Il passato e il presente

Oggi è la Giornata della Memoria. Me l’ha ricordato una frase di mia suocera, qualche giorno fa.
“Di recente non si sente parlare più molto della Shoà” ha detto.
E mi sono allora resa conto che siamo in un momento delicato. I sopravvissuti ai campi di concentramento sono sempre più vecchi, e a breve non avremo più testimoni diretti di quel che è stato. I primi li incontrai alle scuole medie, durante un incontro tremendo e bellissimo. Ormai sono passati diciassette anni. Chissà che fine hanno fatto quelle persone, se sono ancora vive, se girano ancora per le scuole a portare la loro testimonianza. Perché sentire raccontato quel che è stato dalla voce diretta di chi l’ha vissuto è importantissimo. È più difficile negare di fronte a chi c’è stato, a chi a distanza di sessantasei anni ancora non riesce a parlarne senza il groppo in gola, senza la fatica di dover ricordare l’indicibile.
Quando anche l’ultimo dei sopravvissuti sarà morto, ci resterà davvero solo la memoria. E allora la Shoà smetterà di essere una ferita sanguinante, e diventerà storia: qualcosa di asettico, di lontano, che si studia nei libri e non genera più alcuna emozione. E io non credo sia giusto così. Credo che la memoria non debba essere un mero esercizio retorico, ma debba insegnarci qualcosa. È sicuramente ingenuo ritenere il percorso dell’uomo come una specie di “magnifiche sorti e progressive” dell’umanità: ma è pur vero che se lo storico deve limitarsi a capire e registrare, l’uomo deve invece apprendere dagli errori, se vuole sperare di vivere in un mondo migliore. E quindi questa ferita non deve smettere di sanguinare: ce la dobbiamo aver presente sempre in mente. E dobbiamo attualizzarla, per cogliere sempre nel presente i segni che quel che è stato possa essere in procinto di ripetersi. Perché può ripetersi. Erano uomini come noi quelli che tenevano la contabilità di Auschwitz, erano persone normali quelle che immaginarono e progettarono la Soluzione Finale.
Cito due eventi recenti che dimostrano che quel passato non è così remoto, che ha gettato purtroppo dei germi. Uno non ve l’avevo segnalato, l’altro riguarda l’espandersi della questione della censura di autori non graditi dalle biblioteche di Venezia

Un prete dell’aretino invoca la soluzione finale per il rom
Saviano censurato
Il proclama degli scrittori contro i libri banditi dalle biblioteche di Venezia

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54 risposte a Il passato e il presente

  1. Walter Loggetti scrive:

    Sul giorno della memoria:

    http://walter1972.wordpress.com/2011/02/01/classi-solo-per-i-fiorentini-quando-la-scuola-insegna/

    (Mi spammo un po’ il mio sito :-) )

    Questo è quello che dovrebbe fare la scuola, insegnare, non con le fredde statistiche, “durante la shoah sono morte 6.000.000 di persone”, è un numero è un dato, lo possiamo assimilare, ma non lo possiamo comprendere.

    Una professoressa in classe all’inizio delle lezioni ha letto il contenuto di una circolare che “ricalcava” le leggi razziali.

    La simulazione è durata una mezz’oretta, poi l’insegnante ha svelato il “trucco” che ha utilizzato…

    Simulazione, Gioco di ruolo, mistificazione della realtà per insegnare sulla pelle dei ragazzi di oggi, quello che hanno provato i loro coetanei ieri.

    Chapeau e Standing Ovation.

  2. ido scrive:

    mannaggia!ero a roma ieri,e non ho visto il tg.mi potete riassumere?

  3. Walter Loggetti scrive:

    @Nihal…

    e quando lo uccideresti Hitler?

    Btw
    http://www.abyssandapex.com/200710-wikihistory.html

    Qui c’è una gustosa storiella, occhio, che per capirla bisogna essere un capellino geek :-P ed ovviamente conoscere l’inglese.

    E poi, sinceramente, non credo che uccidere Hitler cambi sensibilmente la “soluzione finale”.
    Hitler era il “catalizzatore” di un sentimento che da tempo esisteva nell’europa occidentale…

    Gli ebrei erano ritenuti causa di tutti i mali. Esistevano pubblicazioni che ne descrivevano la loro malvagità e la loro inferiorità… e questo da molti anni prima dell’avvento di Hitler…
    C’era terreno molto fertile.

    Ricorda che fin da piccoli la hitler jugend veniva indottrinata alla superiorità della loro razza rispetto a tutte le altre, veniva indottrinata all’odio razziale contro gli ebrei, che non venivano, di conseguenza più visti come degli esseri umani…

    La “scientificità” e “automatizzazione” della Shoah, non si sono create in poco tempo… prima bisognava preparare il terreno…

    Il tuo nick è Nihal, Nihal per tutta la vita ha ucciso, in battaglia, innumerevoli Fammin, non provando alcun rimorso nell’ucciderli, erano solo “bestie” (finché non li ha conosciuti sul serio).

    Ma se uno toglie l’umanità alla persona, la trasforma in una “bestia” che puo’ essere mandata al macello, puo’ essere utilizzata come cavia umana…

    ed è così che si arriva alla Shoah.

  4. Alex scrive:

    Ma questo film…si farà o no??? :(

  5. Fede scrive:

    Anche io ho visto l’intervista =D

  6. Nihal95 scrive:

    Nooooooooooooooooo!!!! Io non ho visto il TG1!!! :( stasera lo guardo, speriamo che la rifanno vedere!! ;)

  7. ezio scrive:

    @spirit95: le immagini durante l’intervista a Licia sono tratte dal film King Arthur (2004)con Clive Owen e Keira Knightley

  8. ianel scrive:

    Ciao liciaa! ti ho vista al tg!! ma quelle immaginiii???????Sto pensando giustoo????

  9. lollo_95 scrive:

    ho visto la puntata del tg1 proprio ora…
    cos’erano quelle immagini??? @_@

  10. mousse scrive:

    Non c’entra: ho trovato un errore nella colonna “news”:

    Aggiornata la sezione cospaly con le

    in cui c’è scritto COSPALY invece di COSPLAY :p

  11. Alessandro scrive:

    scusate, mi sono perso l’intervista al TG1.. di cosa hanno parlato??

