La sindrome di Lost – seconda (inattesa) parte

L’annata letteraria è iniziata molto bene, devo dire, sia perché sto leggendo molto, sia perché le cose che leggo mi piacciono. Stamattina ho finito Le Luci nelle Case degli Altri, romanzo delizioso che mi sento di sicuro di consigliarvi, e mi è tornato in mente ancora il post di ieri. Attenti che c’è qualche piccolo spoiler.
A parte la considerazione che se c’è una cosa che ad andarla a toccare si solleva un vespaio, quella è Evangelion: il post parlava di XY, o comunque portava avanti un discorso generale, e invece s’è finiti a parlare solo di quello. Ma, a parte questo, Le Luci nelle Case degli Altri mi permette di prendere ancora in mano il problema di come le trame vengano usato – o abusate – per veicolare determinati messaggi.
Il libro in questione è un puro mainstream, però è narrativa. Certo, l’importante sono le psicologie dei protagonisti, ma i loro percorsi vengono portati avanti tramite una trama, una trama che per altro ha al centro un mistero. Il mistero in qualche modo spinge tutta l’azione, ne è il motore immobile, permea le pagine.
Che succede però? Che alla fine la risoluzione del mistero non è importante. Non è importante per la protagonista, non lo è per i numerosi comprimari. È il senso del libro, il suo significato più profondo. Ma. Ma il libro termine con un’appendice, due pagine in cui i pruriti più “gossippari”, se vogliamo, del lettore vengono esauditi, e il mistero risolto. Ecco. Questo è un racconto portato avanti come si deve. Il libro sta perfettamente in piedi anche senza le due pagine finali. In questo senso il mistero è il McGuffin di cui parlava ieri un commentatore: porta avanti l’azione, in qualche modo le dà il là, ma la sua risoluzione non è indispensabili ai fini dello scioglimento e dell’intreccio e del senso del libro. Le ultime due pagine sono un surplus, una giusta chiosa che permette di aggiungere un ulteriore punto di vista alla vicenda.

Non lo so, a volte penso che forse sono troppo conservatrice, che invece di essere una scrittrice di trenta anni ne sembro una di sessanta, quanto a intolleranza sulle regole del narrare storie. Ma per me un’opera letteraria deve essere compatta: va bene Il Pasticciaccio, con un inizio ma senza fine, perché l’assenza della risoluzione al giallo trova una perfetta corrispondenza e nella filosofia del libro e nella sua lingua, in un fantastico gioco di risonanze in cui il contenuto rimanda alla forma e viceversa, ma appunto che le cose tornino, alla fine, che uno non senta di aver perso tempo in un viaggio senza scopo.

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19 risposte a La sindrome di Lost – seconda (inattesa) parte

  1. Laura scrive:

    una standing ovation per il commento #16 di Val, qualche volta è giusto levarselo il sassolino dalla scarpa, se poi è una montagna tanto meglio!!Però penso che in XY non ci sia la volontà di imporre verità calate dall’alto, ma la narrazione di due storie da cui ognuno dei due protagonisti trova il suo modo di approcciarsi alla verità, è raccontato un percorso non un arrivo, anche l’epilogo racconta le sensazioni della discesa o sbaglio?certo le due visioni sono piuttosto estremiste!!

  2. Nihal95 scrive:

    Licia, scusa se non c’entra niente, ma ho bisogno della tua saggia consulenza ;) La costellazione dei Cani da Caccia è composta da due o più stelle?? Io conosco Asterion e Chara, se non erro, ma ce ne sono anche delle altre?? Ti prego, è importante :)

  3. Gio scrive:

    A me ha fatto un po’ quest’effetto di trama incompiuta l’ultimo libro di Pablo Tusset, Nel nome del porco (non fatevi ingannare dal titolo: Tusset è assolutamente un grande!)…parte con questa cosa molto noir dell’omicidio al mattatoio e poi praticamente non se ne parla più…
    Qualcuno l’ha letto?

  4. Valberici scrive:

    Andrea: detto tra noi, a bassa voce… l’Ulysses è una cagata pazzesca! :lol:

    Comunque secondo me Anno andrebbe a pendere la katana del nonno e un biglietto aereo per l’italia :lol:

  5. Andrea scrive:

    Be’, penso che nella letteratura ci sia abbastanza spazio per tutti i gusti: sia per chi predilige le trame compiute, sia per chi vuole abolire le trame e anche per chi cerca di stare nel mezzo. L’Ulisse sarà pure un capolavoro della Letteratura, ma è umanamente illeggibile (ho tentato Val, tre volte… è disumano). Del resto non è che possiamo rimanere per sempre fermi al “modello Sherlock Holmes” (che, detto tra noi, adoro…), ogni tanto ci vuole pure una fuga verso i territori proibiti dalle regole della narrativa. Alla fine non si sono formate sperimentando le regole della narrativa?
    Licia, certo però che ci sei andata leggerina col tuo giudizio sul finale di Evangelion: se ti leggesse Hideaki Anno si metterebbe a piangere, poveretto! :D

  6. Valberici scrive:

    eheheh, capisco, succede anche a me con certe parti della Bibbia, non tutte per fortuna :lol:

  7. Valberici scrive:

    E non te lo consiglio nemmeno io ‘sto Ulysses ;)

    “le ultime sei puntate fanno filosofia da quattro soldi e psicologia d’accatto”, come dicono a Torino: “esageruma nen” :P

  8. Valberici scrive:

    Mi pare di capire che l’Ulysses di Joyce non sia tra i tuoi libri preferiti :P

    • Licia scrive:

      Val: ammetto che Joyce mi manca. In verità nessuno mi ha mai invogliata a leggerlo, anzi…

    • Licia scrive:

      Ma comunque, scusate se rintigno, per dirla alla romana, ma non è che ho qualcosa contro quel che non è narrativa. È solo che secondo me bisogna decidere: o una strada o l’altra. Non è che tutto è giustificato dalla sperimentazione. XY rimane prima di tutto un libro che secondo me fallisce nel cercare di dimostrare efficacemente la sua tesi. Stesso dicasi di Evangelion: le ultime sei puntate fanno filosofia da quattro soldi e psicologia d’accatto. Preferisco un libro onestissimo come questo della Gamberale che non si propone di enunciare chissà quali superiori verità su alcunché, ma si limita a fare appunto onestamente il suo mestiere: raccontare una storia, proporre una chiave di lettura.

  9. Gio scrive:

    Mah, io non capisco questa modernissima avversione per la trama.
    Voglio dire, ovvio che un buon libro non può risolversi nella sua trama; però non vedo perchè il fatto di voler raccontare una storia (che poi, essenzialmente, è quello che no scrittore fa)debba essere considerato un demerito.
    Recentemente nella mia città c’è stato un convegno che si chiamava appunto “Contro la trama” e parlava del valore dei romanzi contemporanei che disprezzano la trama contro i romanzi d’intrattenimento che la privilegiano. Esortando i giovani scrittori a eliminare ogni tipo di trama.
    Ecco, a me sembra che non ci sia niente di più sbagliato. Non è il genere che si deve giudicare, ma quello che un autore ha da dire. Poi ognuno trova la forma a sè più congeniale per esprimerlo.
    Mia opinione personale, ovviamente, liberissimi di bocciarla :)

  10. Laura scrive:

    Ok già prima del tuo post ero incuriosita dal libro della Gamberale ora sembra proprio che mi chiami come le sirene!!! quindi dici che le strutture dei due libri si potrebbero confrontare?leggo poi ti saprò dire!!La

  11. Andrea scrive:

    Dipende anche da cosa consideri tu per “viaggio senza scopo”: se quel che ti interessa è partire da A ed arrivare a B probabilmente hai ragione sulle storie tipo XY ed Evangelion. Però forse lo scopo di quel genere di “viaggi” (scusa il gergo da figlio dei fiori ;) potrebbe essere semplicemente il viaggio in sé. Il che non è necessariamente una “perdita di tempo”. Detto questo concordo con Francesco Falconi: de gustibus ecc, ecc… ;)

  12. Axelander scrive:

    L’avranno già detto ma vi consiglio i 2 libri già usciti di Hunger games. Per noi fan di licia è un ottimo riempitivo e poi è una bella storia. Si attende il terzo volume già uscito in america.

  13. nihal4ever scrive:

    scusate per il doppio commento ma il mio pc vive di vita propria :)

  14. nihal4ever scrive:

    carissima licia ,quando io leggo un libro non penso solo alla storia penso anche a come lo scrittore si è impegnato ,a come ha stimolato la fantasia creando personaggi e luoghi a quale passione ci deve aver messo , alla fine a me anche se nn mi piace da morire ,quel libro piace allo scrittore e cosa può contare il giudizio di una ragazzina di 13 anni su un esperto scrittore? la stessa cosa dico dei tuoi libri eccezionali ,quando li leggo penso a quanta fantasia ci hai messo in mezzo, a come ti sei sentita a libro concluso .
    io quando leggo i libri facccio così,mi immedesimo si nei protagonisti della storia , ma anche nello scrittore .
    e da quello che ho letto posso dedurre che tu sei una persona piena di fantasia di voglia di vivere ,voglia di combattere per la propria indipendenza
    una guerriera come nihal :) .
    per questo ti ammiro.
    tornando al discorso del libro io l’ho trovato abbastanza soddisfacente ma nn quanto i tuoi che mi appassionano ogni volta che li rileggo
    un bacione a te e alla piccola irene
    p.s:in questo momento i miei nn ci sono e io gli sto facendo una sorpresaaaa spaghetti cn le cozze speriamo vengono bene :(

  15. nihal4ever scrive:

    carissima licia io penso che molti libri, anche se forse alla fine possono sembrare strani non devono piacere per forsa a noi,quando io leggo un libro penso all’impegno che lo scrittore ci ha messo a come si deve essere dilettato nel parlare dei suoi personaggi e a come ha voluto che anche noi fossimo rapiti dal suo libro,il suo capolavoro .
    la stessa cosa dico dei tuoi libri eccezionali ,quando li leggo penso a quanta fantasia ci hai messo in mezzo, a come ti sei sentita a libro concluso .
    io quando leggo i libri facccio così,mi immedesimo si nei protagonisti della storia , ma anche nello scrittore .
    e da quello che ho letto posso dedurre che tu sei una persona piena di fantasia di voglia di vivere ,voglia di combattere per la propria indipendenza
    una guerriera come nihal :) .
    per questo ti ammiro.
    tornando al discorso del libro io l’ho trovato abbastanza soddisfacente ma nn quanto i tuoi che mi appassionano ogni volta che li rileggo
    un bacione a te e alla piccola irene
    p.s:in questo momento i miei nn ci sono e io gli sto facendo una sorpresaaaa spaghetti cn le cozze speriamo vengono bene :(

  16. De gustibus :) Pensa che questo libro l’ho abbandonato a circa metà… trovandolo di una noia mortale. Oltre che pretestuoso :)

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