Auguri Irene

Comincia alle 23.00 o giù di lì. È la mia quarta notte in ospedale. Nel pomeriggio mi hanno detto che oggi indurranno il parto. Alla DPP (data prevista per il parto) mancano due giorni e non si può più aspettare per via del mio diabete. Contestualmente, quel pomeriggio mi hanno fatto lo stripping, una graziosa parola inglese dietro la quale – come a tante altre graziose parole inglesi – si nasconde una manovra piuttosto dolorosa. Da quando me l’hanno fatta ho avuto qualche dolorino, tipo crampo mestruale, ma niente di che. Le cose sono andate così lisce che ho cenato senza problemi, e mi sono anche messa a scrivere. Kate, la mia compagna di stanza così ribattezzata perché identica alla Kate di Lost, dorme. Io ho appena spento il computer e mi sono messa giù a dormire. I dolorini non sono andati via. Anzi, iniziano ad essere ritmici. Vengono, vanno via per un po’, poi ritornano. E io non riesco a dormire. Perché mi domando se non ci siamo. E lo vorrei così dannatamente tanto…
Aspetto. Dolorino. Niente. Dolorino. Niente.
Verso non so esattamente che ora, prendo l’iPhone, e uso l’applicazione per cronometrare le contrazioni che ho comprato in gravidanza. Ovviamente, non sono regolari. Non ricordo nemmeno a quali balordi intervalli mi vengano. Ma sento la pancia che si fa dura, e mi fa un pochino male.
Mi alzo per fare pipì, dopo essermi lavata le mani mi guardo allo specchio. Sorrido come una scema.
“Ma allora ci siamo?” sussurro.
Aspetto ancora. Saranno passate sulle tre ore. Finalmente mi decido.
Percorro piano il corridoio di linoleum blu fino alla guardiola. Entro.
«Scusate…» e spiego la situazione.
«Facciamo così» dice la dottoressa di guardia dopo averci pensato un po’. «Adesso ti facciamo un miorilassante: se davvero è l’inizio del travaglio, non ti fa niente, se invece sono contrazioni così, irregolari, te le fa passare e puoi dormire. Comunque, se ti continuano e si fanno più forti, veni da noi».
Me ne torno a letto. Ovviamente, i dolorini continuano, e mi sembrano ritmici. Alle 3.00 o giù di lì sono di nuovo in guardiola.
«I dolori non mi sono passati…continuano, mi sembra siano più forti».
Mi visitano.
«Alle cinque, dopo i prelievi, ti facciamo un monitoraggio. A quell’ora puoi anche chiamare tuo marito, se vuoi».
Deglutisco. Perché non ci posso credere.
«Allora è il travaglio?».
La dottoressa sorride.
«Sì, è il travaglio. Se tutto va bene verso le 12.00 ti possiamo anche portare in sala parto e puoi fare l’epidurale».
Io sono al settimo cielo. Conto i minuti. Aspetto le cinque col cellulare acceso sotto la coperta. Continuo a cronometrare le contrazioni, tengo botta. Fa male, ma mi sembra straordinariamente sopportabile. Mi dico che peggiorerà di sicuro, ma intanto sono solo contenta che sia iniziata.
È mattina, io non ho chiuso occhio, sono galvanizzatissima. Giuliano ancora non può entrare, ma non ha importanza. Tanto è iniziata, no?
Mi fanno il monitoraggio, e le contrazioni iniziano a diradarsi un po’. Mi preoccupo all’istante. Il dottore però mi prende in giro.
«E insomma questa bambina c’ha fatto la sorpresa, eh? Dovevamo indurre il parto e invece sta facendo tutto da sola».
Sorrido, ma le contrazioni sembrano meno forti.
Verso le 11.00 o giù di lì passa il primario. In quattro giorni l’ho visto tipo due volte, per il resto il Gemelli, policlinico universitario, è – egregiamente – in mano a studenti di vario ordine e grado e agli altri medici. Guarda la mia cartella clinica, guarda il tracciato del monitoraggio.
«Oggi avremmo dovuto fare l’induzione» dice il medico che mi aveva presa in giro prima.
