Donne, immigrati, satira. In una parola, Vieni via con Me

E anche oggi la consueta esegesi di Vieni via con Me. Non è accanimento. È che io, ogni lunedì sera, esco un po’ modificata dalla visione, e il desiderio di parlarne, di condividere le mie osservazioni, è sempre fortissimo.
Stavolta, tra le tante cose, quella che mi è piaciuta di più è stato lo spazio dedicato alle donne. È sempre commovente per me vedere in tv donne che escono dallo stereotipo imperante: l’ho pensato quando sono andata ospite a Nero su Bianco, e mi sono trovata davanti una Casella professionale, seriamente interessata a me e al mio lavoro, l’ho pensato ieri sera, quando per una volta le donne non erano lì a fare le grechine – per usare una definizione efficacissima usata nel libro Sii Bella e Sta’ Zitta -, ma a parlare della condizione femminile, uno dei problemi in assoluto più ignorati nella nostra società.
Non ho trovato la Bonino poi molto incisiva: ha detto cose giustissime e condivisibili, ma anche lei non è riuscita a sfuggire alla tentazione del comizio. Io mi domando se scrivere una lista è davvero così impossibile per un politico. Invece sono state tremende e terribilmente efficaci le parole della Camusso, che ha portato alla luce una realtà che non si conosce o si preferisce ignorare. Infinite sono le declinazioni della discriminazione della donna sul lavoro, qualsiasi esso sia, che sia tra le mura di casa o fuori. E c’era una tale rabbia, in quell’elenco, che l’ho trovato adeguato persino a me, che tutto sommato sul lavoro mi sono sempre trovata bene, ma comunque devo fare i conti col tempo che manca, con l’estrema difficoltà di conciliare il mio essere madre, moglie e donna con tutto il resto.
Splendido anche l’elenco letto dalla Morante. Verissimo. Mi odio quando mi capita di uscire la sera e ho paura di prendere la macchina. Mi odio quando rientro, e non ho il coraggio di mettere l’auto in garage per la paura di quei pochi metri del sottoscala, chiusi tra due porte, dove se uno vuole farti del male può farlo indisturbato. Mi odio ogni volta che penso che certi vestiti posso metterli solo con Giuliano, perché così so che la gente non mi guarderà troppo, non mi considererà una puttana. Vorrei essere libera, vorrei essere abbastanza forte da non aver paura, ma non ci riesco. Perché gli stupri esistono, perché gli uomini spesso ti guardano come un oggetto. E sono sicura che questi pensieri li facciamo tutte, che ciascuna di noi ha paura e non vorrebbe. Quando finirà? Non lo so. Ma presentarci per quel che siamo, come persone dotate di talenti e capacità, non come meri corpi che esauriscono le loro attrattive in un paio di tette e due chiappe, è un passo. Per questo ieri sera è stato importante.
Capitolo Maroni. I politici in quella trasmissione ci azzeccano come i cavoli a merenda. Finora l’unico che mi è piaciuto è stato Vendola, come ho già avuto modo di dire. Gli altri si rifiutano di parlarne il linguaggio, non vanno lì a indurre riflessioni, vanno lì a dare stantie risposte preconfezionate con lo sterile stile del comizio. Maroni ha detto la sua, una sua che aveva già ripetuto nei tg e in duecento trasmissione diverse in una settimana. A Vieni via con Me è andato sostanzialmente a vincere il suo braccio di ferro vigliacco con uno scrittore di trent’anni che dalla sua ha solo la forza delle sue parole. E il bello è che l’ha anche perso. Innanzitutto perché non c’era nulla di efficace nel suo discorso, tranne un tardivo apprezzamento per l’operato di magistratura e forze di polizia. Poi perché Fazio non s’è voluto far mancare un accenno alla polemica, e perché Saviano non s’è fatto mettere i piedi i testa, e ha ribadito, nel suo secondo monologo, la “parola dello scandalo”, quell’interloquire che a Maroni proprio non va giù. Comunque, contento il ministro…
Infine, Guzzanti. Io Guzzanti lo adoro. Io sono cresciuta con l’Ottavo Nano, Pippo Chennedy Show, Il Caso Scafroglia. Io Guzzanti l’ho visto dal vivo, ed è straordinario. Secondo me Guzzanti si magna tranquillamente l’ultimo Benigni, Rossi e Luttazzi. E non mi ha delusa per niente. Intanto, ho apprezzato molto che decidesse anche lui di presentarsi con un elenco. Peccato per la brevità del tutto, ma sono state risate a scena aperta. Un grande. Trentatré battute tutte memorabili, ma credo che “La camorra contro Saviano: la scorta ci impedisce un contraddittorio” sia da antologia.
E per quella storia dei senza voce, per una volta abbiamo ascoltato questi tremendi immigrati che vengono qui a far nulla, a rubarci lavoro e donne. E non mi dite che queste sono voci che ascoltiamo, perché in genere uno o ha il vicino di casa di colore, o raramente in tv vede un clandestino o un rifugiato. Vende poco a livello politico, diciamo così.
Insomma, un altro lunedì in cui è valsa davvero la pena. Meno male che non tutta la tv è così, o non riuscirei più a scrivere dopo cena :P .

