Sconcezze – Integrazione e assimilazione

Non credo qualcuno si stupisca ancora per qualche scandalo sessuale legato al premier. Ormai per un italiano è pacifico: Churchill fumava il sigaro, Hitler dipingeva quadri di dubbio gusto, Berlusconi fa i festini con le minorenni.
Ok, il caso Ruby ha una serie di corollari gravi che prescindono i costumi sessuali del pres. del cons.: tipo che scopriamo che Berlusconi “aiuta chi è in difficoltà” (a patto che abbia almeno una bella quarta di reggiseno, aggiungo io) evitando il carcere ad una minorenne, per altro spacciandola per chi non è. Mah. Senza contare che ci si può interrogare sulla morale di uno che se ne approfitta di un’adolescente dal percorso esistenziale quanto meno travagliato.
Ma più che altro ci siamo rotti. Cioè, proprio non ne possiamo più. Soprattutto della continua barzelletta che questo governo è diventato. E prima il papi, adesso il bonga bonga. Mezza Italia se la ride, e suppongo lo faccia anche l’intera Europa. Ma la situazione è tragica, altro che, in un paese dove ormai tutto è ridotto al ridicolo, allo sberleffo da caserma. Per cui, Berlusco’, facci un favore: non ce ne frega niente di quel che fai nel privato, ma abbi la decenza almeno di non farcelo sapere, va bene? Risparmiaci i dettagli sulla tua squallida vita privata, non siamo interessati.

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Secondo la Merkel, il multisultiralismo “ha fallito. La Germania non ha manodopera qualificata e non può fare a meno degli immigrati, ma questi si devono integrare e devono adottare la cultura e i valori tedeschi”.
Se ha fallito da loro, vorrei sapere da noi cos’è successo, dove il multiculturalismo non abbiamo manco mai provato ad adottarlo. Comunque. La Merkel ha letto questo sondaggio, ed è corsa ai ripari con un po’ di populismo buono per tutte le stagioni. Ma non mi interessa tanto la parte sul multiculturalismo, quanto quella successiva della dichiarazione. Ossia che gli stranieri si devono integrare, e fin qui, ma che poi devono adottare la cultura e i valori tedeschi. No. Questo, francamente, no. L’unica cosa che uno straniero deve fare quando è ospite di un paese diverso dal suo è obbedire alle sue leggi. Punto. Poi può continuare a mangiare kebab e pizza napoletana, mettersi l’hijab o il turbante dei sik, pregare Allah o Ganesh. Basta che rispetti la legge.
È la sottile differenza tra integrazione e assimilazione. Integrarsi vuol dire non sentirsi davvero stranieri: vuol dire trovarsi a proprio agio in un paese, essere connesso al tessuto sociale e lavorativo, in sintesi essere parte integrante di una società che ti accetta, ti rispetta e non ti giudica per l’abbigliamento, la fede o altro. È un processo a due binari: tu ti sforzi di rispettare usi e costumi del paese in cui sei ospite, quelli che ti ospitano si impegnano a rispettare i tuoi. È uno scambio reciproco.
Chiedere di adeguarsi ai valori e alla cultura tedesca vuol dire chiedere l’assimilazione, vuol dire chiedere di rinunciare alle proprie radici, che così a fondo determinano la nostra identità. Se mai andassi a vivere a Monaco non vorrei proprio rinunciare ad essere italiana, a parlare la mia lingua tra le mura domestiche, per dire, o cucinarmi la parmigiana. E il fatto che io coltivi la mia lingua madre non significa che non sono integrata.
Ma, diciamocela tutta, il problema sono i musulmani. Sono i loro usi e costumi, che nella nostra ignoranza riduciamo al disprezzo della donna e al fondamentalismo religioso, che ci danno fastidio. Ma la donna viene tutelata dalla legge tedesca, e dunque un musulmano che non rispetti la moglie, al pari di un tedesco che non lo fa, e non dubito che ce ne siano a palate, deve risponderne davanti alla legge. Ripeto, è solo questione di rispettare, e far rispettare, la legge. Stop.
Tra l’altro, anche da noi l’assimilazione va molto più di moda dell’integrazione. Avete mai conosciuto il proprietario di qualche ristorante cinese che si chiama Marco, o Paola? Ovviamente non si chiamano così. Ma si cambiano il nome. Così per gli italiani è più facile. Come sei io andassi a vivere in Germania e la gente iniziasse a chiamarmi Felicitas. Ma perché? Voglio dire, ma vi pare poco dover rinunciare al proprio nome per fare meno paura? Il mio nome è quel che sono, anche se non lo amo. Volente o nolente, fa parte della mia identità. E non ci voglio rinunciare, né mi piace che qualcuno ci debba rinunciare perché io ho problemi di pronuncia. Preferisco di gran lunga imparare a pronunciare un nome che alle mie orecchie suona diverso. Non è questo, il multiculturalismo?

