Quando le cose girano

Di interviste nella mia vita, ormai, né ho fatte un po’. Me ne sono capitatedi tutti i colori, di episodi da raccontare ce ne sarebbero tanti, ma sono di quelli che in genere si condividono con gli amici dopo la seconda birra.
Ma posso dirvi che mi è capitato più di una volta di finire invitata da qualcuno che non aveva la più pallida idea di chi fossi e cosa fossi andata a fare lì. Che m’è capitata gente che non ti saluta e ti considera giusto i minuti strettamente necessari all’intervista, poi chi s’è visto s’è visto. Un paio di volte m’hanno pure velatamente insultata.
Ora, so benissimo di non essere la Rowling e di non avere la fama (né il talento) di un Giordano o di un Saviano. E infatti non mi aspetto che la gente sappia chi sia o cosa faccia nella vita. Però, se mi vuoi intervistare, sarebbe il caso che ti informassi: del tipo, ti fai preparare una schedina breve breve da un assistente che si è fatto un giro di cinque minuti cinque sul mio sito, o sulla voce di Wikipedia. Giusto per sapere di cosa stiamo parlando. Se non hai voglia di farlo, non mi inviti, non c’è problema. Non mi offendo mica.
Perché vi dico questo? Perché invece quando le cose vanno bene, è veramente un piacere.
A Matera, per esempio. Dove la Casella sapeva chi ero e che libri scrivevo, e mi ha fatto domande interessanti, che per una volta mi hanno fatto sentire non la solita scemetta che gioca coi grandi, ma un autore che, oltre la trama e i fuochi d’artificio, vuole dire qualcosa. E, vi assicuro, non capita spesso.
Oppure sabato in radio. Trovare persone che ti ringraziano per essere andati lì a farsi intervistare (quando, tutto sommato, il favore lo fanno probabilmente più loro a me che io a loro), che si sono bene informati su di te, che scambiano quattro chiacchiere con te prima della diretta per capire chi sei, beh, sono piccole cose, ma per noi sottobosco letterario sono preziosissime. E poi io a Radio 2 Social Club mi sono proprio divertita, in onda e fuori onda.
Ovviamente, questi due casi non sono gli unici positivi che mi siano mai capitati. Ce ne sono stati tantissimi altri, la maggioranza. E quindi vi ringrazio tutti, voi che mi avete fatta divertire, che mi avete fatto star rilassata per un paio d’ore, che mi avete permesso di incontrare bella gente e non mi avete fatto sentire un’intrusa, o una stupida, o l’ultima ruota del carro.

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23 risposte a Quando le cose girano

  1. Gaia** dell'Intervista scrive:

    Commento sul commento: oh mio diooo che avventura!! Meno male che alla fine è andato tutto bene!! E complimenti per aver resistito… magari qualcun altro avrebbe dato buca a tutti i suoi fan, ma tu no, sei fantastica!!

    Commento sul post: spero tanto che l’intervista a cui ho partecipato io (anche se non era eccezionale) sia tra quelle che ti sono piaciute, perchè per me è stata l’esperienza più bella che mi sia mai capitata e spero tanto di rifarla!! P.s.: e poi ho conosciuto anche Irene (chissà come dev’essere cresciuta da febbraio!!), quindi è stata doppiamente bella :)

  2. La Dragonessa color zaffiro scrive:

    ke bello… a volte alcuno sncosì infa. ke nn gli frega nnt di nnt
    d’ora in poi ti auguro che solo ki sa ki 6 ti inviti licia

  3. Wywy scrive:

    ._. certo che ce ne vuole coraggio! Non costa nulla fare una piccola ricerca su internet! che poi fosse blasfemia non conoscere licia troisi è cosa a parte

  4. Ludovico scrive:

    ultima ruota del carro non direi :D Mi è piaciuto moltissimo il tuo post e la storia di quella presentazione “problematica” può essere divertente, ma mi immagino quanto devi esserti agitata!

  5. Alex scrive:

    CERTO CHE IL MONDO E’ PIENO DI GENTE IGNORANTE: COME SI FA A NON CONOSCERE LICIA TROISI??!!?? hahaha
    (sono un tuo grande fan =D )

  6. Ice Phoenix scrive:

    Certamente è da apprezzare l’impegno e l’interesse di chi si informa sul tuo conto prima di un’intervista e di chi naturalmente prova nei tuoi confronti una stima sincera. Certo di cretini se ne incontrano dovunque, ma che ci vuoi fare? :D
    Comunque il racconto delle tue peripezie per essere presente ad entrambi gli eventi ha davvero dell’incredibile. Della serie “Mi Capitano Tutte Oggi”… :)
    E poi anche se avessi dovuto aspettarti per delle ore, lo avrei fatto anche io!!! ;)
    Bacioni!!!

