Crederci

In questi giorni sto leggendo Il Corpo delle Donne di Lorella Zanardo. È il libro connesso al progetto dell’omonimo documentario, che, per quanto ne sappia, al momento è visibile solo online: vi ho già caldamente consigliato di vederlo, lo rifaccio perché repetita iuvant e il progetto è davvero importante.
Ho incontrato la Zanardo per cinque minuti cinque a Matera; io, intabarrata nella giacca del marito, stanca e assediata dal raffreddore, stavo tornando in albergo, e lei invece si stava avviando alla zona in cui c’era lo spettacolo pirotecnico e musicale. La cosa che mi ha colpito di più del nostro breve incontro – ed è la ragione per cui parlo qui e ora di questo libro – è stato il fatto che si vedeva che era animata da una forte voglia di fare, e che in quel che stava facendo ci credeva assolutamente. Non diceva “dovremmo cambiare le cose”. Diceva “cambieremo le cose”. Non diceva “bisognerebbe ricominciare coi giovani”, diceva “vado in giro nelle scuole a parlare di questa cosa”. C’era un abisso tra il mio atteggiamento lamentoso e il suo credere fermamente che un altro mondo è possibile, per usare un’espressione molto abusata, ma vera.
Il libro è tutto così. Il libro presenta una situazione evidentemente insostenibile – l’umiliazione sistematica nella donna in tv e sui media in generale – e propone tutta una serie di azioni da intraprendere qui e ora.
Ecco, ho pensato che questo fosse il perfetto contraltare al post di martedì. L’unico modo per salvare un popolo che non spera è metterlo in azione, chiamarlo alla resistenza civile, dargli di nuovo il senso che qualcosa si può fare. Nel piccolo? Sì, nel piccolo, pare poco? Pare poco una sola bambina che si riesce a tirare su senza che sia ossessionata dall’aspetto fisico, che non basi la sua autostima sul suo peso o sulla dimensione delle sue tette?
Siamo un popolo, siamo massa, ok, ma ogni massa è fatta da individui, ed è quelli che bisogna cambiare. La frana comincia con un sassolino che se ne tira dietro molti altri.
Ecco, il segreto è qua. Prendersi le proprie responsabilità, impegnarsi in prima persona e crederci. Non è poi così difficile. E fa sentire di sicuro meglio.

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10 risposte a Crederci

  1. Musica, musica per le mie orecchie. Questo post è musica. Complimenti, Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità!!!

  2. Guido-93 scrive:

    wow…la mia prof di italiano(tra l’altro molto brava,ma io sono una causa persa) ogni tanto inizia un discorso…parecchi dei quali coincidono con i tuoi post, ad esempio la 32enne ad anagnina(tema da fare a casa) e Il Corpo Delle Donne (saltati 45 minuti di latino)…

    l’hai posseduta??

    se sì,cerca di mettere post Moooolto lunghi :D

  3. Ice Phoenix scrive:

    Il video è un’accusa chiara e diretta al nuovo modello di donna proposta sia in TV sia nelle pubblicità, sui manifesti e dovunque volgiamo lo sguardo. Possibile che gli uomini non vedano l’universo che si cela dentro di noi? Possibile che ci riducano solo a puro oggetto di intrattenimento? Il difetto di noi donne è che non tutte ostentano sicurezza e molte sacrificano se stesse, la propria persona, la propria immagine per mettersi alla pari dell’uomo, avere le sue stesse opportunità. Anche se tutto fa sembrare che questo scoglio da parte nostra sia stato superato, in realtà non è così. Basta vedere come si servono di noi giornali e programmi televisivi, giocando con leggerezza con una cosa così complessa quale è una donna. Cercando di cambiarla, di farla apparire come non è, invece di mostrarla nella sua bellezza e identità, riducendoci a un puro stereotipo e nel caso tu non ne faccia parte per la tua diversità, la cosa è ancora più difficile perchè una società e una mentalità del genere ci rendono insicure e vulnerabili. Incapaci di leggere dentro di noi quelle cose e quei difetti di cui essere fiera, perchè ci rendono uniche al mondo. Liberarci di maschilismo e pregiudizi non è facile, ma tutte dovremmo prendere come esempio Lorella Zanardo per il suo coraggio e per la sua sicurezza che tenta di sollevare la nostra condizione e liberarci definitivamente dale catene invisibili che ci legano e restituendoci tutta la dignità che meritiamo.