  12. lela6 scrive:

    anche io ti ho appena vista al TG1! :)

  13. spirit95 scrive:

    e soprattutto bisognerebbe mandare in prigione le persone ke dicono ke tutto questo non è mai esistito

  14. Ally scrive:

    ACCIDENTI!
    NN HO FATTO IN TEMPO A VEDERE IL TG1! COMUNQUE, DO’ RAGIONE A SPIRIT95:NN CI SN PAROLE X DESKRIVERE CIO’ KE E’ SUCCESSO…
    XO’ BISOGNA PENSARE AL PRESENTE E CERKARE DI NN RIPETERE GLI STESSI ERRORI DEL PASSATO.

  15. spirit95 scrive:

    liciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
    mi devi rispondere!!!!!!!!!!!!!!!!!
    anke io ti ho vista sul tg 1 e ho notato delle scene di un film……….. Ma è il tuo?
    Ti prego rispondiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
    Cmq ti devo dare ragione quello che è successo è… è.. non esiste termine per descriverlo

  16. ATNO scrive:

    Ciao Licia! Ti ho appena vifsta al tg1 :)

  17. Nihal scrive:

    Le persone che possono testimoniare quel periodo di così tanta freddezza ce ne sono pochi come ha detto Licia, ma questa ferita che i sopravvissuti si portano dietro non potrà mai sparire perchè anche solo ricordare questo evento che testimonia la brutalità dell’uomo è sconvolgente. Io non riesco veramente a capire se a questi non stava bene che gli ebrei vivessero una vita tranquilla allora ammazzatevi voi almeno non li vedrete più almeno potranno condurre un’esistenza felice. Ma no l’uomo voleva per forza portare questo mondo alla razza pura che sarebbe quella bianca ma sai che ti dico che per quello che cavolo hai fatto ti dovresti vergognare a tal punto da andare tu nei campi di concentramento e vivere tu l’esperienza che hanno vissuto quei poverini. Vi giuro che se mai fossi nata in quegli anni sarei andata io a uccidere Hitler e non l’avrei fatto suicidare non c’era gusto !!!!!!!!

  18. Nihal95 scrive:

    @Walter hai proprio ragione: è tutta colpa dell’uomo che molto spesso non vuole cambiare. Come ho detto nel commento n. 28: spero solo di essere morta prima che la situazione degeneri… :(

  19. ido scrive:

    fossi stato il papa l’avrei scomunicato o sospeso a divinis quel prete.come si può tirare in ballo la shoah per 300€ e una macchina fotografica perduta.non si è reso conto di quello che diceva e della gravità dei suoi argomenti.
    per quanto riguarda la censura in veneto…ci sono poche parole:”ooh ragazszszi.ma siamo a questo puntooo?”per dirla con l’accento di bersani.non si può fare così,no,no,no.io leggo molto e tutto,e sto mettendo su una trama per un libro(esageratooo!),quindi l’ho presa come insulto personale dall’inizio!dopo aver letto quel manifesto,ho visto rosso!”allora anche io sono una delle’mammolette che passano tutto il tempo a leggere’”ed i miei dubbi sul fatto che ci vogliono ignoranti sono stati fugati.ci vogliono così,per avere delle masse da influenzare con la pubblicità televisiva e la campagna elettorale,delle massa duttili da piegare e modellare secondo i loro “principi morali” e le loro idee. aquesto punto mi chiedo come mai la popolazione veneta non insorge,e non ideologicamente.
    per quanto riguarda la shoah,non posso che umilmente assentire con le tue idee

  20. mousse scrive:

    Arkadio: se ben ricordo (ma ho studiato storia a scuola ormai troppi anni fa) e magari te sei più fresco di studi, il problema dell’impero romano non fu tanto il fatto che “la gente diventa colta e si ribella”, cosa che infatti non è accaduta. L’impero romano cadde, stando al suto di Wikipedia, qualche testo di Storia è sicuramente più preciso e attendibile) per questioni interne (lotte politiche per il trono), elevate tasse per mantenere l’esercito, scarsa “affidabilità” dell’esercito medesimo, con arruolamenti più o meno volontari di “barbari” o abitanti delle province remote, che si interessavano poco della sorte di Roma.
    A tutto ciò hanno contribuito (se non dato la spinta finale) pure cause esterne, soprattutto le invasioni barbariche. L’Impero romano aveva una infrastruttura di comunicazione (all’epoca bastavano le strade) che potremmo tranquillamente paragonare alla nostra attuale, fatte le debite proporzioni.

    Tecnologia vs natura: non bisogna confondere il poco rispetto dell’ambiente con la tecnologia, non sono due cose collegate. Anche quando eravamo meno “tecnologici” si abbattevano intere foreste perchè serviva il legname per scaldarsi, cucinare e costruire le case.. E’ un luogo comune che un tempo ci fosse l’armonia con la natura. In Italia abbiamo praticamente fatto estinguere lupi ed orsi perchè davano fastidio ai contadini e agli allevatori, ed anche altri animali selvatici hanno rischiato di scomparire. Quando trovano per caso un orso o qualche lupo nei pressi dei paesotti di montagna dove ci sono ancora vecchi contadini, li senti borbottare e dire che “bisognerebbe ucciderli”, ed è gente che vive abbastanza a contatto con la natura..

    Ora PARE che la tendenza sia a costruire oggetti che non solo funzionano bene ma che lo facciano consumando il meno possibile, ma è soprattutto la mentalità delle persone a dover cambiare per andare verso una maggiore tutela ambientale, possiamo cominciare nel nostro piccolo a fare qualcosa.

    Ad esempio, spegnere le luci quando non siamo in una stanza, non lasciare computer e TV accesi inutilmente, evitare di usare troppi dispositivi con batterie usa e getta, chiudere l’acqua quando ci si lavano i denti, staccare la spina degli elettrodomestici che non servono quando si va a dormire (molti restano comunque alimentati anche con l’interruttore su OFF), muoversi il più possibile a piedi, ecc… sembrano cose ovvie, ma nessuno ci pensa quasi mai.

  21. Walter Loggetti scrive:

    @Arkadio:

    Quando parlo di Atlantide e Mu le immagino come società dal livello tecnologico simile al nostro attuale, che per cause naturali o per guerre che hanno distrutto tutto, non hanno lasciato niente se non qualche traccia nei racconti orali tramandati dall’antichità.