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31 risposte a Donne, immigrati, satira. In una parola, Vieni via con Me

  1. Cernuschi scrive:

    Massimiliano: a questo punto i miei saluti. E sia chiaro che io sono sempre pronto a discutere con chiunque, anche quando si sta su pianeti lontani.
    Non vivo in uno stato che non esiste, ma in uno che vorrei non esistesse più, almeno relativamente alla giurisdizione che esercita sulla mia Regione, la Lombardia.
    E proprio a questo proposito ti dico che non mi interessa costruire alcun muro “fisico”, soltanto un sano muro “giuridico” che impedisca allo Stato italiano di continuare a sfruttare fiscalmente e a vessare legislativamente la mia Regione. In poche parole, mi batto per la secessione della Regione Lombardia dall’Italia e per la costruzione di una Repubblica Lombarda indipendente nell’ambito dell’Unione Europea. Un progetto concreto e fattibile, aperto al mondo e alla globalizzazione economica, ma fermamente deciso a far valere il principio dell’autogoverno radicale; un progetto ben lontano dagli stereotipi di certo leghismo inconcludente, parolaio, sbruffone, smargiasso, romano-cadregaro e furbetto.
    Eh sì, pensa un po’. Sono lombardo, mezzo terrone, separatista e non-leghista.
    Le cose cambiano.

  2. Marianna scrive:

    Io ho visto tutta la trasmissione non con interesse ma piuttosto come un assetato che trova una sorgente nel deserto :D ! Poi oltre agli interventi sulla situazione femminile ho assaporati i 5 minuti e 20 secondi dell’intervento di Renzo Piano…per una studentessa di architettura sentir parlare un maestro del genere è una sensazione bellissima :D !!!!!

  3. Massimiliano scrive:

    La nostra costituzione è anche la tua.
    Credo che ogni meridionale (almeno quelli che ho incontrato io) ringrazi il nord per le occasioni che offre loro. E lo dimostrano con il lavoro e l’impegno quotidiano. La famosa manfrina “io lavoro 14 ore al giorno” che ci sentiamo propinare da certi ambienti leghisti. Ecco magari se si cominciasse a dare rispetto forse lo si riceverebbe pure.
    A proposito, a Brescia tutta questa integrazione non la vedo. E sinceramente non l’ho vista neanche a Milano.
    Che il Veneto sia la locomotiva d’Europa non c’è dubbio, ma per favore smettiamola di misurare l’importanza di una regione solo e soltanto sulla base di quanto produce di PIL.
    Che al Sud ci sia la Mafia che vada sconfitta non c’è dubbio. Ma non è innalzando un muro che la si bloccherà. A proposito a che altezza vorresti tirarlo su? Firenze? Bologna?
    Comunque vedo che siamo su pianeti lontani. Ti ringrazio per lo scambio di opinioni, ma onestamente non vedo come si possa discutere con una persona che vive in uno stato che non esiste. Per me la discussione finisce qui.
    Un saluto.