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30 risposte a Sconcezze – Integrazione e assimilazione

  1. Ice Phoenix scrive:

    @Licia e @Ido:Pienamente d’accordo!
    Sia per le vicende di Berlusconi che per quella riguardante gli stranieri.
    Io non rinuncerei mai ad essere italiana in un paese straniero (anche se la nostra politica ci fa diventare lo zimbello degli altri paesi… :( ). Ma anche nella stessa Italia ci sono distinzioni tra gli italiani, un esempio è il divario che c’è tra Nord e Sud. Se mi dovessi trasferire al Nord sarei comunque fiera di essere napoletana, anche se stereotipi e pregiudizi vari fanno si che lì ci guardino con sospetto…
    Non si rinnegano le proprie radici e neanche il proprio nome, di fronte a nessuno e per nessun motivo.
    Sono fiera di avere la cittadinanza italiana e di essere nata a Napoli, sempre e comunque, anche quando le cose diventano difficili.
    Kiss Kiss

  2. Kevras scrive:

    dividerò il mio commento in due parti.
    Commento Morale: Il razzismo spesso viene sottovalutato, si pensa che di razzisti c’è ne siano pochi, ma pultroppo non è così: La gente discrimina neri, musulmani e spesso anche gente del proprio paese (vedete: Nord v.s Sud). Il razzismo è una cosa che non riesco a capire, perchè non c’è assolutamente alcun motivo per il quale dovrei odiare una persona con la pelle scura. La verità è che la discriminazione è una cosa che ci portiamo da anni, dai tempi di Mussolini & co. E se a casa ci insegnano a essere razzisti, è ovvio che lo diventiamo. Ma questo è un mondo che sta cambiando ed essere razzisti nell’era della globalizzazione è perfettamente inutile.

    Commento Politico: E’ ovvio che il governo sta affrontando un periodo assai difficile. Berlusconi è inondato da scandali e le divisioni nella destra (ma anche nella sinistra, non vi credete) sono evidenti. Se posso esprimere la mia opinione però, berlusconi rimarrà fino alla fine della legislatura perchè NESSUNO dei partiti (a parte la Lega) vuole le elezioni. Ma state pur certi che da qui fino alla fine non farà passare più nemmeno una legge. Basta guardarlo in faccia per capire che è debole, sembra una marionetta…

  3. Walter Loggetti scrive:

    @Deborah:

    L’ignoranza l’è una gran brutta cosa. L’essere ignoranti ci fa abbassare il capo con chi parla appena un capellino meglio di noi, ci sembra che dicano delle cose magnifiche et condivisibili, l’ignoranza ci fa comportare come un gregge che non si fa domande sul suo pastore.

    Ma l’ignoranza ha anche un altro lato della madeglia, pensiamo solo alla panza, e finche’ la panza si riempie si sta quieti.
    Il problema sorgerà quando la panza non sarà più possibile riempirla, quando la gente perderà TUTTO quello che ha.