    C’è una teoria che vede l’attuale polo sud come sito originario di Atlantide/Mu, e che per sconvolgimenti tellurici o astronomici, il continente si viene a trovare in una posizione sfavorevole rispetto a prima…

    Per quanto riguarda i Romani… bhe… quella è storia, non Preistoria, o ancora prima, i Romani avevano espanso talmente il loro impero che non riuscivano più a gestirlo…

    Per non dimenticare tutto il problema di corruzione che poi si era creato…

    @Nihal:
    Per questo dicevo che ogni tecnologia ha i suoi pro ed i suoi contro, e che l’importante è il raggiungimento del giusto equilibrio…

    Il problema non sta nella tecnologia, ma nell’uomo.

    Il problema fondamentale è proprio l’uomo. Possiamo non inquinare, o fare in maniera che l’impatto sia molto minore, ma ha un costo.

    E questo costo che certe persone che hanno in mano i “bottoni” non vogliono pagare.
    E’ di questi giorni la notizia dell’arresto di alcuni esponenti del comune di Napoli per sversamento dei rifiuti in mare, per non aver fatto bene il loro lavoro.
    Si puo’ combattere l’inquinamento, si puo’ trarre energia dai rifiuti, ma ci sono forti interessi a non farlo.

    Bisogna educare le persone alla cittadinanza, a farsi avanti, ad informarsi dei loro diritti, a svolgere i propri doveri, bisogna premiare chi lavora onestamente.

    Ma in questa Italia, chi lavora onestamente viene deriso, il crimine paga doppio ed è meglio tollerato e considerato…

    Chi non approfitta della situazione viene considerato un coglione, ed evitato come un appestato…

  22. Nihal95 scrive:

    @Walter la tecnologia ha anche i suoi pro, è ovvio e in molti casi ci ha favorito la vita. Però quello che più mi da fastidio è l’inquinamento, il poco rispetto per l’ambiente e il voler costruire assolutamente, ad ogni costo, dove c’è un minimo di verde. E’ questo che non sopporto. Non posso vedere la natura distrutta così, da case, aziende, centri commerciali e via dicendo. E’ questo aspetto della tecnologia che mi da sui nervi. Poi, non ci sono dubbi sul fatto che sia utile ma, come tutte le cose, va usata con moderazione, senza esagerare. Io stessa la uso spesso: internet, cellulare, mp3, televisione (solo in alcuni casi, però, visto le demenza della maggior parte dei programmi… )… è solo che, ripeto, non bisogna esagerare.
    Sarebbe bello se si potesse vivere con queste comodità ma anche rispettando la natura…

  23. Arkadio scrive:

    Stavolta mi trovi pienamente d’accordo con te walter nel tuo ultimo commento.
    il male non è nell’invenzione ma nell’ulitilizzo che se ne fa.

    volevo ricordare a proposito dei commenti riguardo atlantide e compagnia bella compresi i romani. essi non avevano le nostre possibilità. se avessere raggiunto un livello pari al nostro odierno allora avremmo dovuto trovare per forza resti dei loro prodigi in tutto il mondo. tra palazzi e oggetti elettronici. invece i romani pur essendo la cultura pià sviluppata o più simile alla nostra non avevano a disposizione i mezzi pratici per controllare un territorio così vasto e così diversificato nelle culture che lo componevano. senza dimenticare che sono diventati appunto un impero. e gli imperi quando il popolo diventa colto hanno le ore contate (poi la cultura che porta alla caduta di un impero può essere persa col tempo ma solo temporaneamente: guardare la storia per capire)

    Io dicevo soltanto che oggi abbiamo la possibilita di spezzare quella ciclicità negli scontri che tanto ci fa male. Oggi possiamo creare e mantenere un’unione globale!

  24. Riccardo scrive:

    Le cose però non cambiano mai da sole. Cambiano solamente se c’è la volontà di cambiarle..

  25. Riccardo scrive:

    Da sempre l’uomo commette errori molto pesanti e da sempre si dice “ricordare il passato per non ricadere in errore in futuro” oppure “la storia insegna”. Prima o poi però si smette sempre di ricordare, purtroppo. Per vari motivi: distrazione, noia (si pensa “si dicono tutti gli anni le stesse cose, ormai si sa abbastanza..”) e un insegnamento della storia sempre più superficiale (e spesso non per colpa di studenti o insegnanti, che sono costretti a studiarla o insegnarla in un certo modo…). Mai, da quando è stato istituito, ricordo un Giorno della Memoria passato così in sordina. Mi domando, se già ora, davanti a testimoni che lì hanno perso tutto, c’è chi si permette di rinnegare ciò che è stato, cosa succederà quando non ci sarà più nessuno a dire “parli a vanvera, io ho visto”??
    Già adesso stiamo gettando gli insegnamenti che ci tramanda la storia, attraverso, ad esempio, le discriminazioni attuali. E per non andare molto lontani, tutti sappiamo ciò che sta succedendo nel vicino Oriente. La storia insegna che il popolo, prima o poi, si ribella sempre, e intanto continuano ad esserci regimi non democratici che poi non sanno come correre ai ripari quando la folla si scatena e le provano tutte, anche la chiusura di internet.
    Chissà se prima o poi le cose cambieranno. Per le generazioni future spero proprio di si…

  26. Walter Loggetti scrive:

    Nihal:

    Non sono d’accordo, per niente.
    La tecnologia invece ci è stata di enorme aiuto.
    Preferiresti morire a trenta anni di fatica dietro un aratro?
    Oppure morire di parto?

    Arrivare a quaranta anni poi era quasi un miracolo…

    No. La tecnologia ci ha aiutato enormemente, e non è implicitamente cattiva.
    Il male ed il bene quelli sono dentro di noi, il caos invece è necessario alla vita, la vita stessa è caotica, e non necessariamente il caos è un male o IL Male.