  4. Cernuschi scrive:

    Massimiliano: come ho già scritto in precedenza, io ho strette origini meridionali, quindi so benissimo cosa vuol dire essere venuti al Nord per lavoro. Mi pare però che verso questo fenomeno ci siano due equivoci. In primo luogo credo che i tantissimi cittadini del Sud emigrati, da tanto o da poco tempo, abbiano trovato e continuino a trovare da noi ottime condizioni di vita e la possibilità di sviluppare pienamente le proprie aspirazioni sociali (come dice la “vostra” costituzione italiana). Qui in Lombardia ci sono ovunque imprenditori, operatori sociali, lavoratori, politici, dirigenti con origini meridionali. Forse sarebbe il caso di dire una volta tanto, cosa che non si sente mai, “grazie Nord e grazie nordici”, per aver dato a tutte queste persone un presente migliore di quello che probabilmente avrebbero avuto nel Mezzogiorno. Del resto non mi pare che ci siano navi negriere che portano schiavi meridionali a lavorare nei campi di cotone di qualche latifondista padano. E chi ha conosciuto il lavoro duro in fabbrica, in passato, ha vissuto le stesse esperienze di tantissimi emigrati nel mondo, anzi in altri paesi le condizioni sono ben più dure. Oggi al Nord si integrano moltissimo persino gli stranieri a tutti gli effetti, come dimostrano i rapporti Caritas e i dati sull’imprenditorialità dei non-italiani.
    Il secondo equivoco, riguarda il fatto che integrare forme di immigrazione di massa non è mica come mangiare noccioline. Non è tutto bello e facile. E non tutti coloro che arrivano sono mele sane. Le mele marce, nell’ambito dell’immigrazione dal Sud, sono state ahimè abbondanti, come dimostrano i fenomini espansivi delle mafie meridionali, che non a caso si focalizzano, per il proprio consolidamento, nell’ambito del gruppo “etnico” di origine. Ci sono persino casi in cui il mafioso calabrese “cede” il ricattato campano al sodalizio criminale camorristico, prendendo in cambio da quello un ricattato originario della Calabria. Non siamo noi “polentoni” in Lombardia a dividere in gruppi etnici gli amici “terùn”, sono i loro carnefici e conterranei mafiosi a dividere le vittime in base all’origine. Il che la dice lunga su molte cose.
    Comunque, i territori che io chiamo Lazio-Mezzogiorno, per noi lombardo-veneti sono proprio una palla al piede. Soprattutto a causa della presenza di uno Stato centralizzato e borbonico che accentua la nostra posizione di trascinatori del carro. Le sfide sono globali e non dipendiamo certo dal mercato meridionale. Noi commerciamo con il mondo e integriamo in noi il mondo. A cosa ci serve l’Italia?

