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Il Corpo delle Donne si sta rivelando una lettura ottima, fonte di numerose riflessioni.
Per esempio, ieri sera leggendo ho rispolverato una riflessione che mi venne da fare qualche tempo fa. Volevo farci un post, poi ne venne fuori una cosa astiosa, e lascia perdere. Si trattava di stereotipi. Anzi, meglio, di etichette.
A volte mi capita di sentirmi fuori posto in mezzo alla gente. Vestita elegante quando tutti lì sono sportivi, sportiva quando sono tutti eleganti, poco zecca in mezzo a quelli di sinistra, troppo di sinistra in mezzo a quelli di destra. È una cosa tutto sommato positiva. Vuol dire che non sono un tipo.
Costruire tipi è lo sport del momento. Internet è un’enorme macchina per generare etichette da appiccicare sulle persone. La rete tutta si organizza in piccoli gruppi di persone unite da una passione comune o da una simile visione del mondo. Non è una novità, succede anche in real life. In rete è solo più facile: lì ci si conosce perché si è tutti su un forum della Meyer, per dire, e si parla solo di quello.
Chi si avvicina alla comunità molto spesso viene emarginato perché non risponde ai requisiti che la comunità si è imposta per l’appartenenza: basta un commento dubitativo su qualcosa, e si viene etichettati.
Leggevo qualche tempo fa su Queerblog i commenti all’outing di Tiziano Ferro. È arrivato un utente che ha contestato il modo in cui la comunità lgbt ha accolto la notizia. Subito in molti si sono scagliati contro di lui dandogli del bimbomikia. Ecco, la rete funziona così. Basta un passo falso, basta che tu dica una cosa che esce dal coro, e sei bollato. A volte basta esprimere i tuoi gusti. Ascolti Lady Gaga? Adolescente che pensa solo all’apparenza, o quanto meno non hai le orecchie. Guardi Amici? Lobotomizzato che segue programmi spazzatura. E via così, di classificazione in classificazione, fino a incasellare tutti, a definirli senza speranza di riscatto.
È così solo in rete? Ovviamente no. È così anche nel mondo reale. Se ci pensate è una cosa tipica dell’adolescenza. Allora appartenere ad un gruppo era una cosa fondamentale, e ci si affannava a farlo. Già allora mi pareva di star sempre un po’ ai margini, infatti. Non abbastanza alternativa, ma neppure borghese a sufficienza. Non bastavano le camice maschili XXL a far di me una rivoluzionaria, e non bastava andare bene a scuola per essere fighetta.
Il problema è che adesso tutti ragionano così. È uno dei grandi mali di questi tempi confusi: cercare di semplificare ciò che è complesso, persino le persone, che sono in assoluto quanto di più sfuggente e impossibile da definire esista. Invece dobbiamo adeguarci, infilarci nella casella giusta, o la gente non ci capisce.
Io non voglio stare in nessuna casella. Voglio essere libera di giocare alla famme fatale (e immaginate con quali risultati…) una sera, e la sera dopo andarmene in giro in sneakers. Voglio essere ricercatrice di giorno e scrittrice di notte. Voglio essere mamma senza rinunciare a essere ragazza. Voglio essere donna senza smettere di essere persona.
Stavo pensando che Gli Ultimi Eroi probabilmente parla di questo – tra le altre cose; per dire, parla anche, e molto, di speranza -. Del dovere morale che abbiamo davanti a noi stessi di non farci incasellare, di costruire la nostra personalità senza cercare di adeguarci al modello che ci viene imposto dall’altro. Di essere liberi, qualsiasi sia il prezzo di questa libertà. Pensateci, quando lo avrete in mano.

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27 risposte a Etichette

  1. Alessandra scrive:

    Ecco perchè sei una delle mie scrittrici preferite!

  2. Valerius scrive:

    Dai Shion82…. questo è un ragionamento egoistico…. :-(

  3. Shion82 scrive:

    ma perchè cambiare le cose? io sono contenta di essere diversa dagli altri, il modo in cui la gente cerca di diventare uno stereotipo ti da l’opportunità di essere diverso da loro

  4. Valerius scrive:

    Quello che dici è giusto e lo condivido in pieno…. ma come fare per cambiare le cose? cioè… premesso che non sono d’accordo su questa “mania” di “incasellarci” tutti… cosa possiamo NOI, per cambiare le cose? insomma noi giovani saremo i genitori del domani e noi formeremo la società del domani (direttamente) e del dopodomani (indirettamente con i nostri figli) dunque secondo te cosa si può fare?

