Memoria

Sto leggendo Acciaio, e ieri sera siamo arrivati al famigerato 11 settembre 2001. È il secondo libro che leggo nel quale in qualche modo questa data fa capolino nelle vite dei protagonisti – l’altro, per la cronaca, era Cento Colpi di Spazzola Prima di Andare a Dormire -. Trovo sempre che ci sia qualcosa di inafferrabile, non completamente verosimile, nelle reazioni che i personaggi hanno di fronte alle torri che crollano. Come se non si potesse davvero dire quel che abbiamo pensato, quel che abbiamo provato.
Ho cercato di andare con la memoria a quel giorno di nove anni fa, ho cercato di ricordare. E ho scoperto che è una pagina della mia vita – della nostra vita – della quale il mio cervello ha salvato poche sparute parole. Ricordo quando mi sono rotta la gamba a due anni, ricordo un sacco di cose dell’asilo, credo di ricordare vagamente l’epoca in cui ancora avevo il pannolino, ma ricordo pochissimo di quei giorni.
Ero all’università a preparare analisi 2. Mio padre era all’estero per lavoro e sarebbe dovuto tornare il giorno seguente. Ricordo la telefonata di mia madre, ricordo come eravamo tutti ammutoliti davanti al televisore, nel laboratorio di fisica 2, mentre guardavamo le torri fumare, e poi crollare. E ricordo che l’unico pensiero che avevo era: mio padre lo facciamo tornare in nave. Non esiste che domani prende un aereo. Non esiste che io, o qualsiasi persona cui voglio bene, prenda d’ora in avanti un aereo. Mai più nella vita.
Ecco. Non capivamo.
Tutti dicono che quelle immagini sembravano finte. Lo dissi anch’io. Sono andata a ripescare i diari di quei giorni, e ho trovato la pagina scarna scritta il 12 settembre 2001. “Sembra un film”. Eravamo tutti così. Incapaci di comprendere, di assimilare. Forse lo siamo ancora oggi.
Poi penso che Irene non c’era. Irene sarebbe venuta otto anni dopo. Dovrò raccontarle io come ci sentivamo, cosa pensammo. Per lei sarà come per me la Baia dei Porci: una cosa che mi racconta mia madre, lontana, difficile da capire o anche solo da immaginare. Ci saranno migliaia di foto, e video, e audio, certo. Tutte laccate, perfette, come immagini dall’ultimo film di Emmerich. Ma il senso forse continuerà a sfuggirci, e non potrà certo coglierlo lei, che non c’era, che non sapeva.
Non so perché mi viene da pensarci ora. Le commemorazioni si fanno il giorno in cui cade l’anniversario dell’evento, non tredici giorni dopo. Ma la maternità è una cosa potente, agisce sull’immaginario, ti porta a riconsiderare persino il tuo rapporto con la memoria. E i libri, certo, non sono da meno.

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34 risposte a Memoria

  1. Walter Loggetti scrive:

    @Sara

    Magari fosse così semplice etichettare i terroristi come vigliacchi assassini.

    Prova ad immaginare di aver vissuto tutta la vita nell’estrema povertà, prova ad immaginare a sentirti dire tutti i giorni che l’America vuole che *tu* sia povero perché loro siano ricchi.
    Prova a sentire tutti i giorni che l’America è il grande Satana, e Satana deve essere sconfitto.
    Prova ad immaginare di sentire questo tutti i giorni.
    E vederlo.
    Vedere i soldati americani sparare alle persone per divertimento,(http://www.ilpost.it/tag/soldati-americani-uccidono-civili/).

    Se solo puoi riuscire ad immaginare un attimino di quello che è la vita da quelle parti, capisci il punto di vista del “terrorista” che uccide gli innocenti. Capire non vuol dire approvare, ma loro son convinti di combattere per il Bene. Perché è così che son cresciuti, loro sono il Bene, noi siamo il Male, e per loro non esistono innocenti dalla nostra parte.

    Se noi siamo altrettanto convinti di essere dalla parte del Bene, capisci che non c’è soluzione. In un mondo diviso solamente Bene/Male se ogni parte è convinta di essere dalla parte del bene, non potrà mai esserci pace.

    Ed a volte la guerra è inevitabile, per una pura questione di sopravvivenza.