    Prendi la struttura cristallina di un diamante, è una struttura estremamente organizzata, ordinata, il caos è assolutamente bandito all’interno di un diamante, infatti un diamante puro è perfettamente cristallino e trasparente, e freddo e morto…

    L’impurità (che parola brutta!) all’interno di un diamante pero’ ne impreziosisce la struttura, perché il diamante prende “vita” cambia colore, diventa “unico”…
    Ma al contempo, pur prendendo “vita” un diamante è pur freddo e morto, nella sua bellezza…

    Prendi invece l’acqua, il famigerato “brodo primordiale”, un miscuglio che a vederlo e ad annusarlo si vomiterebbe dal disgusto…

    Ma è proprio da li’ da quel caotico elemento maleodorante che si sono sviluppate le prime forme di vita.

    Non è l’avanzare della tecnologia che porterà il caos e il male…

    Il male è dentro di noi, io posso utilizzare un arma per difendermi o per offendere… ma l’arma in se stessa non ha alcuna colpa, l’arma e’ e rimane uno strumento inanimato…

    (A meno che tu non ti chiami Elric di Melniboné e la tua spada si chiami Tempestosa… ma forse in questo caso lo strumento non è l’arma ma è Elric)

    Possiamo utilizzare la tecnologia per il bene o possiamo utilizzarla per il male…

    Prendi Internet…
    Internet originariamente è stata utilizzata dai militari per garantire la comunicazione in caso di guerra nucleare… è uno strumento buono o cattivo?
    Eppure è diventato parte integrante della nostra vita… uno strumento che doveva servire per coordinare il lancio di missili nucleari in caso di attacco…

    Una tecnologia nata per la guerra, ma che qualcuno l’anno scorso voleva candidare per il Nobel alla Pace…

    Sarebbe l’ora di smetterla di pensare in maniera “romantica” al più rassicurante passato che “si stava meglio quando si stava peggio”…

    Che cosa si rimpiange di allora?
    L’unità, la vicinanza il gruppo, l’aiuto reciproco…

    Tutte cose che NON dipendono dalle tecnologie, ma dalle persone.

    Dobbiamo solo maturare ancora come specie…

    Andiamo avanti a tentoni, errori, sconfitte e vittorie…

    Davvero ci terresti a vivere in un mondo senza alcuna tecnologia…?

    E no.
    Non si puo’ avere il meglio di una tecnologia, senza averne anche il peggio…

    Il trucco sta nel trovare il punto giusto di equilibrio…

  27. Nihal95 scrive:

    Io sono dell’opinione che l’avanzare della tecnologia non porterà altro che il male e il caos… preferei un mondo in cui fosse assente, o quasi, in cui l’aria fosse ancora respirabile, in cui puoi vedere un pò di verde ogni tanto… Spero solo di essere morta quando la situazione degenererà… :(

  28. Walter Loggetti scrive:

    mousse:
    Bhe… certamente :-)

    Tirando in ballo Atlantide e Mu, volevo ipotizzare una società dell’informazione simile alla nostra attuale.

    Non credo alla loro esistenza… però mi piace lasciare la fantasia a Briglia sciolta ogni tanto.

    L’impero Romano nell’Europa occidentale si è dissolto naturalmente… perché tutti gli imperi nascono e decadono…

    Evidentemente era arrivato il suo tempo.

    L’unico impero ancora realmente esistente da 5000 anni a questa parte è quello cinese…
    Che si…
    non è più un impero…
    che si…
    hanno avuto una rivoluzione…

    ma sostanzialmente dall’unificazione della Cina imperiale… non si sono disgregati come nazione…
    Hanno solo cambiato forma di governo…

  29. mousse scrive:

    Beh senza scomodare Atlantide e Mu, la cui esistenza è tuttora da dimostrare, ci sono stati nel pasato degli imperi potentissimi che l’evoluzione ha fatto crollare. E sono esistiti sicuramente, senza tirare in ballo Topolino e Martin Mystére ;) (googlate un pò per scoprire il perchè)

    Uno in particolare lo conosciamo molto bene, ovvero quello Romano.

    I Romani erano militarmente, politicamente e culturalmente potentissimi e soprattutto assimilavano le altre culture al proprio interno, prendendo spunti e adattandoli alla propria cultura finchè… beh finchè non è più stato possibile. Era un meccanismo troppo grande e complesso per adattarsi al cambiamento ed è crollato.

    E anche l’Impero Romano era una “società dell’informazione”.

  30. Walter Loggetti scrive:

    Arkadio:
    Bhe… Licia ci ha insegnato anche che i cicli si possono rompere.

    Sperando di non spoilerare troppo, ma di fatto nell’ultima trilogia delle Terre Emerse il ciclo eterno della sheireen e del distruttore viene spezzato da Adhara e Amhal…
    Ripristinando una sorta di equilibrio.

    In Eddings il tempo ciclico ha la sua ragion d’essere nello scontro fra le due diverse profezie che guidano i passi del Figlio della Luce e del Figlio delle Tenebre…
    Ciclo che viene infranto al momento in cui deve essere fatto dalla scelta della Profetessa di Kell…

    La nostra specie in questo momento storico si trova ad un bivio.
    Puo’ imboccare una strada che la riporta indietro… o raggiungere la velocità di fuga necessaria a lasciare l’orbita ciclica in cui si trova da sempre.

    Come razza come società non siamo mai stati così potenti…

    oppure mi sbaglio?

    Oppure prima di noi è esistita precedentemente un’altra civiltà dell’informazione…
    Atlantide e Mu…

    Qualcuno mi dirà cosa c’entrano con la Shoah… apparentemente niente ma…

    Ammettiamo che queste civiltà precedenti la nostra siano realmente esistite, ipotizziamo che si siano autodistrutte per la loro incoscienza e che i sopravvissuti abbiano tramandato la loro storia a monito per i posteri di non commettere i loro stessi errori…

    Ma quanti adesso credono all’esistenza di Atlantide e Mu?
    Quanti pensano che siano delle favole?

