Archivi del giorno: 18 gennaio 2011

Misfits

Prima di cominciare col post di oggi, qui potete leggere un po’ di aggiornamenti sulla questione che abbiamo discusso ieri.

Dunque, si torna all’antico, con un bel post di recensioni.
Dopo Lost, sono rimasta orfana. Sì, seguivo Dexter, ma non con la passione con cui mi avvicinavo a Lost; certo, c’era Desperate Housewives, che però dà una fruizione un po’ diversa, e comunque seguivo da prima del famigerato show di Lindelof&Cuse. Insomma, cercavo qualcosa di nuovo. La Fox ha cercato di ammaliarmi con torme di pubblicità: Glee su tutti (visto un episodio, carino, ma pretestuoso al massimo nel cercare con tutti i mezzi possibili e immaginabili di infilare tot canzoni in ogni puntata), e poi Walking Dead, Body of Proof, No Ordinary Family. E poi lui. Misfits.
Non lo so cosa mi abbia attirata. L’idea di base è qualcosa tra il ridicolo e il banale: cinque baldi giovanotti, riuniti per partecipare a un programma di rieducazione per minori – sono costretti ai servizi sociali per via di crimini che hanno commesso – durante uno strano temporale acquisiscono i superpoteri. Sostanzialmente la stessa idea alla base di No Ordinary Family. Solo che quelli sono good guys, questi sono i cattivi. Per cui, non è che l’idea mi attirasse più di tanto. Ma è una serie inglese, e i pochi episodi che avevo visto di Whitechapel e Life on Mars – anch’esse inglesi – mi avevano convito che in UK ci sanno fare. E così, un pomeriggio che ero costretta a casa perché mia mamma non poteva stare con Irene, ho visto il pilot.
Ora, io non lo so cosa mi abbia colpito così tanto. Ma il primo episodio mi ha convinta a seguire tutta la serie. Innanzitutto mi è piaciuta l’atmosfera scazzata e sottoproletaria, che grida UK da ogni poro. Non siamo in america, e la serie lo rimarca ogni tre per due, insistendo sul contesto degradato, e sugli antieroi che non sono duri dal cuore tenero, sono proprio relitti umani tout court. Qui non c’è nulla di edulcorato, non ci sono sconti. I nostri “eroi” sono cinque sociopatici che se li vedi per strada cambi marciapiedi. Credo sia questo il vero segreto della serie: un’atmosfera tremendamente realistica nella quale irrompe il sovrannaturale. Ma anche l’elemento da fumetto supereroistico viene trattato in modo assolutamente credibile: i Nostri fanno quel che faremmo noi se scoprissimo così, di punto in bianco, di avere i superpoteri.
Poi, finalmente un teen drama in cui i protagonisti sono ragazzi veri, non versioni ripulite e “adultizzate”. Questi sono adolescenti difficili come se ne possono incontrare davvero: sono sboccati, violenti, fissati col sesso, strafottenti, perduti. E ci si immedesima con loro perché sono vivi e vividi. Non per niente guardando la prima puntata – che al momento è anche l’unica che ho visto – mi sono ritrovata catapultata nella mia scuola media, la bellezza di diciassette anni fa, negli anni più difficili della mia vita. Io ce l’avevo in classe gente così: c’era un Nathan che ha fatto una brutta fine, e le Kelly abbondavano. E tutti noi, del resto, abbiamo mandato a puttane almeno una buona occasione come ha fatto Curtis. Ed è per questo che in qualche modo finiamo per voler bene a quei cinque poco di buono: perché magari li abbiamo incontrati nella vita vera, o perché siamo come loro, nei nostri angoli bui. Come loro siamo soli e disperati, sono il nostro lato oscuro, che non vorremmo mostrare a nessuno.
Insomma, a me sembra veramente promettente. Ieri ero tentata di vedere in diretta la seconda puntata, ma stavo lavorando – e molto bene – sul mio prossimo libro, quello off Mondo Emerso, e non volevo interrompere la vena. Comunque, se non sarà stasera, presto vedrò il secondo episodio, e allora inizierò a capire se ne vale davvero la pena, o è solo un fuoco di paglia.

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