    Allora l’ignoranza spenge il cervello, ed attiva quell’area in comune con il nostro progenitore con i peli. Quello che trovo’ l’osso e lo utilizzo’ per versare il primo sangue della storia dell’uomo.
    Allora l’ignoranza ci fara’ ignorare appunto gli appelli alla calmna, e sara’ la violenza che parlera’….

  4. deborah pesare scrive:

    non so il resto degli italiani, ma ad ogni nuova notizia appresa sul conto di berlusconi sono sempre più stanca ed irritata… ora abbiamo anche il bunga bunga! sembra una barzelletta! ma a me non fa ridere, anzi…
    non riesco proprio a concepire una cosa del genere, e quel che è più grave è l’atteggiamento degli italiani; menti anestetizzate, cibo per i mass media… dai il grande fratello e amici di maria de filippi, e gli italiani sono contenti.

  5. Pigliadraghi scrive:

    P.S. Val: Non è quella la questione. Mister B. potrà anche essere finito, il problema è chi gli succederà sul trono…

  6. Pigliadraghi scrive:

    Ma la cosiddetta Cultura, non è a sua volta l’insieme di tante “culture” individuali?
    E allora, a livello di astrazioni, come si può parlare di “integrazione culturale”?

  7. Walter Loggetti scrive:

    @Luke1996:
    Luke, strano nick per un ragazzino, evocatore delle infinite praterie di Tatooine… ehm… mi sono perso un attimo su viale della rimembranza… ai vecchi capita, ti ho mai raccontato di quella volta in cui ho fatto saltare da solo la Morte Nera? Quelli si che erano tempi… ehm… ad una certa età si perde un po’ il cervello… dicevamo…
    I gemellaggi, si anche Prato è gemellato con una città cinese, fra i tanti gemellaggi, Chang-zou, e non è che il gemellaggio automagicamente risolve le cose, anzi, a volte penso che questi gemellaggi servano ai politici locali per andare in “vacanza” pagati dalla comunità, forse prima non era cosi’…
    E forse il mio è solamente un pregiudizio…
    Un consiglio… meglio se impariamo il cinese… non si sa mai…
    Nihao!
    :-)

  8. Theana scrive:

    sul fatto di cambiare il proprio nome non sono proprio d’accordo,a me il mio nome piace e non lo cambierei per niente al mondo!!!poco importa che non mi accettano,ogni persona ha un suo pregio e io credo che dobbiamo vedere lo straniero come uno di nio,con pregi e difetti.
    Io da qualche anno sono amica con una ragazza straniera ed è totalmente diversa da come la immaginavo.
    Secondo me il primo passo per un’integrazione è farsi un amico.

  9. La Dragonessa color zaffiro scrive:

    sul multiculturalismo mi trovo d’accordo. Perchè uno dovrebbe rinunciare al proprio nome?

  10. Luke1996 scrive:

    @Walter: Proprio riguardo all’integrazione della comunità cinese nel territorio mio padre ha recentemente avviato un progetto del genere con la comunità cinese di Taranto e provincia, iniziando con un incontro previsto per la prossima settimana in cui si avvieranno le pratiche per il gemellaggio tra taranto e la città nativa di gran parte dei cinesi della zona, come primo segno di apertura… Per il momento la risposta è stata positiva

  11. Walter Loggetti scrive:

    @Annalisa:
    Verissimo e giusto, il problema che sto notando io però è che questa diffidenza non c’è solo tra italiani e stranieri, come sarebbe istintivo pensare, ma c’è fra italiani stessi, guardaci, guardiamoci intorno, siamo guardinghi, diffidenti, ci sentiamo osservati, viviamo come se fossimo in un perenne assedio, circondati da un nemico che a volte e’ lo straniero, e a volte e’ il vicino di casa che di giorno ci saluta e ci sorride, e la notte fa il serial-killer (e non si chiama Dexter), sarà questa società, sarà la televisione… alla fin fine la colpa è sempre e solo di facebook… (notate, quando succede qualcosa, facebook c’e’ sempre di mezzo… pubblicità meravigliosa…)