    Già a sessanta anni di distanza c’è chi nega l’olocausto la shoah…

    fra seicento sarà uno degli eventi leggendari che farà buona compagnia ad atlantide e mu…

  31. talk-ien scrive:

    Dopo la shoa ci sono stati altri eccidi di massa..anche in europa..quelli della recente guerra dei balcani dove sono stati commessi crimini a sfondo etnico e religioso..per non parlare delle numerose guerre fraticide in africa tra diverse etnie..le sevizie dei soldati americani sui prigionieri di Abu Ghraib , figli del ‘civilissimo occidente’ baluardo dei diritti umani e della democrazia ??E non credo che sia la contabilita a modfificarne il livello di crudeltà e insensatezza .. insomma la storia si e’ ripetuta si ripete e si ripeterà fin quando l’uomo sara ancora troppo primitivo,condizionabile, succube della paura, pieno di diffidenza, pronto a sacrificare la vita degli altri in nome dei propri interessi personali che siano di natura affettiva, identitaria, economica..e poi mi domando. le centinaia di persone che muoiono ogni giorno per fame e malattie curabilissime in quei paesi dove sono negate le piu elementari condizioni di vita, non sono anch’esse vittima di un olocausto..quello prodotto dall’indifferenz?!Complimenti Licia per il bel post !!

  32. Matt scrive:

    E’ un periodo che non andrebbe mai dimenticato…
    Se posso vi consiglierei di leggere un libro scritto due anni fa con la mia classe del liceo, è il racconto di un sopravvissuto ai campi (in particolare quello di Mauthausen), abbiamo messo per iscritto tutta la sua storia prima a Torino e poi nel campo. Il libro non è per niente noioso e non si fatica a leggerlo (figuriamoci, il narratore ha 85 anni e non si va certo a complicare la vita con frasi astruse).
    A chi può interessare si intitola: “Storia partigiana. La guerra, la deportazione, la liberazione nelle memorie di Giorgio Ferrero”, Mursia editore.
    PS: il titolo vero avrebbe dovuto essere: “Il viaggio di una Storia”, che sarebbe stato un tantino meglio!

  33. Damiano scrive:

    Non voglio fare un post sull’importanza di ricordare, ne avete fatti di bellissimi voi.
    So cos’è la discriminazione sulla mia pelle, quella strisciante. Faccio parte di una di quelle minoranze che anno subito lo sterminio, una tra quelle “minori”, gli omosessuali.
    Per questo cerco sempre di portare la memoria e di partecipare a celebrazioni e quant’altro assieme ai Rom, ai Sinti e ai rappresentanti delle associazioni dei disabili.
    Detto questo rimango INORRIDITO nel leggere del prete che proponeva una “soluzione finale” e anche del fatto che la chiesa si sia limitata a fargli una ramanzina.
    Ragazzi badiamo bene non stiamo parlando di un idea come un altra stiamo parlando di una tra le idee più orribili del mondo!
    e la reazione dovrebbe essere ben altra!
    detto questo vi posto un evento successo a Roma proprio ieri:
    Paolo Masini, consigliere comunale del PD, ha porposto di intotale una strada adiacente al futuro “Museo della Shoah” nei pressi di Villa Torlonia, al “triangolo rosa”,
    il marchio di stoffa che veniva cucito sulle camicie degli omosessuali internati nei campi di sterminio.
    La mozione presentata é stata bloccata dai gruppi consiliari dell’Udc e de La Destra, che hanno posto un veto a una proposta dall’indiscutibile valore civico,
    come riconosciuto invece dagli altri gruppi di maggioranza e opposizione che hanno assicurato il loro sostegno.
    Ovviamente la questione faceva parte di un progetto più ampio di inttitolazione di una strada a tutti i gruppi sociali perseguitati vittime delle persecuzioni nazifasciste.
    Lascio i commenti a voi il mio pensiero potete immaginarlo.

  34. Arkadio scrive:

    Ho cercato di assimilare ciò che ha detto walter. Inizialmente non ho potuto che concordare con lui sulla ciclicità di questi eventi. Ma poi mi ritornò in mente improvvisamente il discorso alla fine del film il Grande Dittatore del mitico Charlie Chaplin.
    In quest’ultimo egli evindenziava le grandi trasformazione nei mezzi di trasporto e comunicazione, le quali evevano nella loro natura la capacità di legare gli uomini e con essi la cultura.
    Chiamatelo globalizzazione se volete, ma non dimentichiamo che stiamo vivendo un periodo di cambiamenti così veloci e così grandi che mi diventa difficile credere che le cose non cambieranno.

    L’informazione viaggia in tutto il mondo istantaneamente ormai, e io credo che sia questo il motoro che sta creando un mondo in cui l’opinione delle masse raggiunge un importanza cruciale. Unico requisito per un cmabiamento positivo in questo senso è la liberta d’informazione! la fine delle censure e il desiderio di vedere la realta del nostro mondo il più verosimilmente possibile.

    Sostengo dunque che il ricordo posse soppravvivere e con esso la volonta di non ripetere. La ciclicità di questi evente può essere spezzata ora che lo sviluppo tecnologico ce lo consente.

  35. Walter Loggetti scrive:

    Licia, ci insegni nei tuoi romanzi che la storia è ciclica e si ripete, lo dicono anche altri autori Eddings ad esempio, nel ciclo del Belgariad e in quello dei Mallorean.

    Molti filosofi lo dicono che la storia è comunque un cerchio…

    Perché inevitabilmente è così.
    Perché noi siamo gli stessi… non siamo cambiati, i nostri processi mentali sono uguali identici a quelli dei nostri progenitori di diecimila anni fa…

    Nella nostra “arroganza” possiamo dire che la nostra è una specie particolare, siamo capaci delle più profonde bassezze nei confronti dei nostri simili, e siamo altresì capaci di raggiungere vette sublimi…

    Cosa ha di diverso la Shoah, dall’inquisizione spagnola, dalla distruzione dei Catari, dalle innumerevoli stragi perpetuate con abilità dalla razza umana…

    E’ giusto e doveroso NON dimenticare, ma IMHO è proprio della razza umana il dimenticare, perché la Storia non la fanno i vinti, la storia la fanno i vincitori, ed a volte tendono a “dimenticarsi” dei loro crimini…
    La guerra riesce a tirare fuori il peggio ed il meglio del nostro animo…

    In guerra si commettono le peggiori atrocità in nome di una nostra “superiorità” rispetto al nemico… (di razza, di idee, di nobiltà d’animo o meno), ma riusciamo anche a compiere i più grandi atti eroici nel salvare altre vite umane…

    Dimenticheremo… Purtroppo…
    Dimenticheremo perché i testimoni diretti prima o poi moriranno…
    dimenticheremo perché c’è chi non crede alla verità neanche se si trova davanti ad un reduce… (non avevi il quadro di insieme… è capitato solo a te… ti sei sbagliato… io non ero ancora nato come faccio a crederti? etc etc etc)