«Direi di sospendere» sentenzia il primario, «magari si mette in travaglio da sola». E se ne va.
Doccia gelata. Si mette in travaglio da sola? E finora cos’è stato? E perché adesso le contrazioni se ne stanno andando?
È semplicemente che sono in fase prodromica, quella che può durare anche giorni, quella che la gente normale, senza diabete, si fa a casa, tranquilla. E lo so cos’è il pretravaglio, me l’hanno spiegato al corso preparto, ma per qualche ragione ora non me lo ricordo.
Penso solo che è stato un falso allarme, che il mio corpo mi ha tradita ancora. Dopo il diabete, questo. E io come una scema ho confuso quattro contrazioni irregolari col travaglio. E ho anche allertato tutta la famiglia, che sta qui a guardarmi. Non sono capace. Non so fare una cosa che le donne, tutte le donne, fanno da milioni di anni.
Sono cose che ogni partoriente pensa. Sono cose che succedono a tutte. Ma tu sei convinta di pensarle solo tu. Sei certa che a nessun altro al mondo sia mai capitata una cosa del genere. E piangi di rabbia e delusione.
Mangio anche se non ho fame. Mi metto a dormire. Al diavolo il mondo, al diavolo la mia pancia, al diavolo il mio stupido corpo.
Un’amica mi chiama sul cellulare, ma non le rispondo. Non ho voglia di parlare con nessuno.
In verità non dormo, o comunque non dormo bene. Probabilmente però mi lascio cadere in una specie di torpore, perché alle 15.00 in punto ho la sensazione di svegliarmi di soprassalto. Mi fa male la pancia, una contrazione forte e lunga. Devo girarmi su un fianco per star meglio.
Sono tornate. Ci sono di nuovo. Forse non sarà niente, forse non partorirò, ma almeno ho di nuovo le contrazioni.
Passo il pomeriggio passeggiando avanti a indietro per il corridoio dell’ospedale. Ogni qualche minuto mi devo appoggiare al muro, e respirare forte perché mi fa male la pancia. Niente di insopportabile, ma mi fa male, e la sensazione è che le mie ossa si stiano aprendo, si stiano modificando.
Ancora i parenti in visita, tutti, e io continuo a camminare, a respirare, a cercare di dar retta a tutti per quanto possibile.
Mi visitano verso le 19.00. Due centimetri di dilatazione. Ancora niente travaglio. Ma siamo sulla buona strada, quanto meno.
Arriva la cena. Mi avvio a mangiare, ma una contrazione più forte mi blocca alla testiera del letto. È diversa dal solito, più forte, e sento qualcosa che si muove. Plop, e una sensazione di caldo tra le gambe.
«Mi sa che ho rotto le acque» dico a mia madre.
Entrano un po’ tutti nel panico, corrono a chiamare i medici. Il reparto è pieno di visitatori, l’orario di visita finisce alle 20.00. La dottoressa viene, mi visitano.
«A me non sembrano rotte…che hai sentito?» mi chiedono.
Descrivo la sensazione.
«Potrebbe essere una rottura alta. Tossisci un po’».
Lo faccio.
«No, francamente…aspetta…sì, hai ragione, hai rotto le acque».
E da lì non c’è più ritorno, lo sento. Acque rotte, da qui a 24 ore vedrò Irene. Possono andare storte due miliardi di cose, ovviamente, possono fermarsi di nuovo le contrazioni, può non andare a buon fine il travaglio, e invece in qualche modo io sento che andrà tutto bene, che è finita.
Mi portano via col letto tra ali di degenti e visitatori; io sorrido beata, mentre mi tiro su per sopportare le contrazioni.
Appena si aprono le porte delle sale travaglio, che sono contemporaneamente anche le sale parto, tutto diventa straordinariamente tranquillo. C’è un bel silenzio, luci quasi soffuse, personale gentile.
Mi mettono nella sala gialla, della Dalia. Io avevo già visto le sale parto durante il corso preparto. Tutto mi sembra bello. I colori, il letto, la bilancia dove peseranno Irene.
