Contraddittorio e democrazia

Di recente c’è una nuova moda. Il contraddittorio. Ossia quell’idea per la quale se uno dice una cosa, afferma i suoi valori, ci deve essere uno che la pensa al contrario che dice anche la sua.
Esempio. Tutti giù a dire che l’altra sera, a Vieni via con Me, è mancato il contraddittorio. È mancato uno che dicesse “ma no, ma non è vero che la ‘ndrangheta cerca nella Lega un referente politico”. È mancato uno che dicesse “ma no, l’eutanasia è una cosa orrenda, è un omicidio”.
La gente che dice questo, in genere tira in ballo la democrazia, la parola in assoluto più abusata – e meno compresa – di tutto il vocabolario.
Prendiamo il primo esempio che ho fatto.
Voi, prima di lunedì sera, avevate mai sentito dire che la ‘ndrangheta ritiene la Lega un valido alleato politico? Io no. E avevate mai sentito dire che la mafia ha ampi interessi al nord? Io sì, ma sapete come? Leggendo il Rapporto Ecomafia dell’Edizione Ambiente, che non è esattamente l’ultimo best seller di Vespa. In compenso, in tutti i telegiornali sento ampiamente strombazzati – anche giustamente, per carità – tutti gli arresti, le retate contro la criminalità organizzata. Sento i politici prima tuonare contro la magistratura, salvo poi appropriarsi dei successi che consegue nella lotta al crimine. E quindi il contraddittorio c’è già stato, e non una volta sola, una sera, per due ore, sulla rete più bistrattata del servizio pubblico, ma ogni giorno, durante ogni tg.
Secondo esempio.
Durante il caso Englaro la voce della Chiesa non è stata affatto zittita. Anzi. La sua opinione era praticamente l’unica che si ascoltava. Per bocca dei suoi esponenti, ma anche per bocca di tutti quei politici che dei vertici ecclesiastici si sono fatti portavoce, spesso senza neppure essere credenti o praticanti, in un bel trionfo di ipocrisia. Voi l’avevate mai sentita la voce di Beppino Englaro? Io mai. Mina Welby non sapevo neppure che faccia avesse.
Il contraddittorio, anche qui, c’è già stato: è uscito dalle parrocchie, è stato ripetuto nei tg e nelle trasmissioni di approfondimento.

La cosa che mi piace di Vieni via con Me è che dà voce a chi in genere non ha diritto di parola. Fa parlare persone che non hanno mai avuto i mezzi né soprattutto l’opportunità di parlare, di dire ciò che avevano nel cuore. Esprime il pensiero di una maggioranza silenziosa e sfiduciata, che è troppo moderata, troppo intelligente per trovare spazio in tv. Finora questa gente s’era limitata a parlare sul web, a diffondere la propria parola in circoli ristretti. Adesso va in prima serata, raggiunge milioni di persone, che non solo non cambiano canale, ma ascoltano assorte.

E vi dirò anche una cosa sulla democrazia. Sì, la democrazia è pluralità di voci. Ma non vuol dire esprimere i concetti sempre a coppie, come se il cittadino non fosse in grado di ragionare con la propria testa, di trarre le legittime conclusioni se non sente le due campane una affianco all’altra. È diritto di tutti ad avere voce, che è cosa diversa dal diritto al contraddittorio.
Per mesi, le voci di quelli come Mina Welby sono state messe a tacere, ridotte ad esprimersi in luoghi in cui pochi potevano ascoltarle. Adesso la bilancia è stata riequilibrata. E questa è democrazia.

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55 risposte a Contraddittorio e democrazia

  1. Damiano scrive:

    no Lux Lucis non sono d’accordo con Voltarie, io non darei la mia vita per lasciare che quelli come te continuino a imporre la propria morale, ma mi batterei per permettere che sia garantito quello che io considero un DIRITTO! che è quello alla vita per chi la vuole tenere ed è quello della fine delle sofferenze per chi decide per se stesso che è meglio così!
    e si, IO SONO PADRONE DELLA MIA VITA!!!!
    le balle del tipo “la vita non è tua è un dono di Dio” tienitele per te!

  2. Lux lucis scrive:

    Il nesso è semplicissimo: si comincia coi casi limite, poi, pian piano, la sfera di infuenza, diciamo così, si allarga sempre di più e prima o poi ci sfugge di mano. Basti vedere per l’aborto: è stato legalizzato per diminuire quelli clandestini e proteggere le donne (non i bambini ma lasciamo stare) e anche qui c’erano i casi limite, gli stupri, le violenze del coniuge etc. adesso siamo arrivati al punto che si abortisce anche se il bambino non è precisamente la creatura perfetta che i suoi genitori desiderano e perciò, via, nel pattume. e siamo a un miliardo di vittime. Questa è la degenerazione a cui, voi no, ma senz’altro qualcuno che muove i fili vuol farci arrivare anche con l’eutanasia.
    Damiano: per cortesia risparmiami la citazione di Voltarie perché è uno dei più grandi ipocriti che abbia mai letto «Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire», perchè è una balla. Sì, s’è visto con i Vandeani che non erano d’accordo con gli illuministi cos’è successo. Predicava così e poi, nella definizione di tolleranza dell’enciclopedia curata anche da lui, chi non si mostrava d’accordo con loro o era un ignorante o un fanatico. bella tolleranza. Veramente, Voltaire risparmiamelo.
    Sara: non era attaccata a nessun tubo. e non era nemmeno in coma visto che apriva gli occhi, si svegliava e si guardava in giro. Solo io vedo la somiglianza tra l’eutanasia e il suicidio? caso estremo per caso estremo perché uno non dovrebbe essere libero di suicidarsi senza che nessuno glielo impedisca? Hitler poi non era pazzo, un bastardo, sicuramente, malvagio, non ci sono dubbi. Ma pazzo, questo no. Quella della pazzia è una scusa nostra, perché non accettiamo che una persona possa lucidamente programmare uno sterminio. Ma a leggere “La banalità del male” di Anna Arendt ti rendi conto di come fossero locigi e assolutamente lucidi i nazisti quando facevano queste atrocità.
    Licia: la domanda non ha molta ragione d’essere, perché noi non siamo mai totalmente padroni del nostro corpo.
    quello che veramente ti contestavo era il “non hanno voce in capitolo” perché io ho sentito solo, o quasi, le loro. Non si potrebbe aiutare queste persone anzichè ucciderle o lasciare che arrivino a un punto di disperazione tale da voler morire?