  5. Gre scrive:

    Cara Licia, hai ragione tu…non ci sono parole!!! In una sovietà che pensa sempre solo all’apparire e non all’essere è normale essere bollati e non è giusto…e a me questo manda in bestia uffa :-( le cose dovrebbero cambiare nel 2010 o no!?

  6. M.T. scrive:

    Attenta Licia: ricorda sempre “Misery non deve morire” ;)

  7. Sara scrive:

    Il titolo è magnifico, ma non saranno proprio gli ultimi… vero Licia?????? ;) intendo dire che con questo ultimo libro non si chiuderà PER SEMPRE la saga del Mondo Emerso, vero??? “Gli ultimi eroi”, è stupendo! :D

  8. Vale-Ax scrive:

    Ma perchè non si vede il mio commento??? :(

  9. Vale-Ax scrive:

    Ciao Licia!! Sono la cugina di Nihal95… Quando andavo a casa sua mi porta sempre su questo sito e impazzisce a ogni tua news, e mi sono chiesta perchè tanta gioia?… Mi parla sempre di te e dei tuoi libri, e devo dire che sei brava!! .. Io non amo molto i libri, però devo dire che mi piace come scrivi e anche quello che hai detto oggi mi piace.. Certa gente classifica la gente in persone di serie A, B e C in base a che vestiti mettono, come si comportano…
    Complimenti e buon lavoro!! :)

  10. Nihal95 scrive:

    Licia ti faccio propaganda! XDXDXD :) ;)

  11. Nihal95 scrive:

    Oddio!!!! Finalmente sappiamo il titolooo!!!! :) “Gli ultimi eroi”… è bellissimo!!! Oddio non vedo l’ora che escaaaa!!!
    In quanto a ciò che hai detto oggi ti do pienamente ragione. Non sai quanto ho sofferto alle medie perchè non mi sono mai vestita firmata da cima a punta; perchè io stavo lì a sognare, inveci di pensare ai baci con la lingua… perchè io sono smepre stata diversa…
    Ora sto bene. La mia classe di adesso è magnifica, fantastica, unica. E io sono davvero me stessa, senza aver paura di esserlo :)

  12. Sara scrive:

    Odio quando ti escludono perchè la pensi in modo diverso, oppure semplicemente non fai quello che fa’ il gruppo.
    Io abito in un paesino dove c’ è una scuola elementare con una sola classe per eta’, quindi chi hai te lo devi per forza fare amico per non rimanere da solo; ricordo che venivo emarginata perchè non mi piaceva O.C e lo trovavo stupido, oppure perchè non mi facevo comprare dai miei le carte delle Winx. Due cose che a sette anni piacevano (e non si parlava d’ altro!) a tutti in classe e che io trovavo noiose. Ok, è una sciocchezza da bambini… però ero stanca di sentire sempre le solite storie su argomenti che non mi piacevano e di cui non avevo nulla da dire.
    Oggi se tu non fai come tutti sei semplicemente considerato strano; se la pensi in un modo differente vieni chiamato stupido ecc… Ma perchè ogniuno non può fare quello che gli và? Magari senza essere giudicato! Infondo viviamo ancora in un paese libero, no? Axelander ha ragione, bisogna fregarsene dei giudizzi e pensarla come si vuole! anche se spesso i giudizzi fanno male, e se non sei forte non riesci a uscirne illeso e la massa vince: così per stare con gli altri devi fare come loro ed essere come loro.

    Secondo me, internet deve essere il mezzo d’ incontro per persone che provano le stesse passioni e le stesse idee… come una specie di “club”! e lì sta a te trovare quello dove sei te stesso. Quindi dire che internet è una grande macchina etticchettatrice non lo trovo completamente giusto. Se uno la pensa in modo diverso è sempre un idea sua, quindi non vedo il motivo per emarginarlo.

  13. Ice Phoenix scrive:

    Licia ho visto che su unilibro il III capitolo delle Leggende si chama Gli Ultimi Eroi. Siamo così assetati di sapere e tu non ce lo dici? :)
    Vabbé scherzi a parte, è una bufala o è il vero titolo? E poi la copertina di Paolo c’è già oppure non esiste ancora quella ufficiale?
    BYE BYE

    • Licia scrive:

      Ice Pheonix: sì, il titolo è Gli Ultimi Eroi; non hai visto che è citato nel post di oggi? :P
      Per la copertina, non so se ne esista una definitiva, io ho visto un po’ di bozze

  14. Laura scrive:

    Sono d’accordo con te, in ogni parola. E’ sempre quello che ho sostenuto io: spesso perfino chi si dichiara orgogliosamente “fuori dalla massa” tende per primo a generalizzare. Il vero errore è voler imporre il canone: chi non si adegua al canone, nel bene e nel male, diventa per forla Lo Sbagliato. La vera libertà non è voler essere alternativi, ma non lasciarsi incasellare. Mai!