  5. Cernuschi scrive:

    Licia: a me sembra di tutta evidenza che Saviano utilizzi gli ampi spazi massmediatici pubblici che gli sono stati affidati per cercare di intensificare il fuoco di fila del rivendicazionismo sudista nei confronti del Nord e del suo maggiore partito territorialista. Anche a costo di ribaltare, di fatto, la realtà o, quantomeno, il peso delle responsabilità. In ogni caso questa è l’impressione diffusa qui al Nord, e quindi, per certi aspetti, potrei dire che Saviano porta acqua al mulino separatista. Forse dovrei ringraziarlo…
    A parte Saviano, ritengo che tu commetta un errore di analisi nel momento in cui attribuisci la propensione mafiosa indistintamente a tutti gli “italiani”. In ambito scientifico, non sono certo io a insegnartelo, la differenza quantitativa determina salti qualitativi (si potrebbero portare svariati esempi). In ambito sociale accade più o meno lo stesso: se in un condominio non paga le spese un condomino su dieci, siamo nella fisiologia; se a non pagarle sono in cinque o più, siamo nella patologia; oltre andiamo a finire nell’anarchia (negativa). E questo paragone chiarisce la differenza fra legalità come regola nel Nord e illegalità diffusa nel Sud (potremmo citare il caso delle truffe assicurative e dell’evasione dell’assicurazione auto, dei furti d’acqua, dell’evasione di più o meno tutti i tipi di tasse, del casco in motorino, ecc.). Se guardiamo, poi, alla mafia, allora ti faccio presente che essa al Nord è, territorialmente parlando, pura ed assoluta eccezione, mentre al Sud essa è vero e proprio potere parastatuale, asfissiante cappio al collo dell’economia meridionale, non a caso asfittica. A differenza della nostra, fiorente e ai primi posti al mondo. Al Nord i mafiosi tentano di infiltrarsi e riciclano denaro, ma non dominano nè le menti nè i cuori. Al Sud, ahimè, temo di sì.
    E non basterà nessuna educazione: la cultura dell’antimafia domina da almeno vent’anni, ma i risultati dove sono, se Saviano stesso descrive la piovra come dominatrice assoluta del campo?
    Serviranno i fucili: ma guarda un po’, non mi pare ci siano mai rivolte violente, di quelle che cambiano la storia, contro i mafiosi, nemmeno mezzo picciotto morto ammazzato grazie a qualche mano di onesto cittadino, o magari di qualche terrorista rosso finalmente utile. In verità, nemmeno i poliziotti sparano. Arrestano, tanto poi persino il 41bis è bypassabile.
    Piuttosto che ascoltare Saviano, ti consiglio di leggere Pino Arlacchi. Meno messa e più sostanza.

  6. Massimiliano scrive:

    Grazie Licia per le tue parole. Ho avuto una discussione simile su un network di lavoro pochi giorni fa. C’è molta gente che considera il sud una palla al piede. dimenticando pero’ che il nord si basa anche sul lavoro di tanta gente del sud che da molti anni migra al settentrione per lavorare.
    Non so piu’ cosa dire. Vivo all’estero ma mi trovo sempre piu’ alle pree con persone che vorrebbero spaccare il paese. E’ vero ci sono molte disuguaglianze. Siamo molto diversi da regione a regione. Ma non sarà isolando certe regioni che otterremo dei risultati.
    Sono in collera anche con una certa classe politica che a destra ha accettato di collaborare con persone che considerano l’unità d’Italia come una disgrazia, e a sinistra ha permesso a partiti estremisti di guadagnare consenso.
    Spero che ci sia tanta gente al nord che la pensa come noi.

  7. Cernuschi scrive:

    Licia: chiariamo una cosa, io sono un semplice privato cittadino, tu sei una persona “pubblica”, al pari di Saviano. E a me sembra che siate proprio voi, semmai, a semplificare cose complesse. In questo contraddicendo al vostro ruolo appunto pubblico, che dovrebbe portarvi a misurare attentamente ciò che dite. Nel tuo caso potrei sorvolare, trattandosi di post “personali” sul proprio blog, ma non nel caso di Saviano, che qualcuno ormai pensa capace di camminare sulle acque. Uno che raccoglie un pubblico di 9-10 milioni di spettatori dovrebbe pensarci due volte, prima di sparare accuse fantasmagoriche su uno dei territori più produttivi d’Europa (e quindi del mondo), grazie ai cui flussi fiscali sta in piedi lo stesso stato italiano.
    Affermare che la colpa del disastro rifiuti del Sud sia in buona sostanza riconducibile al Nord e ai suoi imprenditori significa niente di più che autoassolversi, come “intellettuali” e come centro-meridionali. E’ il tipico atteggiamento che fa letteralmente infuriare buona parte della popolazione padana, incluso il sottoscritto che, per tua conoscenza, ha strette origini napoletane e nasce in una famiglia di sinistra extraparlamentare.
    Fatta questa precisazione, mi sembra forse superfluo sottolineare che il problema dei cittadini del Sud non è certo “razziale”, bensì “culturale”. Lo diceva Falcone, non Bossi, che la “mafiosità” è un tratto distintivo della società meridionale.
    Del resto lo hai detto tu: “ci sono posti dove non hai scelta”. Benissimo. E allora cosa restiamo insieme a fare? Per mantenere con i nostri soldi un territorio dominato dalle mafie e farle così ogni giorno più forti?
    Presenza dello Stato? Attraverso chi? I soliti capataz della politica meridionale? Quelli che i cittadini assistiti eleggono?
    I Savoia no? (infatti, Dio li stramaledica) Ma allora chi? I marines? Il Sud come l’Afghanistan?