    • Licia scrive:

      Lux lucis: la legge serve proprio a mettere un limite alle degenerazioni. Per come stanno le cose adesso, se produci un buon numero di testimoni che dica che in vita la persona aveva espresso la volontà di morire, puoi staccare il supporto vitale a chiunque. Questa per me è già una degenerazione. Se invece avesse valore legale il testamento biologico, sarei io, con le mie volontà autografe, a stabilire il mio destino. Comunque, tu non credi che si debba poter disporre del proprio corpo, ergo suppongo che questo discorso per te non abbia senso.
      Sull’aborto, l’ho già detto un miliardo di volte, chiunque ne parli in questi termini esprime un disprezzo estremo per le donne, considerate delle stupide che non vedono l’ora di abortire per potersi fare i fatti propri. L’aborto è sempre una ferita, è una decisione che ti cambia per sempre, e non viene presa a cuor leggero. Temo però che chi non ha un utero e magari non ha mai sentito crescere in sé un altro essere vivente questa cosa non potrà mai capirla. Per cercare di comprendere, si può andare a leggere quel che dicono direttamente le donne che hanno abortito. Qui.
      Infine, questione suicidio: qui non stiamo parlando di una persona che soffre psichicamente, che può essere curata per questa sofferenza, i cui problemi possono avere una soluzione, o almeno un palliativo. Qui stiamo parlando di malattie incurabili, che conducono inevitabilmente alla morte, o di condizioni fisiche permanenti che implicano l’assenza di coscienza. Eluana Englaro apriva gli occhi, aveva un ciclo di sonno/veglia, ma non rispondeva agli stimoli esterni, non aveva coscienza né di sé né del mondo circostante. Le sue risate, i suoi pianti, i suoi gesti erano frutto solo del suo sistema vegetativo. Uno stato dal quale non c’è ritorno. Io non voglio dire che una vita del genere non sia degna di essere vissuta, non credo di potermi arrogare questo diritto. Ma non credo neppure di avere il diritto di dire che quella è una vita dignitosa. Ognuno deve decidere per sé. Se l’idea di vivere così gli è intollerabile, deve essergli permesso di andarsene.
      È ovvio che la cosa migliore è aiutare, ma non credo che il punto sia questo. Se ritieni che vivere così non valga la pena, puoi avere tutto l’aiuto del mondo, questo non ti farà cambiare idea. Passiamo a Welby. Welby aveva l’amore della moglie, amava la vita, era impegnato politicamente. Ma percepiva che quella non era la vita che voleva. Anche in questo caso, la SLA è una malattia degenerativa per cui non c’è cura. La scienza era impotente, tutto ciò che poteva fare era continuare a tenerlo in quel letto, sostenendo le sue mere funzioni vitali in attesa della morte. Io non so cosa farei in una condizione del genere. Forse sceglierei di vivere comunque. Ma se uno vuole morire, penso sia in diritto di farlo.

  3. Sara scrive:

    Ok, scusa Licia…ho resistito finche’ ho potuto e poi ho voluto chiarire su questa frase che ho scritto sopra.
    Io non mi riferivo ai disabili(mai mi è venuto in mente) ma in casi particolarmente gravi di coma permanente, vegetativo dopo anni. Certo che nessuno vuole che i disabili siano sopressi!!!
    Hai ragione tu
    Scusa ancora ;)

  4. Sara scrive:

    Ho cercato di non scrivere nulla sull’ argomento, ma adesso rileggendo due-tre righe non posso far a meno di dire che quoto TUTTO quello che ha detto Damiano.

    Lux lucis:” anche Hitler si era inventato questa espressione e si toglieva di mezzo i pazzi e i malati. Cos’ è, se lo faceva lui era sbagliato e se lo faciamo noi no?” Attento perchè qui si sta parlando di casi ESTREMI come di Eluana. Quello che ha fatto quel pazzo è stato TOTALE! cioè ha eliminato tutto, e chi se ne fregava se la povera persona aveva quel picolo problema ma viveva felice. Il coma invece non è “piccolo problema” e non è neppure VIVERE ma SOPRAVVIVERE attacati a un tubo e io trovo che se questa non reagisce dopo così tanti anni è meglio dare ai genitori il diritto di tornare a vivere e lasciar andare quella povera anima.
    Non aggiungo altro perchè questo mio pensiero era l’ unico che veramente mi premeva di dire. E come avrete capito io non sono contro l’ eutanasia in certi casi sempre però estremi.
    BYE BYE

    • Licia scrive:

      Scusate si insisto: mi fate capire come dare al singolo la possibilità di decidere in autonomia e in piena coscienza cosa fare del proprio corpo in situazioni estreme è anche lontanamente paragonabile con lo sterminio delle persone con handicap portato avanti da Hitler? No, perché mi sfugge proprio il nesso.
      Qui nessuno sta dicendo che da ora innanzi se sei paralizzato, attaccato a un respiratore, privo di coscienza, devi morire. Né che tutti i genitori di figli con gravi disabilità li debbano uccidere. È tutto il contrario invece. Viene sancito il diritto di DECIDERE cosa fare. Nel caso di Eluana, la sua volontà è stata ricostruita a posteriori proprio perché quando la ragazza è entrata in stato vegetativo permanente non esisteva alcuna legislatura circa il fine vita. Se fosse stato possibile esprimere la propria volontà tutto questo triste spettacolo ce lo saremmo risparmiati: Eluana avrebbe detto chiaro e tondo che voleva morire e finiva lì. Davvero dobbiamo stare a disquisire del desiderio di un’altra persona, in condizioni tali da non permettere recupero né guarigione, di porre fine alle proprie sofferenze?
      Welby poi non lo cita nessuno. Welby ha detto esplicitamente che per lui quella non era vita. Era lui che voleva andarsene. Dalla SLA non si guarisce, è una malattia mortale. Se uno non vuole farsi tutto il calvario, secondo me deve avere il diritto di rifiutare le cure.
      A me sembra che ribadire la necessità di una legislazione che tuteli le volontà del malato sull’argomento fine vita vada a vantaggio di tutti: di chi non vuole accanimento terapeutico, e dunque può essere libero di rifiutare le cure, e di chi invece vuole vivere, che in tal modo vede riconosciuto il suo desiderio, e non rischia di morire perché la sua volontà è stata mal interpretata, o ignorata.
      Qui non è “sono favorevole all’eutanasia, sono contrario all’eutanasia”, un argomento che non c’entra niente. Qui è: sono per la libertà di scelta? Voglio poter decidere liberamente, PER ME, cosa deve esserne del mio corpo quando non potrò più disporne?
      Spostare l’argomento sull’eutanasia sì/eutanasia no è un modo disonesto di spostare l’asse della discussione, in modo tale da infiammare gli animi su argomenti su cui più o meno tutti siamo d’accordo (voglio che i disabili siano soppressi? No, certo che no).

  5. M.T. scrive:

    Che esistano giornalisti “schierati” ci può stare (se lavori in un giornale di partito si deve condividere la linea editoriale altrimenti è masochismo), io parlo della natura dell’essere giornalista: un osservatore che mostra semplicemente i fatti.

  6. Damiano scrive:

    Non è corretto dire che un giornalista non si schiera, un giornalista si può schierare quello che non deve fare è omettere la verità.
    Perché si possono avere pareri diversi ma la mistificazione dei fatti è il più grande peccato di un giornalista, ci aggiungo anche che a parer mio un giornalista dovrebbe sempre mantenere un onestà intellettuale invidiabile.

  7. M.T. scrive:

    Saviano ha mostrato fatti e parole di uno dei fondatori della Lega e le affermazioni di quest’ultimo sono inquietanti; Maroni l’ha presa sul personale. Ma è inutile nascondere e negare la verità: la mafia è all’interno della politica, di tutta la politica; dove c’è potere esiste il malaffare.
    Vespa non è un giornalista, dato che tiene palesemente ha scelto di stare da una parte: il vero giornalismo mostra i fatti così come sono, non si schiera. Lui lo fa.

  8. Damiano scrive:

    Lux lucis:
    continui con chiaro intento mistificatore a modificare i significati delle parole, anche quelle dell’ultimo post di Licia.
    Del resto è così che fanno quelli che come te voglio imporre la propria morale al mondo.
    Bada bene qui nessuno e ripeto NESSUNO ha detto che un malato terminale deve essere assassinato, per usare un termine che piace tanto hai “movimenti per la vita” ma si vuole sottolineare un punto che è incotrovertibile e che nessuno dovrebbe permettersi di imporre la propria morale.
    bisogna far sì che ogni cittadino sia permesso di fare una scrittura dove dichiara di proprio pugno cosa bisogna fare nei casi estremi.
    è facile parlare di Eluana dicendo che non possiamo provare niente,falso ma passiamolo.
    Parliamo di Piergiorgio Welbi che ha deciso in coscienza cosa fare della propria vita!
    ognuno deve essere libero di scegliere.
    Nessuno deve costringermi a marcire in un letto d’ospedale , perchè così lo percepisco io, e nessuno deve permettersi di togliere la vita a chi vuole tenersela!
    la differenza tra me e te è che io lotterò sempre per far si chi le tue volontà vengano rispettate, tu d’altro canto fai di tutto per imporre al mondo le tue!

    Damiano

  9. Lux lucis scrive:

    M.T:”pubblicità per se stessi”, non è necessario che tu lo dica, lo so perfettamente. sono tutti uguali: chi fa pubblicità per se stesso, chi “pubblicizza” il caso per introdurre la legge che vuole. fermo restando che promettere, promettere e non far nulla è una delle caratteristiche dei politici, tra i due, scelgo il male minore.
    per quel che riguarda Vespa, spiacente, dissento. in una puntata di Porta a Porta dove si trattava di esorcismi (argomento ben lontano dalla politica, dove sarebbe indispensabile il dibattito) oltre agli esorcisti stessi e Vittorio Messori era presente anche Odifreddi (sul quale non mi pronuncio…) che ovviamente nega l’esistenza di dette cose. come vedi, il contraddittorio c’era. Non sono nella mente del ministro ma penso voglia ribattere perché abbia sentito insultato l’operato del partito e del governo che, giusto per farlo notare, ha sbattuto in cella una numero impressionante di mafiosi

  10. M.T. scrive:

    “L’ipocrisia è voler decidere vita e morte, non solo nostra ma di altri perché “ci gestiamo noi” ”

    Quanto vogliono fare certe linee di potere: decidere per gli altri.
    E sempre certe figure di queste linee di potere hanno sfruttato casi come quello citato per porsi nella luce di salvatori, protettori della vita, quando volevano solo pubblicità per se stessi. Ma passato il caso del momento, tutte le promesse e i propositi sono caduti nel vuoto, non se n’è più sentito parlare. Anche questo è calpestare la dignità umana e sfruttare il dolore delle persone.

    “Però cosa succederebbe se un programma analogo venisse fatto con le motivazioni opposte?”
    Non cosa succederebbe: cosa già succede adesso. Basta guardare i telegiornali, le trasmissioni di Vespa e compagnia. Ma se Maroni ha preteso di avere il contradittorio perché risultato mancante, allora tutte le persone che vivono in Italia che la pensano diversamente da queste trasmissioni e subiscono certe affermazioni devono avere diritto di replica: allora si potrà parlare di democrazia.