  7. Elfo98 scrive:

    Ahahahahahahahah!!!!!!!!! Fantastico!!!! (Intendo il racconto della presentazione)

  8. I love MondoEmerso scrive:

    non ci sono solo cafoni in giro per fortuna XD ce anche chi il cervello ce l’ha XD

  9. M.T. scrive:

    Sulla seconda parte del post: quella è professionalità :)

  10. Martini scrive:

    ahahahah ke ridere…piu o meno..c’ero anchio a orbassano..e meno male ce sono arrivato un ora dopo del previsto..ma te hai ritardato di 2 ore..cosi ho dovuto aspettare un po di meno..e nnt figura di merda. ;-)

  11. Valberici scrive:

    Imp: meglio, se apprezzasse poi magari si farebbe venire strane idee sul traffico aereo :D

  12. imp.bianco scrive:

    Stai attento Val a quel che scrivi. Mad Dog potrebbe non apprezzare. XD

    X-Bye

  13. Valberici scrive:

    Imp: e pensa le copie dei vecchi libri autografati, ci avrei fatto i soldi su ebay :lol:

  14. imp.bianco scrive:

    BAUIAHHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHHAHAH

    Stupendo.

    E val te sei sempre il solito XD

    X-Bye

  15. Valberici scrive:

    Menomale che si è chiarito subito tutto…altrimenti avrei speso un capitale per accaparrarmi tutte le copie dell’ultimo libro della Troisi, vendute nel luogo dell’ ultima presentazione annunciata, roba che i feticisti avrebbero comprato a peso d’oro. :D

  16. Valberici scrive:

    Mi pare che tu abbia fatto un post, bisognerebbe farne uno “visto dalla parte del pubblico” :D

  17. imp.bianco scrive:

    @licia: racconta XD

    • Licia scrive:

      Imp: allora, quel giorno lì per errore mi ero fissata una presentazione a Marsala in mattinata. Insomma, per sbaglio avevo fatto sovrapporre due presentazioni lo stesso giorno, una a Marsala e l’altra a Torino. Ma avevo un piano geniale: presentazione a Marsala dalle 9.00 alle 11.00, via in macchina fino a Punta Raisi, aereo per Torino giusto in tempo per la presentazione a Orbassano.
      Tutto funge al meglio finché l’aereo non arriva in vista di Caselle. Lì, all’improvviso, ci mettiamo a girare in tondo. Dopo mezz’ora di volteggio ci avvisano che a Caselle c’è stato un incidente, un jet privato ha perso il carrello in una manovra di stop and go. Dopo un altro po’ ci avvisano che Caselle è chiuso, e ci dirottano a Cuneo. Ora, l’aeroporto di Cuneo è un buchetto, dove evidentemente un aereo di linea non è mai atterrato in tutta la storia. Comunque, atterriamo, e siamo a 90 km buoni da Orbassano. Io, nel frattempo, realizzo che non ho il numero di telefono degli organizzatori, per cui non posso avvisarli del disguido. Siamo bloccati sull’aereo, non hanno la scala per farci scendere, e io chiamo Fab, pregandolo di fare il possibile e l’impossibile per beccare chiunque sia vagamente connesso all’organizzazione del festival cui sto andando.
      Trovano la scala, scendiamo, MA non sanno che tirare fuori le valige dall’aereo, e finché non ci sono le valige non possono partire i pullman che ci condurranno a Caselle.
      Noi abbiamo il bagaglio a mano, ma in ogni caso bisogna far numero per prendere il pullman. Proviamo a chiamare un taxi. Non ce ne sono. Alla fine, uno coi bagagli a mano si ribella: raccatta noi tutti bagaglio muniti e chiede se possiamo andare col pullma. Yes, we can. E partiamo. E ci mettiamo tipo due ore per arrivare a Caselle.
      A Caselle ci raccatta Fab, che ci duce a Orbassano, ormai con un ritardo a dir poco pauroso. Infine giungiamo in quel di Orbassano, dove la cosa straordinaria è che la gente m’ha aspettato per due ore. La platea è piena. Una roba che non potrò mai dimenticare, e per la quale non cesserò mai di essere riconoscente.
      In seguito l’organizzatore mi racconterà che Fab, non sapendo che fare, aveva chiamato i carabinieri di Orbassano spiegando loro la situazione. Questi si sono presentati alla fiera, o quel che era, non ricordo, chiedendo dell’organizzatore. Lui arriva.
      Carabiniere: “Lei conosce una certa Licia Troisi?”
      Organizzatore, perplesso: “Sì?”
      Carabiniere: “No, è che a Caselle c’è stato un incidente…”
      Ecco, nei tre secondi intercorsi tra questa frase e la successiva, in cui il carabiniere ha chiarito che il mio aereo era stato dirottato, l’organizzatore s’è immaginato il mio volo spatasciato sulla collina di Superga, con frammenti miei diffusi su un’ampia regione di prato. Dice che s’è sentito un po’ in colpa…

  18. Valberici scrive:

    L’incontro più “tremendo” che io ricordi fu quello alla sagra del sedano rosso, vicino a Torino, non tanto per l’incontro in sè, ma per l’attesa. Ad un certo punto si sparse pure la voce che il tuo aereo fosse precipitato.:D

  19. imp.bianco scrive:

    @licia: ho dovuto scrivere il commento su minaccia del demone. Ha minacciato di bruciarmi i fumetti se non avessi scritto il commento! XD

    X-bye

  20. imp.bianco scrive:

    Però l’intervista più folle te l’ha fatta un certo demone cornuto U_U XD

    X-Bye

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