live le meraviglie che ha letto

  32. Ice Phoenix scrive:

    Dunque, io non ho letto questo libro, ma credo che lo farò perché mi incuriosisce e poi ho sentito molte persone, te compresa, che ne parlano bene, quindi…
    Per il film, ti dirò, non mi attira molto, comunque staremo a vedere che effetto sortirà su di me codesto libro….

    PS: riuscirò mai a scrivere il primo commento ad un post? :(

    Kiss kiss :)

  33. Jox scrive:

    A me invece il libro non è proprio piaciuto.
    Sorvolando sullo stile che non ho apprezzato molto, mi sembra che Giordano parli di cose molto importanti e gravi senza avere la minima conoscenza di cosa sono in realtà. Sono temi abbastanza profondi che andrebbero trattati con maggior riguardo. E poi è inverosimile. Un uomo che sposa una donna, un uomo colto visto che è medico, che decide di agire solo dopo essersi sposati perché si accorge solo ora che l’anoressia di Alice è grave? È un’ assurdità che non sta né in cielo né in terra.
    Insomma, avevo aspettative molto alte, tutte quante un po’ deluse. Per questo non credo che vedrò il film al cinema, anche perché dopo aver visto un trailer che sembra fatto con windows movie maker mi è passata completamente la voglia.
    Opinione personale ovviamente :)

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