  11. Valberici scrive:

    Lux lucis:”sì, in linea di massima sono d’accordo”, bene, allora tu, io e Licia concordiamo su quello che è il “punto” della questione, tutto il resto ha un po’ il sapore del tifo da stadio, cosa che in un dibattito politico e propagandistico ha certamente senso, ma all’atto pratico serve a poco o nulla.

  12. Lux lucis scrive:

    http://www.antoniosocci.com – Notizie su Saviano e Caterina

  13. Lux lucis scrive:

    Valberici: sì, in linea di massima sono d’accordo. Però cosa succederebbe se un programma analogo venisse fatto con le motivazioni opposte? Tutti a gridare alla dittatura (ridicolo, in una dittatura i programmi dell’opposizione neanche vedrebbero mai la luce e gli avversari vengono ammazzati). E su cose così delicate, mi sembra il minimo far parlare anche gli altri. dico davvero, vedere l’ultimo post di Socci.
    ido: ho scritto da qualche parte che la mafia non ha di certo collegamenti con la politica? non mi pare.
    “la vita è sacra, ma non in un un letto d’ospedale”: e perché no? Forse che una persona in un letto non è più una persona? L’ipocrisia è voler decidere vita e morte, non solo nostra ma di altri perché “ci gestiamo noi”. è ridicolo, noi non decidiamo neppure di respirare e non possiamo vedere il nostro viso se non in uno specchio. e vorremmo controllare ogni cosa? ma per piacere, mica abbiamo deciso noi come e quando nascere.
    Licia: mi spiace, ma sono ancora per il principio di non contraddizione aristotelico. o una cosa vale o non vale: non si scappa. l’accanimento terapeutico che c’entra? accanimento terapeutico sono le terapie inutili, che non riescono nemmeno ad alleviare le sofferenze, infatti a mio nonno sospesero le trasfusioni, perchè ormai non servivano più a nulla. mica è eutanasia quella, si trattava solo di accettare l’inevitabile. domandatevi però perché venga dato risalto solo a questi casi e nessuno si fili mai gli altri. e la risposta non è difficile: sfruttando alcuni casi si vuol legalizzare l’eutanasia (chiamatelo come si pare, si tratta di dare volontariamente la morte a uno che non può difendersi) e si passa l’idea della “vita degna di essere vissuta”. anche Hitler si era inventato questa espressione e si toglieva dai piedi pazzi e malati. cos’è, se lo faceva lui era sbagliato e se lo facciamo noi no?

  14. ido scrive:

    bne. allora per dare del contraddittorio a saviano,bisognerebbe invitare sandokan e i boss dei casalesi.poi,dicendo questo,caro il mio lux lucis,dici che la mafia non esiste e che saviano non è a contatto con queste realtà?dici che la mafia non è collusa con la politica?
    poi, l’eutanasia.per me la vita è sacra,ma non in un letto di ospedale,in un coma irreversibile

    • Licia scrive:

      Sull’eutanasia c’è un’incomprensione di fondo. Dar la possibilità al singolo di scegliere cosa fare del proprio corpo quando si approssima la fine dell’esistenza non vuol dire affatto che poi tutti quelli nelle condizioni di Welby o di Englaro debbano per forza morire. Per dire, io lo so mica se sono contro l’accanimento terapeutico sul mio corpo. Però sono per la libertà di scelta dell’individuo: tu ritieni che la vita è sempre degna di essere vissuta, anche se non hai più coscienza di te, o sei tenuto in vita da un respiratore? Allora è giustissimo che tu scelga di continuare a vivere finché la scienza sarà in grado di temetti in vita. Ritieni invece che quella non sia una vita degna di essere vissuta? E allora trovo sia giustissimo che tu possa scegliere di farti staccare il respiratore, o il sondino per l’alimentazione.
      Il problema è quando uno stabilisce per tutti cosa è vita dignitosa e cosa non lo è, che si tratti di uno che è per la vita a tutti costi o di uno contrario all’accanimento terapeutico.
      Saviano ha presentato il punto di vista di Welby, il quale non voleva vivere in quelle condizioni. Sapeva che alla fine del percorso c’era la morte e non aveva intenzione di prolungarsi l’agonia, per motivi personali e intimi. Se ritenete che le motivazioni di chi invece vorrebbe continuare a vivere anche in quelle condizioni non siano state ascoltate, prendetevela con i politici e gli alti prelati che hanno preferito far sentire la loro, di voce, invece che quella dei malati stessi, parlando di cose che tutto sommato non conoscono, in nome di principi astratti, che perdono di significato se non vengono applicati all’esperienza di vita del singolo.

  15. M.T. scrive:

    Politica e istituzioni religiosi pretendono d’imporre il proprio volere e punto di vista, quando dovrebbero essere al servizio della gente e non il contrario. Ciò che per loro conta è l’obbedienza, la tradizione, il rispettare e adorare quanto dicono: niente dialogo, niente confronto, solo accettazione. Per loro non conta la dignità umana, ma solamente il potere che dà il numero delle persone che s’annoverano tra le fila dei gruppi che governano.
    Ci sono casi in cui c’è speranza di tornare a vivere, ma casi come quelli di Eluana non ne hanno, perchè è una macchina e nient’altro a far funzionare il corpo. Aggrapparsi alla vita facendo vivere una non-esistenza è un atto di crudeltà, non si può imporre alle persone: chi si può arrogare questo diritto? Se una persona è malata e ha deciso di morire, lasciando la malattia fare il suo corso, gli altri devono negarle questa scelta, salvandola anche se non vuole?
    Istituzioni religiose e politiche hanno fatto crociate contro casi come Welbi ed Engralo, per gli embrioni, si sono occupati dell’inizio e della fine in dibattiti senza fine, ma si sono dimenticati di quello che c’è in mezzo, che conta molto di più: il come una persona vive. Non ci sono state campagne agguerrite, nè è stato messo lo stesso impegno verso le morti bianche, il mobbing, i datori di lavoro che rovinano famiglie intere per i loro capricci di guadagno.
    Se si vuole difendere la vita, lo si faccia a 360 gradi, non solo dove conviene, altrimenti è solo retorica e ipocrisia.