Non mi sembra vero di esserci finalmente arrivata. In nove mesi miriadi di volte ho avuto paura che Irene non sarebbe nata: dal terrore dell’aborto nei primi tre mesi, alla paura per la suina, all’angoscia per il diabete. E adesso invece ci sono, e quasi mi commuovo.
Siamo quasi sempre soli, io e Giuliano. Le ostetriche – splendide e giovanissime – vengono ogni tanto a vedere come vanno le cose. Giuliano sembra il Dr. Shepard di Lost al ritorno dall’isola, nella quarta stagione. Io respiro forte, gli stritolo una mano, cerco di sopportare il dolore, che adesso è decisamente più forte. Ma lo sopporto abbastanza bene. Poi, a ciascuno che entra, dico che prima possibile voglio l’epidurale, e questo mi tranquillizza tantissimo.
La dilatazione procede, le contrazioni iniziano ad essere pressoché continue. Quando ne arriva una, mi alzo, l’ostetrica mi sorregge, mi massaggia la schiena. Respiro fortissimo, sembro una specie di mantice. Poi arriva il momento in cui il dolore si irradia alla gambe. Praticamente, le anche mi cedono. Non posso più stare in piedi. Mi assale il panico. Non so dire perché, ma sono d’improvviso terrorizzata, e il dolore si moltiplica per cento. Mugolo, l’ostetrica mi dice “non strillare, dai”, chiedo a gran voce l’epidurale, e quasi piango.
«Ancora non sei ben dilatata. Ti facciamo un miorilassante, fai quest’ultimo centimetro di dilatazione e ti facciamo l’epidurale».
La fortuna è che qui al Gemelli sono molto pro-epidurale, tutto il corso preparto è stato un continuo “il parto fa male, fatevi la visita per l’epidurale; poi magari non la chiedete al momento, se ve la sentite, ma se non ce la fate potete farvi comunque l’anestesia”.
L’ultima mezz’ora è dura, ho paura, e per questo ho più male. Mi sento nel panico, questa è la verità, più del dolore vero è la paura di soffrire che mi sta facendo cedere.
Arriva finalmente il via libera, entra l’anestesista ed esce Giuliano. Le due cose sono mutuamente esclusive. Potrà rientrare non appena il catetere sarà dentro.
Appena sento la parola anestesista, mi sento già meglio, segno chiaro che è la mia mente che mi sta giocando un brutto scherzo.
Tutto è straordinariamente indolore. L’anestesista mi dice tutto quello che fa.
«Adesso senti il freddo del disinfettante. Adesso le punture dell’anestetico. Adesso infilo il catetere, potresti sentire una scossa alle anche, mi dici se la senti?».
Pochi minuti ed è fatta. Giuliano rientra, io mi sdraio. Non sento più dolore. Mi coprono con una coperta, convinte che possa aver freddo, ma io sto benissimo. Tempo dieci minuti, però, e il dolore è sostituito da una nuova sensazione: quella impellente, assolutamente incontenibile, di spingere. È Irene che inizia ad incanalarsi nel canale del parto, e spinge per uscire.
Lo dico all’ostetrica, che mi visita.
«Non spingere assolutamente, non sei ancora a dilatazione completa, rischi la lacerazione del collo dell’utero».
È una parola. Non spingere è impossibile. Devo stringere i denti, concentrarmi, ed è quasi più faticoso che quando sentivo il dolore delle contrazioni. Speravo di potermi riposare prima del parto, ma non c’è verso. A intervalli ritmici devo stringere i denti, e cercare di non spingere.
Ho perso la cognizione del tempo, non so a che punto siamo, finisce il turno dell’equipe che mi ha seguita fin qui, e arriva un nuovo gruppo di ostetriche. La caporeparto è un donnone biondo dai modi spicci. Io sono esausta, ed ho davvero bisogno di un coach che sia un po’ rude con me.
«Adesso puoi spingere. Afferrati le gambe e tirale a te quando senti l’impulso a spingere» mi dice.