    • Licia scrive:

      Cernuschi: a me non pare che Saviano abbia detto che la colpa dei rifiuti a Napoli è del nord. Ha chiaramente spiegato che esistono vari ordini di responsabilità, che vanno dal politico locale, a quella nazionale, fino anche, sì, agli imprenditori del nord. Ma non è solo colpa loro. Ma ci sono sicuramente imprenditori che approfittano dei “servigi” della camorra circa lo smaltimento illegale di rifiuti tossici. E questo non lo dice Saviano, lo dicono le inchieste. Se vuoi saperne di più, ci sono i Rapporti Ecomafia, ogni anno editi dalla Edizione Ambiente, che ti spiegano i crimini e le indagini regione per regione.
      Il fatto che un terreno sia produttivo non lo assolve da qualsiasi cosa. Anche la mafia produce ricchezza, eccome, ma non credo siamo pronti a chiudere un occhio sui suoi metodi. Allo stesso modo, il fatto che il nord produca ricchezza non significa che non si può parlare anche di quel che non va, da quelle parti, in mezzo a tutto quello che funziona, ovviamente. Intendiamoci, qua nessuno sta demonizzando il nord. Ci sono imprenditori onesti, industrie virtuose, gente di buona volontà. Ma come dappertutto.
      Le responsabilità del sud. Ma secondo te veramente uno come Saviano, che chiama sempre il singolo a fare la sua parte, stia assolvendo la gente del sud? Ovviamente, però, le cose vanno contestualizzate. La mafiosità è un tratto distintivo italiano, se proprio vogliamo essere onesti: nasce col clientelismo dei tempi romani, e da allora non si è più schiodato dalla società. Tutti prima o poi, ovunque, riescono ad ottenere qualcosa solo grazie al santo in paradiso: la TAC prima dei quattro, cinque mesi di attesa previsti, ad esempio. Però sicuramente ci sono regioni d’Italia dove la presenza mafiosa è più pervasiva nelle quali è più facile cadere in questa spirale. E sì, concordo, è un problema culturale. Proprio perché è culturale è qualcosa che va risolto. Esempio: se non avessi avuto la famiglia che ho avuto, che mi ha insegnato certe cose, se sulla mia strada non avessi incontrato i professori che ho incontrato, che mi hanno insegnato fattivamente cosa sono le mafie, probabilmente anch’io non ci avrei visto niente di male in certi malcostumi. Quindi non è tanto cultura, quanto educazione. Se sei stato educato in un certo modo, se ti hanno fatto credere che le cose non possono andare altrimenti, che lo stato frega, e la camorra è spietata, ma mantiene le promesse, è davvero tutta colpa tua se ti inserisci in quel sistema? Io personalmente credo di no. Certo, la responsabilità del singolo esiste sempre, ma secondo me le cose vanno comunque contestualizzate.
      Proprio perché è un problema di educazione, io non credo che un territorio “malato” vada abbandonato a se stesso, anche perché se non curi il contagio si estende, e si sta già estendendo. Interveniamo con la repressione, interveniamo sull’economia mafiosa, ed interveniamo con l’educazione, che è quello che a me preme di più, proprio perché è un ambito in cui posso dare un contributo come scrittrice per ragazzi.