    Più che dimenticare i “fatti”, dimenticheremo l’emozione, la nostra generazione è ancora relativamente vicina i nostri nonni li abbiamo conosciuti, e loro l’hanno vissuta sulla loro pelle…
    Mia nonna mi raccontava le “storie di guerra” per addormentarmi quando ero piccolo, mi piaceva sentirla raccontare, ma non sentivo la drammaticità del momento che aveva passato a nascondersi dai bombardamenti, o quando mi raccontava che in casa aveva nascosto dei partigiani nella cantina, ed in quel momento entrarono dei soldati tedeschi… e che se ne andarono via senza controllare perché mio padre allora bambinetto, era biondo e con gli occhi azzurri, e ad uno dei soldati ricordava il figlio, per cui si misero un po’ a fargli i complimenti e gli fecero qualche carezza, e gli regalarono pure qualcosa da mangiare… e poi se ne andarono…

    Mi piaceva sentirla raccontare di quel periodo… ma non ne sentivo la drammaticità, per me era divertente, si c’erano dei morti, ma da piccoli ci piacciono le esplosioni… non si pensa ai morti, si pensa alla Morte Nera che fa KABOOM!!!!

    Forse sono andato un po’ fuori tema…
    Ma il senso del mio discorso è questo…

    dimenticheremo… con il tempo… perché siamo fatti così…

    Ed incomincerà un altro ciclo…
    altre barbarie verranno commesse, altri NON DIMENTICHEREMO verranno detti…

    ma…

    E’ sempre la stessa canzone che va…
    la stessa di mille e duecento anni fa’…

  36. giuliano scrive:

    mousse: non sono del tutto daccordo.

    Da sempre le dittature, ma spesso anche altre forme di governo, perseguono gli oppositori politici, ma mai si era vista una tale determinazione e organizzazione nell’annientare un popolo intero.
    L’olocausto è e resterà una peculiarità nello scenario storico mondiale.

  37. M.T. scrive:

    Quando si vive in un sistema imperante e forte o ci si conformizza o ci si ribella, sapendo che in quest’ultima opzione si rischia di essere uccisi. Spesso la scelta ricade sulla prima per inerzia, per non voler pensare e per spirito di sopravvivenza.

  38. mousse scrive:

    La giornata di oggi ricorda lo sterminio degli ebrei, ma ricordiamo che nei campi non finirono solo ebrei ma generalmente tutte le persone considerate “scomode” o “fuori norma”.

    La cosa paradossale è che fu l’esercito russo a scoprire i primi campi (Auschwitz se non mi sbaglio) ma che fu proprio in russia che Stalin applicò, di fatto, gli stessi metodi verso i propri oppositori politici. E la cosa andò avanti per decenni.

    E che grossomodo tutte le dittature (o regimi similari), di qualsiasi colore politico, arrivarono a farlo.

    Quindi, sacrosanto ricordare queste atrocità, ma è altrettanto sacrosanto fare del nostro meglio perchè non si ripetano.

    Purtroppo chi è “straniero” o “diverso” suscita sempre una certa inquietudine.. senza che ce ne rendiamo nemmeno conto. Ci si sente in qualche modo “minacciati”: è un meccanismo che penso arrivi dalle parti più primitive del cervello. E poi c’è la naturale propensione a cercarsi un “nemico” a cui addossare tutte le colpe ed i problemi, per avere l’illusione di “controllo” sulla realtà e deresponsabilizzarsi, poter dire “non è colpa mia”. E poi, una volta trovato il nemico, via con la contrapposizione a tutti i costi, che fa sentire utili e importanti, parte di qualcosa.

    Pensiamoci bene, e pensiamo a quante volte facciamo, in modo più o meno esplicito, dei ragionamenti del genere.
    Dicono che l’Uomo è un essere razionale ma… io su questo continuo ad avere dei dubbi.

  39. Sara scrive:

    Non c’è molto da dire in più.
    Si dice sempre che ricordiamo per non dimenticare e non ricadere sugli stessi errori ma, allora, perchè oggi, in un modo diverso, guardiamo gli stranieri come all’inizio hanno guardato gli ebrei?
    Alla fine saremo sempre razzisti senza neppure accorgecene. Perchè la diffidenza, l’invidia e l’odio sono dentro di noi e il massimo che possiamo fare è cercare di sopprimerlo. Ma sarà sempre lì.

    Una cosa che non ho mai capito è la forza della mente di quei soldati nel vedere giorno dopo giorno venire sterminati millioni di persone senza neppure batter cilio. Come nulla fosse. Naturale.
    Posso capire la mente di un’povero pazzo, ma questo è troppo…tutti a guardare senza andare completamente fuori di testa!
    L’idea di vedere quelle persone come oggetti, certo, ma comunque io non ci riuscirei.

  40. M.T. scrive:

    La memoria sarà morta solo quando non ci sarà più la volontà di ricordare, quando la gente sarà incapace di mettersi nei panni dell’altro.
    Tempo fa scrissi un post sulla neve: mi piace veder cadere i fiocchi, imbiancarsi i pendii. Il candore dà una sensazione di pace e serenità, fa pensare a pupazzi di neve e bambini di neve.
    Ma sono stato in un campo di concentramento d’inverno, una visita di poche ore. Neve alta, vento sferzante, gelo pungente che attraversava i vestiti: si provava freddo nonostante l’abbigliamento invernale.
    C’è stata gente che ha lavorato schiavizzata, torturata in quel luogo vestita d’abiti che sembravano pigiami, attorniata da disprezzo e odio. La neve allora ha un significato di morte, di tomba.
    Se si riflette, sono cose che cambiano il modo di vedere il mondo.

  41. mousse scrive:

    Concordo su tutta la linea, purtroppo devo dire che la seconda G.M. non ci ha insegnato granchè… arrestare, imprigionare ed uccidere i nemici (veri o presunti) della propria idea e del proprio mondo non ha riguardato solo gli ebrei, o solo quel periodo storico: non dimentichiamolo mai. L’eugenetica e tutto quel che ne consegue era piuttosto in voga tra gli intellettuali degli anni 30 non solo in Germania.