Lo faccio, cercando di ricordare quel che mi hanno detto al corso preparto: trattieni il fiato e spingi più a lungo che puoi, fino a quando non ce la fai, poi prendi fiato e ricomincia.
Sono esausta. Sento di non potercela fare, ma il corpo non mi dà tregua. Non mangio da pranzo, non dormo da qualcosa come 40 ore. Non posso farcela.
«Non ce la faccio…».
«Spingi che non ti vedo spingere» taglia corto la caporeparto.
Io guardo tutti con occhio supplice: lei, Giuliano, le altre ragazze in sala. Voglio un aiuto, perché non ce la faccio. È al di là delle mie capacità, è inutile. Più spingo più mi sembra che non succeda niente.
«Mi sa che Irene ha qualche giro di collana, perché fa avanti e indietro» mi dice la caporeparto.
Stranamente non mi preoccupo più di tanto. Continuo a spingere perché non posso fare altro.
«Dai che si vede la testa!».
«Ha i capelli?».
«Più della mamma. La vuoi toccare?».
Prima dico di no, poi acconsento. È qualcosa di completamente diverso da come me l’ero immaginato; è una cosa viscida, vagamente gelatinosa.
«Dai, tira le staffe e spingi».
Insisto. Vagamente sento l’ostetrica che dice “vedi? Qui i tessuti si lacerano di sicuro”, ma francamente adesso non mi interessa veramente niente dell’episiotomia.
Spingo con tutta la mia forza, terrorizzata dall’idea che resti con la testa di fuori e il resto dentro. E finalmente basta. Irene esce fuori, e non fa in tempo a farlo che già piange, con una voce da bimba grande che mi stupisce.
«Ce l’ho fatta, Giuliano, ce l’ho fatta…» mormoro, perché davvero non ci credo. «Sta bene?» chiedo.
«Sì sì».
Ci penso un attimo.
«È sana?» insisto.
«Sanissima».
I primi minuti il padre la sequestra, intanto che la ginecologa si prende cura di me. Le ostetriche la lavano, poi la vestono. Nel completino che ho scelto c’è anche un cappellino troppo grande per la sua minuta capoccetta da bimba di 2970 gr per 49 cm di lunghezza. Così le ostetriche la prendono in giro.
«Sembra il Grande Puffo!» mi dicono tirandola a sedere. Poi Giuliano la prende in braccio e non la molla più.
Io tremo come fossi tarantolata.
«È normale?» chiedo senza riuscire a non far battere i denti.
«Sì, è una cosa fisiologica».
«Giuliano, me la fai vedere? Me la fai vedere?».
Glielo devo chiedere un sacco di volte prima che me la mostri. Me l’hanno fatta vedere due nanosecondi prima di portarla al bagnetto: sono riuscita giusto a darle un buffetto sulla guanciotta viscida.
Adesso la vedo meglio. Me la danno, la tengo contro il mio corpo nel letto. Sento i suoi piedini che si agitano contro la mia pancia, esattamente come quando era ancora dentro di me, non più di mezz’ora fa, e mi fa una sensazione stranissima. Penso che è bellissima, e non mi capacito che io, che non sono bella per niente, sia riuscita a fare una bimba tanto bella.
Mi portano fuori col letto, breve incontro coi parenti. Non ricordo niente, tranne Irene contro il mio petto. Poi mi riportano dentro, per il periodo di osservazione, e Irene va al nido. Confesso che ne sono anche contenta. Sono assolutamente sfinita.
Penso che è stata una cosa allucinante, che non so se sarò mai in grado di rifarla di nuovo.
“Se vorrò un altro figlio farò il cesareo” penso.
Dopo un paio d’ore, mi portano di nuovo nella mia stanza. L’ospedale è un posto silenzioso e in penombra, e c’è qualcosa di epico nel silenzio dei corridoi, e in me che li percorro nel mio letto, ormai mamma. È il riposo del giusto.
Entro nella stanza buia. Kate mi chiede com’è andata. Le dico tutto bene, forse aggiungo qualcos’altro, ma poi cado in lungo sonno senza sogni. Il sonno di chi sa di avercela fatta.