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  9. Cernuschi scrive:

    Licia, a parte il fatto che Saviano, come si dice in gergo tecnico, costruisce le proprie “orazioni civili” sulla cosiddetta “dramatization”, cioè sull’esagerazione provocatoria; a parte il fatto che la matematica non è un’opinione, e per riempire le discariche campane di rifiuti tossici del Nord ci vorrebbe un flusso di tir continuo impossibile da non vedere; a parte l’evidenza di un Sud incapace di gestire il ciclo rifiuti urbani in maniera normale e di un Nord, per contro, posizionato a livelli di eccellenza; a parte tutto questo… dato che tu dici che non è incapacità del singolo, ma volontà politica (e chi li elegge i politici del Sud? i Milanesi? i Veneti? i Marziani?), vorrei citare in proposito un brano di una nota scrittrice: “È così che funziona in democrazia. Siamo tutti minuscoli ingranaggi. Ma la macchina va avanti proprio perché ci sono questi piccolissimi ingranaggi. Tutti sono superflui e tutti sono utilissimi. Non vi piace? Lottate per avere una diversa forma di governo, se non ritenete che la democrazia sia un male necessario, come lo penso io. A tutti piacerebbe vivere nell’anarchia, in un mondo perfetto in cui la società si autoregola forte della propria etica, o meglio ancora per cazzi propri, padroni dei propri 100 metri quadri nei quali si è liberi di fare la qualunque. Ma non funziona così. L’uomo è un animale sociale, bisogna stare in gruppo per sopravvivere. E per evitare la legge della giungla l’unica è darsi delle regole, e sottostare al volere della maggioranza” (Licia Troisi, marzo 2010, commento alle elezioni regionali)
    Ora ti chiedo: qual è il contributo dei singoli cittadini napoletani al problema dei rifiuti? Bruciarli sul posto? Bloccare gli autocompattatori e farli lasciare in strada? Sostenere gli LSU notoriamente controllati dalla camorra (cioè da altri cittadini napoletani dediti al crimine e NON al rispetto delle regole)?
    Quanto alla secessione, forse non sarebbe risolutiva per bloccare il flusso di mafiosi al Nord, ma certamente bloccherebbe il flusso di tasse lombardo-venete verso il Sud. Tanto ci basterebbe, anche perchè poi quei soldi, guarda un po’, finiscono per essere controllati in buona parte proprio dai mafiosi, non a caso così potenti e ricchi.

    • Licia scrive:

      Cernuschi: semplifichi cose complesse. Vivere con la mafia che non è un problema di cui ti occupi di tastoni tanto per lavarti la coscienza, ma l’unico modo per avere un lavoro, che ti viene a chiedere il pizzo per “proteggerti” è ben altra cosa. I voti ai partiti che vincono al sud vengono anche dalla rete di clientelismi che la camorra si costruisce, clientelismi che prosperano là dove lo stato è assente. Ci sono posti dove non hai scelta, dove la libertà ha tutto un altro significato. E la gente che si dà da fare in Campania c’è, ma è molto meglio pensare che siano tutti subumani cui piace la monnezza, perché mi pare sia questo il tuo pensiero.
      Certo che non tutta la monnezza del nord finisce al sud: una buona percentuale se ne va anche in Africa e in altro stati compiacenti. Poi ci sono anche gli imprenditori onesti.
      Comunque, la tua concezione di Italia e stato è completamente difende dalla mia, non credo ci sia proprio alcuna possibilità di confronto con uno che ritiene che il sud – per altro praticamente conquistato dai Savoia, ai quali all’epoca faceva ben comodo – sia una specie di appendice malata che va tagliata.

  10. f scrive:

    Ok, sono in ritardo, ma ieri non ho proprio avuto tempo. Ok. D’accordo su tutto. Adoro Guzzanti e ho riso per un’eternità, ma di Davide Anzalone, niente? Mi ha fatto tanto ridere e vi dico che la cosa ha ancora più significato perché io sono disabile.Donna e disabile. Bella accoppiata, no? Appartengo alla categoria forse più discriminata nel mondo e sentir parlare dei due mondi a cui appartengo nella stessa serata è stato fantastico. Dare la voce a chi non ce l’ha. In questo Vieniviaconme è fantastico. Finalmente mi sento rappresentata anche in TV. Per la politica purtroppo la strada è ancora lunga, anche se la Bonino mi è piaciuta da morire, specie l’ultima battuta: dobbiamo essere brave il doppio per essere considerate brave la metà. Per fortuna non è così difficile! :D