  16. Valberici scrive:

    Lux lucis: “E vi dirò anche una cosa sulla democrazia. Sì, la democrazia è pluralità di voci. Ma non vuol dire esprimere i concetti sempre a coppie, come se il cittadino non fosse in grado di ragionare con la propria testa, di trarre le legittime conclusioni se non sente le due campane una affianco all’altra. È diritto di tutti ad avere voce, che è cosa diversa dal diritto al contraddittorio”.
    Al di là di simpatie politiche, ideologismi e personalismi, su quanto ho estrapolato dal post sei d’accordo oppure no?

  17. Lux lucis scrive:

    Andatevi a leggere l’ultimo post di Antonio Socci sul suo blog. Lui sa cosa si prova a vedere una figlia immobile, Caterina, e leggete la sua risposta ai vostri osannati eroi dell’intellighentsia

  18. Lux lucis scrive:

    Non commento il “non hanno mai avuto voce in capitolo” perché, informandosi, si può vedere come il sig. Englaro sia stato in molti licei a dare la sua testimonianza e come esistano migliaia di persone con familiari nelle stesse condizioni di Eluana che continuano ad amarli e accudirli anche se abbandonati dallo Stato. Sono le voci di costoro che non sono mai comparse se non nel settimanale Tempi.
    Premesso ciò, riporto l’articolo di Lucia BellaSpiga su Avvenire del 17/11/2010, poi, fate vobis e tenete presente che qui Chiesa o non Chiesa poco importa, si tratta della vita di persone indifese:

    Se a parlare è Roberto Saviano, le “orazioni” sono “civili” e i monologhi “potentissimi”: lo asseriscono i comunicati di Rai3 e tutte le agenzie di stampa devotamente rimbalzano. e chi oserebbe dissentire? Nemmeno chi non ha mai letto una sola riga di Saviano se la sentirebbe più di mettere in dubbio le sue verità assolute: perché Saviano è Saviano, un po’ come Sanremo. E così, di guru in guru, se un Saviano e un Fazio uniscono le sapienze, il risultato non può che essere indiscutibile. La tecnica è antichissima, valida ai tempi delle Catilinarie come a quelli del tivucolor: se passa l’assunto che l’oratore non solo non può mentire ma nemmeno sbagliare, che ciò che dice è sempre “indiscutibilmente” vero e chiunque lo metta in dubbio sarà esposto al pubblico ludibrio. Raggiunto tale risultato, non sarà più nemmeno necessario fingere di rispettare le regole minime del dibattito e della ricerca della verità: largo ai tribuni e ai loro monologhi, senza mai un contraddittorio. E il pubblico (del foro come del piccolo schermo)si berrà tutto come vero: “L’ha detto la tivù!”.
    anche la Rai di Fabio Fazio è (o dovrebbe essere) servizio pubblico, anche la sua è pagata da tutti gli italiani (almeno quelli che versano il canone), eppure l’uso che ne fa, in compagnia dei suoi ospiti, è di un salotto privato dal quale diffondere e inculcare quelli che ritiene “valori” e “principi di civiltà” (è suo diritto), ma che per la maggior parte degli italiani sono disvalori gravissimi (e tener conto di questo è suo preciso dovere). Anche l’altra sera, com’è suo costume, la tribuna l’ha quindi concessa, senza contraddittorio alcuno, oltre che a Saviano anche a Beppino Englaro e Mina Welby, chiamati a recitare ognuno il suo “elenco” di verità inoppugnabili. Nessuno toglie loro il diritto di avere certezze e convinzioni, più o meno fondate, ma nessuno può nemmeno imporle a noi come fossero Vangelo, eppure questo è stato fatto ancora una volta ai milioni di telespettatori seduti davanti a “Vieni via con me”.
    Togliere la vita a Eluana è stata cosa buona e giusta? Basta che lo dicano Fazio, e Saviano, ed Englaro che è pure suo padre (come potrebbe mai sbagliare?), non occorre ascoltare con onestà intellettuale le voci opposte. Nessuno spazio alla sacralità della vita e al rifiuto di una pratica spaventosa come l’eutanasia, sebbene questa agiti ancora nella nostra coscienza memorie recenti e colpe incancellabili, e nel nostro Paese sia un reato punito alla stregua dell’omicidio. Si gioca con le parole, si evita accuratamente di pronunciare il termine “eutanasia”, la si sotituisce con “principio di diritto sancito dalla Cassazione in seguito alla vicenda Englaro”. Non si dice, però, che dal giorno in cui la Cassazione stessa spianò la strada [...] e quindi di chiunque volesse seguire le orme di quel padre, nessuno lo ha fatto. Né si racconta la verità su Eluana, perché farlo lascerebbe attoniti gli italiani, ancora convinti che fosse malata, che fosse terminale, che soffrisse, [...]. E come mai ne sono convinti? Lo raccontarono all’epoca i Saviano e i Fazio…
    Di una Eluana condannata a “farsi tenere in vita per decenni dalle macchine” scrisse Saviano nel febbraio 2009, alimentando l’errore (speriamo in buona fede, forse non conosceva la materia); di lei parlò come di un “viso deformato, smunto, gonfio, le orecchie callose” e addirittura “senza capelli” (di nuovo lo giustifichiamo: a differenza nostra, la descriveva senza averla vista). E Fazio? Prima e dopo la morte della giovane invitò Englaro nel suo salotto privato di Rai3, senza confronto, senza dibattito. Eluana fu spenta il 9 febbraio 2009, il 21 febbraio Fazio in diretta abbracciava Englaro “Grazie a nome di tutti gli italiani per ciò che ha fatto”. Di tutti gli italiani. è questo il suo stile, questo il giornalismo dei Fazio e dei Saviano. “Il giornalista non deve omettere fatti o dettagli essenziali alla completa ricostruzione dell’avvenimento. Non deve intervenire sulla realtà per creare immagini artificiose” (Carta dei doveri del giornalista, 8 luglio 1993).