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70 risposte a Auguri Irene

  1. Cristina scrive:

    Bellissimo post, Licia. Grazie di aver condiviso un momento così intenso e meraviglioso con noi! Un bacio e un augurio di buon Natale e buon compleanno alla tua piccola e anche a te e Giuliano, ovviamente.

    P.S. Comunque, non è affatto vero che non sei bella. Non devi avere poca autostima del tuo aspetto: ti ho vista in quell’intervista in tv con la Casella e ti assicuro che sei davvero carina e telegenica. In più, sei una splendida mamma e una brava scrittrice. Cosa vuoi di più dalla vita, un Lucano? ;)

  2. silver wolf scrive:

    auguroni Licia e un bacione alla piccola irene!!! leggere
    tutto il resoconto del parto è stato emozionante e mi sono sentita
    come se assistessi veramente alla scena =)

  3. Luca Gras scrive:

    Benedetta donna, sono qua da dieci minuti in ufficio che piango come un maialino sgozzato… :-)

  4. La Dragonessa color zaffiro scrive:

    Che bello il tuo parto… Irene ti ha fatto sudare sette camicie a quanto ho capito ;D Ma la cosa + importante adesso è farle gli auguri… Auguri Irene!!!!

  5. francesco (pollo00) scrive:

    sono contento che ti faccia piacere…=) grazie ancora…sarò lieto di leggerli =)

  6. Dadda scrive:

    wow.davero.bello. coinvolge molto di più dei libri (che già sono emozionantissimi!)! come prossimo libro fai un romanzo, stai certa che sarà un successo!! tanti tanti auguri a te a irene e a giuliano!! non vedo l’ora di leggere gli ultimi eroi, speriamo finisca bene! (non è vero che non sei bella!!)

  7. ATNO scrive:

    Davvero bel post. Auguri Irene, scusa il ritardo! :)

  8. Giacomo scrive:

    Ciao Licia, come Francesco, anch’io ti devo ringraziare tantissimo per avermi “fatto leggere” :D perché oltre ai tuoi libri ne ho letti pochissimi. Ho finito l’ultimo libro in 2 giorni, non mi era mai successo! Mi aveva preso tantissimo! E quando l’ho finito mi è dispiaciuto tanto perché è stata una bellissima saga che mi ha appassionato moltissimo.

    Grazie di cuore Licia!

  9. francesco (pollo00) scrive:

    ciao licia, spero tu legga questo commento e che mi risponda.
    ti devo dire GRAZIE, perchè io nella vita non ho mai letto un solo libro, al massimo la gazzetta per le partite.
    un giorno,il giorno cui uscì il primo libro de “leggende del mondo emerso”,due miei amici mi consigliarono di leggere le cronache del mondo emerso,io ridendoli in faccia dissi,dopo due pagine mi annoio e lo riporto in biblioteca.Poi un po’ per curiosità iniziai a leggerlo.Ci misi due mesi a leggere il primo =),poi con il passare del tempo, stupito da come leggevo i tuoi libri, mi sono appassionato alla lettura dei fantasy.Infine lessi gli altri 6 libri in un mese soltanto, sempre aspettando con ansia il secondo delle leggende.Piano piano capii che i tuoi libri erano una “droga”avevo paura di finirl perchè poi avrei dovuto aspettare un anno per prendere l’ultimo.Bene oggi che è l’8 dicembre ho finito di leggere il tuo ultimo libro.Sono dispiaciuto di averlo finito cosi presto,ma al tempo stesso felicissmo perchè mai avrei pensato nella mia vita di leggere 9 libri in due anni.Ti devo dire solo ed esclusivamente GRAZIE,GRAZIE per tutto il mondo fantastico che hai creato, ha scuola in italiano sono migliorato leggendo,ed ora sono sicuro di affrontare la prima prova d’esame di maturità sereno,perchè finalmente so scrivere meglio di prima,so capire meglio i concetti ecc..
    Scusa se ho scritto un papiro =) spero tu un giorno verrai vicino a milano,perchè queste cose te le vorrei dire a voce.Ti RINGRAZIO di cuore, per le tue opere.Mi stai facendo affrontare la vita meglio,perchè leggere non solo ora mi piace ma è una passione.GRAZIE ancora.Saluti da Francesco Chieregatti Milano =).

    • Licia scrive:

      francesco: queste sono le cose che mi fa più piacere sentirmi dire :) . Lietissima di averti fatto scoprire il mondo della lettura; adesso spero solo che non ti fermerai, ma continuerai a leggere, perché là fuori è pieno di bei libri. Se vuoi, sulla colonna di destra, c’è la mia libreria anobii; dentro puoi trovare un bel po’ di libri che ti consiglierei caldamente :)

  10. louise veronica scrive:

    auguri Irene!!!anche se in ritardo… bellissimo post Licia!!!complimenti!!! un bacio a tutti e tre e tanti auguri di buon Natale!!!