  11. Eleas scrive:

    derek certo, ma un conto è un libro un conto una trasmissione in prima serata che fa dieci milioni di share…

  12. Cernuschi scrive:

    Leggo che secondo il commentatore Eleas “la nostra merda finisce a Napoli”.
    Considerando che la merda camorrista da Napoli finisce qui, direi che siamo come minimo pari.
    Secessione, e anche in fretta.
    E da chi non è nemmeno in grado di gestire il normale ciclo dei rifiuti urbani non prendiamo nessuna lezione.

    • Licia scrive:

      Cernuschi: mi pare che Saviano abbia ben chiarito perché il “normale ciclo dei rifiuti urbani” in Campania non funziona…e non è incapacità del singolo, bensì volontà politica di continuare a lucrare sull’emergenza. E circa la secessione direi che non è risolutiva: la ‘ndrangheta è arrivata fino in Germania, che non mi pare sia una regione italiana, per non parlare di Cosa Nostra esportata negli USA.

  13. E’ proprio vero. Non é che il maschilismo sia scomparso e noi donne siamo completamente libere. Le frasi banali che usano tutti: “zitella”, “donna che simpatizza per i marciapiedi[volevo essere fine]” rispetto a un “uomo vissuto” o “tombeur de femmes” fanno capire come per le donne ci sia ancora molto da pretendere e ottenere.
    Capita anche a me di avere una fifa blu la notte. Non é giusto vivere nel terrore. Proprio non é giusto.

  14. Walter Loggetti scrive:

    @Fabio:

    Invece a me Fazio è sempre piaciuto.

    Proprio perché sembra così “dimesso” “sottovoce”, non ruba la scena e dice guardate quanto sono bravo.

    Quando partì come imitatore faceva pena… Ma la sua forza l’ha trovata nel fare quello che fa.

    Non è un presentatore “Primouomo” è un presentatore “spalla”.

  15. Derek scrive:

    Eleas, della considizione della donna nei regimi mafiosi Saviano parla ampiamente in Gomorra. Ti consiglio di leggerla se non l’hai già fatto.

  16. Fabio scrive:

    Per me l’unica pecca del programma è Fazio… Quell’uomo io non lo posso proprio sopportare, probabilmente è solo una questione di gusti…

  17. Ice Phoenix scrive:

    A proposito, sono andata ora a vedere su Youtube la puntata di Nero su Bianco :D
    Bella e illuminante, comunque.
    Hai messo la collana del premio Baccante?! Ti sta proprio bene! Ho notato anche che hai messo gli orecchini uguali? Come mai?
    Comunque attendo con ansia che mi arrivi il 3° delle Leggende, col tuo autografo…. ;)
    Kiss kiss :)

  18. Ice Phoenix scrive:

    Nemmeno stavolta l’ho visto, ma mi fa piacere che si parli di argomenti scottanti che brucia a molti di sentirne parlare.
    Comunque grazie ai tuoi resoconti, praticamente è come se l’avessi visto :D
    Ciao!

  19. Mony76 scrive:

    E nemmeno sta puntata sono riuscita a ricordarmi di vederla…
    Recupererò in qualche modo, ma i tuoi resoconti sono sempre molto efficaci.
    Per andare off topic volevo dirti che ho appena visto la tua intervista a “Nero su bianco” su youtube (la mia memoria ormai è andata, mi sono dimenticata di vederti in diretta.) e mi è piaciuta moltissimo.

  20. Eleas scrive:

    su guzzanti non posso che essere ASSOLUTAMENTE d’accordo, specialmente QUELLA battuta. Divina.

    Sulle donne… sì bello, ma non è un po’ poco? Perché saviano non parla della loro condizione nei regimi mafiosi? Potrebbe essere interessante vedere cosa salta fuori.