    E questa è la mia risposta.

    L’ultimo commento invece: che Fazio non riprovi a parlare “a nome di tutti gli italiani”. Non ne ha il diritto.

    Signori, Sayonara.

  19. deborah pesare scrive:

    riguardo alla questione politica: berlusca & Co. sono dappertutto nelle trasmissioni televisive. se per una volta non si fanno vedere in tele devono capire che non ci dispiace poi così tanto…vogliono il diritto di replica, ma farebbero meglio a starsene buoni, almeno per adesso.

  20. max scrive:

    Sono davvero deluso
    Non pensavo proprio che un’autrice di romanzi fantasy potesse essere radical chic. Non ho mai letto i tuoi romanzi, ma incuriosito e magari intenzionato a farlo ho provato a cercare su internet un tuo sito personale, imbattendomi poi in questo tuo blog. Non avrei mai immaginato di imbattermi in ciò che ho letto. Queste cose si trovano sui vari blog di Grillo Travaglio et similia e fanno parte di una certa sub cultura inutile, distruttiva e con una visione delle cose totalmente ancorata a dogmi di un’ideologia distorta. Non sto qui a sindacare sulla libertà personale di credere in ciò che si vuole, ma la delusione di vedere un autore fantasy imprigionato in un modo di vedere le cose così banale e standardizzato è stata davvero forte. Il mondo fantasy per me, è quanto di più poetico terribile o magnifico, un autore possa ambire a scrivere. Ho sempre creduto quindi che chi si cimentasse in questo genere letterario, dovesse essere per forza, una persona con una visione delle cose al di sopra e fuori degli schemi comuni.
    Sembra quasi che il mio amato modo sia stato un po’ violentato
    Grazie per la delusione

  21. M.T. scrive:

    ido: non aspetterei che quell’uomo salvi il paese: è capace solo di portare rovina.
    La salvezza o la ricostruzione, come si preferisce chiamarla, dovrà venire dal basso non dall’alto. Sarà il contributo delle persone che si ribelleranno a questo sistema a creare un nuovo modo di vivere.

  22. ido scrive:

    appunto :è olocrazia

  23. ido scrive:

    dimmi che cosa pensi pure tu,licia

    • Licia scrive:

      Ido: quello che penso è che una democrazia in cui il popolo non sia educato ai metodi della cosa pubblica, che non abbia consapevolezza politica, non è una democrazia: in Italia quest’educazione manca, ed è la ragione per cui stiamo Messi come stiamo messo.
      Poi, di sicuro i nostri politici hanno smesso di cercare di essere migliori del popolo che amministrano, ma si piegano sulla volontà della Massa più becera, assecondandone tutti i desideri più bassi

  24. ido scrive:

    martina,non per niente voglo fare il classico.io penso che la cultura sarà il mezzo che mi permetterà di vivere nel mondo futuro.purtroppo,gli olocrati di oggi non lo hanno capito.questo paese è alla frutta,allo sfascio,con la merda al collo,come lo si voglia dire non importa,caro presidente.lei non ha fatto niente.la smetta di bazzicare minorenni e salvi il paese

  25. M.T. scrive:

    Ido: Vieni via con me ha risvegliato alcune coscienze, questo è vero, ma a mio avviso ha semplicemente dato voce a un pensiero già esistente. Anche se un buona fetta di popolazione s’affida alla voce dei media che passano in gran parte ciò che la classe dirigente vuol far credere, esiste per fortuna una parte che usa la propria testa per pensare e s’accorge e riconosce ciò che non va, che non si lascia abbindolare da falsi sorrisi e vuote parole che va tutto bene. Vieni via con me è un portavoce di quella parte di persone che ha la potenzialità di fare qualcosa di costruttivo e non distruttivo come ha fatto e sta facendo la classe dirigenziale e imprenditoriale del paese in cui viviamo. Sì, perché se esiste una situazione critica e paludosa come quella in cui si è, è dovuta e voluta dalla classe politica e imprenditoriale: politici e imprenditori non sono eroi, fautori di benessere e ricchezza, ma sfruttatori impoveritori; si reputano portatori di democrazia, ma dietro questa parola nascondo le loro deplorevoli mire. Sepolcri imbiancati, si sarebbe detto un tempo, portatori di rovina e morte. Certo non fisica, non ancora almeno, ma ci sono tanti modi per morire: una morte interiore anche se si continua a esistere.

  26. Martina scrive:

    @ido: non posso che apprezzare l’argomentazione da classicista a classicista :) Ti dirò di più: i grandi pensatori politici come Aristotele temevano più di ogni altra cosa la degenerazione della democrazia, l’”oclocrazia” (il governo incontrollato della massa)…e io credo che il loro incubo si sia avverato: è la massa pecorona che governa oggi, quella che non si fa domande. Del resto siamo quello che votiamo, no? significa che è quella la maggioranza italiana.
    Dobbiamo svegliarci dal torpore…

  27. Ludovico scrive:

    In che senso vuoi risposte? O.o
    Comunque, sono d’accordo con te, e senza dilungarmi oltre su un argomento già discusso da te e da altri è bello vedere che in fondo qualcosa di può fare. Già solo il fatto che tanta gente in quel modo guardi il programma, significa che un po’ ci siamo risvegliati. E ora con fatica, sicuramente, dovremo trovare un modo per farci valere e per rendere questo post(acci)o migliore. Io ci spero e ci provo ;)

  28. ido scrive:

    riferimenti
    aristotele,l”la politica”,libri terzo,1290 A 20-22
    eschilo,prometeo
    guardate questo video
    http://www.youtube.com/watch?v=KXwezcVmCy0