    Vorrei però ricordare di fare attenzione a leggere la Storia tramite i romanzi: l’opera di Eco è un romanzo e non ha la pretesa d’essere documento storico. È come prendere per vero “il codice DaVinci”. Gli Storici possono fare anche delle scelte, solitamente sull’attendibilità di fonti e documenti, uniche fonti credibili di cronaca di un certo periodo, se mancano testimoni diretti.
    Censurare è sbagliato. Vagliare l’attendibilità delle fonti è indispensabile per non arrivare a follie come il negazionismo. E non solo per la shoah. Pensate alle teorie di complotto sui fatti dell’11 settembre. Negazionismo allo stato puro.

  42. Giada scrive:

    Purtroppo la morte degli ultimi testimoni della Shoà toglierà al ricordo della strage qualcosa di molto grande e importante. Però mi viene in mente la visita a Auschwitz e Birkenau che ho fatto quando ero alle superiori e ricordo le forti emozioni che ho provato. Guardare con i propri occhi e leggere libri scritti da testimoni possono comunque essere dei modi efficaci per avere sempre in mente quello che è successo.

  43. f scrive:

    La Giornata della Memoria ha già nel nome la volontà di non dimenticare l’orrore. Di non dimenticare le colpe, di tutti. Di chi materialmente ha compiuto la strage, ma anche di chi ne è stato complice senza denunciare ciò che sapeva. Hai ragione Licia, erano uomini e, aggiungerò io, burocrati (se ne ha un’idea leggendo La banalità del male di Hannah Arendt). Oggi, domani, dopodomani vale la pena di ricordare, perché tutto questo non accada mai più. E ricordiamoci che ogni volta che una società cerca di escludere il diverso in nome della sicurezza si è a un passo dalla catastrofe.

  44. Nihal95 scrive:

    L’ultima cosa da fare è dimenticare. Bisogna ricordare ogni giorno quanto è successo, bisogna sapere constantemente quanto può partorie la mente di un uomo, quanto possiamo essere pericolosi. In verità, però, la colpa non è tutta di hitler (scritto con la minuscola perchè non porto rispetto), povera mente malata, ma di chi lo ha sostenuto, di chi ha creduto anche un solo attimo che ciò che diceva quel pazzo era possibile e ha fatto di tutto per aiutarlo a concretizzarlo.
    Noi che possiamo fare? Ricordare, semplicemente. Ma non attraverso i libri di storia, attraverso libri e film che ci avvicinano ai protagonisti, a chi ha sofferto, e che ci rendono in parte partecipi di quella sofferenza. Noi tramsettiamo ai nostri figli tutto questo, e facciamo in modo che si imprima a lettere di fuoco anche nella loro mente, di modo che possano fare lo stesso con i loro figli e così via. NON BISOGNA DIMENTICARE!!!

    Riguardo al rogo di libri… bene, i nostri politici sono anticostituzionali. Ma dico, se io, una ragazzina di 15 anni che fa il liceo linguistico e non vorrà mai entrare nell’ambito politico, conosce la Costituzione, per quale assurdo, inspigabile motivo i politici non la conoscono???
    Come al solito, senza parole… :(

  45. Axelander scrive:

    Io visitai 15 anni fa il campo di concentramento di mathausen in austria. E a distanza di 40 anni si sentiva ancora l’aria di morte e sofferenza. Ne sono uscito domandandomi di come fosse possibile che il genere umano potesse arrivare a fare crudeltà simili. Anche se gli ultimi sopravvissuti se na andranno rimarranno comunque tante persone che porteranno avanti questo ricordo.

  46. ziska scrive:

    Quello che mi ha fatto forse più effetto è stato ragionare l’altro giorno su come si sia potuti arrivare a tanto e perchè, di fronte a quello che stava accadendo l’occidente, fino ad un certo momento, ha taciuto.

    E allora (dopo aver terminato il Libro di Eco “il cimitero di Praga”, che consiglio vivamente) ho capito una cosa. Oggi per noi l’antisemitismo e tutto quel che ne è conseguito, sono il frutto dell’ideologia nazista partorita dalla mente malata di Hitler che, in un momento di grande crisi economica e sociale, ha trovato, probabilmente, terreno fertile.

    Ci siamo dimenticati, o ci siamo voluti dimenticare, che l’Europo a fine XIX, inizio XX secolo ERA antisemita. L’occidente TUTTO era antisemita. Gli Ebrei erano il capro espiatorio perfetto in momenti di crisi; erano il soggetto adatto a cui accollare tutti i mali della società e dell’economia; erano le persone giuste da mettere dietro i grandi complotti di Stato.

    Poi il punto di non ritorno: la Shoà. Qualcosa sarà scattata sicuramente per far dire alla gente BASTA: la metodicità del tutto, quella precisa minuzia che ha fatto della soluzione finale una macchina perfettamente oliata, il fatto che 6 milioni sono 6 milioni, la presenza di donne, bambini e vecchi… non lo so.
    Ma alla fine della storia, indignati e raccapricciati da NOI STESSI, abbiamo dimenticato il vero nocciolo del problema. Non è che un giorno una mattina s’è svegliato un tizio di nome Adolf Hitler e ha deciso di sterminare gli ebrei. Per secoli, giorno dopo giorno s’è andato alimentando l’odio, la differenza e il disprezzo. Per secoli, giorno dopo giorno, s’è creato questo stato di assedio interno ed esterno per cui c’è un nemico che ci vuole distruggere e questo nemico VA eliminato. Giorno per giorno fino ad arrivare, come dicevo, al punto di non ritorno, fino a quando s’è presentata la situazione propizia, la congiunzione giusta che ha portato a tutto questo.

    Quello che ritengo veramente pericoloso è proprio questo aver voluto nascondere sotto il tappeto che tutti siamo stati antisemiti, che tutti odiavamo gli ebrei e che il seme di quell’odio oggi c’è ancora: non sono più gli ebrei (a parte qualche nostalgico delle SS) le vittime designate, ma ROM, extracomunitari, musulmani, arabi, cinesi… Però è lo stesso odio, con la stessa radice: la ricerca di un nemico che spieghi il perchè dei nostri mali e che possiamo combattere senza troppi drammi morali. E piano piano, giorno dopo giorno, se non accettiamo il nostro razismo intrinseco e non cerchiamo di capirlo e venirne a patti, la storia percorrerà la stessa strada e ci ritroveremo allo stesso identico punto. Per tornare, subito dopo, a batterci il petto, a chiederci come sia potuto succedere.