  12. Annalisa scrive:

    Hai ragione Walter, la diffidenza è contagiosa, infatti alcune mamme italiane dei compagni di mia figlia cominciano a “protestare” in sordina perchè “alla fine chissenefrega, se non vogliono farsi aiutare lasciamoli indietro”.
    Ma io non riesco a dimenticare che si tratta di bambini e che i loro dovrebbero avere le stesse opportunità dei “nostri”.
    Ogni volta che diciamo chissenefrega, a mio avviso, perdiamo la possibilità di arricchirci umanamente.
    Ci proveremo anche quest’anno Licia, con i gruppi extra scolastici,perchè ne va a favore di tutti, come dici tu, perchè ognuno ha le sue lacune.

  13. Walter Loggetti scrive:

    @annalisa l’integrazione inizia sopratutto da li…

    Il problema è che poi il processo si interrompe, le famiglie si chiudono a riccio, sicuramente per preservare la loro cultura…

    sicuramente per diffidenza…
    e la diffidenza puo’ essere contagiosa…

  14. Annalisa scrive:

    Hai ragione Licia, non si dovrebbe scomparire solo perchè sei di una diversa nazionalità, ma ti chiedo un parere.
    Mia figlia ha 7 anni e frequenta la seconda elementare; nella sua classe, su 15 elementi, 5 sono stranieri: 2 romene, un giordano, una rom, una moldava. Sono bambini che hanno avuto una difficile integrazione perchè non conoscevano neanche l’italiano quando, lo scorso anno, hanno iniziato le elementari. Con tenacia ed impegno a Natale già sapevano parlare e leggere nella nostra lingua e la mia ammirazione per loro è sconfinata. Ma ora sono iniziati i problemi. Perchè i concetti che devono imparare cominciano ad essere più complessi e i loro genitori non sono in grado,soprattutto per mancanza di conoscenza della grammatica italiana, di aiutarli a crescere nel livello degli studi. Abbiamo provato a formare dei gruppi di studio per fargli fare i compiti insieme, al pomeriggio, ma i genitori ci hanno risposto no, che loro non sono interessati e anche i vari tentativi delle maestre e del preside sono caduti nel vuoto. Non partecipano neanche alle varie festicciole di compleanno dei compagni e avvicinare le famiglie diventa in questo modo difficile. Non c’è interesse da parte loro alla partecipazione collettiva e lo affermo sentendo in quanto scrivo un senso di sconfitta, perchè non sappiamo come arrivare a loro, io ed altre mamme, che ci poniamo il problema di non lasciare “indietro” (scolasticamente parlando) questi bambini che hanno il solo “problema” di non essere italiani.
    E’ una cosa piccola, quella che ti espongo, me ne rendo conto, ma l’integrazione inzizia anche da queste minuzie, non credi? Dimmi, cosa faresti tu? Mi piacerebbe avere un suggerimento.

    • Licia scrive:

      Annalisa: eh, bella domanda…A queste cose dovrebbe sopperire la scuola stessa, direi: quando andavo alle superiori la mia scuola organizzava corsi pomeridiani di approfondimento: partecipavamo tutti, sia quelli che andavano bene che i ragazzi che avevano difficoltà, e ognuno colmava le lacune che aveva. In questo modo non c’è coinvolgimento dei genitori, e la cosa è a tutti gli effetti un’attività curriculare, della scuola, e rivolta a tutti gli studenti.
      Ne approfitto poi per fare una precisazione: ovviamente così come ci sono i casi di italiani che non “aiutano l’integrazione”, esistono molti casi di stranieri che non vogliono integrarsi. È ovvio che a contatto con una cultura diversa ci siano reazioni di paura: da parte degli italiani, che percepiscono lo straniero come un corpo estraneo, e degli stranieri, che, trapiantati all’estero, hanno paura di perdere la propria identità a contatto con la cultura degli ospiti. E purtroppo forzare qualcuno ad aprirsi è pressoché impossibile…La speranza sono proprio i ragazzi e i bambini, per questo la scuola è così importante.