  4. Gre scrive:

    CiaoLicia, sono tornata ti ricordi dime vero? A quanto pare mi sono persa un sacco di post ma avevo il pc che non si connetteva!!! Non che ora sia risolto, infatti scrivo dal pc portatile di mamma!!! Leggerò senz’altro il libro da te consigliato xchè trovo che sia molto interessante, e io penso che anche se di questi tempi può sembrare un’utopia, cambiare si può,salvando la casa, il pianeta e proteggendo i nostri cari creando così un mondo migliore!!! A proposito di libri, sono leggermente off topic ma, ho appena finito di leggere Le Cronache del Mondo Emerso ed è bellissimo…complimenti!!! Ora vado a cena..spero che tu possa contattarmi si facebook sono Greta incerti, ti avevo chiesto l’amicia e tu l’hai confermata ricordi?

  5. Arya scrive:

    concordo nel proprio piccolo uno può fare del bene e cosi via…

  6. Sara scrive:

    Sognatrice sono veramente d’ accordo con te: bisogna anche salvare la natura, il pianeta, la nostra casa, e poi le sue creature. Che pace sarebbe in un mondo distrutto??? Se mai questa pace si riuscira’ a guadagnare :(

    Piano piano con piccoli passetti, come un bambino che impara a camminare fino a essere sicuro sulle sue gambe, così l’ uomo con piccoli gesti puo’ arrivare alla sua meta: la pace che tanto cerchiamo di raggiungere. :) Basta crederci anche se difficile.

  7. ***Sognatrice*** scrive:

    Io penso che per salvare il mondo (inclusa l’Italia) non basta pensare a le persone ma bisogna prima di tutto prendersi cura della natura. Senza di lei noi non ci saremo e forse sarebbe meglio cosi.

  8. M.T. scrive:

    Da quello che hai scritto, Lorella Zanardo è una persona che fa, perché lamentarsi non serve a niente e la distruzione che vige nel sistema attuale si controbilancia costruendo. E per fare questo occorre volerlo: è una questione di volontà da sempre. La vita, gli insegnamenti dei maestri, della filosofia, delle religioni dicono questo. Si comincia dal piccolo e inizia sempre da una scelta: tutto il resto è solo una conseguenza.

  9. Massimiliano scrive:

    Ottimo post. Sono d’accordo.
    Credo che il paese si possa rialzare sulla spinta di due fattori:
    - quelli che resistono tutti i giorni e che combattono
    - quelli che sono emigrati e che quando un giorno torneranno (perché torneremo…;-) )porteranno una ventata nuova.

    Io personalmente a Roma trovavo molta soddisfazione nel fare volontariato. ti fa conoscere aspetti della città che non avevo mai sospettato esistessero.

  10. Valberici scrive:

    “Prendersi le proprie responsabilità, impegnarsi in prima persona e crederci”

    La prima cosa è difficile, la seconda è difficilissima, ma entrambe sono possibili e alla portata di tutti, e dopo aver iniziato ad applicare la decisione la strada è in discesa.
    Crederci invece è lo scoglio più tremendo, per alcuni impossibile da superare.
    Personalmente applico le prime due scelte e non mi pesano più di tanto, ma sul credere devo impegnarmi quotidianamente, con fatica sempre più grande. Credo che alla fin fine si tratti di avere o meno la fede, e anche un certo grado di fanatismo.
    Diverso il discorso dell’impegno limitato alla propria sfera personale, alla propria famiglia. In questo caso hai ragione, basta davvero un minimo sforzo.

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