  11. mimi scrive:

    Auguri Irene :D Ed auguri anche a te, Licia. Che la vita possa regalarti tanti giorni felici come questo. Un bacio!
    PS: bellissimo post, mi hai fatto commuovere…hai un talento naturale…ma questo te l’hanno già detto! Complimenti, davvero :)

  12. Nihal98 scrive:

    quando siamo nati io e mio fratello mia mamma ha avuto solo 4 ore di travaglio…ma dice che sono stati i momenti più belli della sua vita…
    auguroni ad irene! :-)

  13. deborah pesare scrive:

    auguri ad irene!
    p.s. bellissimo racconto, ma mi ha fatto passare la voglia di avere figli! :D o almeno, il più tardi possibile xD

  14. Eugenia scrive:

    Bellissima descrizione…grazie Licia, grazie…mi hai davvero emozionato :)
    Un abbraccio ed ancora auguri alla piccola grande Irene :) )

  15. dany scrive:

    vivissimi auguri. comunque sia scusa se scrivo qua…ma ho appena finito di leggere gli ultimi eroi.il senso di vuoto non manca e logora dentro ma è normale,GRAZIE licia per averci regalato tante emozioni. Il mondo emerso non morirà mai.So che non sarà così ma spero che prima o poi tu scriva nuove avventure sul mondo emerso.GRAZIE e auguri ancora

  16. Ice Phoenix scrive:

    Grazie del chiarimento Licia :)
    A presto!!! :D

  17. Nello scrive:

    Tantissimi auguri alla piccola! (:

  18. Morgwen scrive:

    auguri Irene

  19. Hermionina scrive:

    auguri irene!! *_* (sono ancora in tempo XD)
    quando è nato mio fratello, a mia madre si sono rotte le acqua nel salone mentre stavamo per cenare, e mia nonna (con ernia, sciatica, ecc.) saliva le scale a 3 gradini per volta per la felicità XD poi papà l’ha portata in ospedale, e il giono dopo avevo un altro fratellino *_* (francy)

  20. Alessandra scrive:

    Tantissimi auguri alla piccola! ^^

  21. nihal4ever scrive:

    irene !deve essere una bellissima bambina.
    licia io penso che in fondo i figli sono un dono ,un bellissimo regalo che ti cambia la vita,quando nasce un bambino pensi che non ci sia una cosa più bella !ed è come se tu sei fiera di te stessa .hai corso una lunga corsa durata 9 lunghi mesi e alla fine di questa corsa hai vinto il tuo meritato premio che è irene :)
    irene assomiglia di più a giuliano o a te?
    auguri irene tvtttttttb.
    licia auguri anche a te , gli anni li fa irene ma è per merito tuo se ora li può festeggiare ,quindi auguri a tutte e dueeeeee
    baci ,cristina

  22. Melissa Ianniello scrive:

    :-) …dico solo una cosa: auguri alla mamma e alla bimba :-) )) un bacio grande ad una mamma e ad una figlia bellissime

  23. Letizia scrive:

    E mi sembrava che Irene fosse già nata!!! scusa Licia, è solo che leggendo un post così vivido ho pensato che fosse la cronaca di un avvenimento appena successo… allora mi correggo: BUON COMPLEANNO PICCOLA IRENE!!!!

  24. Letizia scrive:

    Benvenuta al mondo piccola Irene!!!
    e complimenti a te per la tua grande avventura!!!
    auguri di cuore per questo vostro felice evento

  25. *Lea* scrive:

    Ohmamma, non so se avrò mai la forza di fare una cosa del genere.
    Mi hanno appena comunicato che dovrò togliermi un dente, e sono terrorizzata anche solo per quello :/

    Auguri ad Irene e complimentoni a te, e a tutte le donne che hanno il coraggio di diventare mamme :)

  26. Rachele della terra del Lazio scrive:

    Auguri Piccola IRENE!!!
    SEMPLICENTE SUBLIME, COME OGNI TUO POST E LIBRO…
    SEI IL MIO IDOLO

    AUGURI ANCORAAAA

  27. Ice Phoenix scrive:

    Auguroni per il primo anno di Irene e per un bianchissimo Natale :D
    La tua capacità di scrivere e di emozionare anche questa volta non ha potuto far altro che riconfermarsi.
    Il post è bellissimo. Anche se ho solo 19 anni, mi hai fatto provare emozioni come se fossi io a dover partorire. Pensa che mi hai fatto venire le palpitazioni e quasi iniziavo anche io a fare respiri lunghi e profondi. C’è mancato poco che iniziassi a spingere anche io :P
    Certo quella simpatica parolina inglese che hai mensionato non deve essere stata piacevole, ma immagino la gioia di stringere per la prima volta la piccola tra le braccia… :S
    Che belle queste cose… :cry:

    Licia toglimi una curiosità, ma che differenza c’è tra l’anestesia e l’epidurale? In ogni caso prima di perdere la sensibilità, si prova dolore o una ensazione di fastidio? Perché come sono io non so se mi sentirei tranquilla a farmi infilare un ago nella schiena…
    In ogni caso “Il fine giustifica i mezzi” e a cosa fatta ripensandoci non sembra più una cosa così insormontabile. Rimane solo la gioia di vedere il frutto dell’attesa di quei mesi e, finalmente, dare un volto alla piccola creatura che per quasi un anno ha condiviso con te anche i momenti più normali, trasformando un giorno qualsiasi, in un gioro speciale da ricordare :)

    Un bacio a tutti e soprattutto a Irene!

