Archivi del giorno: 14 ottobre 2010

Crederci

In questi giorni sto leggendo Il Corpo delle Donne di Lorella Zanardo. È il libro connesso al progetto dell’omonimo documentario, che, per quanto ne sappia, al momento è visibile solo online: vi ho già caldamente consigliato di vederlo, lo rifaccio perché repetita iuvant e il progetto è davvero importante.
Ho incontrato la Zanardo per cinque minuti cinque a Matera; io, intabarrata nella giacca del marito, stanca e assediata dal raffreddore, stavo tornando in albergo, e lei invece si stava avviando alla zona in cui c’era lo spettacolo pirotecnico e musicale. La cosa che mi ha colpito di più del nostro breve incontro – ed è la ragione per cui parlo qui e ora di questo libro – è stato il fatto che si vedeva che era animata da una forte voglia di fare, e che in quel che stava facendo ci credeva assolutamente. Non diceva “dovremmo cambiare le cose”. Diceva “cambieremo le cose”. Non diceva “bisognerebbe ricominciare coi giovani”, diceva “vado in giro nelle scuole a parlare di questa cosa”. C’era un abisso tra il mio atteggiamento lamentoso e il suo credere fermamente che un altro mondo è possibile, per usare un’espressione molto abusata, ma vera.
Il libro è tutto così. Il libro presenta una situazione evidentemente insostenibile – l’umiliazione sistematica nella donna in tv e sui media in generale – e propone tutta una serie di azioni da intraprendere qui e ora.
Ecco, ho pensato che questo fosse il perfetto contraltare al post di martedì. L’unico modo per salvare un popolo che non spera è metterlo in azione, chiamarlo alla resistenza civile, dargli di nuovo il senso che qualcosa si può fare. Nel piccolo? Sì, nel piccolo, pare poco? Pare poco una sola bambina che si riesce a tirare su senza che sia ossessionata dall’aspetto fisico, che non basi la sua autostima sul suo peso o sulla dimensione delle sue tette?
Siamo un popolo, siamo massa, ok, ma ogni massa è fatta da individui, ed è quelli che bisogna cambiare. La frana comincia con un sassolino che se ne tira dietro molti altri.
Ecco, il segreto è qua. Prendersi le proprie responsabilità, impegnarsi in prima persona e crederci. Non è poi così difficile. E fa sentire di sicuro meglio.

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