  15. Sara scrive:

    Certo avete ragione sugli stranieri che devono rispttare (esempio) le nostre leggi. Ma pensandoci ci sono leggi che riguardano SOLO NOI e che non c’ entrano nulla con altre culture (che poi per LORO cultura non rispetterebbero). Quindi secondo me gli stranieri devono ripettare le nostre leggi, ma che non vadino contro la loro cultura, religione…sempre però mantenendo una certa giustizia (es. verso le donne, “vestiti” musulmani, crocifissi ecc…).

  16. Axelander scrive:

    Per me,e ripeto a parer mio integrazione vuol dire solo rispettare le leggi del paese in cui si vive. Tutto il resto non conta. Perchè come ha detto licia io non rinuncio a essere italiano se vado a vivere in un altro paese.

  17. Walter Loggetti scrive:

    Per quanto riguarda l’altro “topic” aperto, l’integrazione e l’assimilazione, beh, io vivo a Prato, dove abbiamo una “amplissima” comunità cinese, che per quanto uno ci provi, non si integra, ma sta piano piano assimilando il territorio… il grosso vive a due passi dal Centro cittadino, ma li’ siamo in Cina ne più ne meno…
    E si che a Prato non ci sono solo i cinesi, ci sono marocchini, ci sono albanesi, tanti, ci sono maghrebini, ci sono cingalesi…
    Le altre comunità si sono mescolate insieme a noi, si sono integrate, rispettano le nostre leggi, mantengono le loro culture, ma cercano di imparare la nostra lingua, la nostra cultura, cercano di integrarsi…
    La comunità cinese purtroppo non è cosi’, NON rispetta le leggi locali, se ne crea di proprie, è dell’anno scorso la notizia che avevano aperto un ufficio abusivo per la “regolarizzazione”, hanno i loro ospedali abusivi, le loro case da gioco abusivo…
    Non hanno l’interesse ad integrarsi… loro non sono emigrati dalla cina, ma hanno portato la cina altrove… e mi son fatto l’idea che sia un loro piano di espansione in atto da taaaanti anni… vedasi le chinatown cinesi in america…

  18. Walter Loggetti scrive:

    Sinceramente a me non importa granché delle perversioni private del Presidente del Consiglio.

    Pero’ in questa sordida storia ci sono degli abusi di potere che in altri paesi avrebbero posto fine alla carriera politica del PdC ed alla carriera lavorativa di altre persone… Qui invece “tutto tace” tranne i soliti “giornalacci di sinistra”…

    Ma a me tutta questa storia fa venire in mente un’altra cosa… vi ricordate delle intercettazioni fra Porro e Arpisella, e di quel misterioso “cerchio sovrastrutturale”, e se tutte queste “rivelazioni” fossero opera di questa sovrastruttura che vuol fare fuori politicamente il PdC?
    Sembra che siamo di fronte ad uno scontro di poteri occulti, che invece di farsi la “guerra aperta” con morti ammazzati (anche se non escluderei che proprio non ci siano, non so se vi ricordate il caso Marrazzo, e quante morti misteriose ci sono dietro) , preferisce farsi la guerra con Dossier, ricatti, menzogne…

    Fosse la trama di un romanzo sarebbe troppo inverosimile…

    Consoliamoci con il bunga bunga di Elio…
    http://www.youtube.com/watch?v=JM3rB0iEUtM&feature=sub

  19. Gre scrive:

    Concordo su tutto quanto detto :-) !!!