    Immagina di essere in una stanza chiusa con uno sconosciuto, siete entrambi affamati e c’e’ solo una porzione di cibo a malapena bastante per la pura sopravvivenza di uno solo…

    Questa è la situazione in cui ho paura che prima o poi ci ritroveremo.
    Le risorse della terra non sono infinite, la popolazione aumenta, e la spinta delle popolazioni che hanno meno sta aumentando per potere avere di più…

    Sinceramente ho un po’ di preoccupazione per il domani.

  2. Walter Loggetti scrive:

    Mi ricordo che ero in automobile. Dopo aver lavorato la mattina in fabbrica, stavo andando a Firenze per dare una mano a fare programmi per pc nell’ufficio di famiglia.

    Stavo ascoltando una radio locale, dove il conduttore della fascia pomeridiana, stava commentando le notizie del giornale, prendendo come spunto le più strane ed imprevedibili, quando si interrompe e dice che un aereo si è schiantato contro una delle torri gemelle, all’inizio io pensai ad un piccolo aereo privato, che perdendo il controllo si è schiantato sul grattacielo…

    E lui stava cominciando a raccontare quello che leggeva via via dai comunicanti dell’ansa…

    In un primo momento accantonai la notizia, con un “capita”…

    Quando ero quasi a destinazione, ecco la notizia del secondo aereo che andava a schiantarsi contro l’altra torre.

    Allora era un attacco, e subito mi balzò alla testa Tom Clancy con il romanzo “Potere esecutivo”, che avevo letto non molto tempo prima.
    Quel pomeriggio in quell’ufficio non lavoro’ nessuno, eravamo tutti sul sito della cnn e guardavamo “meravigliati” queste immagini, cresciuti nel mondo dell’immagine, dei disaster movie, dei vari inferni di cristallo, terremoti spaventosi, vulcani improvvisi, improvvisamente quello che avevamo visto in tanta finzione, era davanti ai nostri occhi.
    Sinceramente non pensai ai morti, almeno non subito, non riuscivo a capacitarmi di quello che vedevo… e le persone che si buttavano giu dalle torri in fiamme…

    E poi…
    poi crollarono, prima una, poi l’altra, e fu allora che pensai a chi era rimasto intrappolato nella torre che cadde da ultima…
    a come si poteva essere sentito… e come poteva essere infinitamente meglio buttarsi di sotto per scappare dalle fiamme, per scappare dal fumo…

    E poi in serata, guardare e riguardare quelle immagini, il nostro mondo era cambiato, lo sentivamo dentro, lo vedevamo, era finita per noi l’era della nostra innocenza.

  3. La Dragonessa color zaffiro scrive:

    Mi scuso ma rifacendo i calcoli avevo 3 annni e non 2

  4. Davide scrive:

    Caspita è vero, fu un giorno veramente assurdo. surreale. Io compio gli anni proprio l’11/9. Mi trovavo a casa di amici quel pomeriggio per ricevere i consueti auguri. Dopo pochissimo che ero li sono cominciate a scorrere fiumi di edizioni straordinarie dei vari TG. Nessuno aveva più voglia di dire una sola parola. c’erano solo le voci dei cronisti che raccontavano scioccati di persone che volavano giù dai palazzi. Il tempo era scandito da aerei che cadevano e dai vari giornalisti che fomentavano quel panico che ormai era palpabile. Forse un simbolo mondiale stava per sgretolarsi sotto gli occhi di tutti. Incenerite le torri sono stati colpiti altri posti e altri aerei sono caduti. G.Bush fa il suo discorso poco veramente poco confortante(anche se utilizzerei altri aggettivi mi contengo). Francamente ho avuto una forte paura che scoppiasse una guerra mondiale. Una guerra purtroppo è comunque scoppiata.
    Ora devo condividere il mio compleanno con questa cosa :( .
    Si ha segnato anche me, nel profondo.

  5. Nihal scrive:

    adoro i libri ke hai fatto complimenti

  6. Nihal scrive:

    Infatti il mondo cambia in continuazione nn migliora di giorno in giorno ma finisce sempre di peggiorare e quasta e’ colpa dell’umanita’.
    Siamo noi ke roviniamo questo mondo intendo dire noi in generale.