    • Licia scrive:

      Ice Phoenix: l’epidurale è un’anestesia che si fa infilando un ubichino tra due vertebre. Ti toglie il dolore, ma ti lascia la sensibilità: puoi alzarti, camminare, spingere…solo non senti il dolore.
      È una procedura del tutto indolore: soltanto il giorno dopo e per qualche tempo fa male il buchino quando ci tocchi o quando ti sdrai in certe posizioni

  28. Guido-93 scrive:

    si nevicava poi si è messo a piovere! che rabbia -.-!!

    comunque a parte il contesto,che rende quasi felice chi lo legge,si vede che come scrittrice non sei niente male :D
    io non riesco neanche a raccontare delle gaffe prof ,mi sembrava quasi di stare là…

    termino quindi con un GG da nerd :D

  29. Puffadolceamara scrive:

    *Nell commento nn si vede ma tra le parentesi avevo scritto (Spingi!!!)

  30. Puffadolceamara scrive:

    Non ho parole.Auguri.
    E’ stato un racconto commovente ed esaltante…c è stato un punto in cui anche io volevo urlare <>

    E’ bello che hai reso tutti partecipi di questa cosa…,Licia francamente mi sono sentita + coinvolta nella tua di gravidanza che di quelle delle mie sorelle.
    Irene è un pò come la nipotina di tutti.XD
    Un Abbraccio e un bacio
    Ciaooooo

  31. Reis scrive:

    AUGURONI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Post bellissimo

  32. Francesca scrive:

    Auguri alla dolcissima Irene! ^^

  33. Barbara scrive:

    Bello il tuo racconto di un momento indimenticabile della tua vita. Mi hai fatto ricordare il mio che è ancora vivo nella mia mente. la mia piccola è nata il 1 Gennaio del 2009, dopo un travaglio lungo quasi 24 ore, e stringerla tra le braccia è stato il momento più bello della mia vita. Essere mamma è bellissimo. faccio tantissimi auguri alla tua piccolina.

  34. Cicia scrive:

    AUGURI!!!
    È stato molto commovente sentire il tuo racconto =)
    Grandi festeggiamenti oggi ne?
    augurii

  35. Nihal95 scrive:

    Wow licia!!! E’ commovente!!! Ho gli occhi lucidi!!! Oddio che bella descrizione!! Dev’essere stato qualcosa di davvero bello…
    Auguroni alla piccolina! :)

  36. artyfowljr scrive:

    Bel post, non posso dir altro *_*
    Auguroni alla principessina :)

  37. Martina scrive:

    So che nevica anche a Roma (qui ci son già 20 cm)…e insomma mi pare confermato che Irene è proprio la Principessina delle Nevi! :D

  38. Margherita scrive:

    Tantissimi auguri alla piccola Irene. e un saluto alla fantastica mamma!

  39. Annalisa scrive:

    No, non ci posso credere Licia! La mia primogenita, che ora ha 7 anni, è nata di 2,970 Kg per 49 cm di h, certo in un altro giorno di un altro anno.
    Mi hai emozionato tantissimo perchè anch’io, dopo 12 ore di travaglio e a 9 cm di dilatazione( dico 9!), aspettavo il momento in cui tutto quel dolore avrebbe trovato giustificazione nel dare alla vita la mia bimba. Invece a un certo punto mi dicono che la piccola si è incastrata, non va nè avanti e nè indietro e tutti, ostetriche, ginecologi, infermiere cominciano a guardarsi in maniera allarmata e inquietante. Di corsa mi portano in sala operatoria dove mi fanno un cesareo d’urgenza. Poi è andato tutto bene, mia figlia è nata e stava benissimo.
    Ma a me è rimasto il rimpianto per non aver vissuto il momento, che deve essere dolcissimo, dell’espulsione, per non aver portato a termine “il mio compito”. Sarà scemo o esagerato ma avrei tanto voluto capire cosa si prova a spingere. Anche perchè, dato il precedente cesareo la seconda figlia è nata con cesareo programmato.
    Grazie, perchè mi hai raccontato la seconda parte, quella che mi sono persa.

