Archivi del giorno: 17 gennaio 2011

Fahrenheit 451

Oggi volevo fare ancora un po’ di critica, nel senso che l’idea era quella di postare un commento a Misfits, miniserie inglese su un gruppo di teppistelli che d’improvviso acquista i superpoteri.
Ieri sera, però, Giuliano mi ha segnalato il seguente post. Ora, la questione Battisti c’entra di striscio, e non l’affronterò. Una volta mi misi di buzzo buono a seguire il dossier di Carmilla sul caso, ma sono annegata ben presto senza riuscire a farmi un’idea precisa. Qui il problema è un altro: è che qualcuno rimpiange l‘indice dei libri proibiti. Si tratta di censura.
In un paese libro ognuno ha diritto a esprimere la sua, finché le idee espresse non sono contrarie alla legge, e vivaddio quasi nessuna opinione lo è, visto che di reato d’opinione in Italia c’è rimasta giusto l’apologia di fascismo, che comunque non viene mai punita (neppure in casi eclatanti). Non si ritirano dalle biblioteche pubbliche i libri perché le opinioni degli scrittori non ci piacciono, perché di questo si tratta: di quaranta e passa autori la cui opinione non è allineata a quella governativa. E badate bene che quell’opinione la si può condividere o meno, non ha importanza: è il principio che conta. Nelle librerie del Veneto può entrarci – e giustamente! – il Mein Kampf, ma non Q dei Wu Ming. Senza contare i mezzi rozzamente ricattatori con cui si vuole mettere in atto la cosa: ogni libreria fa per sé, certo, ma se non fa come diciamo noi se ne deve “prendere la responsabilità”. Cioè, immagino, no soldi, no finanziamenti. Fantastico.
La cosa migliore è il silenzio assoluto sotto il quale sta passando la cosa. Per trovare la notizia originale mi sono dovuta votare a Leggo, giornale gratuito distribuito sulla metro, noto più che altro per le tette e i culi che in genere mette in copertina. Siamo un pelo sopra il giornale di gossip, insomma.
Il problema è che ci siamo assuefatti, e ormai bolliamo certe cose come pure provocazioni da parte dei “soliti”. No. Non funziona così. Ci stanno mitridatizzando al fascismo. A piccole dosi ce lo stanno infilando ovunque, ci stanno insegnando a non protestare. Non voglio dire che il Pres. del Cons. indagato per sfruttamento della prostituzione sia meno importante di questo, ma tra una escort e l’altra i giornali dovrebbero trovare spazio anche per questo. E spiegarci perché è una cosa grave, visto che è evidente che gli italiani non sono più in grado di decifrare eventi del genere.

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