  7. Nihal95 scrive:

    Licia, non è male ricordare a giorni di distanza. Come il giorno della memoria per lo sterminio degli ebrei. La gente guarda i film per un paio di giorni, ma poi è tuttto di nuovo dimenticato. E io ho paura che una cosa del genere possa accadere ancora.

  8. Nihal scrive:

    Volevo salutarti licia e ringraziarti perche’ hai scritto libri magnifici.
    Il mio preferito e’ stato quello delle cronache del mondo emerso di nihal e sennar sn rimasta O.O magnifico congratulazioni davvero.
    Io adoro molto la trilogia e la magia :) spero ke mi rispondi al piu’ presto ciauuu

  9. Gaia** dell'Intervista scrive:

    Io ricordo che fu una giornata molto particolare… dove abito io c’è una zona boscosa. Aveva preso fuoco. I pompieri non arrivavano, i miei vicini di casa si affannavano con le pompe d’acqua a evitare che le fiamme invadessero i loro giardini, ed eravamo in procinto di farlo anche noi. Ero con le mie cugine sul balcone, a osservare le fiamme, spaventata, quando mia madre, che era corsa in casa non so più per quale motivo, si è bloccata davanti al televisore che trasmetteva le immagini delle Torri Gemelle. Non so perchè ricordo così bene questa storia. Forse perchè per me era un momento particolare, in cui c’erano già stupore e paura a tenermi compagnia, così il mio cervello ha automaticamente deciso di fissarlo nella memoria, e ogni volta che ci penso, non so mai quanto stupore e quanta paura fossero per le Torri, e quanta per casa mia. Ma forse è normale. Certo, non sono due eventi proprio della stessa portata, però mi consolo pensando che a dieci anni è normale temere più per la mia casa e la mia famiglia nell’immediato (considerando che alla fine non si è fatto male nessuno e i pompieri sono arrivati appena appena in tempo), che preoccuparmi di persone sconosciute che vivono dall’altra parte del mondo. Adesso che sono cresciuta, è tutta un’altra cosa.

    Un saluto ad Irene :D

  10. Fabio scrive:

    Io me lo ricordo bene invece, ero al mare, mia mamma ascoltava la radio con le cuffiette e ha sentito la notizia. Io non avevo idea di cosa fossero le “Torri Gemelle”, avevo 9 anni e per me torre voleva dire castello medievale… Le immagini che mi ricordo aver visto centinaia di volte alla tele mi si sono stampate nella mente…

  11. I love MondoEmerso scrive:

    @ziska beh è anche vero ciò che dici tu….

  12. Anna scrive:

    Questa sensazione che descrivi, credo che sia la cosa più terribile che può fare il terrorismo, la paura di muoversi e di vivere una vita normale, per l’appunto le cose normali di tutti i giorni vengono in qualche modo stravolte.
    Ricordo bene che quando è successo,
    talmente pazzesco, sembrava un film, guardavo l’aereo schiantarsi sulla torre, dietro Mentana che parlava di “Incidente”, dicevo, “questa è una guerra”, ma in qualche modo mi sembrava come una scena di qualche film di holliwood, in qualche modo i film d’azione mi avevano tolto le vere emozioni che avrei dovuto provare davanti a un’immagine simile, angosciante…
    Credo che la memoria sia l’unico modo che abbiamo per cercare di far capire quelle emozioni confuse ai nostri figli.
    Mio figlio ha visto con me quelle immagini in televisione qualche giorno fa, e come dici tu non sono cose che si possono spiegare, bisogna viverle ed essere travolti da tutto quello che viene dopo.
    Un po’ come mio padre, Ebreo di stirpe, ha vissuto la guerra e l’antisemitismo ha dovuto scappare dalla sua Venezia, io in qualche modo posso capire quello che ha provato, ho avuto l’occasione di provare l’antisemitismo e so bene cosa vuol dire scontrarsi con persone totalmente irragionevoli, ma in quelache modo mi è sempre sfuggita la sensazione che veramente provava mio padre, come se fosse qualcosa di troppo distante da me.

  13. M.T. scrive:

    @Sara: con così poche righe il discorso che ho fatto non raggiunge la comprensione che voglio dare al pensiero espresso. Per comprenderlo appieno occorrerebbe leggere il post 11 Settembre sul sito dove scrivo.