  20. ido scrive:

    nella mia ancor breve vita, non sono mai arrivato a vergognarmi di essere italiano in questa maniera.ormai il nanetto è finito.basta con i provvedimenti da fine regime,basta con gli scandali(per inciso,il presidente clinton si dimise per lo scandalo ed annesso polverone che provocò)le persone che hanno un senso critico,sono stanche!!invece che arrichhirti tu,caro il mio “cavaliere del lavoro”risolvi il problema a terzigno, dai un lavoro ai disoccupati,cambia legge elettorale,convinci i tuoi amici celti a non distruggere l’italia per creare una chimera chiamata padania,ti vuoi accorgere che siamo lo zimbello su cui tutti ridono?Vuoi dare sicurezze alla scuola?Vuoi dare sicurezza a ci lavora nella musica?ti do anche un altro consiglio,anzi, vari consigli:
    1).non ti fare quelle ragazzine,già sono cubiste che non sanno cosa fare ,costrette a vendere il proprio corpo per dei soldi avere dei soldi,ma poi non ti viene un senso di colpa,costringere ragazzine minorenni con sogni sull’amore,ad un rapporto solo di natura sessuale con un uomo di settanta,eh?come cavolo fai a prendere sonno sapendo che hai fatto scendere più in basso una ragazzina nel pozzo della prostituzione?
    2)non ridere sempre,in questo momento non c’è niente da ridere!!
    forse di senso critico ne ho troppo,ma è l’unico mezzo per capirci qualcosa,e so che non avrò un futuro così radioso continuando così
    (finita la parte politica del discorso,leggete in pace)concordo con te,ma se avessimo un solo macrostato,non avremmo di integrazione,tutti saranno compagni,concittadini,uniti nella voglia di rispetto
    P.S.
    peccato che non ci potrò essere a lucca,persone come te,ce ne sono poche

  21. Nihal95 scrive:

    Licia, Licia quanto hai ragione! Bisognerebbe cambiare le cose, ma ormai non importa più a nessuno… ;(
    Cambiando argomento, e mi scuso perchè non c’entra niente, ma nella mia scuola stavamo pensando di fare venire uno scrittore… indovina chi ho proposto?? XDXD Comunque, tu saresti disponibile? Insomma, io non so come funzionano bene queste cose, ma la mia prof mi ha detto di informarmi…

  22. Valberici scrive:

    Concordo con te, ma al momento il problema che affronto è quello del lavoro. In italia sta diventando una vera e propria emergenza, occorre innanzitutto garantire un salario.
    Naturalmente so bene che gli immigrati sono coinvolti, ed io li considero salariati, della nazionalità poco mi importa. Così come mi rifiuto di fare la “guerra” alla Serbia, o per meglio dire agli operai serbi.
    Occorre costituire al più presto un movimento internazionale che riguardi i salariati, poi piano piano il resto verrà.

    Di Berlusconi è ormai inutile occuparsi, è arrivato al capolinea ed i poteri forti stanno già pensando ad un successore.

  23. Shion82 scrive:

    il re della “monnezza” (come lo chiamano a napoli) nn credo faccia ridere più nessuno, solo gli stolti

  24. davide scrive:

    Scusate l’OT: Quante pagine ha il libro Guerre del Mondo emerso – Guerrieri e Creature?

  25. Sara scrive:

    Concordo.
    Quello che hai scritto mi ha fatto venire in mente la noiosa storia del crocifisso nelle scuole ecc… la ruota continua a girare… :(

    Cos è, Berlusca ne ha combinata un altra ultimamente??? ;)

  26. Nelea scrive:

    Concordo,e fino ad ora, in tutto ciò che scrivi

  27. Elfo98 scrive:

    Parole sante.

  28. J.Ph scrive:

    Nulla da aggiungere. Che vuoi dir di più? Pienamente d’accordo.

  29. manuela scrive:

    “Il mio nome è quel che sono, anche se non lo amo. Volente o nolente, fa parte della mia identità. E non ci voglio rinunciare, né mi piace che qualcuno ci debba rinunciare perché io ho problemi di pronuncia”
    Non c’è altro da dire(:

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