  29. ido scrive:

    voglio risposte

  30. ido scrive:

    carissimi(inizio ad effetto),
    condivido sul fatto che la parola “democrazia”sia la più abusata del vocabolario,ed Aristotele ne dà una definizione nella “politica”:”se in una cittadina di milletrecento abitanti,mille sono ricchi e trecento poveri,avremo un’oligarchia,siccome saranno in ogni caso più ricchi che poveri,quindi vinceranno sempre i ricchi,e siccome oligarchia significa anche governo dei ricchi,non avremo democrazia.”
    per integrare un po’,cito anche eschilo,non con testuali parole:kràtos(traslitterazione,ndr)significa prima di tutto forza bruta,e come è arrivata la democrazia ad atene?con forza bruta.
    da ciò si intuisce che la democrazia viene da una parte ristretta di popolo.comunque a quei tempi era lecito dire così.oggi,democrazia è comunemente intesa come governo della maggioranza,non necessariamente del popolo inteso come la fascia più bassa della società.ed è qui che il vecchio amico ido vuole portarvi:vieni via con me dà voce a tutta la fascia che non ha mai avuto voce in capitolo,e che invece ne dovrebbe avere di più,perché è per loro soprattutto che i partigiani sono morti ed hanno combattuto,che i padri costituenti hanno lavorato per la nostra costituzione così martoriata.per dare a tutti una voce in capitolo.per questo io ritengo che vieni via con me sia il compimento degli ideali che hanno portato l’italia verso la repubblica.forza fazio e saviano!!!possono fare quello che vogliono,ma non possono togliervi il diritto alla parola e all’espressione.siete riusciti a risvegliare il cervello e il senso critico degli italiani.
    P.S.
    scusate il commento fiume

  31. Marcello scrive:

    Mi chiedo: il contraddittorio a Saviano richiederebbe di chiamare in studio Sandokan e Ciccio ‘e mezzanotte?

  32. M.T. scrive:

    Quando si parla tanto di una cosa, significa che nella vita reale questa manca. Basta pensare a parole come amore, democrazia, diritti: sono elogiate da tanti e allo stesso tempo quelle persone con i fatti le calpestano.
    Religione e politica non hanno espresso democrazia, hanno imposto, volendo far credere il contrario.
    Contraddittorio? Esimi potenti, basta prendere il giro.

  33. Ice Phoenix scrive:

    Bel pensiero, bel post: fa pensare, (come tutti gli altri del resto), cosa che ormai noi evitiamo di fare sempre più spesso.
    E’ triste pensare che tra le due opposizioni (ideologiche, politiche ecc.) ci si affanna tanto ad avere ragione e prevalere sull’altro ma poi non si capisce la verità e la giustizia da che parte stanno (se abbiano veramente mai preso parte alla discusione…)
    Comunque che il confronto ci sia e benvenga se può aiutare le persone a cambiare la propria opinione o almeno, a condividere quella altrui, ma non ha senso se il confronto diventa un pretesto per ledersi a vicenda e non giungere mai ad una conclusione. Ormai non è più necessario giungere alla verità dopo un confronto, basta fare scena per far credere agli altri che la ragione sia dalla propria parte.
    Saluti A Tutti!!!

  34. franco scrive:

    Se passasse il concetto di Maroni allora se viene trasmesso un film che parla della resistenza occorre proiettare in contemporanea (magari imponendo televisori capaci di dividere in due lo schermo) uno che tratta della repubblica di Salò, se la Rai trasmette ad esempio Il Caimano bisogna trasmettere anche un film elogiativo di Berlusconi; se si mandano in onda le immagini dell’immondizia di Napoli si dovrebbero mandare immagini di una città in cui non c’è immondizia. In realtà l’unica parità di trattamento si ha sul complesso della programmazione e dalle analisi dell’osservatori di Pavia risulta che per bilanciare le presenze nei TG di PDL e compagnia ci vorrebbero altre venti puntate di Vieni via con me. Questa non è democrazia ma morte della comunicazione e dell’informazione.
    Se poi usciamo dalla televisione pubblica magari se in teatro recita Sabina Guzzanti bisognerà allestire un palco parallelo dove Sallusti o Feltri o Belpietro illustrano le grandi virtù del loro padrone. Forse però un tale spettacolo sarebbe ancora più divertente di quanto lo sia quello della sola Guzzanti.

  35. La Dragonessa color zaffiro scrive:

    certamente questa cosa del contraddittorio non è nuova ma se ci pensiamo, anche con l’intervento di Vieni via con Me, come farà questa maggioranza silenziosa a prevalere sui pochi ma potenti governatori?

  36. Martina scrive:

    Anche secondo me questa cosa del contraddittorio, della supposta “par condicio” non è che una moda di facciata. In realtà quello che conta sono i mezzi che si possiedono per far entrare in testa agli italiani determinate idee, e nel caso Englaro i mezzi erano tutti volti a descrivere l’orrore della cosa, l’amoralità, l’anticristianità di una cosa come l’eutanasia, fino al paradosso di permettere a B. di farsi addirittura paladino della giustizia divina, dichiarando che si sarebbe opposto con tutte le forze. Come se l’avesse incaricato Dio in persona. Se è democrazia permettere un teatrino così, allora preferisco stare senza!

  37. artyfowljr scrive:

    Esatto, esatto. Vieni via con Me è davvero incredibile perchè dà voce a chi di solito non ne ha. Non è una dannatissima tribuna, non è neanche lontanamente assimilabile a tutti gli altri programmi che sono in giro, nemmeno quelli relativamente ben fatti come Report, Ballarò et similia.
    Un’altra cosa che continuo a pensare è che…continuano a far dire a Saviano cose che non ha detto. Lui non ha fatto altro che dire cose già scritte e riportate in rapporti e verbali (ma CURIOSAMENTE non da molti giornali e TG, ma questa è un’altra storia…), e basta.
    Hanno trasformato cio che ha detto Saviano da “la ‘ndrangheta ha cercato contatti con la Lega” a “La ‘ndrangheta ha buoni contatti con la Lega” a “Quelli della Lega sono dei mafiosi”, in pratica. Si tratta della stessa Macchina del Fango di cui aveva parlato nella prima puntata…
    Poi il fatto stesso che Maroni sia così allarmato da una presunta accusa, e che chieda il diritto di contraddittorio per forza nello stesso programma, dimostra quanto Vieni via con Me sia una creatura potente. Perfino quelli del TG5 si sono messi a fare l’elenco con la musica a mo’ di risposta…quando l’ho saputa ‘sta cosa mi ha fatto una tristezza enorme. Patetici.
    E adesso Maroni, governo & co. si prendono anche il merito di aver catturato Iovine…come se fosse tutto merito loro…e stanno strumentalizzando questa stessa cattura per attaccare Saviano, ho sentito un tale (non ricordo chi) che evidenziava il fatto che all’arresto avesse collaborato un ufficiale che a suo tempo aveva criticato Saviano dicendo che il suo lavoro era stato sopravvalutato…mamma mia.
    Comunque, ormai la situazione è precipitata così in basso che qualunque cosa accade pensiamo sempre (indipendentemente dalla veridicità delle nostre teorie) che ci sia qualcosa sotto, ormai ci siamo abituati. Quando ho sentito dell’arresto del boss, non ho potuto fare a meno di pensare (salvo poi sperare intensamente che sia solo frutto dell’immaginazione) la stessa cosa che ha pensato chiunque abbia pubblicato questa frase su Spinoza.it:
    “Termina la lunga latitanza di Antonio Iovine, boss dei casalesi. Era ricercato da lunedì sera. “

  38. Mario scrive:

    Anche la Chiesa ha lamentato la mancanza di contradittorio sul tema del fine vita. LA CHIESA. Cavolo ok, ma allora io domenica a messa voglio il contradittorio durante la predica.

  39. Axelander scrive:

    Concordo con te licia. Che parlino quelli che non l’hanno mai fatto o non gliel’hanno fatto fare. Mica ci deve essere sempre il contradditorio. Saviano non dice stupidaggini,sa quello che dice. Secondo me il ministro maroni voleva solo negare quello che aveva detto saviano.

  40. Valerius scrive:

    Licia tu hai ragione e non fraintendere il mio commento, lo scandalo non è che Maroni vuole in “contradditorio”, lo scandalo è che in italia non c’è libertà come la intendo io. E’ mai possibile che nessuno parla di certi argomenti scottanti, è mai possibile che per sollevare questo malessere latente bisogna fare un programma di intrattenimento? Ancora una volta non fraintendermi, lode a Fazio e Saviano per quello che stanno facendo, sperando che non li oscurino come hanno fatto con altre personalità televisive scomode. Ma questi argomenti non dovrebbero essere parlati in programmi politi? o meglio ancora in parlamento? Ti faccio una domanda Licia: Cosa deve fare un cittadino che vuole un’italia nuova per crearla? Non puoi scendere in politica perchè se non ti iscrivi ad un partito non vieni neanche considerato e se ti iscrivi devi pensarla come loro o sei fuori. Non puoi fare rivoluzioni o manifestazioni, ormai la gente si è abituata e non siamo più come 50 anni fa… allora cosa si fa?

  41. J.Ph scrive:

    Tutto giustissimo.

  42. Damiano scrive:

    il punto è che Maroni non vuole un contradditorio, che come fai ben notare avrebbe già , vuole solo buttare fango sul programma.
    Fortunatamente gli italiani, che amano ignorare tutto ciò che non li riguarda personalmente, ora stanno ignorando Maroni.

    Comunque Grazie Licia!
    sarà un messaggio semplice il tuo, ma ognuno di noi deve cominciare a ribadire concetti semplici e basilari della democrazia con la propria singola voce in ogni luogo se vogliamo iniziare a cambiare qualcosa.

    Damiano

  43. costanza scrive:

    pensate che berlusconi andrebbe in un programma come ballarò , vieni via con me o anno zero ?
    preferisce i suoi soliloqui da vespe e sulle sue reti

  44. Valberici scrive:

    Licia: lo è in relazione ai tempi in cui viviamo. :)

  45. Valerius scrive:

    Pienamente d’accordo con te Licia, ma… è si ci vuole un ma… o almeno qualcuno che lo sollevi. Premetto che io la penso come te, ogni virgola. Ma penso che forse fare uno spettacolo politico senza “contradditorio” è sbagliato. E’ sbagliato che lo facciano i tg o programmi politici e politicizzati, ed è sbagliato che lo faccia anche il programma di Fazio. Forse la mia è utopia, ma io sogno un programma come quello di Fazio che da voce a tutti indistintamente. Cmq è mirabile l’impresa di Vieni via con me… unica nel suo genere e nella storia della tv. Ma possiamo e dobbiamo migliorarci… partira da questo come punto di partenza per cambiare un sistema che ci va stretto. Io non sono padre ma non voglio questo presente nel futuro di mio figlio

    • Licia scrive:

      Valerius: ma quindi uno non è libero di dire la propria opinione se non c’è uno accanto che esprime l’opinione opposta? Vieni via con Me dichiaratamente dà voce a coloro che finora non l’hanno avuta, il pubblico lo sa, se vuole sentire l’altra campana se la cerca, tanto più che non è difficile trovarla.
      Per esempio Maroni dice, da tutti i giornali, “voglio il contraddittorio”. Già che ci sei, su tutti i giornali, e dunque hai una platea amplissima, dilla la tua, contraddici coi fatti alla mano, invece di invocare un diritto di replica che nei fatti hai già.
      Poi Vieni via con Me non è una tribuna politica, è un programma di intrattenimento, che dunque liberamente decide di cosa parlare.

  46. imp.bianco scrive:

    Quoto Ninna e il Valbe. Davvero un bel post ^^

    X-Bye

  47. Valberici scrive:

    Quoto Ros, ma fa tristezza constatare che siano necessari post di questo tipo, certe cose, “basilari”, non dovrebbero necessitare di spiegazioni. :(

  48. Rossella scrive:

    Bellissimo post mia cara.

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