  14. Alessia scrive:

    Io ero molto piccola quando è successo e non ricordo niente. Però poi ogni anno mio fratello maggiore guarda il calendario, mi chiama e dice: “Domani è l’anniversario dell’attentato alle torri gemelle…”. E allora io non dico nulla, ma la mia mente no. Penso e ripenso, mentre ne parlano al tg e mi chiedo cosa deve aver provato la gente quando ha aceso la tv e ha visto quelle immagini terribili. E io mi chiedo perchè: perchè qualche stupido terrorista si deve suicidiare per uccidere degli innocenti? Perchè?
    Così mi limito ad ascoltare il telegiornale con lo sguardo basso, mentre la mia testa è piena di domande senza risposta.

  15. La Dragonessa color zaffiro scrive:

    traduzione di perchèesistiamoe: Perchè esistiamo e.

  16. La Dragonessa color zaffiro scrive:

    Io avevo appena compiuto 2 anni e di quel giorno non ne ho memoria. Ma se un uomo, uno solo deve essere così, perchèesistiamoe perchè il Male si è formato con tanta facilità e il Bene non riesce neanke a fare una cosa giusta?
    Semplice, il Male regna e sarà sempre così.

  17. Sara scrive:

    M.T: Invece si nascondono, e pure bene quei vigliacchi!!!
    Si fanno vedere alla TV per creare il panico e dire al mondo che loro ci sono, che bisogna stare attenti, che si scherza col fuoco.
    E poi, per le loro idee folli, le mettono in pratica mandando camicazze o qualche scemo fanatico a morire. E per cosa? per loro???
    Sono vigliacchi! Se credono in quello che dicono, perche’ non si uccidono loro??? con quelle stupide idee sulla religione, sulla politica ecc…???
    Si nascondono, ecco, perche’ hanno paura e si mostrano solo in TV.

  18. Elfo98 scrive:

    Scusate l’intrusione, ma devo dire ad Ice Phoenix che le ho risposto, nei commenti del post precedente. Scusate ancora.

  19. M.T. scrive:

    I terroristi non si nascondono: sono in bella vista, basta guardare la televisione.

  20. Sara scrive:

    Avevo sei o sette anni, quando sono stata catapultata nella realta’, su’ fin dove puo’ arrivare l’ odio.
    C’ era il sole fuori, ma io volevo vedere dei cartoni in una cassetta, e visto che ero piccola me la feci mettere da mia zia; appena accesa la TV, ricordo che rimase li’ con il telecomando in mano, la bocca aperta e gli occhi lucidi.
    Io non capivo: sembrava uno di quei film americani sulle solite catastrofi apocalittiche che pero’ finiscono sempre bene…ma non capivo cosa c’ era da preocuparsi! Mi misi a fare i capricci per i cartoni.
    Poi arrivo’ mio nonno, e insieme a lui la nonna che piangeva in silenzio. Tutti piangevano e io facevo la scema per quella stupida cassetta!
    Mi spiegarono dopo la realta’… perche’ tutti piangevano, perche’ la nonna aveva acceso una candela, per i cartoni e il telegiornale che parlava di guerra.
    Dopo tutte le guerre, gli ebrei, la guerra fredda ecc… pensavo che ormai l’ uomo le avesse combinate tutte, che avesse imparato dalla storia…ma mi sbagliavo.
    Ora rimane solo la paura che un altra cosa del genere accada(da come si è dimostrato), e io veramente ho paura che succeda ancora.
    Che i terroristi sono furbi e bravi a nascondersi…e io ho paura di morire cosi’.

  21. M.T. scrive:

    Vidi le prime immagini al ritorno dal lavoro e il pensiero che nacque fu che era l’inizio della tanto temuta terza guerra mondiale. C’era il timore di provare sulla pelle l’orrore della guerra, che non fossero più solo racconti d’eventi ed esperienze d’altri.
    Dopo l’impatto iniziale fu ricerca per comprendere com’era potuto accadere; con il tempo e la consapevolezza sopraggiunta, si scopre la natura del terrorismo ed occorre guardare in alto: perché è da lì che parte sempre il tutto.