  40. Aryanna scrive:

    auguri alla piccola!!!^^

  41. lela6 scrive:

    Auguri irene! e di nuovo complimenti alla mamma|

  42. Virgy96 scrive:

    Auguri alla piccola Irene :)

  43. cate scrive:

    Un sacco di auguri.Grazie anche per le neve.

  44. Liana scrive:

    Anche io ero venuta per informazioni sul libro, non mi sarei mai aspettata anche una bimba! Mai letto una descrizone così vera sul parto. Tanti auguri alla piccola Irene, me la immagino già grandicella come me a commuoversi rileggendo la sua mamma che le dedicava questo belissimo post.

  45. Ale scrive:

    Augurini alla dolcissima principessina delle nevi!!!!!!!!!!!!!!!!

  46. Sara scrive:

    Ops…Roby Seth non avevo visto il tuo commento. sorry

    • Licia scrive:

      Per chi lo sta chiedendo, sta nevicando, e anche parecchio, ha iniziato a posarsi sui campi e sembra neve secca. Tira veno forte e fanno 2 gradi

  47. Sara scrive:

    Auguri Irene!!! :)
    la principessa della neve ;)

  48. Roby_Seth scrive:

    Tantissimi auguri Irene!!!!
    La Principessa delle Nevi :D

  49. Dubhe scrive:

    Tanti auguri!!!
    Un post stupendo.

  50. Lysa scrive:

    Che bellissimo post :-)

  51. Damiano scrive:

    Auguri!
    la tua principessina ci ha regalato anche la neve oggi!
    AUGURONI!!!!!

  52. Mony76 scrive:

    Ps: ma poi, la neve?

  53. Axelander scrive:

    Tanti auguri per il primo anno di Irene :-)

  54. sabrina scrive:

    son venuta sul sito per vedere il titolo del suo nuovo libro e mi scopro che è diventata mamma…congratulazioni mi è sembrato di rivivere i miei 3 parti(il primo un cesareo…meno dolore ma meno soddisfazione per non aver fatto tutto da sola!)

  55. PaccoChica scrive:

    :’) Auguroni Irene!

  56. brandon scrive:

    auguri ad Irene!

  57. Sephiroth scrive:

    Ero passato, forse dopo troppo tempo che mancavo, proprio per fare gli auguri a Irene e che trovo? Un nuovo libro! Ora sono in giro sotto una neve asciutta e traditrice alla ricerca del suddetto…
    Ti sto maledicendo un pò, ma in amicizia;)

  58. Elfo98 scrive:

    Auguri ad Irene!!!!

  59. Martina scrive:

    Come al solito riesci ad esprimere i tuoi sentimenti nel modo più realistico possibile. Un resoconto toccante! Auguri alla piccolina!!!

  60. Mony76 scrive:

    È la cosa più bella e commovente che io abbia mai sentito, o letto.
    Sto piangendo dalla gioia.
    No, Licia, lascia stare, non pensare ad un cesareo per il secondo figlio, lasciatelo dire da chi ci è passata per il primo e non se l’aspettava, avrei pagato per sentire ciò che hai sentito tu, per quanto ne fossi terrorizzata.
    E a me è pure andata bene col cesareo.
    Quindi veramente, te lo dico col cuore, molto meglio il naturale.
    Augurissimi ad Irene ed un bacione grande!!!

  61. imp.bianco scrive:

    Tanti auguri ad Irene :D

    Mi hai fatto ricordare quando sono nati i miei due nipoti… ed ora sono tanto grandi, come crescono in fretta… XD

    X-Bye

  62. Ziska scrive:

    Che commozione alla lettura del tuo parto :°)
    Auguri a tutti e tre ^^

  63. Anonimo scrive:

    Mi sono commossa!!!!
    Auguri piccola e bella Irene!!!

  64. Lilli80 scrive:

    buon compleanno piccolina!!!

  65. giorgio scrive:

    complimenti!!! la tua felicità è quasi visibile!

  66. Valberici scrive:

    Tanti auguri ad Irene. :)

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