    Se non ci facciamo fuori da soli prima, ovviamente.

  47. Valberici scrive:

    Beh, si, se fosse per gli storici temo che si perderebbe la memoria di una gran parte del significato del passato.
    Ma per fortuna ci sono i narratori e gli scrittori. ;)

  48. Pingback: I giorni della memoria « I quaderni di Estelin

  49. Lauryell scrive:

    Oggi nella mia città, in piazza, si nomineranno fino a sera tutti i morti italiani nei campi di concentramento. Semplici nomi che riassumono interi mondi distrutti dall’odio umano, nomi che prima o poi rimarranno impressi solo su carta e su blocchi di pietra, nomi che richiamano uno dei tanti genocidi che hanno macchiato la storia dell’uomo. Appartengo alla nuova generazione che nonostante la superficialità che la società ci impone per sopravvivere, ancora riesce a commuoversi dinanzi alla disumanità di certe azioni, dinanzi all’assurdità certi odi infondati, dinanzi al principio una tale violenza, purtroppo troppe volte sperimentata nel corso della storia. Concordo con le tue parole.. Presto con ci rimarrà altro che la memoria, una serie di ricordi, emozioni e sofferenze che impregnano la carta e i libri. Saremo capaci di ricordare? Saremo capaci di imparare dagli errori dell’umanità per non ripeterli mai più? Intanto le guerre continuano, le violenze non cessano e pare che gli insegnamenti rimangano confinati solo in polverosi libri di storia. Abbiamo ancora così tanto da imparare… Ciò che rimane è solo la speranza per un nuovo domani, il rispettoso silenzio dinanzi alla Morte di ieri, e forse, una flebile luce, una nascente determinazione di cambiare l’oggi…

  50. Estelin scrive:

    Finché esiste il negazionismo, gli errori si ripeteranno. è sempre stato così, è così oggi e lo sarà in futuro. La verità è che viviamo in un mondo stupido e senza memoria…se non fa spavento questo…

  51. Francesco scrive:

    Riguardo ai crimini nazisti ieri sera c’è stata una bellissima trasmissione su LA7 con Marco Paolini (non è un caso che sia l’unica TV generalista ancora degna di essere vista) sul programma di soppressione e sterilizzazione dei malati di mente e degli handicappati da cui è emerso, tra l’altro, che l’EUGENETICA ha avuto i suoi fautori soprattutto in america e che tra i sostenitori della soppressione dei malati c’era anche Konrad Lorentz.
    Per quanto riguarda la SHOA non c’è solo la negazione o la dimenticanza, ma anche la minimizzazione di chi dice “si è vero ma anche le foibe …” “si è vero ma anche Stalin …” “si ma in Italia è stato diverso ..” dimenticando che il piano nazista di soppressione4 degli ebrei e dei diversi (malati, Rom, razze presunte inferiori) ha avuto un carattere di sistematicità e una base ideologica che supera tutte le eltre persecuzioni precedenti, e soprattutto ha goduto dell’indifferenza di gran parte dellla popolazione, come nel caso del comportamento, rivelato bnella trasmissione che ho detto, della complicità degli psichiatri tedeschi che hanno poi cercato di nascondere i documenti fino agli anno ’80.

  52. costanza scrive:

    Oggi sono andata con la mia scuola al teatro della mia città (il teatro comunale di Marano) per vedere uno spettacolo sulla shoa realizzato da una compagnia di cui avevo già visto altri spettacoli su temi come la camorra e così via. Di solito questi attori fanno spettacoli dove inseriscono delle battutine, giusto per rendere la cosa meno pesante ai ragazzi, ma oggi hanno voluto farci riflettere su molte cose. Ci hanno fatto riflettere sull’orrore di quei giorni, su come l’uomo a volte può essere davvero crudele. Credo che la maggiorparte di noi si sia chiesta:- Ma è possibile che tutte queste cose siano successe veramente? Ed è possibile che questo si ripeta?- Io dico di si, ma solo se le persone continueranno a non sapere e a non voler ricordare. Finchè il disgusto per questo omicidio di massa non svanirà, e finchè ci saranno ancora persone come quegli attori, che ci trasmetteranno il ricordo e ci faranno comprendere il dolore affinchè noi, una volta cresciuti, lo insegneremo e lo trasmetteremo ai nostri figli, forse saremo al sicuro.

  53. Ice Phoenix scrive:

    Ho riflettuto anche io su questa cosa, e cioè che ormai se ne parla davvero poco. Magari può capitare di dimenticarsi della data precisa dell’anniversario, ma il ricordo è sempre vivo e bruciante. Certo col passare delle generazioni la cosa diventerà lontana e quasi impossibile da poter credere. E pensare che anche ora c’è chi rinnega l’olocausto dicendo che una cosa del genere non è mai accaduta. Ricordare è importante e fondamentale. Spero solo che tra qualche centinaio di anni, chi leggerà della Shoà sui libri di storia, si stupirà delle barbarie avvenute. Spero anche che quel qualcuno guardando nel proprio presente veda che le cose sono cambiate, che niente di quello che è stato si è mai più ripetuto e che la civiltà si è finalmente evoluta al meglio in un mondo senza mali ne’ guerre. Forse è solo un sogno, ma speriamo che si avveri al più presto…
    Un bacio a tutti

  54. Giorgia scrive:

    Be’, io non credo che la gente, alla morte dei sopravvissuti, non proverà più le stesse emozioni. Io per esempio conosco i figli di un ebreo che si è salvato, e i figli, nonostante non abbiano vissuto quell’ esperienza personalmente, erano comunque toccati nel profondo, così come io, non avendo mai incontrato un testimone, così come gli altri credo, vengo comunque coinvolta in questo sentimento. Non so se mi sono spiegata bene.
    Secondo me i sentimenti che proviamo per la morte dei 6.000.000 di ebrei resteranno invariati, anche tra 50 anni. Basta che le persone continuino a parlare di quelle ferite, delle morti, dei campi di concentramento, e si continuerà a ricordare, ad essere commossi per la fine di tutte quelle famiglie. E si cercherà di non fare le stesse cose, gli stessi sbagli.

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