  22. Nihal95 scrive:

    Me ne sto qui, seduta, con la musica negli auricolari e ho i brividi. Mi sono venuti i brividi leggendo il post e i commenti. Non sono brividi di freddo, nè di paura. Non lo so nemmeno io di cosa siano. Ma sono brividi. Perchè ricordo quel giorno. Ero piccola, stavo guardando la Melevisione e l’hanno interrotta per un edizione straordinaria del TG. Ho dato io l’annuncio alla mia famiglia. Stavo a casa dei nonni, con mio padre e la mia sorellina che era nata da qualche mese. Ricordo che stavo nel salone e sono corsa in camera dove stavano loro.
    - Mettette il 3! Hanno inetrrotto la Melevisione! Fanno il telegiornale! -
    Mio padre ha subito acceso la TV e ricordo il suo “Ma!” seguito da quello dei nonni. Mio padre ha subito chiamato mia mamma e le ha detto quanto successo. Se ne è parlato molto nei giorni seguenti. Ho visto tante volte quelle immagini che ancora oggi, se ci penso, le vedo nitidamente davanti a me. Ma allora non potevo capire. Oggi sì. E mi fa rabbia. Una rabbia tremenda. Perchè si devono fare certe cose? Perchè l’uomo è così stupido, cazzo?? E’ come pensare ad hitler, lo scrivo minuscolo perchè non porto rispetto. Se quell’imbecille di hitler non fosse morto lo ucciderei io con le mie mani. No, probabilmente non lo farei… non sono come lui, io. Non voglio ammazzare un mio simile, io. Non odio le altre religioni, io.
    Ma perchè bisogna essere così stupidi? Perché le persone sono così superficiali e, al giorno d’oggi, quasi nessuno si preoccupa di certe cose? C’è da dire una cosa, però. Che se a hitler nessuno avesse dato ascolto a quest’ora la strage sarebbe stata evitata. Perchè la colpa, infondo, non è stata tutta sua, povera mente malata, ma di chi gli ha dato retta e l’ha seguito. Poi si fa subito a parlare. Alla fine non siamo così diversi dagli animali. Un gatto bianco non ucciderebbe un altro gatto semplicemnete perchè nero, o a strisce. Un gatto rispetta. Un leone rispetta. Un verme rispetta. Sono gli uomini che odiano. La colpa è solo nostra.

  23. antonio scrive:

    Ricordo chiaramente quel giorno, avevo 9 anni all’epoca ,quindi il mio aspetto era quello della foto che hai visto sul mio profilo di fb Licia ovviamente dando per scontato che tu l’abbia visitato :) . Questo per darti un’idea più chiara della scena che ti saresti trovata di fronte se ti fossi trovata con me quel giorno ossia : io rannicchiato sul divano che osservavo la scena del crollo delle torri in tv con curiosità ,e mia madre in piedi vicino al sofà che con sguardo colmo di orrore e la mano sulla bocca si chiedeva con ogni probabilità quale mondo avrei dovuto affrontare una volta grande :( .

  24. Ziska scrive:

    @I Love mondo emerso. E’ diverso. Cioè, non è diversa l’importanza delle morti che ogni giorno vi sono in giro pe ril mondo a causa di attentati di varia natura.

    Lì non fu solo la GENTE ad essere attaccata. Il messaggio che passò, al di là del pathos per quelle morti era diverso e altrettanto potente:
    siete vulnerabili. Noi possiamo arrivare, prendere i vostri aerei e gettarvi nel caos. Siamo tra di voi, siamo il vostro vicino sorridente al di là dell’aiula.

    da allora il nemico è tra noi, perchè lo SENTIAMO tra di noi. Percepiamo, da allora, il diverso come pericoloso. Prima non era così. Certo i pregiudizi c’erano sempre ma questo senso di nemico alle porte che da allora non ci ha più abbandonato, no.

    In questo l’11 settembre è stato diverso. Non perchè il primo (c’era già stato un grosso attentato in America) ma niente ha avuto prima e dopo questo significato di “nuovo corso”… non so se mi sono spiegata…

  25. Pigliadraghi scrive:

    Delirio.
    Paura.
    Caos calmo.