    Che i politici non sappiano contestualizzare ormai è fatto ovvio e noto, Vendola c’è riuscito perché non stava parlando di politica e probabilmente l’argomento gli bruciava particolarmente. Avrà vissuto la discriminazione in prima persona e quindi sa cosa significhi.

    Invece quello che mi ha lasciato esterrefatto è che il ministro dell’interno non sia saltato sulla poltrona leggendo le cifre snocciolate da saviano sulle ecomafie. E grazie che qui siamo tutti pulitini, la nostra merda finisce a napoli…

  21. artyfowljr scrive:

    Ormai VieniViaConMe dovrebbe diventare un aggettivo, così non perdiamo più tempo a cercarne un altro per definire questa meraviglia :)
    Come al solito, Saviano ha bypassato schermo, occhi e orecchie e mi ha riempito direttamente cuore e cervello.
    Anche lo spazio per le donne mi ha fatto grande effetto, ovviamente non essendo ancora lavoratrice non potevo immedesimarmi nell’elenco sul lavoro, ma negli altri sì. C’è stato un periodo in cui (dopo che per due volte a distanza di pochi giorni dei tipi dalle intenzioni chiaramente non buonissime mi hanno spaventata a morte) ero talmente terrorizzata di uscire da sola che andavo in giro con i sassi nel borsello, che proprio perchè sembra così esagerato fa capire fino a che punto avessi paura. Vivendo poi fuori città, devo prendere quasi sempre l’autobus per arrivare in centro, e quando vado a piedi da un posto all’altro sono quasi sempre da sola.
    Un’altra cosa, detta in due parole: Davide Anzalone.

  22. M.T. scrive:

    Vieni via con me è una buona trasmissione. Mi va di far notare una cosa: sembra eccezionale, quando invece dovrebbe essere la normalità del fare televisione. Salvo alcune trasmissioni (Report, Presa diretta per citarne alcune) il resto è di livello basso.

  23. Valberici scrive:

    Se fossimo ad una riunione di vecchi comunisti mi alzerei e direi: il compagno Benigni si è imborghesito! ;)

    Comunque la migliore di Guzzanti, secondo me, è stata:
    La camorra contro Saviano: “La scorta ci impedisce un contraddittorio”.

  24. Alex scrive:

    Sono d’accordo su tutto, tranne che su Guzzanti. E’ sempre un grandissimo, ci sono cresciuto anch’io, lo ammiro, gli voglio bene e lo considero un genio. Ma proprio per questo ieri sera mi ha un po’ deluso. Leggere una lista di battute non è la stessa cosa che rappresentarle e contestualizzarle, cosa in cui lui è maestro.

    Mi aspettavo un capolavoro come Padre Pizarro e mi sono ritrovato con spinoza.it – che non è male, ma è tutta un’altra cosa.

  25. Axelander scrive:

    Non ho visto tutta la puntata. Ma ho seguito con molta attenzione il monologo di saviano sull’immodizia di napoli,dato che vivo nelle zone citate. Ed è tutto vero,che nervi mi sono venuti. Ma è tutto fottutamente vero. Bellissima la scenetta finale. Molto toccante.

  26. Tiberio scrive:

    Ho capito, un altro lunedi sera di “Vieni via con me” perso. Perso per modo di dire perchè l’ho passato a leggere le avventure dei tuoi personaggi e, tutto sommato, è sempre una buona cosa. Fortuna che i tuoi punti son sempre ben esposti e chiariscono sempre l’idea della puntata… grazie e complimenti.

  27. Valberici scrive:

    Sono d’accordo riguardo a Guzzanti, se li magna, anche se Benigni ha una “fisicità” e un’espressione del corpo inimitabile. :)

    • Licia scrive:

      Valberici: quello sicuramente. Ma un tempo Benigni era davvero imbattibile; con gli anni secondo me ha perso smalto, mentre Guzzanti, che magari pecca giusto un po’ sulla freschezza del repertorio – per dire, quando sono andata a sentirlo io s’è riciclato un po’ di battute vecchie :P – è sempre fortissimo

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