  15. mark scrive:

    veramente?? bello!!!

  16. Giuly@ scrive:

    @Mark: No, è proprio il titolo delle Leggende III c’è scritto su unilibro

  17. mark scrive:

    ah cpt grzie!

  18. M.T. scrive:

    @Mark: dev’essere un film di qualche hanno fa.

  19. mark scrive:

    si è vero Licia, ma purtroppo in certe situazioni è meglio fregarsene xk se uno si mette appresso i giudizi della gente nn arriva da nessuna parte e nn potrà mai fare quello ke vuole veramente x se x paura del parere degli altri… quindi quando è necessario x me è giusto fregarsene… PS: ma cosa è Gli Ultimi Eroi?? nn è ke è il titolo delle leggende e nn lo sapevo??

  20. M.T. scrive:

    Individuo.
    Questa è la strada che occorrerebbe trovare e seguire. Ricercare la propria individualità (che non è essere individualisti) è il modo per essere se stessi e curare quella malattia che è la società. Una società narcisista, superficiale, adolescenziale, incapace di approfondire e provare veri sentimenti.
    Preciso un termine: adolescenziale non è una critica ai ragazzi, ma l’osservazione che non si vuole crescere, rimanere fermi in uno stato di passaggio. Perché se in una determinata età è normale avere certi atteggiamenti dato che si tratta di una transizione, non è normale fare della transizione uno stato duraturo che diventa modo di vivere.

  21. Luca Gras scrive:

    Licia, una curiosità – anzi, una richiesta di consiglio mascherata da curiosità, e il tutto OT.
    Dici di voler essere “ricercatrice di giorno e scrittrice di notte”.
    Ecco, appunto: quando scrivi?
    Al netto dell’essere mamma: quando riuscivi a scrivere, dopo il matrimonio? Immagino che tutti i tuoi fans lo sappiano già… io no, per questo chiedo, e chiedo venia.

  22. Axelander scrive:

    Scusate ma fregarsene delle etichette? Io adotto la filosofia del “non me ne frega un c…o”. Se stai troppo a pensare a cosa dicono o fanno gli altri non fai altro che peggiorare la situazione.

    • Licia scrive:

      Axelander: fregarsene va bene come soluzione personale (e, in ogni caso, superare i condizionamenti sociali non è facile). Ma se uno spera che si stia meglio come comunità di persone, come popolo, come società, occorre fare di più che fregarsene

  23. Irene scrive:

    Cara Licia,
    era un pochino di tempo che non riuscivo a passare da queste “parti”…
    Bello il tuo post, davvero!!!
    Condivido quello che scrivi: oggi basta avere un’idea diversa dal “gregge” nel quale “pascoli” e subito vieni incasellato!
    E a nessuno viene in mente che forse, visto che lo penso e lo dico, è perchè l’ho vissuto, ci ho riflettuto e sono arrivata ad una conclusione diversa dal comune pensare (o meglio non pensare).
    Sembra che a volte nessuno si renda conto che siamo tutti esseri umani e persone…e che non bisogna per forza credere in qualcosa o qualcuno in particolare per credere in una vita diversa o in valori diversi da quelli che la socità ci propone.

  24. Valberici scrive:

    “Di essere liberi, qualsiasi sia il prezzo di questa libertà”

    Eh, nei tuoi libri ci sono sempre “messaggi” che condivido appieno. :)

  25. Ice Phoenix scrive:

    Giusto. Perchè farci semplificare in questo modo quando un individuo è la cosa più complessa che ci sia? Forse per cercare di capire ma non credo. Ognuno è fatto di tante cose, spesso discordanti che però altrernandosi ci fanno apparire ogni giorno diversi, con altre sfaccettature. In questo modo mostriamo di noi di volta in volta le diverse sfumature dei colori che ci compongono.
    Hai proprio ragione Licia, perché ridurci a semplice stereotipo? Perché ingabbiarci e incasellarci? Non possiamo essere una cosa sola e basta, perché allora scegliere quando potremmo essere tutte le donne (e uomini naturalmente ;) ) del mondo?
    Sembra lo stesso processo applicato ai libri; che se non rientri in una determinata categoria non vai bene. Ma non si può avere un genere che racchiude insieme gli elementi dei singoli generi?
    Mah! Conclusione: Essere se stessi! Sempre! :D
    Bacioni!

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