    Niente ingorghi per le strade, niente gente che urlava, ma il terrore era dilagante, una paura razionale che accomunava tutti. Le vuote domande:-Hai sentito che è successo?-
    Ma soprattutto gli occhi della gente, sbarrati, febbrili, vivi.
    Perché non hanno fatto schiantare degli aerei su delle torri, non hanno attaccato solo l’America. Ed il contraccolpo si è sentito dappertutto, forte abbastanza da cambiare il mondo.
    Forte abbastanza da cambiare noi.
    Ed ancora lo si sente.

  26. I love MondoEmerso scrive:

    purtroppo sono sempre successe queste cose e sempre succederanno…. basti pensare a tutti gli attentati che ogni giorno sentiamo in tv…. io avevo 5 anni quando è successo e ricordo poco di quel giorno, se non i miei scandalizzati e le immagini alla tv delle torri… adesso ne succedono cose così tutti i giorni, ma abbiamo preso l’abitudine di non dare loro peso…. sinceramente, quanti se sentono di un attentato in cui sono morte moltissime persone innocenti ci danno VERAMENTE peso. Se l’attentato di qualche giorno fa fosse successo otto anni fa, quando c’era relativamente pace, sicuramente avrebbe suscitato moltissime reazioni. comunque è anche colpa dei media, che non danno abbastanza peso a queste questioni. cioè, con tutto il rispetto per la Mondaini, hanno dato più peso alla sua morte che a quella di moltissimi soldati morti in un attentato, morti per un mondo migliore.

    non credo ci sia bisogno di dire altro, se non che siamo ormai in pochi a capire veramente a quali cosa bisogna dare il peso e quali no. l’undici settembre è una di quelle date a cui va data molta importanza.

  27. Valberici scrive:

    Visto che sono al check-in di Fiumicino…mi sa che tocco ferro dopo la lettura di questa memoria di catastrofe aerea :P

  28. Ziska scrive:

    Si parlò molto poi dei traumi che molti bambini potevano aver subito, moltri si trovavano soli davanti alla TV; molti bambini invece si trovavano invece davanti alla TV con i genitori che però spesso era incapaci, in quel momento, di spiegare cosa stava accadendo, di rassicurare. Credo che molti avessero loro per primi il bisogno di essere rassicurati e di capire.

    Alcune immagini erano veramente impressionanti, anche per noi “adulti”: come appunto tutte quelle persone, ed erano tante, che nella disperazione saltarono giù dalle finestre (di uno dei grattacieli più alti del mondo).

    Come al solito si interpellarono psicologi più o meno titolati, come al solito si spesero tante parole, alcune utili altre meno…

  29. PaccoChica scrive:

    Io ricordo di essermi arrabbiata perche’ non davano i cartoni; neanche avevo sentito cosa era successo, neanche mi importava, in fondo. Poi mezz’ora dopo mia madre mi ha spiegato; ho guardato le immagini con lei, e la cosa che piu’ mi e’ rimasta impressa e’ stato un uomo che pur di non morire bruciato si e’ buttato da uno degli ultimi piani della seconda torre. L’immagine del suo corpo che faceva continue capriole in aria mi fa rabbrividire ancora.
    Nei giorni seguenti, ricordo che qualcuno parlava alla tv di Terza Guerra Mondiale, e che io che morivo dalla paura solo al pensiero.

  30. Ziska scrive:

    Io ero a casa a studiare. Pausa TV pomeridiana. I TG irrompono nei programmi. Mi ricordo che all’inizio non si capiva cosa stava succedendo. Una bomba a una torre del WTC, dicevano. Qualche voce parlava di un aereo. Follia. Impossibile.

    E poi lo vedemmo. Il secondo aereo sulla seconda torre. Quell’immagine, poi vista e rivista tante e tante volte da diventare quasi finta, in quel momento fu un colpo al cuore.

    Andò così avanti tutto il pomeriggio. Di tornare a studiare non se ne parlava. Quello che stava accadendo cambiava il nostro mondo (come in effetti è stato) e in quel momento tutto eravamo partecipi della storia. Era come poter guardare in diretta lo sgancio delle bombe ad Horoshima. Per quelli della mia generazione è stata la prima volta assistevamo a qualcosa di così potente. Noi che non avevamo vissuto il Vietnam e la guerra fredda, che a malapena ci ricordavamo del crollo del muro, ecco che ci trovavamo a fare i conti con questo.

    Poi tutto è confuso nei tempi, ma non nei significati. Si parlò di un terzo aereo sul Pentagono, si parlò dell’aereo dirtottato e poi il volo United 93, la storia della rivolta a bordo (anni dopo ne avrebbero fatto un film).

    Ricordo bene però il crollo delle torri. E ricordo le sensazioni, le emozioni forti, le lacrime che scendevano silenziose, senza che potessi impedire loro di scendere. Non singhiozzavo. Lacrimavo solo. Come se tutto quello fosse troppo e in qualche modo il mio corpo dovesse espellerlo.

    Ricordo che mi chiamò mio padre, dall’ufficio, in banca, per chiedermi che cosa stesse succedendo. Non avevano internet (allora poi) e la TV, ma vide le quotazioni della borsa improvvisamente impazzire, le borse chiudere, e non capiva. Come glielo spieghi a qualcun’altro quello che hai visto, che stai vendendo, se neanche tu lo capisci? Seppi solo dire “hanno buttato due aerei sulle torri gemelle”.

    Quel che avvenne dopo, il giorno dopo, i giorni dopo, lo ricordo indistintamente, quasi fossi stordita. Ancora oggi quando ripenso a quei momenti non riesco a restare fredda e distaccata. Siamo stati tutti partecipi ad un dramma collettivo. Eravamo lì, in quel momento con quella gente, anche se fisicamente eravamo dall’altra parte dell’oceano.

    Era un attacco, se vogliamo, a tutti noi. Non solo all’america. Era l’occidente ad essere sotto attacco, l’America ne era il simbolo.

    Questa è la mia piccola testimonianza su quel giorno di 9 anni fa. Tanti ne sono passati ma a me sembra veramente ieri.

  31. axelander scrive:

    Io me lo ricordo abbastanza bene perché il giorno prima era il mio compleanno. Ero a casa in licenza dal militare. Giocavo con il mio cane quando sento mia madre gridare di venire a vedere subito la tv. E da allora ogni volta che compio gli anni non sono mai del tutto felice.

  32. jox scrive:

    Io ricordo parecchie cose di quel giorno, perché era l’ultimo giorno nella mia città di una mia carissima amica di Roma (la scuola sarebbe iniziata entro pochissimi giorni).
    Ricordo che entrammo in un bar e trovammo un po’ di persone che a bocca aperta guardavano il tg. Non ce ne interessammo più di molto in realtà, avevamo 12 anni e ci stavamo per separare per 5 lunghi mesi…
    Poi però tornai a casa di mia nonna e capii tutto…
    Quando si tratta di certi eventi di importanza mondiale, non ci sono foto e video che tengano.
    Quando l’uomo sbarcò sulla Luna, l’impatto fu straordinario, ma noi che non c’eravamo non potremmo mai capire cosa provò chi invece c’era in carne e ossa…

  33. Ice Phoenix scrive:

    Scusa ma non mi potevo trattenere, non ero mai riuscita a fare il primo commento ad un tuo post. Comunque l’argomento del giorno fa pensare molto. Anche io non ricordo molto di quel giorno. Ricordo solo che appena due giorni prima avevo fatto la comunione e che mentre in TV davano la notizia dell’attacco io stavo aspettando che iniziassero i cartoni che, ovviamente, erano stati sospesi per la gravità dell’accaduto. Io però ero distratta e non capivo cosa fosse successo. Solo dopo ho compreso veramente quanto era successo, anche se tutt’oggi non me lo riesco a spiegare… Di certo sta a noi spiegare quel giorno ai nostri figli, che lo vedranno lontano e impalpabile, un incubo che in qualche modo c’è stato ma non li riguarda come la Seconda Guerra Mondiale e lo sterminio degli ebrei, avvenimenti così terribili e sanguinosi eppure così maledettamente recenti… La memoria è importante e non importa se si commemora un avvenimento anche diversi giorni dopo l’anniversario, l’importante è fermarsi un attimo a pensare, per non dimenticare.

  34. Ice Phoenix scrive:

    Yahooo! Finalmente il mio primo commento!!!! :D

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